Testo approvato – Discarico 2014: bilancio generale dell'UE – Parlamento europeo – P8_TA(2016)0150 – Giovedì 28 aprile 2016 – Bruxelles – Edizione definitiva

Parlamento europeo

(AGENPARL) - Strasburgo,  -

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2014, sezione I – Parlamento europeo,

–  visti l’articolo 94, l’articolo 98, paragrafo 3, e l’allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0135/2016),

A.  considerando che, nella sua certificazione dei conti definitivi del 2014, il contabile del Parlamento ha attestato con ragionevole certezza che i conti forniscono sotto ogni aspetto significativo un’immagine veritiera e fedele della situazione finanziaria del Parlamento europeo e che non è stato portato alla sua attenzione alcun elemento su cui esprimere riserve;

B.  considerando che la Corte dei conti, a seguito del suo audit, ha constatato che da quest’ultimo non sono emerse carenze significative nei sistemi selezionati e nelle relazioni annuali di attività delle istituzioni e degli organismi;

C.  considerando che, in base alla procedura abituale, è stato inviato un questionario all’amministrazione del Parlamento, le cui risposte sono state ricevute e discusse dalla commissione per il controllo dei bilanci, in presenza del Vicepresidente competente per il bilancio, del Segretario generale e del revisore interno;

D.  considerando che sussistono sempre margini di miglioramento in termini di qualità, efficienza ed efficacia nella gestione delle finanze pubbliche e che il controllo è necessario per garantire che i responsabili politici e l’amministrazione del Parlamento rispondano del proprio operato ai cittadini dell’Unione;

Conti del Parlamento europeo

1.  constata che gli stanziamenti definitivi del Parlamento per il 2014 ammontavano complessivamente a 1 755 631 742 EUR, pari al 20,13 % della rubrica 5 del quadro finanziario pluriennale (QFP) accantonata per le spese amministrative delle istituzioni dell’Unione per il 2014, il che rappresentava nel complesso un aumento dello 0,3 % rispetto al bilancio 2013 (1 750 463 939 EUR);

2.  rileva che le entrate totali iscritte nei conti al 31 dicembre 2014 ammontavano a 174 436 852 EUR (2013: 158 117 371 EUR), di cui 26 979 032 EUR di entrate con destinazione specifica (2013: 25 991 783 EUR);

3.  ricorda che nel 2014 quattro capitoli hanno rappresentato da soli il 72 % della totalità degli impegni: capitolo 10 (Membri dell’Istituzione), capitolo 12 (Funzionari e agenti temporanei), capitolo 20 (Immobili e spese accessorie) e capitolo 42 (Spese relative agli assistenti parlamentari);

4.  prende atto delle cifre di chiusura dei conti del Parlamento europeo per l’esercizio 2014, vale a dire:

a)  Stanziamenti disponibili (EUR)

Stanziamenti per il 2014

1 755 631 742

Riporti non automatici dall’esercizio 2013

734 000

Riporti automatici dall’esercizio 2013

277 774 604

Stanziamenti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2014

26 979 032

Riporti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2013

106 934 452

Totale

2 168 053 830

b)  Utilizzo degli stanziamenti nell’esercizio finanziario 2014 (EUR)

Impegni

2 138 652 789

Pagamenti effettuati

1 742 390 229

Stanziamenti riportati automaticamente compresi quelli provenienti da entrate con destinazione specifica

383 988 975

Stanziamenti riportati non automaticamente

0

Stanziamenti annullati

39 918 558

c)  Entrate (EUR)

Riscosse nel 2014

174 436 852

d)  Totale bilancio al 31 dicembre 2014 (EUR)

1 476 824 398

5.  rileva che un importo di 71 500 000 EUR è stato trasferito dalle voci di bilancio per gli stanziamenti accantonati e da altre fonti in modo da contribuire a finanziare i canoni enfiteutici annuali per l’edificio Konrad Adenauer a Lussemburgo e il suo ampliamento e ammodernamento; osserva che ciò rappresenta il 4 % degli stanziamenti definitivi per il 2014;

Pareri della Corte dei conti sull’affidabilità dei conti 2014 e sulla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti

6.  ricorda che la Corte dei conti svolge una valutazione specifica delle spese amministrative e di altra natura nel quadro di un singolo gruppo di politiche per tutte le istituzioni dell’Unione, compreso il Parlamento europeo, e che nel complesso, dagli elementi probatori di audit risulta che la spesa per la rubrica «Amministrazione» non è inficiata da un livello rilevante di errori; prende nota del fatto che le verifiche delle operazioni indicano che il tasso di errore stimato nella rubrica 5 “Amministrazione” del QFP è pari allo 0,5 % (in calo rispetto all’1 % del 2013);

7.  ricorda che l’audit ha riguardato l’esame di un campione composto da 129 operazioni di pagamento, di cui 92 concernenti gli stipendi e le pensioni, le indennità correlate e altre spese per il personale, 14 eseguite nell’ambito di contratti relativi agli immobili e 23 per spese correlate (energia, comunicazione, tecnologie dell’informazione, ecc.); sottolinea che delle 129 operazioni controllate, 20 (15,5 %) presentavano errori; prende nota del fatto che, per i 12 errori quantificabili, il tasso di errore stimato risulta pari allo 0,5 %;

8.  sottolinea la raccomandazione della Corte dei conti affinché il Parlamento rafforzi i controlli sulle spese rimborsate dai partiti politici europei alle organizzazioni a questi affiliate e definisca norme appropriate, ad uso dei partiti politici, in materia di appalti pubblici, monitorandone l’applicazione mediante l’espletamento di verifiche adeguate e la definizione di migliori orientamenti; insiste affinché vi sia piena trasparenza per quanto riguarda le spese dei partiti politici europei e affinché in futuro la commissione competente esamini e discuta tali informazioni dettagliatamente nel contesto della procedura di discarico ordinaria;

Relazione annuale del revisore interno

9.  osserva che, nella riunione della commissione competente con il revisore interno del 25 gennaio 2016, quest’ultimo ha presentato la sua relazione annuale firmata il 16 luglio 2015, indicando di aver svolto, nel 2014, le seguenti attività di audit in relazione all’amministrazione del Parlamento:

   follow-up trasversale delle azioni in sospeso scaturite dalle relazioni di audit interno – fasi I e II – del 2014;
   incarico di consulenza sulle procedure di gestione interna e di controllo presso la Direzione del Sostegno alla democrazia (DG EXPO);
   esame periodico del progetto relativo all’edificio Konrad Adenauer – cfr. “Fase II: stima, notifica e controllo dei costi del progetto”;
   audit delle retribuzioni e delle indennità transitorie dei deputati;
   audit delle procedure di sovvenzione in seno alla DG Comunicazione (DG COMM);
   audit dei sistemi informatici (infrastrutture e attività informatiche) – cfr. “Incarico 1 – prima relazione: ottimizzazione delle risorse e continuità informatica”;
   audit dell’attuazione del codice di condotta sul multilinguismo, riguardante i servizi di interpretazione;

10.  sottolinea che, nel suo audit delle procedure di sovvenzione, il revisore interno conclude che vi è ampio margine per migliorare talune procedure di gestione e di controllo, offrendo così maggiori garanzie del fatto che il programma di sovvenzioni consegua i propri obiettivi mediante i seguenti punti:

   garantire che il programma di sovvenzioni pluriennali sia pienamente in linea con gli obiettivi della strategia di comunicazione a lungo termine dell’istituzione;
   garantire che il valore aggiunto del programma sia misurato mediante strumenti e indicatori di prestazione adeguati;
   concludere accordi con un numero più ristretto di partner strategici in grado di proporre un piano d’azione che copra l’intero periodo della convenzione di partenariato;
   migliorare la valutazione dei progetti proposti definendo una metodologia comune per la loro valutazione da parte di tutti i comitati di valutazione;
   migliorare la valutazione finanziaria e operativa dei progetti completati al momento del pagamento finale, in particolare garantire che le azioni siano state realizzate conformemente ai loro obiettivi iniziali;

Audit del quadro di controllo interno del Parlamento

11.  nota che a fine 2014, dopo notevoli progressi, restavano da ultimare solo quattro azioni delle 452 del quadro di controllo interno inizialmente concordate; invita il revisore interno a tenere informata la commissione per il controllo dei bilanci sui progressi compiuti in merito alle azioni rimanenti;

Seguito dato alla risoluzione sul discarico 2013

12.  prende atto delle risposte scritte alla risoluzione sul discarico per l’esercizio 2013(1) , pervenute alla commissione per il controllo dei bilanci il 15 ottobre 2015; accoglie con favore la presentazione del Segretario generale relativa alle diverse domande e richieste contenute nella suddetta risoluzione del Parlamento e lo scambio di opinioni con i deputati che ne è seguito;

13.  osserva che vi era un’incoerenza tra le date di presentazione del progetto di relazione sul discarico del Parlamento europeo e la possibilità di presentare quesiti supplementari al Segretario generale;

14.  prende atto della risposta del Segretario generale sull’accesso all’applicazione ePetition per deputati e pubblico in generale; chiede al Segretario generale di comunicare al Parlamento i risultati della consultazione del Servizio giuridico e di effettuare una valutazione dei costi sotto il profilo tecnico e di bilancio legati all’estensione dell’accesso all’applicazione;

15.  ricorda che i servizi di mensa mirano a fornire un servizio di ristorazione rapida ai deputati e al personale; esprime preoccupazione per lo spazio limitato delle mense nei periodi di punta, in particolare durante le settimane di tornata a Strasburgo; si compiace della disponibilità del nuovo spazio all’aperto che, quando le condizioni meteorologiche lo consentono, risolverà in parte la questione; invita l’amministrazione a migliorare ulteriormente la mensa di Strasburgo facendo un uso più efficiente di tutto lo spazio disponibile;

16.  osserva che il Parlamento ha iniziato a introdurre contratti a “prezzo fisso” per i servizi di ristorazione; sottolinea che le risorse di bilancio necessarie per i servizi di ristorazione sono state abbastanza limitate e rappresentano solo lo 0,23 % del bilancio annuale; si attende che i prezzi nei punti di ristorazione del Parlamento rimarranno stabili dopo il ripetuto e notevole incremento dei prezzi dei menu offerti;

17.  osserva che i nuovi contratti per le attività di ristorazione a Bruxelles, conclusi nel 2015, non prevedono più l’esclusiva per un unico fornitore di servizi di ristorazione; si attende che i punti di ristorazione previsti a Bruxelles, di dimensione più piccola, siano gestiti in modo da includere le PMI e promuovere la diversità tra i fornitori di servizi di ristorazione, al fine di garantire un servizio di qualità a prezzi accessibili;

18.  osserva con preoccupazione che l’aumento del livello dei prezzi ha portato a prezzi svantaggiosi e immotivati, in particolare per gli assistenti, i tirocinanti e i visitatori; sottolinea che gli aumenti significano che i prezzi applicati dal Parlamento sono ora praticamente equivalenti ai prezzi applicati dai ristoranti e dai bar vicini; osserva inoltre con preoccupazione che, mentre i prezzi sono aumentati, la qualità del cibo è notevolmente peggiorata;

19.  ritiene che le numerose settimane di collegio elettorale e di tornata rappresentino periodi durante i quali le mense e le strutture di ristorazione non sono pienamente utilizzate; propone che gli accordi con i fornitori di servizi di ristorazione contemplino la possibilità di impiegare il personale di tali strutture per altre attività durante le settimane in cui non tutte le mense e le strutture di ristorazione sono aperte;

20.  invita l’amministrazione a valutare e proporre un regime di prezzi che tenga conto delle nuove norme assicurando al contempo la possibilità di offrire sconti ai tirocinanti, con menù a prezzi accessibili;

21.  si rammarica che l’amministrazione non sia in grado di fornire dati sul numero variabile di pasti serviti durante i diversi giorni e le diverse settimane parlamentari; si chiede come sia possibile esercitare qualsiasi tipo di controllo sui fornitori se mancano informazioni di base come queste; invita l’amministrazione a mettere a disposizione della commissione competente il contratto di ristorazione entrato in vigore il 26 settembre 2015 e a fornire i dettagli relativi ai pasti serviti;

22.  sottolinea che, secondo la relazione della Corte dei conti adottata l’11 luglio 2014, se il Parlamento centralizzasse le proprie attività i potenziali risparmi per il bilancio dell’Unione sarebbero di circa 114 milioni di EUR l’anno; ribadisce l’invito al Parlamento e al Consiglio, al fine di realizzare risparmi a lungo termine, ad affrontare la questione della necessità di una tabella di marcia in vista dell’istituzione di una sede unica, come sostenuto dal Parlamento in diverse risoluzioni precedenti;

Discarico 2014

23.  prende atto della qualità dello scambio di opinioni tra il Vicepresidente competente per il bilancio, il Segretario generale e la commissione per il controllo dei bilanci, svoltosi il 4 febbraio 2016 alla presenza del membro competente della Corte dei conti e del revisore interno; si compiace della disponibilità mostrata dal Segretario generale e chiede maggiori opportunità per discutere con lui in seno alla commissione per il controllo dei bilanci in merito alle questioni che incidono sul bilancio del Parlamento;

24.  prende nota della firma, il 5 febbraio 2014, dell’accordo di cooperazione con il Comitato economico e sociale europeo (CESE) e il Comitato delle regioni (CdR); chiede che siano introdotte disposizioni concrete e dettagliate sul funzionamento dei servizi condivisi dalle tre istituzioni; insiste che l’accordo deve essere perfezionato in modo equilibrato e risultare proficuo per le tre istituzioni su un piano di parità; chiede che gli effetti dell’accordo siano oggetto di una valutazione intermedia di ogni istituzione riguardo al suo impatto in termini di personale, sinergie, valore aggiunto e contenuti e che siano verificati i vantaggi specifici dei risparmi e/o dei maggiori costi a carico del bilancio, con particolare considerazione per le rubriche concernenti il personale; chiede di continuare a essere informato del seguito dato all’accordo;

25.  ricorda che nel contesto di detto accordo nel Parlamento saranno trasferiti al massimo 80 funzionari provenienti dal CESE e dal CdR (dal servizio di traduzione ivi esistente), che lavoreranno nel nuovo servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS); ritiene che detto trasferimento dovrebbe consentire un aumento della produttività interna nel Parlamento e una diminuzione delle risorse di bilancio destinate all’esternalizzazione di studi e valutazioni; rileva con preoccupazione che finora sono stati trasferiti al Parlamento 25 funzionari del CESE e 24 funzionari del Comitato delle regioni appartenenti ai servizi di traduzione per lo più in età molto vicina alla pensione, il che comporta risparmi significativi per le linee di bilancio relative al personale (retribuzioni e pensioni) delle due istituzioni e un marcato incremento di tali voci per il Parlamento, sia a breve termine (retribuzioni) che a lungo termine (pensioni);

26.  si compiace della pubblicazione dei prestatori di servizi nella pagina iniziale dei deputati al Parlamento europeo, accanto ai dati relativi agli assistenti parlamentari accreditati (APA) e agli assistenti locali assunti dal deputato;

27.  deplora il trasferimento delle responsabilità dall’amministrazione agli uffici dei deputati; chiede all’amministrazione di effettuare un riesame volto a verificare quali obblighi (ad esempio la responsabilità di assicurare i tirocinanti) possono essere riassegnati all’amministrazione;

28.  insiste sulla necessità di articolare in modo più trasparente e aperto le procedure degli organi decisionali interni del Parlamento, specialmente dell’Ufficio di presidenza; chiede che siano pubblicati su internet e trasmessi tempestivamente e sistematicamente ai deputati gli ordini del giorno e i processi verbali delle riunioni;

29.  sottolinea che anche gli oneri amministrativi per gli uffici dei deputati sono aumentati in modo generale e chiede una razionalizzazione dei moduli da utilizzare per le procedure parlamentari interne, quali l’assunzione di nuovi assistenti;

30.  osserva che, con notevole ritardo, sono state adottate e sono in vigore da gennaio 2016 le norme interne sulle segnalazioni di irregolarità; esprime preoccupazione per la mancanza di protezione riconosciuta agli informatori e sollecita il Parlamento a vigilare affinché sia garantito il pieno rispetto dei loro diritti; invita l’Ufficio di presidenza a estendere le norme interne sulle segnalazioni di irregolarità agli APA e chiede che sia applicata una normativa nazionale equivalente agli assistenti locali;

31.  chiede precisazioni sulle modalità con cui è attuata la cooperazione ufficiale e informale con l’OLAF in materia di rimborso delle spese dei deputati; segnala la cessione di dati a terzi in almeno un caso; considera il fatto una violazione dell’indipendenza del mandato dei deputati;

32.  osserva che è stato difficile differenziare pienamente le attività politiche del Presidente dalla sua preparazione in quanto “Spitzenkandidat” al vertice del suo Partito alle elezioni europee del 2014 ed è stato altresì difficile fare una differenziazione per gli altri “Spitzenkandidaten”; ritiene che non sia stata operata una distinzione netta tra i due ruoli; chiede una chiara separazione tra le funzioni dei titolari di pubblici uffici e le attività di campagna elettorale dei candidati alle elezioni europee; si rammarica dell’uso almeno indiretto del personale del Parlamento per aiutare a preparare le campagne e chiede che tale pratica non si verifichi più in futuro; si rammarica al riguardo che il Presidente abbia trasformato il profilo Twitter della presidenza del Parlamento europeo nel suo profilo privato e l’abbia utilizzato durante la campagna elettorale;

33.  incarica la DG EPRS di condurre un’analisi comparativa del quadro giuridico che disciplina la compatibilità dei candidati che partecipano a campagne elettorali in altre organizzazioni internazionali e negli Stati membri (elezione del Primo ministro, del Segretario generale, del Cancelliere, ecc.);

34.  osserva che, nel periodo tra il 22 gennaio e il 18 aprile, le missioni internazionali ufficiali effettuate dal Presidente sono state per lo più con rappresentanti ufficiali e governativi affiliati a organizzazioni e partiti socialisti; chiede maggiori informazioni al riguardo;

35.  chiede ulteriori informazioni in merito alle campagne di tutti gli “Spitzenkandidaten”, in particolare se sono stati accompagnati da funzionari e da altri membri del personale statutario non in aspettativa durante la campagna elettorale; si compiace delle informazioni complementari fornite dal Presidente e chiede agli altri candidati il medesimo livello di trasparenza;

Indennità per spese generali (ISG)

36.  rammenta che l’ISG è destinata a coprire le spese nello Stato membro di elezione, come ad esempio la locazione dell’ufficio del deputato, le attrezzature, le forniture e la documentazione oppure l’organizzazione logistica di eventi; rileva che un sistema di controllo generale dell’indennità di mandato parlamentare del deputato richiederebbe un numero di nuovi posti amministrativi che varia da 40 a 75, il che sarebbe contrario al piano di riduzione del personale;

37.  sostiene la completa trasparenza per quanto riguarda l’ISG onde consentire ai cittadini europei di essere informati sulle spese generali dei deputati al Parlamento europeo; esorta l’Ufficio di presidenza a rivedere l’elenco delle spese rimborsabili a titolo dell’ISG;

38.  ribadisce l’invito a una maggiore trasparenza per quanto riguarda l’ISG dei deputati; invita l’Ufficio di presidenza a definire regole più precise per quanto concerne la rendicontazione delle spese autorizzate a titolo di tale indennità, senza determinare costi e oneri amministrativi aggiuntivi per i deputati;

39.  ricorda all’Ufficio di presidenza l’urgente necessità di procedere ad una verifica dell’ISG;

Gestione del regime di sovvenzioni per i gruppi di visitatori

40.  valuta positivamente un migliore adeguamento delle sovvenzioni dell’Istituzione per i gruppi di visitatori ai costi effettivamente sostenuti; esprime tuttavia profonda preoccupazione per il fatto che suddetto elemento rappresenti l’unica azione critica individuata dal revisore interno del Parlamento;

41.  è preoccupato che i finanziamenti per i gruppi di visitatori nel 2014 vengano tuttora pagati principalmente in contanti: nel 2013 una spesa di 24 593 928,16 EUR è stata pagata per il 73,14 % in contanti e per il 26,86 % tramite bonifico bancario, mentre, nel 2014, una spesa di 22 281 749,46 EUR è stata pagata per il 71,15 % in contanti e per il 28,85 % tramite bonifico bancario;

42.  prende atto del rilievo della Corte dei conti, contenuto nell’analisi panoramica della gestione finanziaria del bilancio dell’Unione, secondo cui la prassi di pagare in contanti il rimborso delle spese sostenute dai gruppi di visitatori rappresenta un “elemento ad alto rischio”; chiede pertanto che la modalità di pagamento in contanti per il rimborso delle spese sostenute dai gruppi di visitatori venga limitata per quanto possibile; evidenzia l’elevato rischio per la reputazione del Parlamento e il grave rischio di sicurezza che comporta il pagamento in contanti ai gruppi di visitatori; riconosce le preoccupazioni pratiche e chiede la valutazione di metodi di pagamento efficaci e alternativi prima di adottare una nuova regolamentazione relativa all’accoglienza dei gruppi di visitatori;

Registro per la trasparenza e conflitti di interesse

43.  accoglie con favore il fatto che la Commissione abbia avviato una procedura di consultazione pubblica riguardo alla revisione dell’attuale registro per la trasparenza della Commissione e del Parlamento, e alla sua estensione al Consiglio; chiede che subito dopo la consultazione pubblica venga creato un gruppo di lavoro interistituzionale con il compito di formulare proposte riguardanti la revisione del registro, il relativo codice di condotta e il suo funzionamento;

44.  chiede inoltre una relazione da parte dell’amministrazione del Parlamento sugli ex dirigenti, amministratori delegati, direttori e membri del consiglio di amministrazione di pertinenti organizzazioni non governative europee che sono attualmente deputati al Parlamento;

45.  chiede l’elaborazione di una relazione da parte dell’amministrazione sull’utilizzazione dei locali del Parlamento europeo da parte dei gruppi di interesse e di altre organizzazioni esterne; invita l’Ufficio di presidenza a esaminare la compatibilità di tali manifestazioni con l’attività parlamentare, garantendo al contempo che il Parlamento continui ad essere un’istituzione aperta al dialogo con la società civile e al dibattito pubblico;

46.  ricorda l’obbligo dei deputati di informare immediatamente l’amministrazione circa ogni cambiamento nella loro dichiarazione di interessi; si rammarica che i curriculum vitae e le dichiarazioni di interessi dei deputati eletti nel 2014 siano stati caricati sul sito web del Parlamento con notevole ritardo;

47.  esorta il Parlamento ad adottare norme che consentano di divulgare tutti i contributi ricevuti dai lobbisti/rappresentanti di interessi per quanto riguarda le bozze di strategie, leggi ed emendamenti in quanto “impronta legislativa”;

48.  chiede all’Ufficio di presidenza di prevedere la possibilità tecnica, per i deputati che lo desiderano, di pubblicare sul loro sito web ufficiale i loro calendari e in particolare le riunioni con i lobbisti;

Direzione generale delle Politiche interne e Direzione generale delle Politiche esterne

49.  prende nota che nel 2014 i costi delle delegazioni, delle assemblee parlamentari paritetiche, delle delegazioni ad hoc e delle missioni di osservazione elettorale al di fuori dell’Unione si siano ridotti, passando da 5 794 360 EUR (2013) a 1 351 212 EUR (2014), a seguito delle osservazioni formulate dal Parlamento nella summenzionata risoluzione sul discarico per l’esercizio 2013 e a causa della riduzione delle missioni dovute al periodo di transizione da una legislatura alla successiva, che ha di fatto sospeso i viaggi di delegazione per alcuni mesi; si rammarica tuttavia che alcune missioni del Parlamento sono state eccessivamente costose, in particolare nel caso di destinazioni lontane; si aspetta che tali costi vengano ulteriormente motivati e ridotti nel prossimo futuro e chiede la pubblicazione dei dati relativi ai costi di ogni missione nella relazione annuale di attività;

50.  ritiene opportuno valutare la possibilità di ridurre il numero di viaggi di delegazione utilizzando strumenti informatici quali le videoconferenze;

51.  chiede che siano quanto prima predisposti e alimentati di contenuti i siti web delle delegazioni interparlamentari; considera altrettanto fondamentale che, nella misura in cui il bilancio lo consenta, le riunioni pubbliche delle delegazioni siano trasmesse in diretta via streaming, al pari delle riunioni delle commissioni parlamentari;

Direzione generale dei Servizi di ricerca parlamentare

52.  ricorda che il nuovo servizio di ricerca per i deputati ha iniziato a mettere a disposizione dei singoli deputati una capacità di ricerca mirata grazie a pubblicazioni documentali riguardanti tutti i principali settori di intervento; evidenzia che, nel suo primo anno completo di attività, il servizio di ricerca ha prodotto oltre 450 pubblicazioni, ha risposto a 1 675 richieste di lavori di ricerca avanzate dai deputati e ha trattato 745 richieste analoghe da parte di altri clienti del Parlamento; rileva che tale struttura dà accesso a una grande quantità di informazioni pertinenti che dovrebbe ridurre significativamente il ricorso ad esperti esterni, consentendo un notevole risparmio; chiede che i documenti di informazione in tutti i principali settori d’azione siano tradotti nelle lingue nazionali degli Stati membri;

53.  chiede una definizione più chiara dei compiti dei vari tipi di servizi (servizio di ricerca, valutazione d’impatto) e che i deputati siano informati circa tali ambiti di competenza;

54.  chiede al servizio della valutazione d’impatto ex ante di migliorare la sua visibilità via posta elettronica, per quanto riguarda gli eccellenti servizi che esso fornisce ai membri della commissione e ai relatori, così come i suoi metodi di lavoro; incoraggia la prosecuzione delle sessioni di formazione per i consulenti e gli assistenti dei deputati; chiede un sostanziale potenziamento delle risorse umane disponibili in questo settore, dal momento che ciò contribuirà significativamente a far sì che il Parlamento partecipi al processo decisionale su un piano di parità;

55.  si compiace del fatto che finora non sono state segnalate lamentele sulle valutazioni di impatto unilaterali e chiede al servizio di assicurare ancora la neutralità dei lavori;

56.  esorta la DG EPRS a differenziare ulteriormente le proprie pubblicazioni dalle posizioni ufficiali del Parlamento onde evitare di creare confusione tra il pubblico e i media; accoglie con favore l’introduzione della clausola di esclusione della responsabilità in tutte le pubblicazioni; invita la DG EPRS a rendere tale clausola maggiormente visibile, non soltanto sul retro della pagina, e a introdurre altre funzioni per poter distinguere facilmente le pubblicazioni dalle posizioni ufficiali approvate dal Parlamento;

Direzione generale della Comunicazione

57.  rileva che VoteWatch ha ottenuto due sovvenzioni (149 172 EUR nel 2012 e 350 000 EUR nel 2013) destinate al cofinanziamento di progetti specifici inerenti alle elezioni europee; chiede una valutazione del valore aggiunto di tali progetti;

58.  esprime preoccupazione per il fatto che le attività di comunicazione del Parlamento non abbiano conseguito risultati effettivi, in considerazione della costante diminuzione del tasso di affluenza alle urne in occasione delle elezioni europee, nonché per la generale mancanza di conoscenze presso la società circa il ruolo del Parlamento e le sue attività;

59.  critica la presentazione di dati statistici sul sito web del Parlamento relativi a motivazioni di voto, discorsi in Aula, interrogazioni parlamentari, emendamenti, proposte di risoluzione, interrogazioni scritte al Presidente del Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione o al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, in quanto sembra intesa a dimostrare quali sono i deputati che, a quanto pare, sono “attivi” su piattaforme quali MEPRanking; invita il Parlamento a non fornire più i dati grezzi sotto forma statistica e a tenere presenti criteri più idonei per definire un deputato “attivo”;

60.  osserva che la DG COMM ha chiesto strenuamente la riduzione delle spese e una maggiore attenzione all’efficienza; chiede di porre un maggiore accento su una diffusione efficiente, piuttosto che onerosa, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC); osserva che, malgrado le ingenti somme spese per il sito web del Parlamento, la navigazione risulta tuttora difficile e complessa e non si registra ancora la visibilità auspicata; raccomanda di procedere a una revisione della strategia di marketing; sottolinea che un sito web accessibile e trasparente è fondamentale per coinvolgere i cittadini;

61.  chiede un nuovo ed efficiente motore di ricerca per il sito web del Parlamento, che offra una solida ottimizzazione (search engine optimization) e produca una pagina completa dei risultati di ricerca, unitamente a uno sforzo mirato a potenziare l’accesso al sito mediante un sistema migliore di riconoscimento delle parole chiave; raccomanda un’intensa cooperazione interistituzionale al fine di collegare tutte le banche dati web delle istituzioni dell’Unione; osserva che ciò garantirà una maggiore trasparenza delle attività dell’Unione per tutti cittadini;

Casa della storia europea

62.  si rammarica di apprendere che i lavori nell’edificio Eastman, che ospiterà la Casa della storia europea, continuano ad accumulare ritardi; chiede un piano di comunicazione/ progetti di promozione e per il sito web/ un piano di marketing che illustrino nel dettaglio le modalità con cui la Casa della storia europea conseguirà il livello di impatto auspicato;

63.  ricorda che i lavori avrebbero dovuto concludersi entro la fine del 2014; si attende che il bilancio complessivo inizialmente concordato per la costruzione del progetto sia rispettato malgrado i ritardi e che la prima mostra sia inaugurata alla fine del 2016;

64.  chiede una netta separazione dai contenuti informativi offerti dal già esistente Parlamentarium; mette in guardia, ancora una volta, contro il rischio di costi successivi eccessivamente elevati, che non sono affatto proporzionati alla realizzazione della struttura;

Centro visitatori del Parlamento europeo

65.  si compiace che il Parlamentarium rientri fra le attrazioni turistiche più visitate a Bruxelles e abbia registrato nel 2014 un numero di visitatori pari a 340 500 (nel 2013 i visitatori sono stati 337 000); sottolinea l’importanza di comunicare alle autorità belghe tali cifre nonché i conseguenti vantaggi;

66.  è preoccupato per il fatto che la linea di bilancio per il centro visitatori del Parlamento europeo è aumentata del 24 % rispetto all’anno precedente a fronte di un incremento del numero di visitatori che è stato solo dell’1 %;

67.  raccomanda che lo Stato membro in cui sono stabilite le strutture del Parlamentarium finanzi in parte la loro realizzazione e le spese di funzionamento;

Premio LUX

68.  constata che la spesa per il premio LUX per il cinema nel 2014 ammontava a 391 506 EUR, importo che è notevolmente inferiore rispetto agli anni precedenti (nel 2013 era pari a 448 000 EUR e nel 2012 era pari a 434 421 EUR) e che copriva i costi per la selezione ufficiale, il concorso, incluse la sottotitolazione nelle 24 lingue ufficiali dell’Unione e le stampe per le proiezioni nei 28 Stati membri, nonché la cerimonia di premiazione; ricorda che le attività di pubblicizzazione e promozione del Premio Lux per il cinema, così come del premio Sacharov e dei diritti delle donne, si prefiggono di illustrare l’impegno del Parlamento a favore di valori consensuali quali i diritti umani e la solidarietà, nonché l’impegno a favore della diversità linguistica e culturale; esprime rammarico per il fatto che il risultato di un’indagine sul grado di conoscenza del premio LUX e sul relativo impatto, richiesta nella risoluzione sul discarico per il 2013, non siano ancora disponibili; chiede che i risultati di tale studio siano pubblicati entro metà maggio 2016 e che siano presentati ufficialmente alla commissione per il controllo dei bilanci e alla commissione per la cultura e l’istruzione;

Direzione generale del Personale

69.  prende atto del fatto che, nel 2014, 309 funzionari e agenti temporanei sono stati assunti presso il Segretariato mentre otto agenti temporanei sono stati assunti presso i gruppi politici; che, al 31 dicembre 2014, presso il Parlamento europeo erano impiegati complessivamente 6 040 funzionari e agenti temporanei (di cui 5 295 persone presso il Segretariato e 745 presso i gruppi politici); sottolinea che nel 2013 tali cifre erano pari rispettivamente a: 6 105 (totale), 5 308 (Segretariato generale) e 797 (gruppi politici);

70.  chiede requisiti in materia di qualifiche più chiari per il personale, specialmente in funzioni sensibili quali ad esempio le segreterie di commissione o il servizio di valutazione d’impatto ex ante; chiede la verifica dei requisiti specifici per quanto riguarda la neutralità politica e ideologica del personale; chiede che al Parlamento siano illustrati i criteri di selezione del personale;

71.  osserva che 114 ex membri del personale interinale per le tornate di Strasburgo sono stati assunti nel 2014 dal Parlamento in qualità di agenti contrattuali; sottolinea che la sentenza di un tribunale francese sugli interinali non può di per sé giustificare la decisione di assumere tali persone come personale statutario;

72.  sottolinea che, nell’ambito della revisione nel 2014 dello statuto e dell’attuale QFP con decorrenza dal 1° gennaio 2014, sono stati cancellati dall’organigramma 67 posti (66 posti permanenti e uno temporaneo) al fine di conseguire la riduzione del 5 % del numero di posti durante il periodo dal 2013 al 2017, ad esclusione dei gruppi politici;

73.  sottolinea che grazie al prolungamento dell’orario di lavoro da 37,5 a 40 ore settimanali nel quadro della revisione dello statuto, si è ottenuto l’equivalente di oltre 350 posti, il che compensa praticamente per diversi anni la riduzione del 5 % dell’organico stabilita nell’ambito della riforma dello statuto; invita il Parlamento a presentare una relazione trasparente con dati annuali sulla prevista riduzione di posti, includendovi anche il prolungamento dell’orario di lavoro;

74.  rileva che la percentuale di funzionari di sesso femminile resta estremamente elevata e ha raggiunto il 59,2 % alla fine del 2014 contro il 58,8 % alla fine del 2013; esprime preoccupazione per la mancanza di parità in seno all’amministrazione, alla luce del fatto che le donne rappresentano il 30 % dei capi unità, il 34 % dei direttori e il 18,2 % dei direttori generali; chiede che sia predisposto un piano di pari opportunità, con particolare riferimento ai posti dirigenziali, onde porre rimedio quanto prima a questo squilibrio; ricorda che, nel 2014, su otto direttori uno era di sesso femminile e su 31 capi unità nove erano donne; ritiene che la procedura di assunzione debba essere equilibrata; ribadisce il suo appello affinché vi sia una rappresentanza più equilibrata di donne nei posti dirigenziali di alto livello;

75.  si rammarica che il Parlamento non abbia ancora pubblicato informazioni a cadenza annuale sugli alti funzionari che hanno lasciato l’amministrazione dell’Istituzione, né un elenco dei casi di potenziali conflitti di interesse che sono stati esaminati, come previsto dall’articolo 16, comma 4, dello statuto dei funzionari;

76.  constata che, alla fine del 2014, vi erano 1 686 APA (1 763 nel 2013) che lavoravano al Parlamento europeo e 4 453 assistenti locali che avevano un contratto di lavoro con i deputati;

77.  esprime preoccupazione per il fatto che il numero di assistenti locali assunti dai singoli deputati varia considerevolmente, variando da 0 a 46 nel 2014 (rispetto a 0-43 nel 2013); sottolinea che 91 deputati hanno assunto più di 10 assistenti nel 2014 (rispetto a 84 deputati nel 2013);

78.  si compiace che l’Ufficio di presidenza abbia adottato, il 26 ottobre 2015, una nuova serie di regole per la gestione dell’indennità di assistenza parlamentare, rendendo più rigorosi i requisiti per il rimborso dei contratti con gli assistenti locali, ossia destinando almeno il 25 % dell’indennità di assistenza parlamentare alla copertura delle spese per gli assistenti accreditati;

79.  osserva che, alla fine del 2014, gli APA rappresentavano il 26,7 % del personale del Parlamento; ricorda che il contratto di circa 1 700 assistenti parlamentari accreditati assunti durante la settima legislatura si è concluso nel luglio 2014 e che prima della fine del 2014 è stata messa a punto un’importante operazione da parte della Direzione generale del Personale per assumere 1 686 APA affinché collaborino con i deputati durante l’ottava legislatura;

80.  insiste che le indennità giornaliere per le missioni a Strasburgo degli APA sono come minimo del 21 % inferiori a quelle del restante personale statutario; deplora che l’Ufficio di presidenza non abbia accolto la richiesta formulata dal Parlamento nel paragrafo 74 della sua risoluzione del 29 aprile 2015; chiede all’Ufficio di presidenza di adottare le misure necessarie al fine di porre fine a tale disparità e di adeguare le indennità giornaliere degli APA a quelle del resto del personale statutario;

81.  deplora che l’Ufficio di presidenza non abbia dato seguito al paragrafo 71 della sua risoluzione del 29 aprile 2015; chiede all’Ufficio di presidenza di adottare d’urgenza le misure necessarie affinché il Comitato consultivo per la prevenzione delle molestie sul lavoro degli APA abbia una composizione equilibrata e comprenda almeno due rappresentanti degli assistenti parlamentari accreditati;

82.  prende atto con soddisfazione delle misure adottate per organizzare la gestione dei contratti degli assistenti parlamentari accreditati in vista dell’inizio dell’ottava legislatura e in particolare del funzionamento corretto dell’applicazione APA People; ritiene, tuttavia, che sarebbe stato necessario dotare di più personale amministrativo alcuni servizi implicati nella procedura di assunzione degli APA per renderla più rapida ed efficiente; sottolinea che le risorse umane e tecniche non sono state sufficienti per evitare ritardi nella firma dei contratti di alcuni assistenti, interruzioni di contratti e ritardi nel pagamento delle diarie e di altre indennità e quindi degli stipendi; riconosce, tuttavia, che la procedura è migliorata in modo manifesto rispetto al 2009 e che il Parlamento deve continuare a lavorare per aumentare la rapidità e la fluidità della procedura di assunzione;

83.  chiede al Segretario generale e all’Ufficio di presidenza di analizzare e dare soluzione ai problemi in relazione agli APA quali i ritardi nella firma dei contratti all’inizio dell’attuale legislatura, la rescissione dei contratti e le conseguenze dell’anticipo delle date delle elezioni europee per i periodi minimi di versamento di contributi richiesti; chiede inoltre di coinvolgere i rappresentanti degli APA nella valutazione delle soluzioni;

84.  prende atto dei progressi compiuti per adeguare i corsi di formazione alle esigenze specifiche degli APA; ritiene tuttavia fondamentale proseguire in questa direzione, specialmente nelle formazioni specifiche, con orari adattati ai corsi intensivi di lingua, dato che solitamente sono organizzati in periodi in cui la maggior parte degli APA deve fruire delle ferie annuali; chiede che si tenga anche conto delle specifiche situazioni degli APA al momento di stabilire gli orari di organizzazione delle attività al fine di migliorare il benessere sul lavoro (attenzione) e delle conferenze a mezzogiorno;

85.  prende atto della relazione di valutazione dello statuto degli assistenti redatta dal Parlamento e presentata nel luglio 2015; deplora il fatto che la relazione si limiti, in sostanza, a valutare i risultati dell’applicazione APA-People e a segnalare alcuni problemi riscontrati dall’amministrazione nell’attuazione dello statuto e delle norme interne di attuazione; esprime la sua insoddisfazione e il suo completo disaccordo con alcuni giudizi di valore emessi nella seconda parte della relazione; ritiene pertanto che la valutazione effettuata non consegua i suoi obiettivi se non nel caso dell’applicazione APA-People; chiede pertanto al Parlamento di effettuare una valutazione completa e globale dello statuto e delle norme di attuazione entro la fine di quest’anno; la valutazione deve riguardare anche tutti gli aspetti di carattere giuridico che sollevino difficoltà in modo da poter gettare le basi per migliorare, adattare e riformare le diverse norme nel prossimo futuro; chiede inoltre di associare i rappresentanti ufficiali degli APA in tale processo, segnatamente in considerazione del ruolo positivo svolto nel primo riesame;

86.  sollecita che in materia di trasparenza la relazione annuale del Parlamento rifletta le attività organizzate e finanziate dal comitato del personale a carico del bilancio dell’istituzione, precisando i tipi di attività, le spese sostenute e il rispetto della corretta gestione finanziaria;

87.  chiede che siano forniti i risultati della valutazione dell’applicazione di assunzione degli APA “APA People” lanciata all’inizio della legislatura in corso;

Direzione generale delle Infrastrutture e della Logistica

88.  sottolinea che la nuova strategia immobiliare a medio termine comporterà la ricerca di spazi supplementari per coprire il fabbisogno del Parlamento in un perimetro prestabilito, in prossimità degli edifici principali; evidenzia che la pianificazione pluriennale dei lavori di ristrutturazione dovrebbe essere basata su previsioni realistiche e dettagliate per quanto riguarda sia i parametri finanziari che le scadenze; ricorda che il Parlamento è proprietario dell’81 % della superficie totale che occupa e che è necessario tutelare il bilancio in relazione ai costi di ristrutturazione legati all’invecchiamento degli edifici, cosa che costituirà una grande sfida per il Parlamento nei prossimi anni;

89.  constata che, nei suoi tre luoghi di lavoro, il Parlamento occupa 1,1 milioni di m2 ; considera della massima importanza stabilire misure adeguate per garantire la sostenibilità degli edifici del Parlamento a fronte dell’aumento dei costi di manutenzione;

90.  ribadisce che è necessaria un’assoluta prudenza prima di impegnarsi in nuove acquisizioni o locazioni e che occorre controllare e adeguare regolarmente il piano strategico in materia di locali; ritiene che i concetti del quadro strategico di esecuzione dovrebbero, tra l’altro, fornire al Parlamento la possibilità di ridurre il fabbisogno di nuovi edifici, dal momento che orientano l’organizzazione in misura maggiore ai risultati e all’equilibrio tra vita professionale e privata del personale; segnala che anche le tecnologie e le pratiche comunemente disponibili, come il telelavoro, potrebbero contribuire a un uso più efficiente del tempo e a un Parlamento più ecocompatibile;

91.  osserva che dal giugno 2014 circa 1 000 dipendenti delle DG IPOL, EXPO ed EPRS si sono trasferiti nell’edificio Square de Meeûs; ricorda che tale trasferimento ha costituito la prima fase fondamentale del processo volto a mettere a disposizione dei deputati spazi supplementari negli edifici centrali del Parlamento; desidera essere informato in merito alle azioni successive del Parlamento e ricevere un calendario concreto che indichi quando saranno disponibili ulteriori uffici;

92.  chiede all’amministrazione di provvedere alla realizzazione di strutture nei principali edifici del Parlamento destinate al personale che lavora nell’edificio Square de Meeûs, tra cui una sala per i deputati finalizzata alla consultazione di documenti ad accesso limitato;

93.  si rammarica che non sia stato ancora possibile concludere un accordo di cooperazione tra il Parlamento e la Commissione sulla gestione congiunta delle Case d’Europa; esorta le due istituzioni a giungere a un accordo reciprocamente accettabile che definisca un quadro per l’acquisto o la locazione di immobili e a semplificare le procedure amministrative e finanziarie per la gestione quotidiana delle Case d’Europa; chiede l’intervento della gerarchia politica, se necessario;

94.  ritiene che sia da tempo necessaria la ristrutturazione dell’edificio Paul-Henri Spaak, compresi un ampliamento dell’edificio e l’aumento delle sale per seminari destinate ai visitatori e degli uffici per i deputati; sostiene la pianificazione dell’amministrazione ma sottolinea che deve essere portata avanti tenendo conto dell’attuale numero di deputati e non del numero a seguito di un eventuale, e irrealistico, allargamento dell’Unione;

95.  chiede una pianificazione e proiezioni dei costi concrete per i lavori di ristrutturazione; sollecita una maggiore trasparenza e la partecipazione dei singoli deputati alle decisioni che influiscono in modo determinante sugli aspetti amministrativi e finanziari dell’istituzione; considera insufficienti le informazioni fornite e gli accordi preliminari conclusi a livello della Conferenza dei presidenti e dell’Ufficio di presidenza; chiede che tutti i documenti strategici relativi all’organizzazione e al futuro sviluppo del Parlamento siano distribuiti a tutti i deputati;

96.  esprime preoccupazione per la proposta di internalizzare il servizio di trasporto e quindi i relativi costi supplementari con un aumento di oltre il 50 % nel 2017 rispetto al 2016;

Direzione generale dell’Interpretazione e delle Conferenze e Direzione generale della Traduzione

97.  osserva che, secondo il calcolo effettuato dal Parlamento, il numero medio di ore settimanali che gli interpreti statutari hanno trascorso nelle cabine fornendo servizi di interpretazione nel 2014 è stato pari a 10,7 ore/settimana; constata tuttavia che le ore nelle cabine rappresentano solo una parte dell’attività svolta dagli interpreti, che comprende anche la preparazione delle riunioni, l’apprendimento delle lingue e gli aggiornamenti, l’obbligo di reperibilità e la formazione tematica e specializzata; invita il Segretario generale a fornire indicatori che misurino tutte le attività svolte dagli interpreti; deplora che il divario relativo all’erogazione degli incarichi di interpretazione da parte di singoli interpreti si attesti in media tra le 6 e le 16 ore settimanali all’anno, determinando un carico di lavoro disomogeneo per gli interpreti; riconosce che, a causa delle elezioni, il 2014 non è stato un anno normale per quanto riguarda il volume dell’attività parlamentare;

98.  osserva con preoccupazione che il metodo di calcolo concernente le statistiche non è stato chiarito e invita l’amministrazione a comunicare meglio le sue procedure ai pertinenti rappresentanti degli interpreti;

99.  invita l’amministrazione ad escludere i congedi e le assenze per malattia dal calcolo del numero medio di ore trascorse dagli interpreti in cabina;

100.  ribadisce l’importanza del multilinguismo ai fini della legittimità democratica dell’istituzione; accoglie con favore il fatto che, grazie a una politica del multilinguismo più efficiente nell’impiego delle risorse adottata dall’Ufficio di presidenza nel 2011 e alle successive riforme organizzative, siano stati realizzati risparmi nelle linee di bilancio relative all’interpretazione; chiede che le condizioni di lavoro prevedano misure di salvaguardia intese a tutelare la qualità e la salute degli interpreti, facendo fronte al contempo alle necessità derivanti dal mutamento dei modelli dell’attività parlamentare e da un uso efficiente delle risorse; invita il Segretario generale a proseguire gli sforzi per collaborare strettamente con gli interpreti;

101.  ribadisce che sono ancora possibili miglioramenti in termini di efficienza nella fornitura dei servizi di interpretazione, in particolare mediante l’aumento dell’efficienza di un servizio attualmente ostacolato da norme risalenti al 2005 che non sono più compatibili con l’attuale struttura delle riunioni dell’Istituzione; chiede che sia valutato se sia possibile ottenere miglioramenti in termini di efficienza anche nelle unità di sostegno amministrativo della DG INTE;

102.  chiede un riesame per valutare se sia garantito un numero adeguato di interpreti interni anche durante le giornate in cui si svolge l’attività principale del Parlamento;

103.  invita la Direzione generale dell’interpretazione e delle conferenze ad adottare tutte le necessarie misure di gestione per migliorare gli strumenti informatici e il supporto tecnico per gli interpreti adeguandoli a quelli della Commissione, ad aumentare la produttività in termini di incarichi di interpretazione, a riallineare i carichi di lavoro di interpretazione dei singoli interpreti e a garantire la presenza e la disponibilità di interpreti statutari nei giorni in cui si svolge l’attività principale del Parlamento, rispettando nel contempo appieno i loro diritti sociali; chiede infine al Segretario generale di presentare una nuova impostazione ai fini di un uso del personale efficiente, anche sotto il profilo del costi, che sia altresì basata su un accordo con gli interpreti;

104.  ritiene che il miglioramento della prestazione del servizio di interpretazione, in particolare insieme alla Commissione e nel contesto della cooperazione istituzionale, aumenterebbe l’efficienza del ricorso a detti servizi;

105.  è preoccupato per il fatto che la responsabilità dell’organizzazione delle riunioni e della gestione delle conferenze sia disseminata tra varie DG;

Direzione generale delle Finanze

Agenzia di viaggi

106.  si compiace del fatto che le istruzioni fornite dalla DG FINS all’agenzia di viaggi finalizzate alla ricerca dei prezzi migliori siano attuate in modo efficace; incoraggia inoltre l’agenzia a intensificare la comparazione e a puntare a siglare accordi con le principali compagnie aeree ai fini di una maggiore flessibilità e di prezzi più contenuti, assicurando al contempo la possibilità di modificare e cancellare i viaggi; invita l’agenzia di viaggi a cercare attivamente biglietti e offerte meno costosi in sede di prenotazione e, in generale, a offrire prezzi più competitivi prendendo in considerazione tutte le compagnie aeree; invita la DG FINS a elaborare un sondaggio tra gli utenti sul livello di soddisfazione del servizio offerto dall’agenzia di viaggi al fine di individuare ulteriori ambiti di miglioramento;

107.  prende atto delle difficoltà di gestire le richieste relative ai viaggi di un’istituzione avente le dimensioni e le funzioni del Parlamento e con le peculiarità (flessibilità, annullamento all’ultimo minuto) inerenti alla natura delle sue attività;

108.  invita la DG FINS a rivalutare, in stretta collaborazione con la DG SAFE e la DG COMM, i piani relativi alle situazioni di emergenza per affrontare meglio le nuove minacce relative alla sicurezza, in particolare per quanto concerne le missioni fra le diverse sedi dell’istituzione;

Fondo di vitalizio volontario

109.  osserva che a fine 2014 il deficit attuariale stimato del fondo di vitalizio volontario, calcolato sulla base degli attivi del fondo, era aumentato a 270,3 milioni di EUR (nel 2013 era pari a 207,9 milioni di EUR); sottolinea che tale aumento è fonte di preoccupazione per quanto riguarda il prematuro esaurimento del capitale del fondo;

110.  fa notare che le passività future stimate del fondo sono distribuite su un periodo di vari decenni; invita l’Ufficio di presidenza a prendere in esame opzioni per migliorare la liquidità del fondo;

111.  chiede che i risultati della valutazione esterna richiesta dal Parlamento nella suddetta risoluzione sul discarico per l’esercizio 2013 siano presentati senza ulteriore indugio; considera il consiglio di amministrazione del fondo di vitalizio volontario il principale responsabile dell’ammontare del deficit del fondo; chiede un concetto unico per il fondo di vitalizio privato, al fine di ridurne le passività; invita l’Ufficio di presidenza a presentare immediatamente dopo il ricevimento della valutazione esterna una proposta per un piano d’azione globale inteso ad affrontare le responsabilità del Parlamento; reputa necessario ridurre le prestazioni pensionistiche per gli aderenti al fondo;

112.  invita l’Ufficio di presidenza a effettuare quanto prima possibile una valutazione della situazione attuale del fondo pensioni;

Assistenza parlamentare

113.  accoglie con favore le nuove e più rigorose norme applicabili agli assistenti locali e ai prestatori di servizi; osserva che in alcuni punti le nuove norme restano vaghe e sono fonte di interpretazione errata; chiede un ulteriore chiarimento in merito a tali punti, in particolare per quanto riguarda le attività collaterali degli assistenti locali e dei prestatori di servizi; sottolinea che entrambi i gruppi dovrebbero essere oggetto di un controllo molto rigoroso;

114.  accoglie con favore la creazione del portale elettronico (e-Portal) dei deputati; ritiene che sia uno strumento efficiente in termini di costi ed efficace per controllo delle finanze, in linea con la strategia senza supporto cartaceo perseguita dal Parlamento; invita la DG FINS a promuovere attivamente il suo uso tra tutti i deputati al PE;

Direzione generale dell’Innovazione e dell’Assistenza tecnologica

115.  rileva che la politica di sicurezza dell’informazione del Parlamento richiede una strategia di sicurezza aziendale coordinata e armonizzata;

116.  sollecita un potenziamento dei sistemi di sicurezza per proteggere i dati dall’accesso non autorizzato con contestuale divulgazione controllata, nonché per evitare manomissioni, modifiche o cancellazioni, al fine di assicurare l’integrità, la riservatezza e la disponibilità dei dati;

117.  chiede la creazione di un sistema di allerta rapida in caso di emergenza che consenta alla DG ITEC, in collaborazione con la DG SAFE, di inviare comunicazioni tempestive via sms o e-mail ai deputati e al personale che desiderino far parte dell’elenco dei destinatari di questo sistema di comunicazione da utilizzare in determinate situazioni di emergenza in materia di sicurezza;

118.  prende atto che è stato eseguito un audit esterno sulle TIC da parte di un soggetto terzo indipendente, come richiesto durante la procedura di discarico 2013; osserva inoltre che l’obiettivo dell’audit era quello di valutare le capacità di sicurezza delle TIC del Parlamento come pure la potenziale esposizione dei suoi sistemi alle minacce informatiche, allo scopo di elaborare un piano di miglioramento della sicurezza delle TIC, ivi compresa una proposta di tabella di marcia per accrescere il livello generale di sicurezza del Parlamento; chiede regolamentazioni in materia di cibersicurezza onde garantire che il Parlamento possa proteggere efficacemente i propri sistemi informatici nonché garantire la sicurezza e la protezione dei deputati in caso di attacchi informatici;

119.  è preoccupato per il fatto che la valutazione dell’organizzazione, della maturità e delle capacità della sicurezza delle TIC del Parlamento, eseguita in conformità alle norme ISO 27002:2013 e alle migliori prassi internazionali, abbia evidenziato un livello relativamente basso di maturità della sicurezza organizzativa;

120.  chiede prove di stress regolari dei sistemi di sicurezza del Parlamento nel settore delle TIC;

121.  osserva che l’Ufficio di presidenza ha adottato una politica in materia di sicurezza dei sistemi TIC in occasione della riunione del 7 settembre 2015; sottolinea la necessità di attuare con urgenza una politica in materia di sicurezza delle TIC molto più solida, in linea con la tabella di marcia del Parlamento per una strategia globale in materia di sicurezza dell’informazione;

Direzione generale della Sicurezza e della protezione

122.  constata che l’internalizzazione dei servizi di sicurezza è stata portata a termine a Bruxelles nel dicembre 2014 e a Strasburgo il 1° luglio 2015, in seguito all’adozione di un concetto di sicurezza globale; sottolinea che, dato il recente contesto della sicurezza, dovrebbero essere realizzate ulteriori misure di sicurezza e una revisione urgente del concetto di sicurezza globale adottato dall’Ufficio di presidenza nel 2011;

123.  esprime preoccupazione in relazione ai diversi approcci adottati dalle autorità di Bruxelles e Strasburgo per quanto riguarda la sicurezza dei locali del Parlamento; reputa essenziale collaborare strettamente con le autorità di Belgio, Francia e Lussemburgo per potenziare il perimetro di sicurezza intorno agli edifici del Parlamento;

124.  chiede una selezione efficace dell’intero personale addetto alla sicurezza al fine di garantirne l’idoneità all’espletamento dei compiti previsti in termini di affidabilità e livelli di competenza professionale;

125.  insiste sulla necessità di accordare la massima priorità al rafforzamento della sicurezza degli edifici del Parlamento e delle immediate vicinanze; ritiene necessario che il personale incaricato della sicurezza sia dotato di attrezzature adeguate e goda di condizioni di lavoro appropriate alla luce dell’attuale situazione della sicurezza;

126.  chiede una revisione delle misure di sicurezza degli edifici e un maggiore controllo all’ingresso dei parcheggi del Parlamento attraverso il riconoscimento automatico delle targhe; chiede che sia istituito un punto centrale di controllo esterno per controllare tutti i fornitori esterni che accedono agli edifici del Parlamento;

127.  ricorda i casi di furto verificatisi negli uffici dei deputati al PE; invita la DG INLO e la DG SAFE a garantire una maggiore sicurezza e trasparenza per quanto concerne i fornitori e gli addetti alla manutenzione che hanno accesso agli uffici;

128.  ritiene fondamentale disporre di rigorosi controlli di pre-assunzione, procedure vincolanti che disciplinano la cessazione dal servizio, strutture adeguate di gestione della sicurezza e formazioni idonee in materia di gestione delle crisi;

129.  ricorda i fatti del 7 ottobre 2014 che hanno visto coinvolti manifestanti curdi; chiede che abbia luogo una valutazione completa e confidenziale dei servizi di sicurezza del Parlamento; accoglie con favore, come primo passo, l’istituzione di un gruppo ad alto livello comprendente rappresentanti del Parlamento, della Commissione, del Consiglio e dello Stato belga al fine di rafforzare la cooperazione nel campo della sicurezza; chiede una maggiore cooperazione con i servizi di sicurezza nazionali e internazionali;

130.  insiste sulla necessità di un maggiore livello di cooperazione tra la DG SAFE e la DG ITEC, allo scopo di assicurare un adeguato grado di protezione delle informazioni e della comunicazione all’interno del Parlamento;

131.  rileva che le istituzioni e gli organi dell’Unione, nell’affrontare oggi le problematiche legate alla sicurezza e alla lotta al terrorismo, evidenziano risorse distinte, regole diverse e strutture differenti che non sono compatibili; ritiene che tale situazione non solo comporti una debole gestione delle risorse all’interno delle rispettive amministrazioni (il bilancio annuale per le spese relative alla sicurezza per la Commissione e il Parlamento è di circa 40 milioni di euro per istituzione, mentre il Consiglio ha circa 15 milioni di euro e il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) ha più di 5 milioni di euro solo per la sicurezza delle loro sedi a Bruxelles), ma potrebbe anche aumentare la vulnerabilità delle istituzioni dell’Unione;

132.  esprime preoccupazione per l’attuale contesto della sicurezza che vede una grave minaccia terroristica estendersi in tutta Europa e oltre, in particolare dopo gli attentati coordinati di Bruxelles e di Parigi e l’attacco sventato sul treno Thalys; invita tutte le istituzioni dell’Unione a promuovere proattivamente una cooperazione rafforzata tra di esse e con le autorità nazionali dei paesi ospitanti in cui hanno la loro sede, i loro uffici o delegazioni, o dove svolgono le proprie mansioni;

133.  invita il Segretario generale, e le rispettive autorità amministrative della Commissione, del Consiglio, del SEAE e delle commissioni parlamentari, ad esplorare le possibili basi per una politica di sicurezza interistituzionale comune, tra cui un piano d’azione per sviluppare elementi comuni quali attività e metodologie di valutazione del rischio, personale e mezzi per la protezione delle rispettive autorità politiche e degli ospiti VIP, programmi di formazione e risorse per il personale di sicurezza, apparecchiature e tecnologie di controllo dell’accesso, sicurezza informatica e delle comunicazioni, nonché gestione delle risorse specializzate, che dovrebbe essere in sinergia con le autorità competenti dei paesi ospitanti dei siti principali, degli uffici esterni e delle delegazioni dell’Unione;

Un Parlamento ecocompatibile

134.  si compiace delle conclusioni positive dell’audit effettuato dalla Corte dei conti nel 2013 e 2014, in cui si sottolinea che delle 14 istituzioni e organi europei controllati il Parlamento europeo era quello che aveva elaborato la strategia più ambiziosa in materia di riduzione delle emissioni di CO2 ;

135.  richiama l’attenzione sul fatto che le videoconferenze e il telelavoro possono contribuire a un uso più efficiente del tempo e a un Parlamento più ecocompatibile, riducendo i costi amministrativi e di trasferta;

136.  sottolinea la necessità di applicare il concetto di appalti pubblici verdi a tutti i contratti e i bandi di gara; chiede che siano fissati obiettivi vincolanti e ambiziosi per i contratti verdi, segnatamente nei settori del vitto e della ristorazione, dei veicoli e del trasporto, delle installazioni sanitarie e idriche, della carta, della gestione dei rifiuti, delle apparecchiature informatiche e per il trattamento di immagini, dell’illuminazione, della pulizia e del mobilio;

Appalti pubblici verdi ed EMAS

137.  invita il Segretario generale a elaborare un piano per ridurre il numero di bauli disponibili per le trasferte parlamentari; propone l’introduzione di un sistema di “bauli su richiesta” o un “sistema di condivisione dei bauli” in modo da ridurre i costi in termini finanziari e di impronta di carbonio;

138.  accoglie con favore misure supplementari per compensare le emissioni inevitabili; invita il Parlamento a sviluppare ulteriori politiche di compensazione delle emissioni di CO2 ;

Gruppi politici (linea di bilancio 4 0 0)

139.  rileva che nel 2014 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 0, destinati ai gruppi politici e ai deputati non iscritti, sono stati utilizzati nel modo seguente:

Gruppo

2014 primo semestre

2014 secondo semestre

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati*

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all’esercizio successivo

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all’esercizio successivo (2015)

PPE

11 147

7 813

11 311

101 %

7 649

8 772

7 744

6 485

74 %

9 960

S&D

7 956

4 619

8 415

106 %

4 160

7 663

4 194

6 435

84 %

5422

ECR

2 128

1 053

2 731

128 %

450

2 886

457

1 745

60 %

1598

ALDE

3 401

1 759

3 644

107 %

1 516

2 813

1 531

1 847

66 %

2498

GUE/NGL

1 374

417

1 519

111 %

272

2 153

272

1 170

54 %

1255

Verts/ALE

2 211

1 388

2 689

122 %

911

2 081

912

1 707

82 %

2 146

EFDD

1 229

1 137

1 544

126 %

822

2 002

827

1 164

58 %

1287

Deputati non iscritti

753

441

715

95 %

92

1 238

92

566

46 %

533

Totale

30 200

18 626

32 567

15 872

29 608

16 030

21 118

29 442

* Tutti gli importi sono espressi in migliaia di euro.

Partiti politici europei e fondazioni politiche europee

140.  rileva che nel 2014 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 2 sono stati utilizzati nel modo seguente(2) :

Partito

Abbreviazione

Risorse proprie*

Sovvenzione PE

Totale delle entrate

Sovvenzione PE in % della spesa ammissibile (max. 85 %)

Eccedenza di entrate (trasferimento alle riserve) o perdite

Partito popolare europeo

PPE

2.126

9.327

13.605

85%

345

Partito dei socialisti europei

PSE

1.083

5.297

7.864

85%

78

Partito dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa

ALDE

759

2.813

3.582

85%

173

Partito Verde Europeo

PVE

575

1.918

2.493

84%

50

Alleanza dei conservatori e riformisti europei

AECR

373

1.943

2.376

85%

0

Partito della sinistra europea

SE

282

1.219

1.501

85%

54

Partito Democratico Europeo

PDE

123

565

730

85%

13

Democratici UE

EUD

49

274

340

85%

0

Alleanza libera europea

ALE

126

526

708

85%

0

Movimento politico cristiano europeo

ECPM

73

388

475

85%

4

Alleanza europea per la libertà

EAF

93

521

614

84%

-3

Alleanza europea dei movimenti nazionalisti

AEMN

117

363

480

85%

37

Movimento per un’Europa della libertà e della democrazia

MELD

124

635

941

85%

5

Totale

5.903

25.789

35.709

85%

756

(*) Tutti gli importi sono espressi in migliaia di euro.

141.  rileva che nel 2014 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 3 sono stati utilizzati nel modo seguente(3) :

Fondazione

Abbreviazione

Partito di affiliazione

Risorse proprie*

Sovvenzione PE

Totale delle entrate

Sovvenzione PE in % della spesa ammissibile (max. 85 %)

Centro Wilfried Martens per gli studi europei

WMCES

PPE

831

4.203

5.034

85%

Fondazione europea di studi progressisti

FEPS

PSE

636

3.087

3.723

85%

Forum liberale europeo

ELF

ALDE

169

941

1.110

85%

Fondazione verde europea

GEF

PVE

174

914

1.088

85%

Transform Europe

TE

SE

111

587

698

85%

Istituto dei democratici europei

IED

PDE

43

265

308

85%

Centro Maurits Coppieters

CMC

ALE

48

216

264

85%

New Direction – Foundation for European Reform

ND

AECR

195

915

1.110

85%

Fondazione europea per la libertà

EFF

EAF

45

244

289

85%

Organizzazione per la cooperazione interstatale europea

OEIC

EUD

21

135

156

85%

Fondazione politica cristiana per l’Europa

CPFE

ECPM

37

187

224

85%

Fondazione per un’Europa della libertà e della democrazia

FELD

MELD

62

271

333

85%

Identités & Traditions européennes

ITE

AEMN

42

174

216

85%

Totale

2.414

12.139

14.553

85%

(*) Tutti gli importi sono espressi in migliaia di euro.

2.229

11.325

13.554

85%

(1) Risoluzione del Parlamento europeo, del 29 aprile 2015, recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2013, sezione I – Parlamento europeo (GU L 255 del 30.9.2015, pag. 3).
(2) Fonte: PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.295/BUR) e PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.297/BUR), punto 12.
(3) Fonte: PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.295/BUR) e PV BUR. del 20.10.2014 (PE 538.297/BUR), punto 12.
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