Relazione – Codice europeo in materia di comunicazioni elettroniche (rifusione) – A8-0318/2017 – Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

parlamento europeo

(AGENPARL) - Bruxelles,  -

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice europeo delle comunicazioni elettroniche (rifusione)

(COM(2016)0590 – C8-0379/2016 – 2016/0288(COD))

(Procedura legislativa ordinaria – rifusione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il protocollo n. 1 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), sul ruolo dei parlamenti nazionali nell’Unione europea,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0590),

–  previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali, visti i loro pareri motivati,

–  visti l’articolo 294, paragrafo 2, e l’articolo 114 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0379/2016),

–  visto l’articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

–  visto il parere motivato inviato dal Parlamento svedese, nel quadro del protocollo n. 2 sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 26 gennaio 2017(1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni dell’8 febbraio 2017(2),

–  visto l’accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi(3),

–  vista la lettera in data 17 ottobre 2017 della commissione giuridica alla commissione per l’industria, la ricerca e l’energia a norma dell’articolo 104, paragrafo 3, del suo regolamento,

–  visti gli articoli 104 e 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia e i pareri della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per la cultura e l’istruzione e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0318/2017),

A.  considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta della Commissione non contiene modificazioni sostanziali se non quelle espressamente indicate come tali e che, per quanto concerne la codificazione delle disposizioni immutate degli atti precedenti e di tali modificazioni, la proposta si limita ad una mera codificazione degli atti esistenti, senza modificazioni sostanziali;

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso, tenendo conto delle raccomandazioni del gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

EMENDAMENTI DEL PARLAMENTO EUROPEO(4)**

alla proposta della Commissione

———————————————————

2016/0288 (COD)

Proposta di

DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

che istituisce il codice europeo delle comunicazioni elettroniche

(Rifusione)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 114,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali, visti i loro pareri motivati,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(5),

visto il parere del Comitato delle regioni(6),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria,

considerando quanto segue:

(1)  Le direttive 2002/19/CE(7), 2002/20/CE(8), 2002/21/CE(9) e 2002/22/CE(10) del Parlamento europeo e del Consiglio hanno subito sostanziali modifiche. Poiché si rendono necessarie nuove modifiche, a fini di chiarezza è opportuno procedere alla loro rifusione.

(2)  Il funzionamento delle cinque direttive che fanno parte del quadro normativo in vigore per le reti e i servizi di comunicazioni elettroniche (direttiva 2002/19/CE, direttiva 2002/20/CE, direttiva 2002/21/CE, direttiva 2002/22/CE e direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio)(11) è sottoposto a un riesame periodico da parte della Commissione al fine di determinare, in particolare, se siano necessarie modifiche in funzione del progresso tecnico e dell’evoluzione dei mercati(12).

(3)  Nella strategia per il mercato unico digitale la Commissione ha indicato che la revisione del quadro delle telecomunicazioni si sarebbe concentrata su misure volte ad incentivare gli investimenti nelle reti a banda larga ad alta velocità, promuovere un approccio più coerente improntato al mercato unico riguardo alla politica e alla gestione dello spettro radio, instaurare condizioni propizie a un autentico mercato unico grazie al superamento della frammentazione normativa, assicurare un’efficace protezione dei consumatori, parità di condizioni per tutti gli operatori del mercato e un’applicazione uniforme delle regole e garantire una maggiore efficacia del quadro regolamentare istituzionale. Nella strategia per il mercato unico digitale in Europa si annunciava altresì il riesame della direttiva 2002/58/CE al fine di garantire un elevato livello di tutela della vita privata agli utenti dei servizi di comunicazione elettronica nonché condizioni di parità a tutti gli operatori del mercato.

(4)  La presente direttiva s’iscrive nel quadro della verifica dell’adeguatezza della regolamentazione dell’UE (REFIT), nel cui ambito rientrano quattro direttive (direttiva quadro, direttiva autorizzazioni, direttiva accesso e direttiva servizio universale) e un regolamento (regolamento BEREC(13)). Ciascuna delle direttive prevede attualmente misure applicabili ai fornitori sia di reti sia di servizi di comunicazione elettronica, in linea con la regolamentazione storica del settore, in base alla quale le imprese erano verticalmente integrate, ossia attive nella fornitura sia di reti che di servizi. La revisione del quadro normativo rappresenta un’occasione per rifondere le quattro direttive e semplificare la struttura attuale, al fine di renderla più coerente ed accessibile, in linea con l’obiettivo dell’iniziativa REFIT. Essa offre inoltre la possibilità di adattare la struttura alla nuova realtà del mercato, in cui la fornitura di servizi di comunicazione non è più necessariamente abbinata alla fornitura di una rete. Come previsto nell’accordo interistituzionale, del 28 novembre 2001, ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi, la rifusione consiste nell’adozione di un nuovo atto normativo che integra in un unico testo le modificazioni sostanziali che introduce in un atto precedente e le disposizioni immutate di quest’ultimo. L’oggetto della proposta di rifusione sono le modificazioni sostanziali che introduce in un atto precedente; a titolo accessorio, la proposta include la codificazione delle disposizioni immutate dell’atto precedente e di tali modificazioni sostanziali.

(5)  La presente direttiva dovrebbe istituire un quadro normativo per garantire la libera prestazione delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica, fatte salve soltanto le condizioni stabilite nella presente direttiva e le restrizioni ai sensi dell’articolo 52, paragrafo 1, del trattato, in particolare le misure di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di sanità pubblica, nonché ai sensi dell’articolo 52, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in appresso “la Carta”).

(6)  Le disposizioni della presente direttiva lasciano impregiudicata per ciascuno Stato membro la possibilità di adottare le misure necessarie, giustificate dai motivi di cui agli articoli 87 e 45 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, per assicurare la tutela dei suoi interessi essenziali in materia di sicurezza, salvaguardare l’ordine pubblico e la pubblica sicurezza e consentire la ricerca, l’individuazione e il perseguimento dei reati, tenendo conto del fatto che, conformemente all’articolo 52, paragrafo 1, della Carta, tali misure devono essere previste dalla legge, rispettare il contenuto essenziale dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla Carta e rispettare il principio di proporzionalità.

(7)  La convergenza dei settori delle telecomunicazioni, dei media e delle tecnologie dell’informazione implica che tutte le reti e i servizi di comunicazione elettronica dovrebbero essere disciplinati, per quanto possibile, da un unico codice europeo delle comunicazioni elettroniche istituito da un’unica direttiva, tranne che per le questioni che possono essere gestite meglio attraverso norme direttamente applicabili stabilite mediante regolamenti. È necessario separare la regolamentazione delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica dalla regolamentazione dei contenuti. Di conseguenza, il presente codice non si applica ai contenuti dei servizi forniti mediante reti di comunicazione elettronica che utilizzano servizi di comunicazione elettronica, come i contenuti delle emissioni radiotelevisive, i servizi finanziari e taluni servizi della società dell’informazione, e lascia quindi impregiudicate le misure adottate a livello di Unione o nazionale riguardo a tali servizi, in ottemperanza alla normativa dell’Unione, per promuovere la diversità culturale e linguistica e per assicurare la difesa del pluralismo dei mezzi di informazione. Il contenuto dei programmi televisivi è disciplinato dalla direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio21. La regolamentazione della politica audiovisiva e dei contenuti persegue obiettivi di interesse generale, quali la libertà di espressione, il pluralismo dei mezzi di informazione, l’imparzialità, la diversità culturale e linguistica, l’inclusione sociale, la protezione dei consumatori e la tutela dei minori. Se non esplicitamente esclusi, le reti e i servizi di comunicazione elettronica rientrano nel campo di applicazione del presente codice. Inoltre, la separazione della regolamentazione delle comunicazioni elettroniche dalla regolamentazione dei contenuti non incide sul riconoscimento dei collegamenti fra i due aspetti, in particolare al fine di garantire la libertà di espressione e di informazione, il pluralismo dei mezzi di informazione, la diversità culturale, la protezione dei consumatori, la vita privata e la protezione dei dati personali.

(7 bis)  Gli Stati membri dovrebbero garantire che i cittadini dell’Unione abbiano accesso universale a un’ampia gamma di informazioni e di contenuti di alta qualità e di valore pubblico, nell’interesse del pluralismo dei mezzi di informazione e della diversità culturale, tenendo conto della rapida evoluzione dei sistemi di distribuzione e dei modelli di business che interessa attualmente il settore dei media.

(8)  La presente direttiva non incide sull’applicazione della direttiva 2014/53/UE alle apparecchiature radio ma si applica alle apparecchiature utilizzate dagli utenti della radio e della televisione digitale.

(9)  Per permettere alle autorità nazionali di regolamentazione di conseguire gli obiettivi fissati nella presente direttiva, soprattutto per quanto riguarda l’interoperabilità da punto a punto, è opportuno che l’ambito di applicazione della direttiva copra alcuni aspetti delle apparecchiature radio definite nella direttiva 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(14) e le apparecchiature di consumo utilizzate per la televisione digitale, al fine di agevolare l’accesso degli utenti disabili. È importante che le autorità di regolamentazione incoraggino gli operatori di rete e i produttori di apparecchiature a cooperare per rendere più agevole agli utenti con disabilità l’accesso ai servizi di comunicazione elettronica. La presente direttiva dovrebbe applicarsi anche all’uso non esclusivo dello spettro per l’uso personale di apparecchiature terminali radio, anche se non riconducibile a un’attività economica, al fine di garantire un approccio coordinato per quanto riguarda il relativo regime di autorizzazione.

(10)  Taluni servizi di comunicazione elettronica di cui alla presente direttiva potrebbero rientrare anche nella definizione di “servizio della società dell’informazione” di cui all’articolo 1 della direttiva (UE) 2015/1535 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 settembre 2015, che prevede una procedura d’informazione nel settore delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società dell’informazione. Le disposizioni che disciplinano i servizi della società dell’informazione si applicano ai servizi di comunicazione elettronica nella misura in cui non esistono disposizioni più specifiche applicabili a questi ultimi nella presente direttiva o in altri atti dell’Unione. Tuttavia, i servizi di comunicazione elettronica come la telefonia vocale, i servizi di messaggistica e i servizi di posta elettronica sono disciplinati dalla presente direttiva. La stessa impresa, ad esempio un fornitore di servizi Internet, può offrire sia un servizio di comunicazione elettronica, quale l’accesso ad Internet, sia servizi non contemplati dalla presente direttiva, ad esempio la fornitura di materiale in rete e non relativo alle comunicazioni.

(11)  La stessa impresa, ad esempio un operatore via cavo, può offrire sia un servizio di comunicazione elettronica, quale la trasmissione di segnali televisivi, sia servizi non previsti dalla presente direttiva, quali la commercializzazione di un’offerta di servizi di contenuto radiofonico o televisivo, e pertanto a tale impresa possono essere imposti obblighi supplementari in relazione alla sua attività di fornitore o distributore di contenuti, conformemente a disposizioni che esulano dalla presente direttiva, fatto salvo l’elenco di condizioni di cui all’allegato I della presente direttiva.

(12)  Il quadro normativo dovrebbe riguardare l’uso dello spettro radio da parte di tutte le reti di comunicazione elettronica, incluso l’emergente uso personale dello spettro radio da parte di nuovi tipi di reti costituite esclusivamente da sistemi autonomi di apparecchiature radio mobili collegate mediante connessioni senza fili e prive di una gestione centralizzata o di un operatore di rete centralizzato, non necessariamente correlato all’esercizio di una determinata attività economica. Nel contesto in evoluzione delle comunicazioni mobili di quinta generazione, tali reti dovrebbero diffondersi in particolare all’esterno degli edifici e nelle strade per i trasporti, l’energia, le attività di ricerca e sviluppo, la sanità elettronica, la protezione civile e i soccorsi in caso di catastrofe, l’Internet degli oggetti, i servizi da macchina a macchina (M2M) e le automobili connesse. Di conseguenza, l’applicazione da parte degli Stati membri, a norma dell’articolo 7 della direttiva 2014/53/UE, di requisiti nazionali supplementari per la messa in servizio o l’uso di apparecchiature radio, o per entrambi, per motivi legati all’uso effettivo ed efficiente dello spettro radio e alla prevenzione delle interferenze dannose dovrebbe riflettere i principi del mercato interno.

(13)  I requisiti relativi alle capacità delle reti di comunicazione elettronica sono in costante aumento. Mentre in passato l’attenzione era incentrata soprattutto sull’aumento della larghezza di banda disponibile, complessivamente e per ogni singolo utente, oggigiorno stanno diventando sempre più importanti altri parametri quali latenza, disponibilità e affidabilità. La soluzione attuale per soddisfare questa domanda consiste nell’avvicinare sempre di più la fibra ottica all’utente e le future “reti ad altissima capacità” richiederanno parametri di prestazione equivalenti a quelli che è in grado di offrire una rete basata su elementi in fibra ottica almeno fino al punto di distribuzione nel luogo servito. Tali prestazioni corrispondono, in caso di connessione fissa, a quelle che possono essere ottenute da un’installazione in fibra ottica fino a un edificio pluriresidenziale, considerato come luogo servito, e, in caso di connessione mobile, a prestazioni analoghe a quelle che possono essere ottenute da un’installazione in fibra ottica fino a una stazione di base, considerata come luogo servito. Le differenze nell’esperienza degli utenti finali riconducibili alle diverse caratteristiche del mezzo attraverso il quale la rete si collega in ultima istanza al punto terminale di rete non dovrebbero essere prese in considerazione al fine di stabilire se una rete senza fili può essere considerata avere prestazioni di rete analoghe. Conformemente al principio della neutralità tecnologica, non si dovrebbero escludere altre tecnologie e altri mezzi di trasmissione laddove le loro capacità presentino una corrispondenza con lo scenario di base descritto. La graduale introduzione di queste “reti ad altissima capacità” potenzierà ulteriormente la capacità delle reti e aprirà la strada alla graduale introduzione delle future generazioni di reti mobili, basate su interfacce aeree e su un’architettura di rete più densa.

(14)  Occorre adeguare determinate definizioni per conformarle al principio della neutralità tecnologica e per tenere il passo del progresso tecnologico al fine di garantire l’applicazione non discriminatoria della presente direttiva ai diversi fornitori di servizi. Il progresso tecnologico e l’evoluzione dei mercati hanno determinato il passaggio delle reti alla tecnologia IP (Internet Protocol) e permesso agli utenti finali di scegliere tra vari fornitori di servizi vocali in concorrenza tra loro. Pertanto, il termine “servizio telefonico accessibile al pubblico”, utilizzato esclusivamente nella direttiva 2002/22/CE e ampiamente percepito come facente riferimento ai servizi telefonici analogici tradizionali dovrebbe essere sostituito dal termine “comunicazioni vocali”, più attuale e tecnologicamente neutro. Si dovrebbero separare le condizioni per la fornitura di un servizio dagli effettivi elementi di definizione di un servizio di comunicazione vocale, vale a dire un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico che consente di effettuare e ricevere direttamente o indirettamente chiamate nazionali o nazionali ed internazionali digitando uno o più numeri che figurano in un piano di numerazione nazionale o internazionale, a prescindere dal fatto che detto servizio sia basato su una tecnologia a commutazione di circuito o di pacchetto. È la natura stessa di questo servizio a essere bidirezionale, consentendo a entrambi gli interlocutori di comunicare. Un servizio che non rispetta tali condizioni, come ad esempio un’applicazione «click-through» sul sito web di un servizio utenti, non è un servizio di questo tipo. I servizi di comunicazione vocale includono anche appositi mezzi di comunicazione per gli utenti finali con disabilità che utilizzano servizi di ritrasmissione testuale o video o di “conversazione globale”, come comunicazioni vocali, trasmissioni video o comunicazioni testuali in tempo reale, utilizzate singolarmente o in combinazione, nel corso della stessa chiamata.

(15)  I servizi utilizzati per le comunicazioni e i mezzi tecnici attraverso i quali vengono forniti hanno subito una notevole evoluzione. Sempre più spesso gli utenti finali sostituiscono la telefonia vocale tradizionale, i messaggi di testo (SMS) e i servizi di posta elettronica con servizi online equivalenti dal punto di vista funzionale, come il Voice over IP (VoIP), i servizi di messaggistica e i servizi di posta elettronica basati sul web. Al fine di garantire che gli utenti finali e i loro diritti siano efficacemente e ugualmente tutelati quando utilizzano servizi equivalenti dal punto di vista funzionale, una definizione dei servizi di comunicazione elettronica che sia orientata al futuro dovrebbe basarsi su un approccio funzionale anziché esclusivamente sui parametri tecnici. La portata della normativa necessaria dovrebbe essere appropriata per il conseguimento degli obiettivi di interesse pubblico che si prefigge. Sebbene la “trasmissione di segnali” resti un parametro importante per stabilire quali servizi rientrano nell’ambito di applicazione della presente direttiva, la definizione dovrebbe coprire anche altri servizi che permettono la comunicazione. Dal punto di vista degli utenti finali e della tutela dei loro diritti non è rilevante che sia il fornitore a trasmettere i segnali o che la comunicazione avvenga tramite un servizio di accesso a Internet. La definizione modificata dei servizi di comunicazione elettronica dovrebbe pertanto riferirsi a tre tipi di servizi, che possono in parte sovrapporsi: i servizi di accesso a Internet definiti nell’articolo 2, punto 2, del regolamento (UE) 2015/2120, i servizi di comunicazione interpersonale definiti nella presente direttiva e i servizi consistenti esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione di segnali. La definizione di servizio di comunicazione elettronica dovrebbe eliminare le ambiguità riscontrate nell’applicazione della precedente definizione e consentire l’applicazione calibrata, fornitura per fornitura, dei diritti e degli obblighi specifici previsti dal quadro normativo ai diversi tipi di servizi. Il trattamento dei dati personali da parte dei servizi di comunicazione elettronica, sia esso in forma di remunerazione o in altra forma, deve essere conforme alla direttiva 95/46/CE, che il 25 maggio 2018 sarà sostituita dal regolamento (UE) 2016/679 (regolamento generale sulla protezione dei dati) ▌.

(16)  Per rientrare nella definizione di servizio di comunicazione elettronica, un servizio deve essere prestato normalmente dietro corresponsione di un pagamento. Nell’economia digitale i partecipanti al mercato sempre più spesso ritengono che le informazioni sugli utenti abbiano un valore monetario. I servizi di comunicazione elettronica sono spesso forniti all’utente finale in cambio di una controprestazione non pecuniaria, in particolare in cambio della comunicazione di dati personali o di altri dati. Il concetto di remunerazione dovrebbe pertanto ricomprendere le situazioni in cui il fornitore di un servizio chiede all’utente finale dati personali quali definiti all’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/679 o altri dati, e questi glieli trasmette consapevolmente, per via diretta o indiretta. Esso dovrebbe ricomprendere inoltre le situazioni in cui l’utente finale autorizza l’accesso a informazioni senza trasmetterle attivamente, ad esempio i dati personali, incluso l’indirizzo IP, o altre informazioni generate automaticamente, ad esempio le informazioni raccolte e trasmesse da un cookie. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea sull’articolo 57 del TFUE(15), si è in presenza di remunerazione ai sensi del trattato anche se il fornitore del servizio è pagato da una terza parte e non dal destinatario del servizio. Il concetto di remunerazione dovrebbe pertanto ricomprendere anche le situazioni in cui l’utente finale è esposto a messaggi pubblicitari come condizione per l’accesso al servizio o le situazioni in cui il fornitore del servizio monetizza i dati personali raccolti.

(17)  I servizi di comunicazione interpersonale sono servizi che consentono lo scambio interpersonale e interattivo di informazioni e comprendono servizi come le chiamate vocali tradizionali tra due persone ma anche tutti i tipi di messaggi di posta elettronica, i servizi di messaggistica o le chat di gruppo. I servizi di comunicazione interpersonale coprono unicamente le comunicazioni tra un numero finito – ossia non potenzialmente illimitato – di persone fisiche, determinato dal mittente o chiamante. Le comunicazioni che coinvolgono persone giuridiche dovrebbero rientrare nella definizione se persone fisiche agiscono per conto delle persone giuridiche o sono coinvolte almeno su un lato della comunicazione. La comunicazione interattiva implica che il servizio consenta al destinatario delle informazioni di rispondere. I servizi che non soddisfano tale requisito, come la trasmissione lineare, i servizi Video On Demand (VOD), i siti web, i social network, i blog o lo scambio di informazioni tra macchine, non dovrebbero essere considerati servizi di comunicazione interpersonale. In circostanze eccezionali, un servizio non dovrebbe essere considerato servizio di comunicazione interpersonale se la funzione di comunicazione interpersonale e interattiva è una funzione meramente accessoria di un altro servizio e, per ragioni tecniche obiettive, non può essere utilizzata senza quel servizio principale e la sua integrazione non è un mezzo per eludere l’applicabilità delle norme che disciplinano i servizi di comunicazione elettronica. Un esempio di eccezione di questo tipo potrebbe essere, in linea di principio, un canale di comunicazione per giochi online, a seconda delle caratteristiche della funzione di comunicazione del servizio.

(18)  I servizi di comunicazione interpersonale che utilizzano numeri che figurano in un piano di numerazione telefonica nazionale e internazionale si connettono alla rete telefonica pubblica commutata (a commutazione di pacchetto o di circuito). Tali servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero comprendono sia i servizi ai quali sono assegnati numeri degli utenti finali al fine di garantire la connettività da punto a punto (end-to-end) sia i servizi che consentono agli utenti finali di raggiungere le persone alle quali tali numeri sono stati assegnati. L’uso di un numero come identificativo non dovrebbe essere considerato equivalente all’uso di un numero per la connessione alla rete telefonica pubblica commutata e pertanto non dovrebbe essere ritenuto di per sé sufficiente per qualificare un servizio come servizio di comunicazione interpersonale basato sul numero. Inoltre, qualora il servizio fornito non si basi su infrastrutture proprie e quindi non abbia un controllo effettivo sulla rete utilizzata per la comunicazione, l’utilizzo del numero dovrebbe essere parimenti considerato in modo diverso, dato che gli obblighi non sarebbero proporzionati alla capacità di garantire una determinata qualità di servizio; i servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero dovrebbero essere soggetti ad obblighi solo laddove interessi pubblici richiedano l’applicazione di obblighi normativi specifici a tutti i tipi di servizi di comunicazione interpersonale, indipendentemente dal fatto che utilizzino numeri per la fornitura del servizio. È opportuno trattare in maniera diversa i servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero, dato che essi fanno parte di un ecosistema interoperabile il cui funzionamento è garantito pubblicamente e ne beneficiano.

(19)  Sotto il profilo regolamentare, il punto terminale di rete funge da discriminante tra il quadro normativo per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica e la normativa sulle apparecchiature terminali di telecomunicazione. La definizione dell’ubicazione dei punti terminali di rete incombe alle autorità nazionali di regolamentazione. Tenuto conto della prassi delle autorità nazionali di regolamentazione e considerata la varietà delle topologie fisse e senza fili, l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (“BEREC”) dovrebbe, in stretta collaborazione con la Commissione, adottare orientamenti su come identificare il punto terminale di rete, conformemente alla presente direttiva, in varie circostanze concrete.

(20)  Gli sviluppi tecnici permettono agli utenti finali di accedere ai servizi di emergenza non soltanto tramite le chiamate vocali ma anche tramite altri servizi di comunicazione interpersonale. Il concetto di comunicazione di emergenza dovrebbe pertanto coprire tutti questi servizi di comunicazione interpersonale che consentono l’accesso ai servizi di emergenza. Esso si basa sugli elementi dei servizi di emergenza già contenuti nella legislazione dell’Unione, vale a dire il “centro di raccolta delle chiamate di emergenza” (“PSAP”) e il “PSAP più idoneo”(16), e sui “servizi di emergenza”(17).

(21)  Le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti dovrebbero ispirarsi ad una serie armonizzata di principi e obiettivi nello svolgimento del proprio lavoro, e nell’assolvere i compiti ad esse assegnati dal presente quadro normativo dovrebbero, se necessario, coordinare la loro azione con quella delle autorità di altri Stati membri e con il BEREC.

(22)  Le attività delle autorità competenti stabilite dalla presente direttiva contribuiscono all’attuazione di politiche più ampie nei settori culturale, occupazionale, ambientale, della coesione sociale, urbanistico e dell’assetto del territorio.

(23)  ▌Il quadro – in aggiunta ai tre obiettivi principali già fissati che consistono nella promozione della concorrenza, del mercato interno e degli interessi degli utenti finali – dovrebbe perseguire un ulteriore obiettivo ▌, articolato in termini di risultati: l’accesso generalizzato alle reti ad altissima capacità e l’ampia diffusione delle stesse per tutti i cittadini e le imprese dell’UE. Unitamente agli obiettivi generali esistenti, ciò favorirà il rafforzamento dell’economia dell’Unione e in particolare della sua industria, sulla base di prezzi ragionevoli e con possibilità di scelta adeguate, di una concorrenza effettiva ed equa, dell’uso efficiente dello spettro, di norme comuni e della prevedibilità degli approcci normativi nel mercato interno e delle necessarie norme settoriali per tutelare gli interessi dei cittadini. Per gli Stati membri, le autorità nazionali di regolamentazione, le altre autorità competenti e le parti interessate, tale obiettivo in materia di connettività si traduce da un lato nel proposito di disporre di reti e servizi della massima capacità che siano economicamente sostenibili in una determinata area e dall’altro nel perseguimento della coesione territoriale, intesa come convergenza della capacità disponibile in aree differenti. I progressi verso il conseguimento degli obiettivi generali della presente direttiva dovrebbero essere supportati da un solido sistema di continua valutazione e comparazione degli Stati membri per quanto riguarda la disponibilità di connettività ad altissima capacità in tutti i principali motori socioeconomici, quali le scuole, i poli di trasporto, i principali fornitori di servizi pubblici e le imprese ad alta intensità digitale, la copertura 5G ininterrotta per le aree urbane e i principali assi di trasporto terrestre e la disponibilità di reti di comunicazione elettronica in grado di offrire almeno 100 Mbps, rapidamente potenziabili a velocità Gigabit, a tutte le famiglie in tutti gli Stati membri. A tal fine, la Commissione dovrebbe presentare tempestivamente orientamenti strategici dettagliati, definendo metodi e criteri oggettivi, concreti e quantificabili per un’analisi comparativa dell’efficacia delle misure adottate dagli Stati membri ai fini del conseguimento di tali obiettivi, e identificare le migliori pratiche, fornendo altresì una valutazione qualitativa e quantitativa annuale dei progressi realizzati da ciascuno Stato membro.

(24)  Il principio secondo il quale gli Stati membri dovrebbero applicare la normativa dell’UE in modo tecnologicamente neutrale, ossia facendo in modo che un’autorità nazionale di regolamentazione o un’altra autorità competente non imponga l’uso di un particolare tipo di tecnologia né operi discriminazioni tra particolari tecnologie, non preclude l’adozione di provvedimenti ragionevoli volti a promuovere taluni servizi specifici, ove opportuno per conseguire gli obiettivi del quadro normativo, per esempio la televisione digitale come mezzo per aumentare l’efficienza dello spettro. Inoltre, detto principio non impedisce di tener conto delle differenti caratteristiche fisiche e dei differenti elementi architettonici delle reti di comunicazione elettronica che sono rilevanti per altri obiettivi del quadro.

(25)  È opportuno incoraggiare sia gli investimenti sia la concorrenza, in modo da incrementare la crescita economica, l’innovazione e la scelta dei consumatori.

(26)  La concorrenza può essere promossa al meglio grazie ad un livello economicamente efficiente di investimenti in infrastrutture nuove ed esistenti integrato da regolamentazione, ogniqualvolta sia necessario per conseguire un’effettiva concorrenza nei servizi al dettaglio. Un efficiente livello di concorrenza basata sulle infrastrutture è il grado di duplicazione infrastrutturale in cui gli investitori possono ragionevolmente attendersi di ottenere un equo utile sulla base di ragionevoli aspettative circa l’evoluzione delle quote di mercato.

(27)  È necessario offrire incentivi adeguati agli investimenti in nuove reti ad altissima capacità, che sosterranno l’innovazione nel campo dei servizi Internet ricchi di contenuti e rafforzeranno la competitività internazionale dell’Unione europea. Tali reti presentano un enorme potenziale in termini di benefici per i consumatori e le imprese in tutta l’Unione europea. È pertanto essenziale promuovere investimenti sostenibili nello sviluppo di queste nuove reti, salvaguardando al contempo la concorrenza, dato che a livello delle infrastrutture permangono strozzature e ostacoli fisici all’accesso, e ampliando la scelta per il consumatore grazie alla prevedibilità e alla coerenza regolamentari.

(28)  Lo scopo è ridurre progressivamente le regole settoriali ex ante specifiche via via che aumenta il grado di concorrenza sul mercato, per arrivare infine a un settore delle comunicazioni elettroniche disciplinato esclusivamente dal diritto della concorrenza. Tenuto conto del fatto che i mercati delle comunicazioni elettroniche hanno mostrato una forte dinamica competitiva negli ultimi anni, è essenziale che gli obblighi regolamentari ex ante siano imposti unicamente in assenza di una concorrenza effettiva e sostenibile sui mercati al dettaglio interessati. L’obiettivo dell’intervento regolamentare ex ante è apportare vantaggi agli utenti finali rendendo i mercati al dettaglio effettivamente concorrenziali in modo sostenibile. A tale fine, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero tener conto degli interessi dei consumatori e degli utenti finali, a prescindere dal mercato sul quale sono imposti gli obblighi regolamentari, e valutare se l’imposizione di un obbligo su un mercato all’ingrosso abbia anche l’effetto di promuovere gli interessi dei consumatori e degli utenti finali su un mercato al dettaglio non identificato come suscettibile di regolamentazione ex ante. Dovrebbero essere imposti obblighi a livello di mercato all’ingrosso se altrimenti, in assenza di tali obblighi, non è verosimile che uno o più mercati al dettaglio divengano effettivamente competitivi. È probabile che le autorità nazionali di regolamentazione, attraverso il processo dell’analisi di mercato, arriveranno gradualmente a considerare competitivi i mercati al dettaglio anche in assenza di regolamentazione a livello dei mercati all’ingrosso, soprattutto in considerazione dei miglioramenti previsti in materia di innovazione e concorrenza. In tal caso, l’autorità nazionale di regolamentazione dovrebbe trarre la conclusione che non sussiste più la necessità di una regolamentazione a livello di mercato all’ingrosso e valutare il pertinente mercato al dettaglio corrispondente al fine di revocare la regolamentazione ex ante. Nel procedere in tal senso è opportuno tener conto degli eventuali effetti leva tra i mercati all’ingrosso e i corrispondenti mercati al dettaglio che potrebbero rendere necessario eliminare gli ostacoli all’accesso esistenti a livello di infrastrutture, onde garantire la concorrenza sul lungo termine sui mercati al dettaglio.

(29)  Le comunicazioni elettroniche stanno diventando indispensabili per un numero crescente di settori. L’Internet degli oggetti è un esempio di come la trasmissione dei segnali radio su cui si basano le comunicazioni elettroniche continui a evolvere, plasmando la realtà sociale ed economica. Per trarre il massimo vantaggio da questi sviluppi, è essenziale introdurre e integrare le nuove tecnologie e applicazioni per le comunicazioni senza fili nella gestione dello spettro. Poiché aumenta sempre più anche la domanda di altre tecnologie e applicazioni che dipendono dallo spettro, le quali potrebbero essere migliorate con l’integrazione o la combinazione con le comunicazioni elettroniche, la gestione dello spettro dovrebbe adottare, ove opportuno, un approccio intersettoriale al fine di migliorare l’efficienza nell’uso dello spettro.

(30)  La pianificazione strategica, il coordinamento e, se del caso, l’armonizzazione a livello di Unione possono garantire che gli utilizzatori dello spettro beneficino appieno del mercato interno e che gli interessi dell’Unione possano essere efficacemente difesi a livello globale. A tali fini, possono essere eventualmente adottati programmi strategici legislativi pluriennali in materia di spettro radio, il primo dei quali stabilito dalla decisione n. 243/2012/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(18), che definiscano gli orientamenti e gli obiettivi per la pianificazione strategica e l’armonizzazione dell’uso dello spettro radio nell’Unione. Tali orientamenti e obiettivi strategici possono riferirsi alla disponibilità e all’uso efficiente dello spettro radio necessario per la creazione e il funzionamento del mercato interno, in conformità della presente direttiva.

(31)  I confini nazionali rivestono un ruolo sempre più marginale per l’uso ottimale dello spettro radio. L’inutile frammentazione delle politiche nazionali per quanto riguarda la gestione dello spettro radio, comprese condizioni differenti non giustificate per l’accesso allo spettro radio e il suo uso in base al tipo di operatore, può comportare costi più elevati e una perdita di opportunità commerciali per gli utilizzatori dello spettro. Essa può rallentare l’innovazione, limitare gli investimenti, ridurre le economie di scala per produttori e operatori, creare tensioni tra i titolari dei diritti e generare discrepanze in relazione al costo di accesso allo spettro. Tale frammentazione può determinare complessivamente una distorsione del funzionamento del mercato interno e danneggiare i consumatori e l’economia nel suo complesso.

(32)  Le disposizioni della presente direttiva in materia di gestione dello spettro dovrebbero essere coerenti con l’opera svolta dalle organizzazioni internazionali e regionali che si occupano di gestione dello spettro radio, ad esempio l’Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT) e la Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni (CEPT), per assicurare la gestione efficiente e l’armonizzazione dell’uso dello spettro in tutta la l’Unione e tra gli Stati membri e altri membri dell’UIT.

(33)  In conformità al principio della separazione delle funzioni di regolamentazione dalle funzioni operative, gli Stati membri sono tenuti a garantire l’indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione e delle altre autorità competenti in modo da assicurare l’imparzialità delle loro decisioni. Il requisito dell’indipendenza lascia impregiudicati l’autonomia istituzionale e gli obblighi costituzionali degli Stati membri, come pure il principio della neutralità rispetto alla normativa sul regime di proprietà esistente negli Stati membri sancito nell’articolo 295 del trattato. Le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti dovrebbero essere dotate di tutte le risorse necessarie, sul piano del personale, delle competenze e dei mezzi finanziari, per l’assolvimento dei compiti loro assegnati.

(34)  È necessario prevedere un elenco di compiti che gli Stati membri possono assegnare unicamente agli organismi da essi designati come autorità nazionali di regolamentazione la cui indipendenza politica e la cui capacità normativa siano garantite, al contrario di altri compiti di regolamentazione che gli Stati membri possono assegnare alle autorità nazionali di regolamentazione oppure ad altre autorità competenti. Pertanto, nei casi in cui la presente direttiva stabilisce che uno Stato membro debba assegnare un compito o conferire una facoltà a un’autorità competente, lo Stato membro può assegnare il compito a un’autorità nazionale di regolamentazione oppure a un’altra autorità competente.

(35)  L’indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione è stata rafforzata nella revisione del 2009 per garantire un’applicazione più efficace del quadro normativo, rafforzare la loro autorità e assicurare una maggiore prevedibilità delle loro decisioni. A tal fine è stato necessario prevedere, nella legislazione nazionale, una disposizione esplicita che garantisse che un’autorità nazionale di regolamentazione è al riparo, nell’esercizio delle sue funzioni, da qualsiasi intervento esterno o pressione politica che potrebbe compromettere la sua imparzialità di giudizio nelle questioni che è chiamata a dirimere. Ai sensi del quadro normativo, tale influenza esterna impedisce a un organo legislativo nazionale di deliberare in quanto autorità nazionale di regolamentazione. A tal fine, è stato necessario stabilire preventivamente norme riguardanti i motivi di licenziamento del responsabile dell’autorità nazionale di regolamentazione in modo da dissipare ogni dubbio circa la neutralità di tale ente e la sua impermeabilità ai fattori esterni. Al fine di evitare revoche arbitrarie, il membro sollevato dall’incarico dovrebbe avere il diritto di richiedere la verifica da parte dei giudici competenti dell’esistenza di un valido motivo, tra quelli previsti dalla presente direttiva, per la revoca dell’incarico. La revoca dell’incarico dovrebbe essere correlata unicamente alle qualifiche personali o professionali del responsabile o del membro. È importante che le autorità nazionali di regolamentazione dispongano di un bilancio proprio che permetta loro, in particolare, di assumere sufficiente personale qualificato. Per garantire la trasparenza è opportuno che il bilancio sia pubblicato annualmente. Entro i limiti della loro dotazione di bilancio, le autorità dovrebbero godere di autonomia nella gestione delle risorse umane e finanziarie. Al fine di garantire imparzialità, gli Stati membri che mantengono la proprietà o il controllo di imprese che contribuiscono al bilancio dell’autorità nazionale di regolamentazione o di altre autorità competenti tramite diritti amministrativi dovrebbero assicurare che le attività connesse all’esercizio della proprietà o del controllo siano effettivamente e strutturalmente separate dall’esercizio del controllo sul bilancio.

(36)  Occorre rafforzare ulteriormente l’indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione per garantire l’impermeabilità di responsabili e membri alle pressioni esterne, prevedendo qualifiche minime per le nomine e una durata minima del mandato. Inoltre, la limitazione della possibilità di rinnovare più di una volta il mandato di responsabili e membri e l’obbligo di prevedere un adeguato sistema di rotazione per il comitato e il personale direttivo superiore consentirebbero di fugare il rischio di “cattura della regolamentazione”, di garantire la continuità e di rafforzare l’indipendenza. A tal fine, gli Stati membri dovrebbero anche garantire che le autorità nazionali di regolamentazione siano giuridicamente distinte e funzionalmente indipendenti dal settore industriale e dal governo, ossia non sollecitino né accettino istruzioni da nessun organismo, operino in maniera trasparente e responsabile conformemente al diritto dell’Unione e al diritto nazionale e siano dotate di competenze adeguate.

(37)  Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere tenute a rendere conto del loro operato e a riferire in merito al modo in cui svolgono i loro compiti. A tal fine, si dovrebbe prevedere l’obbligo di presentazione di una relazione annuale anziché procedere con richieste di presentare relazioni ad hoc, le quali, se fossero sproporzionate, potrebbero limitare l’indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione o ostacolarle nello svolgimento dei loro compiti. In effetti, secondo la giurisprudenza recente(19), obblighi di rendicontazione considerevoli o incondizionati possono influire indirettamente sull’indipendenza delle autorità.

(38)  Gli Stati membri dovrebbero comunicare alla Commissione l’identità delle autorità nazionali di regolamentazione e delle altre autorità competenti. Per le autorità competenti per la concessione dei diritti di passaggio, l’obbligo di notifica può essere soddisfatto mediante un riferimento allo sportello unico istituito a norma dell’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 2014/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(20).

(39)  È opportuno ricorrere al sistema di autorizzazione di servizi e reti di comunicazione elettronica meno oneroso possibile per promuovere lo sviluppo di nuovi servizi di comunicazione e di reti e servizi di comunicazione paneuropei e consentire ai prestatori di tali servizi e ai consumatori di trarre vantaggio dalle economie di scala del mercato unico europeo.

(40)  I vantaggi del mercato unico per i fornitori di servizi e gli utenti finali possono essere raggiunti nel modo migliore istituendo un regime di autorizzazione generale che contempli le reti di comunicazione elettronica e i servizi di comunicazione elettronica ▌e non esiga una decisione esplicita o un atto amministrativo da parte dell’autorità nazionale di regolamentazione.

(40 bis)  Gli obblighi procedurali dovrebbero essere limitati a un’unica notifica dichiarativa. Se gli Stati membri richiedono una notifica ai fornitori di reti o di servizi di comunicazione elettronica all’inizio delle loro attività, tale notifica dovrebbe essere trasmessa al BEREC che funge da singolo punto di contatto. La notifica non dovrebbe comportare costi amministrativi per i fornitori e potrebbe essere resa disponibile tramite un punto di accesso sul sito web del BEREC. Il BEREC dovrebbe trasmettere in tempo utile le notifiche alle autorità nazionali di regolamentazione di tutti gli Stati membri che richiedono la notifica in cui i fornitori di reti o servizi di comunicazione elettronica intendono fornire tali reti o servizi. Gli Stati membri possono inoltre esigere la prova dell’avvenuta notifica mediante un avviso di ricevimento postale o elettronico della notifica al BEREC che sia giuridicamente riconosciuto. Tale avviso di ricevimento non dovrebbe in ogni caso consistere in un atto amministrativo né richiedere un atto amministrativo dell’autorità nazionale di regolamentazione o di qualsiasi altra autorità.

(41)  La notifica al BEREC dovrebbe consistere in una semplice dichiarazione dell’intenzione del fornitore di iniziare a fornire reti e servizi di comunicazione elettronica. Un fornitore può essere obbligato unicamente a corredare tale dichiarazione delle informazioni di cui all’articolo 12 della presente direttiva, che sono le informazioni minime necessarie per agevolare l’attuazione coerente della presente direttiva e fornire al BEREC e alle autorità nazionali di regolamentazione le informazioni più pertinenti sul mercato. Gli Stati membri non dovrebbero imporre obblighi di notifica aggiuntivi o distinti.

(42)  I fornitori di ▌servizi di comunicazione elettronica dovrebbero poter beneficiare del regime di autorizzazione generale.

(43)  Nel concedere i diritti d’uso per lo spettro radio, i numeri o i diritti di installare strutture, le autorità competenti dovrebbero informare le imprese alle quali concedono tali diritti delle pertinenti condizioni.

(44)  È opportuno che le autorizzazioni generali contengano esclusivamente condizioni attinenti specificamente al settore delle comunicazioni elettroniche. Esse non dovrebbero essere soggette a condizioni già applicabili in forza di altre norme nazionali, in particolare in materia di protezione dei consumatori, non riguardanti specificamente il settore delle comunicazioni e dovrebbero lasciare impregiudicate le disposizioni contenute nei contratti dei consumatori stipulati in conformità del regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio. Ad esempio, le autorità nazionali di regolamentazione possono informare gli operatori di rete in merito agli obblighi da rispettare con riferimento alla normativa ambientale e alla pianificazione urbana e rurale.

(45)  È opportuno che le condizioni che corredano le autorizzazioni generali riguardino le condizioni specifiche che disciplinano l’accessibilità per gli utenti disabili e l’esigenza delle autorità pubbliche e dei servizi di emergenza di comunicare tra loro e con il pubblico prima, durante e dopo gravi calamità.

(46)  In tali autorizzazioni generali devono essere indicati in modo esplicito i diritti e gli obblighi attribuiti alle imprese, allo scopo di garantire la parità di condizioni in tutta l’Unione e di facilitare le negoziazioni transfrontaliere dell’interconnessione tra reti pubbliche di comunicazione.

(47)  L’autorizzazione generale autorizza i fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica al pubblico a negoziare l’interconnessione alle condizioni previste dalla presente direttiva. I fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica a destinatari diversi dal pubblico possono negoziare l’interconnessione a condizioni commerciali.

(47 bis)  I fornitori di servizi di comunicazione elettronica che operano in più di uno Stato membro rimangono soggetti a regole, prescrizioni e obblighi di segnalazione diversi, benché siano liberi di fornire reti e servizi di comunicazione elettronica ovunque nell’Unione, e ciò ostacola lo sviluppo e la crescita del mercato interno delle comunicazioni elettroniche. I fornitori che hanno una sede principale nell’Unione dovrebbero pertanto poter essere soggetti a un’unica autorizzazione generale da parte dello Stato membro in cui si trova la loro sede principale nell’Unione. Il BEREC dovrebbe agevolare il coordinamento e lo scambio di informazioni. I fornitori di servizi di comunicazione elettronica potrebbero comunque dover ottenere autorizzazioni specifiche per i diritti d’uso dei numeri e dello spettro radio e per l’installazione di strutture.

(47 ter)  Ai fini del corretto funzionamento del mercato interno, occorre evitare incentivi che inducano i fornitori a cercare di ottenere una posizione giuridica più favorevole a danno degli utenti finali (ricerca fraudolenta o pretestuosa del foro più vantaggioso). Pertanto, la sede principale nell’Unione dovrebbe corrispondere all’ubicazione centrale in cui il fornitore è effettivamente stabilito, dalla quale adotta le sue decisioni commerciali strategiche e svolge attività concrete direttamente legate alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica nell’Unione.

(48)  Nel caso di reti e di servizi di comunicazione elettronica non forniti al pubblico è opportuno imporre condizioni meno severe e meno numerose rispetto alle condizioni applicabili alle reti e ai servizi di comunicazione elettronica forniti al pubblico.

(49)  È opportuno che gli obblighi specifici che, nel rispetto della normativa dell’Unione, possono essere imposti ai fornitori di reti di comunicazione elettronica e di servizi di comunicazione elettronica ▌aventi un significativo potere di mercato, come definito nella presente direttiva, siano tenuti distinti dai diritti e dagli obblighi generali derivanti dall’autorizzazione generale.

(50)  I fornitori di reti e di servizi di comunicazione elettronica possono avere bisogno di una dichiarazione di conferma dei diritti di cui godono in forza dell’autorizzazione generale in riferimento all’interconnessione e ai diritti di passaggio, soprattutto allo scopo di agevolare eventuali contrattazioni con altre autorità regionali o locali oppure con fornitori di servizi di altri Stati membri. Il BEREC, che riceve la notifica della fornitura di reti o servizi di comunicazione pubblici o privati, dovrebbe quindi fornire alle imprese le dichiarazioni necessarie ▌come risposta d’ufficio ad una notifica presentata conformemente al regime di autorizzazione generale. Siffatte dichiarazioni non dovrebbero di per sé costituire un’autorizzazione ad acquisire diritti, né i diritti a norma dell’autorizzazione generale o i diritti d’uso o l’esercizio di tali diritti dovrebbero dipendere da una dichiarazione.

(51)  Ai prestatori di servizi di comunicazione elettronica può essere richiesto il pagamento di diritti amministrativi a copertura delle spese sostenute dall’autorità nazionale di regolamentazione o da un’altra autorità competente per la gestione del regime di autorizzazione e per la concessione dei diritti d’uso. È opportuno che la riscossione di tali diritti si limiti a coprire i costi amministrativi veri e propri di queste attività. Pertanto occorre garantire la trasparenza della contabilità gestita dall’autorità nazionale di regolamentazione e dalle altre autorità competenti mediante rendiconti annuali in cui figuri l’importo complessivo dei diritti riscossi e dei costi amministrativi sostenuti. In questo modo le imprese potranno verificare se vi sia equilibrio tra i costi e gli oneri ad esse imposti.

(52)  I sistemi di diritti amministrativi non dovrebbero distorcere la concorrenza o creare ostacoli per l’ingresso sul mercato. Con un sistema di autorizzazioni generali non sarà più possibile attribuire costi e quindi diritti amministrativi a singole imprese fuorché per concedere i diritti d’uso dei numeri, dello spettro radio e dei diritti di installare strutture. Qualsiasi diritto amministrativo applicabile dovrebbe essere in linea con i principi di un sistema di autorizzazione generale. Un esempio di alternativa leale, semplice e trasparente per il criterio di attribuzione di tali diritti potrebbe essere una ripartizione collegata al fatturato. Qualora i diritti amministrativi fossero molto bassi, potrebbero anche essere appropriati diritti forfettari, o diritti combinanti una base forfettaria con un elemento collegato al fatturato. Nella misura in cui il sistema di autorizzazione generale si estende alle imprese con una quota di mercato molto ridotta, come ad esempio i fornitori di reti limitate a una data comunità, o ai fornitori di servizi il cui modello di business genera entrate esigue anche in presenza di una significativa penetrazione del mercato in termini di volumi, gli Stati membri dovrebbero valutare la possibilità di fissare un’adeguata soglia de minimis per l’imposizione di diritti amministrativi.

(53)  In presenza di motivi obiettivamente giustificati per gli Stati membri può essere necessario modificare i diritti, le condizioni, le procedure, gli oneri o i contributi relativi alle autorizzazioni generali e ai diritti d’uso. È necessario che tali modifiche siano debitamente e tempestivamente comunicate a tutte le parti interessate per dare loro modo di pronunciarsi al riguardo. Tenendo conto della necessità di garantire la certezza giuridica e di promuovere la prevedibilità normativa, a qualsiasi limitazione o revoca degli esistenti diritti d’uso dello spettro radio o del diritto di installare strutture dovrebbero applicarsi procedure prevedibili e trasparenti; pertanto, potrebbero essere imposti requisiti più stringenti o un meccanismo di notifica in caso di assegnazione dei diritti d’uso secondo procedure competitive o comparative. Inoltre, nel caso di diritti d’uso individuali dello spettro radio, i diritti e le condizioni delle licenze dovrebbero essere modificati solo previa consultazione del titolare dei diritti. Poiché limitazioni e revoche delle autorizzazioni o dei diritti generali possono avere conseguenze significative per i loro titolari, le autorità nazionali competenti dovrebbero prestare particolare attenzione e valutare anticipatamente, prima della loro adozione, il potenziale danno che tali misure potrebbero arrecare. Le procedure non necessarie dovrebbero essere evitate in caso di modifiche minori ai diritti esistenti relativi all’installazione di strutture o all’uso dello spettro se tali modifiche non incidono sugli interessi di terzi. Le variazioni nell’uso dello spettro conseguenti all’applicazione dei principi della neutralità tecnologica e della neutralità dei servizi non dovrebbero essere ritenute una motivazione sufficiente per la revoca dei diritti, dato che non concedono un nuovo diritto.

(54)  Le modifiche minori ai diritti e agli obblighi sono le modifiche di natura principalmente amministrativa, che non cambiano la natura sostanziale delle autorizzazioni generali e dei diritti individuali di uso e che quindi non possono determinare alcun vantaggio comparativo per le altre imprese.

(55)  Le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti devono poter raccogliere informazioni presso gli operatori in modo da adempiere efficacemente ai compiti loro assegnati. Può essere inoltre necessario raccogliere tali informazioni per conto della Commissione o del BEREC, onde consentire loro di adempiere ai rispettivi obblighi previsti dal diritto dell’Unione. Le richieste di informazioni dovrebbero essere proporzionate e non costituire un onere eccessivo per le imprese. Le informazioni raccolte dalle autorità nazionali di regolamentazione e dalle altre autorità competenti dovrebbero essere messe a disposizione del pubblico, ad esclusione di quelle di natura riservata, in conformità delle normative nazionali sull’accesso del pubblico all’informazione e fatti salvi il diritto dell’Unione e le legislazioni nazionali in materia di riservatezza degli affari.

(56)  Per consentire alle autorità nazionali di regolamentazione di svolgere efficacemente i propri compiti stabiliti dalla normativa, è opportuno che i dati che queste sono tenute a raccogliere comprendano dati contabili sui mercati al dettaglio collegati ai mercati all’ingrosso nei quali un operatore dispone di un significativo potere di mercato e che, come tali, sono disciplinati dall’autorità nazionale di regolamentazione. È opportuno inoltre che i dati consentano all’autorità nazionale di regolamentazione di valutare l’osservanza delle condizioni connesse ai diritti d’uso e l’impatto potenziale che i previsti aggiornamenti o cambiamenti alla topologia di rete avranno sull’evoluzione della concorrenza o sui prodotti all’ingrosso messi a disposizione delle altre parti. Le informazioni relative alla conformità agli obblighi di copertura connessi ai diritti d’uso dello spettro radio sono fondamentali per garantire la completezza della mappatura geografica delle installazioni di rete effettuata dalle autorità nazionali di regolamentazione. A tale proposito, esse dovrebbero poter esigere che le informazioni fornite siano disaggregate a livello locale con la granularità necessaria per effettuare una mappatura geografica delle reti.

(57)  Per rendere meno onerosi gli obblighi in materia di segnalazione periodica e notifica per i fornitori di reti e servizi e per l’autorità competente, è opportuno che tali obblighi siano proporzionati, obiettivamente giustificati e limitati allo stretto necessario. In particolare, dovrebbero essere evitate la duplicazione delle richieste di informazioni da parte dell’autorità competente e del BEREC e la verifica regolare e sistematica dell’osservanza di tutte le condizioni previste da un’autorizzazione generale o un diritto d’uso. Gli obblighi di segnalazione periodica e notifica per i fornitori di servizi di comunicazione elettronica operanti in più Stati membri dovrebbero essere coordinati dallo Stato membro della sede principale, qualora il fornitore abbia la sua sede principale nell’Unione e sia soggetto all’autorizzazione generale dello Stato membro della sua sede principale, fatta salva la richiesta di informazioni relative al rilascio di diritti d’uso dei numeri e dello spettro radio e di diritti di installare strutture. Il BEREC dovrebbe agevolare il libero flusso delle informazioni tra gli Stati membri interessati. Le informazioni dovrebbero essere richieste in un formato comune e standardizzato predisposto dal BEREC. Le imprese dovrebbero conoscere l’uso previsto delle informazioni richieste. Occorre evitare che la notifica di tali informazioni pregiudichi la libertà di accesso al mercato. Ai fini statistici, ai fornitori di reti o di servizi di comunicazione elettronica può essere richiesta una notifica quando cessano le attività.

(58)  Non dovrebbero essere interessati gli obblighi degli Stati membri relativi alla comunicazione delle informazioni per la tutela degli interessi dell’Unione in virtù di accordi internazionali e gli obblighi di segnalazione previsti dalla normativa che non riguarda specificamente il settore della comunicazione elettronica, come quella in materia di concorrenza.

(59)  Le informazioni considerate riservate da un’autorità competente, in conformità con la normativa dell’Unione e nazionale sulla riservatezza degli affari e la protezione dei dati personali, possono essere scambiate con la Commissione, con altre autorità nazionali di regolamentazione e con il BEREC qualora tale scambio sia necessario ai fini dell’applicazione delle disposizioni della presente direttiva. Le informazioni scambiate si limitano alle informazioni pertinenti e proporzionate allo scopo dello scambio stesso.

(60)  Dal momento che le reti di comunicazione elettronica a banda larga sono sempre più diversificate in termini di tecnologia, topologia, mezzi utilizzati e proprietà, l’intervento normativo deve fondarsi su informazioni dettagliate circa lo sviluppo delle reti per poter essere efficace e rivolgersi alle aree in cui è necessario. Tali informazioni sono essenziali al fine di promuovere gli investimenti, accrescere la connettività nell’UE e fornire informazioni a tutte le autorità competenti così come ai cittadini. Esse dovrebbero comprendere indagini relative sia all’installazione di reti ad altissima capacità sia agli importanti aggiornamenti o estensioni delle reti in rame o di altro tipo esistenti le cui caratteristiche in termini di prestazioni potrebbero non corrispondere a quelle delle reti ad altissima capacità sotto tutti gli aspetti, ad esempio l’introduzione graduale della tecnologia FTTC (fiber-to-the-cabinet) insieme a tecnologie attive come il vectoring. Il livello di dettaglio e di granularità territoriale delle informazioni che le autorità nazionali di regolamentazione sono tenute a raccogliere dovrebbe dipendere dall’obiettivo specifico dell’intervento normativo e dovrebbe essere adeguato ai fini normativi perseguiti. Pertanto, anche le dimensioni dell’unità territoriale saranno diverse da uno Stato membro all’altro, in base alle esigenze normative imposte dalle circostanze nazionali specifiche e alla disponibilità di dati locali. È improbabile che il livello 3 nella nomenclatura delle unità territoriali per la statistica (NUTS) sia un’unità territoriale sufficientemente piccola nella maggior parte dei casi. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero ispirarsi agli orientamenti del BEREC sulle migliori prassi per svolgere tale compito, e tali orientamenti potranno avvalersi dell’esperienza acquisita dalle autorità nazionali di regolamentazione nella mappatura geografica delle installazioni di rete. Fatti salvi gli obblighi di riservatezza, qualora le informazioni raccolte in tali indagini non siano ancora disponibili sul mercato, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero renderle disponibili in un formato aperto e senza limitazioni di riutilizzazione e dovrebbero mettere a disposizione degli utenti finali strumenti relativi alla qualità del servizio per sensibilizzarli maggiormente sulla disponibilità di servizi di connettività. Qualora le autorità nazionali di regolamentazione lo ritengano opportuno, possono anche raccogliere informazioni pubblicamente accessibili sui piani relativi all’installazione di reti ad altissima capacità. Nel raccogliere tali informazioni tutte le autorità interessate dovrebbero rispettare il principio di riservatezza ed evitare di causare svantaggi competitivi a qualsiasi operatore.

(61)  Il superamento del divario digitale nell’Unione è essenziale per permettere a tutti i cittadini dell’Unione di avere accesso a Internet e servizi digitali all’avanguardia. A tal fine, nel caso di aree di esclusione digitale specifiche e ben definite, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero poter organizzare un invito a manifestare interesse al fine di individuare le imprese disposte ad investire nelle reti ad altissima capacità. Al fine di garantire condizioni d’investimento prevedibili, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero poter comunicare alle imprese che manifestano interesse per l’installazione di reti ad altissima capacità se nell’area in questione sono effettuati ▌ altri tipi di aggiornamenti delle reti, compresi gli aggiornamenti che riguardano velocità di download inferiori a 100 Mbps.

(62)  È importante che le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti acquisiscano il parere di tutte le parti interessate quando elaborano proposte di decisione, concedano loro tempo sufficiente per trasmettere osservazioni in base alla complessità della questione, e ne tengano conto prima di adottare una decisione definitiva. Per garantire che le decisioni prese a livello nazionale non incidano negativamente sul mercato unico o su altri obiettivi del trattato, le autorità nazionali di regolamentazione sono tenute a notificare taluni progetti di decisione alla Commissione e alle altre autorità nazionali di regolamentazione per dar loro la possibilità di esprimere le proprie valutazioni. È opportuno che le autorità nazionali di regolamentazione consultino le parti interessate su tutti i progetti di misure che hanno un’influenza sul commercio fra Stati membri. I casi nei quali si applicano le procedure di cui agli articoli 24 e 34 sono definiti nella presente direttiva.

(63)  Per trattare in modo adeguato gli interessi dei cittadini, è opportuno che gli Stati membri istituiscano un adeguato meccanismo di consultazione. Quest’ultimo potrebbe assumere la forma di un organismo che conduce, in modo indipendente dall’autorità nazionale di regolamentazione e dai fornitori di servizi, ricerche sulle questioni legate ai consumatori, come i comportamenti dei consumatori e i meccanismi di cambiamento di fornitore, operando in modo trasparente e fornendo un contributo alle procedure esistenti di consultazione delle parti interessate. Inoltre, si potrebbe stabilire un meccanismo che renda possibile una cooperazione adeguata su questioni relative alla promozione di contenuto legale. Le procedure di cooperazione stabilite secondo tale meccanismo non dovrebbero tuttavia prevedere la sorveglianza sistematica dell’utilizzo di Internet.

(64)  Nell’eventualità che sorgano controversie fra imprese dello stesso Stato membro nel settore disciplinato dalla presente direttiva, ad esempio per quanto riguarda gli obblighi relativi all’accesso o all’interconnessione ovvero le modalità di trasferimento di elenchi di utenti finali, la parte lesa che abbia negoziato in buona fede un accordo senza riuscire a raggiungerlo dovrebbe avere il diritto di rivolgersi a un’autorità di regolamentazione nazionale per risolvere la controversia. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero avere il potere di imporre una soluzione alle parti. L’intervento di un’autorità nazionale di regolamentazione nella composizione di una controversia fra fornitori di reti o servizi di comunicazione elettronica in uno Stato membro deve mirare a garantire l’ottemperanza agli obblighi derivanti dalla presente direttiva.

(65)  Oltre ai mezzi di tutela apprestati dal diritto nazionale e dal diritto dell’Unione è opportuno che sia esperibile una procedura semplice promossa ad istanza di una delle parti della controversia, per la risoluzione delle controversie transnazionali tra le imprese che forniscono o che sono autorizzate a fornire reti o servizi di comunicazione elettronica in diversi Stati membri.

(66)  Uno dei compiti importanti assegnati al BEREC consiste nell’adottare decisioni in relazione alle controversie transnazionali, ove appropriato. Occorre pertanto che, in questi casi, le autorità nazionali di regolamentazione attuino pienamente la decisione del BEREC nelle misure che impongono obblighi a un’impresa o che risolvono altrimenti la controversia.

(67)  La mancanza di coordinamento tra gli Stati membri per quanto riguarda gli approcci in materia di assegnazione e autorizzazione dell’uso dello spettro radio nonché i problemi di interferenze su larga scala può incidere pesantemente sullo sviluppo del mercato unico digitale. Gli Stati membri dovrebbero pertanto cooperare tra loro sfruttando appieno i buoni uffici del gruppo “Politica dello spettro radio”. Inoltre, il coordinamento tra gli Stati membri al fine di risolvere le interferenze dannose dovrebbe essere reso più efficiente, avvalendosi del gruppo “Politica dello spettro radio” quale strumento per facilitare la risoluzione delle controversie. Tenendo conto delle preoccupazioni e degli obiettivi specifici dell’Unione, occorre privilegiare una procedura di risoluzione delle controversie a livello di Unione sulle questioni transfrontaliere tra Stati membri rispetto a qualsiasi risoluzione delle controversie a norma del diritto internazionale.

(68)  Il gruppo “Politica dello spettro radio” è un gruppo consultivo ad alto livello della Commissione, istituito con la decisione 2002/622/CE della Commissione al fine di contribuire allo sviluppo del mercato interno e sostenere lo sviluppo di una politica in materia di spettro radio a livello dell’Unione, tenendo conto di considerazioni di ordine economico, politico, culturale, strategico, sanitario e sociale nonché dei parametri tecnici. Ai fini del ruolo che riveste nell’ulteriore rafforzamento della cooperazione tra gli Stati membri, il gruppo “Politica dello spettro radio” dovrebbe essere istituito dalla presente direttiva. Esso dovrebbe essere composto dai responsabili degli organismi ai quali spetta la responsabilità politica generale per la politica in materia di spettro e dovrebbe assistere e fornire consulenza agli Stati membri e alla Commissione su tale politica. Ciò dovrebbe accrescere ulteriormente la visibilità della politica in materia di spettro nei diversi settori di intervento dell’UE e concorrere a garantire la coerenza intersettoriale a livello nazionale e dell’Unione. Il gruppo inoltre dovrebbe fornire consulenza su richiesta al Parlamento europeo e al Consiglio ed essere la sede per il coordinamento dell’assolvimento degli obblighi in materia di spettro radio che incombono agli Stati membri in virtù della presente direttiva, oltre a rivestire un ruolo centrale in settori di importanza fondamentale per il mercato interno, come il coordinamento a livello transfrontaliero e la normazione. Potrebbero essere creati inoltre gruppi di lavoro costituiti da tecnici o esperti per coadiuvare i lavori nelle riunioni plenarie in cui sono elaborate le politiche strategiche con il coinvolgimento di alti esponenti degli Stati membri e della Commissione.

(69)  In un contesto concorrenziale, al momento di esaminare le questioni connesse con i diritti degli utenti finali, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero tener conto della posizione di tutte le parti interessate, ivi compresi utenti e consumatori. Le procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie possono rappresentare un modo rapido ed economicamente vantaggioso per consentire agli utenti finali – in particolare ai consumatori, alle microimprese e alle piccole imprese – di far valere i loro diritti. Per le controversie che riguardano i consumatori, procedure non discriminatorie e poco onerose per la risoluzione delle controversie insorte tra consumatori e fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico sono già garantite dalla direttiva 2013/11/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(21) per quanto riguarda le controversie contrattuali che coinvolgono consumatori residenti nell’Unione e imprese stabilite nell’Unione. Poiché molti Stati membri hanno istituito procedure di risoluzione delle controversie anche per gli utenti finali diversi dai consumatori cui non si applica la direttiva 2013/11/UE, è ragionevole mantenere la procedura settoriale di risoluzione delle controversie per i consumatori e, laddove gli Stati membri la estendano, anche per altri utenti finali, in particolare le microimprese e le piccole imprese. I consumatori che lo desiderano dovrebbero poter risolvere in ogni momento le loro controversie con i fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica mediante una procedura settoriale di risoluzione delle controversie. In considerazione della solida esperienza settoriale delle autorità nazionali di regolamentazione, gli Stati membri dovrebbero consentire loro di agire in qualità di organismi di risoluzione delle controversie attraverso un organismo separato al loro interno, che non dovrebbe ricevere istruzioni. Le procedure di risoluzione delle controversie previste dalla presente direttiva che coinvolgono i consumatori dovrebbero essere soggette a procedure chiare ed efficaci e ai requisiti di qualità di cui al capo II della direttiva 2013/11/UE.

(70)  È opportuno che le autorità competenti possano monitorare e garantire il rispetto delle condizioni dell’autorizzazione generale e dei diritti d’uso, in particolare garantire l’uso effettivo ed efficiente dello spettro e il rispetto degli obblighi in materia di copertura e qualità del servizio, per mezzo di sanzioni pecuniarie o amministrative, comprese ingiunzioni e revoche dei diritti d’uso nel caso di violazioni di tali condizioni. Le imprese dovrebbero fornire alle autorità competenti informazioni quanto più precise e complete possibili per consentire loro di assolvere ai loro compiti di vigilanza. Al fine di evitare la creazione di barriere all’ingresso nel mercato, in particolare attraverso l’accumulo anticoncorrenziale, è opportuno migliorare l’applicazione delle condizioni connesse ai diritti d’uso dello spettro da parte degli Stati membri e prevedere la partecipazione di tutte le autorità competenti, non soltanto delle autorità nazionali di regolamentazione. Tali condizioni dovrebbero includere l’applicazione di una soluzione che preveda la perdita dei diritti inutilizzati (in base al principio “use it or lose it”), al fine di controbilanciare la lunga durata dei diritti. A tal fine, lo scambio e l’affitto dello spettro dovrebbero essere considerati modalità in grado di garantire l’uso effettivo da parte del titolare dei diritti originario. Al fine di garantire la certezza del diritto per quanto riguarda la possibile esposizione a sanzioni per il mancato utilizzo dello spettro, dovrebbero essere definite in anticipo soglie relative all’utilizzo, tra l’altro in termini di tempo, quantità o identità dello spettro.

(70 bis)  La concessione dei diritti d’uso dello spettro radio per 25 anni o più dovrebbe essere soggetta a condizioni volte a garantire la protezione di obiettivi di interesse generale quali un uso effettivo ed efficiente e considerazioni in materia di ordine pubblico, sicurezza e difesa. Tali diritti d’uso dovrebbero pertanto essere soggetti a una valutazione intermedia dopo non più di dieci anni.

(71)  È opportuno che le condizioni che possono essere apposte alle autorizzazioni generali ed ai diritti d’uso individuali si limitino allo stretto necessario per garantire il rispetto delle disposizioni e degli obblighi fondamentali sanciti dal diritto nazionale e dell’Unione.

(72)  Chiunque dovrebbe avere il diritto di ricorrere contro una decisione delle autorità competenti che lo riguardi dinanzi ad un organo che sia indipendente dalle parti in causa e da qualsiasi intervento esterno o pressione politica che possa comprometterne l’imparzialità di giudizio nelle questioni che è chiamato a dirimere. Tale organo può essere un tribunale. Inoltre, una impresa che ritenga che le sue domande per la concessione del diritto di installare strutture non siano state esaminate in linea con i principi di cui alla presente direttiva dovrebbe avere il diritto di proporre ricorso contro tali decisioni. Tale procedura di ricorso dovrebbe applicarsi fatti salvi la ripartizione delle competenze all’interno dei sistemi giudiziari nazionali o i diritti riconosciuti alle persone fisiche e giuridiche nel rispettivo ordinamento nazionale. In ogni caso, gli Stati membri dovrebbero garantire un sindacato giurisdizionale effettivo nei confronti di tali decisioni.

(73)  Al fine di assicurare la certezza del diritto agli operatori del mercato, è opportuno che gli organi di ricorso assolvano efficacemente le loro funzioni; in particolare, le procedure di ricorso non dovrebbero subire indebiti ritardi. Le misure transitorie che sospendono la validità della decisione di un’autorità competente dovrebbero essere concesse soltanto in casi urgenti al fine di impedire un pregiudizio grave e irreparabile alla parte che chiede tali misure e ove ciò sia necessario per l’equilibrio degli interessi.

(74)  Si sono registrate notevoli divergenze nel modo in cui gli organi di ricorso hanno applicato le misure provvisorie per sospendere le decisioni delle autorità nazionali di regolamentazione. Per giungere ad un approccio più coerente è opportuno applicare norme comuni conformi alla giurisprudenza dell’Unione. Gli organi di ricorso dovrebbero essere altresì autorizzati a richiedere le informazioni disponibili pubblicate dal BEREC. Vista l’importanza dei ricorsi per il funzionamento complessivo del quadro normativo, è opportuno istituire un meccanismo per la raccolta di informazioni sui ricorsi e sulle decisioni di sospensione delle decisioni adottate dalle autorità competenti in tutti gli Stati membri e per la trasmissione di tali informazioni alla Commissione e al BEREC. Tale meccanismo dovrebbe garantire che la Commissione o il BEREC possano recuperare dagli Stati membri il testo delle decisioni e delle sentenze al fine di sviluppare una banca dati.

(74 bis)  La trasparenza nell’applicazione del meccanismo dell’Unione per il consolidamento del mercato interno delle comunicazioni elettroniche dovrebbe essere rafforzata nell’interesse dei cittadini e delle parti interessate e per consentire a queste ultime di far conoscere il loro punto di vista, anche imponendo alle autorità nazionali di regolamentazione di pubblicare i progetti di misure contestualmente al loro invio alla Commissione, al BEREC e alle autorità nazionali di regolamentazione in altri Stati membri. I progetti di misure dovrebbero essere motivati e contenere un’analisi dettagliata.

(75)  La Commissione dovrebbe essere in grado, dopo aver preso nella massima considerazione il parere del BEREC, di richiedere a un’autorità nazionale di regolamentazione di ritirare un progetto di misura ove questa concerna l’individuazione di mercati rilevanti o la designazione o meno di imprese che detengono un significativo potere di mercato e ove tali decisioni potrebbero creare una barriera al mercato unico o essere incompatibili con il diritto dell’Unione, e in particolare con gli obiettivi politici che le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero perseguire. Detta procedura si applica fatta salva la procedura di notificazione di cui alla direttiva (UE) 2015/1535 nonché le prerogative che il trattato conferisce alla Commissione in relazione alle violazioni del diritto dell’Unione.

(76)  È opportuno svolgere la consultazione nazionale di cui all’articolo 24 prima della consultazione nel quadro del diritto dell’Unione prevista agli articoli 34 e 35, al fine di tenere conto dei pareri delle parti interessate nella consultazione nel quadro del diritto dell’Unione. Ciò eviterebbe il ricorso ad una seconda consultazione nel quadro del diritto dell’Unione nel caso di modifiche a una misura che si intende introdurre a seguito di una consultazione nazionale.

(77)  È importante che il quadro normativo sia attuato in tempi rapidi. Quando la Commissione ha preso una decisione che impone a un’autorità nazionale di regolamentazione di ritirare una misura programmata, l’autorità dovrebbe presentare una misura rivista alla Commissione. È opportuno fissare un termine per la notifica della misura rivista alla Commissione ai sensi dell’articolo 34 per permettere agli operatori economici di conoscere la durata dell’analisi di mercato e per rafforzare la certezza del diritto.

(78)  Il meccanismo dell’Unione, che permette alla Commissione di imporre alle autorità nazionali di regolamentazione il ritiro di misure programmate riguardanti la definizione di mercato e la designazione di operatori che dispongono di un significativo potere di mercato, ha contribuito significativamente allo sviluppo di un approccio coerente per determinare le circostanze nelle quali è possibile applicare una regolamentazione ex ante e quelle nelle quali gli operatori sono assoggettati a tale regolamentazione. L’esperienza acquisita con le procedure di cui all’articolo 7 e 7 bis della direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro) dimostrano che le incoerenze nell’applicazione delle misure correttive da parte delle autorità nazionali di regolamentazione in condizioni di mercato analoghe danneggiano il mercato interno delle comunicazioni elettroniche. La Commissione e il BEREC dovrebbero pertanto contribuire, nell’ambito delle rispettive responsabilità, a garantire un livello più elevato di coerenza nell’adozione delle misure correttive concernenti i progetti di misure proposti dalle autorità nazionali di regolamentazione. Inoltre, se il BEREC condivide le preoccupazioni della Commissione, quest’ultima dovrebbe poter richiedere a un’autorità nazionale di regolamentazione il ritiro di un progetto di misura. Per trarre beneficio dalle competenze specialistiche sull’analisi di mercato delle autorità nazionali di regolamentazione la Commissione dovrebbe consultare il BEREC prima di adottare le sue decisioni e/o le sue raccomandazioni.

(79)  Tenuto conto dei termini ridotti previsti dal meccanismo di consultazione dell’Unione, è opportuno conferire alla Commissione la facoltà di adottare raccomandazioni e/o orientamenti per semplificare le procedure di scambio d’informazioni tra la Commissione e le autorità nazionali di regolamentazione – ad esempio per i casi riguardanti i mercati stabili oppure modifiche secondarie di misure notificate in precedenza. Dovrebbero inoltre essere conferiti poteri alla Commissione per permettere l’introduzione di un’esenzione dalla notifica così da semplificare le procedure in determinati casi.

(80)  Alle autorità nazionali di regolamentazione dovrebbe essere richiesto di cooperare l’una con l’altra, con il BEREC e con la Commissione in modo trasparente, onde garantire un’applicazione coerente, in tutti gli Stati membri, delle disposizioni della presente direttiva.

(81)  Occorre conciliare la libertà discrezionale delle autorità nazionali di regolamentazione con l’elaborazione di pratiche normative coerenti e l’applicazione coerente del quadro normativo per contribuire efficacemente allo sviluppo e al completamento del mercato interno. È opportuno pertanto che le autorità nazionali di regolamentazione sostengano le attività svolte dalla Commissione in materia di mercato interno e quelle del BEREC.

(82)  Le misure che potrebbero influenzare il commercio tra gli Stati membri sono misure atte ad avere un’influenza, diretta o indiretta, reale o potenziale, sui modelli di commercio fra Stati membri in modo tale da creare una barriera al mercato unico. Vi sono comprese misure che abbiano un’influenza significativa su operatori o utenti in altri Stati membri, fra le quali tra l’altro: misure che influenzano i prezzi agli utenti in altri Stati membri; misure che influenzano la capacità di un’impresa stabilita in un altro Stato membro di fornire un servizio di comunicazione elettronica, e in particolare misure che influenzano la capacità di offrire servizi su base transnazionale; infine, misure che influenzano le strutture o l’accesso al mercato, con ripercussioni per le imprese di altri Stati membri.

(83)  Nell’effettuare la verifica del funzionamento della presente direttiva, la Commissione dovrebbe valutare se, alla luce degli sviluppi sul mercato e per quanto riguarda la concorrenza e la protezione dei consumatori, sia ancora necessario mantenere le disposizioni relative alla regolamentazione settoriale ex ante o se sia opportuno modificare o abrogare tali disposizioni.

(84)  In considerazione delle loro competenze economiche complessive e della loro conoscenza del mercato, nonché del carattere oggettivo e tecnico delle loro valutazioni, e al fine di assicurare la coerenza con gli altri compiti che svolgono per quanto riguarda la regolamentazione del mercato, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero determinare gli elementi delle procedure di selezione e le condizioni connesse ai diritti d’uso dello spettro che incidono maggiormente sulle condizioni del mercato e sulla situazione concorrenziale, comprese le condizioni di ingresso e di espansione. Ciò comprende ad esempio i parametri per la valutazione economica dello spettro in conformità con la presente direttiva, l’indicazione delle misure normative e delle misure volte a plasmare il mercato quali ad esempio il ricorso a massimali e riserve di spettro o l’imposizione di obblighi per l’accesso all’ingrosso o i mezzi per definire le condizioni di copertura connesse ai diritti d’uso. Un uso e una definizione più convergenti di tali elementi sarebbero favoriti da un meccanismo di coordinamento per mezzo del quale il BEREC, la Commissione e le autorità nazionali di regolamentazione degli altri Stati membri esaminerebbero i progetti di misure prima della concessione dei diritti d’uso da parte di un determinato Stato membro parallelamente alla consultazione pubblica nazionale. La misura determinata dall’autorità nazionale di regolamentazione può corrispondere unicamente a un sottoinsieme di una misura nazionale più ampia, la quale più in generale può consistere nella concessione, nello scambio e nell’affitto, nella durata, nel rinnovo o nella modifica dei diritti d’uso dello spettro radio, nonché della procedura di selezione o delle condizioni connesse ai diritti d’uso. Pertanto, al momento della notifica di un progetto di misura, le autorità nazionali di regolamentazione possono fornire informazioni su altri progetti di misure nazionali relativi alla procedura di selezione pertinente per limitare i diritti d’uso dello spettro radio che non sono coperti dal meccanismo di valutazione tra pari.

(85)  Qualora a determinate imprese siano state assegnate frequenze radio in modo armonizzato e sulla base di accordi europei, è necessario che gli Stati membri rispettino rigorosamente tali accordi in sede di concessione dei diritti d’uso delle frequenze radio nell’ambito del relativo piano nazionale.

(86)  Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati a prendere in considerazione l’opzione delle autorizzazioni congiunte al momento di concedere i diritti d’uso quando l’uso previsto riguarda situazioni transfrontaliere.

(87)  Eventuali decisioni adottate dalla Commissione ai sensi dell’articolo 38, paragrafo 1 dovrebbero limitarsi ai principi, agli approcci e alle metodologie regolamentari. Per evitare dubbi, essa non dovrebbe prescrivere dettagli che in genere devono riflettere le circostanze nazionali, né dovrebbe vietare approcci alternativi che si possono ragionevolmente presumere avere effetto equivalente. Siffatta decisione dovrebbe essere proporzionata e non dovrebbe influire sulle decisioni adottate dalle autorità nazionali di regolamentazione che non creano un ostacolo al mercato interno.

(88)  L’Unione e gli Stati membri hanno assunto degli impegni di norme tecniche e in relazione al quadro normativo per le reti e i servizi di telecomunicazioni dell’Organizzazione mondiale del commercio.

(89)  È opportuno che la normalizzazione resti un processo essenzialmente guidato dal mercato. Possono tuttavia permanere situazioni in cui è opportuno esigere l’osservanza di norme dell’Unione specifiche per migliorare l’interoperabilità e la libertà di scelta per gli utenti e promuovere l’interconnettività nel mercato unico. A livello nazionale gli Stati membri sono soggetti alle disposizioni della direttiva (UE) 2015/1535. Le procedure di normalizzazione contemplate dalla presente direttiva lasciano impregiudicato il disposto della direttiva 2014/53/UE sulle apparecchiature radio, della direttiva 2014/35/UE sulla bassa tensione e della direttiva 2014/30/UE sulla compatibilità elettromagnetica.

(90)  I fornitori di reti pubbliche di comunicazione elettronica o di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, o di entrambi, dovrebbero essere tenuti ad adottare misure per tutelare la sicurezza delle loro reti e dei loro servizi e prevenire o limitare le conseguenze degli incidenti che pregiudicano la sicurezza, compresi gli incidenti causati da dispositivi che hanno subito un attacco informatico. Tendendo conto dello stato dell’arte, dette misure dovrebbero assicurare un livello di sicurezza delle reti e dei servizi adeguato ai rischi. Le misure di sicurezza dovrebbero prendere in considerazione almeno tutti gli aspetti pertinenti dei seguenti elementi: relativamente alla sicurezza delle reti e delle strutture: sicurezza fisica e dell’ambiente, sicurezza delle forniture, controllo dell’accesso alle reti e integrità delle reti; relativamente alla gestione degli incidenti: procedure per la gestione degli incidenti, capacità di rilevazione degli incidenti, comunicazione e segnalazione degli incidenti; relativamente alla gestione della continuità operativa: strategia per la continuità del servizio e piani di emergenza, funzionalità di ripristino di emergenza; relativamente a monitoraggio, audit e test: prassi in materia di monitoraggio e registrazione, esercitazioni dei piani di emergenza, test delle reti e dei servizi, valutazioni della sicurezza e controllo di conformità; e la conformità alle norme internazionali.

(91)  Vista la crescente importanza dei servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero, è necessario assicurare che anch’essi siano soggetti ad adeguati requisiti di sicurezza conformemente alle loro specificità e alla loro rilevanza economica. I fornitori di tali servizi dovrebbero pertanto garantire un livello di sicurezza commisurato al grado di rischio per la sicurezza dei servizi di comunicazione elettronica che forniscono. Dato che i fornitori di servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero solitamente non esercitano un controllo effettivo sulla trasmissione dei segnali sulle reti, il grado di rischio di tali servizi può essere considerato, per certi aspetti, inferiore a quello dei servizi di comunicazione elettronica tradizionali. Pertanto, ogniqualvolta ciò sia giustificato dalla valutazione effettiva dei rischi per la sicurezza, per i servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero gli obblighi di sicurezza dovrebbero essere meno stringenti. In tale contesto, i fornitori dovrebbero essere in grado di decidere in merito alle misure che ritengono adeguate alla gestione dei rischi ai quali è esposta la sicurezza dei loro servizi. Lo stesso approccio dovrebbe applicarsi, mutatis mutandis, ai servizi di comunicazione interpersonale che utilizzano numeri e che non esercitano un controllo effettivo sulla trasmissione dei segnali.

(91 bis)  I fornitori di reti di comunicazione pubbliche o di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico dovrebbero informare gli utenti delle misure che questi ultimi possono prendere per proteggere la sicurezza delle loro comunicazioni, ad esempio attraverso l’uso di particolari tipi di programmi o tecniche di crittografia. L’obbligo di informare gli utenti su particolari rischi relativi alla sicurezza non dovrebbe esonerare il fornitore dall’obbligo di prendere, a sue proprie spese, provvedimenti adeguati ed immediati per cercare di prevenire o rimediare a tutti i nuovi rischi imprevisti relativi alla sicurezza e ristabilire il normale livello di sicurezza. La fornitura all’abbonato di informazioni sui rischi relativi alla sicurezza dovrebbe essere gratuita.

(91 ter)  Per tutelare la sicurezza e l’integrità delle reti e dei servizi è opportuno promuovere e, se necessario, rendere obbligatorio l’uso della crittografia da punto a punto, in conformità ai principi della sicurezza e della tutela della vita privata per impostazione predefinita e fin dalla progettazione.

(92)  È opportuno che le autorità competenti garantiscano il mantenimento dell’integrità e della disponibilità delle reti di comunicazione pubbliche. È opportuno che l’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA) contribuisca ad innalzare il livello di sicurezza delle comunicazioni elettroniche, anche aiutando gli Stati membri a prevenire e risolvere potenziali problemi nel mercato interno dovuti a conflitti tra misure di sicurezza specifiche, emanando orientamenti, in stretta cooperazione con il BEREC e la Commissione, sui criteri di sicurezza, fornendo consulenze e pareri e promuovendo lo scambio di migliori prassi. Le autorità competenti dovrebbero disporre dei mezzi necessari all’adempimento dei loro compiti, inclusa la facoltà di richiedere le informazioni necessarie a valutare il livello di sicurezza delle reti o dei servizi. Esse dovrebbero inoltre avere la facoltà di richiedere dati completi e attendibili sugli incidenti di sicurezza realmente verificatisi che hanno avuto un impatto significativo sul funzionamento delle reti o dei servizi. Esse dovrebbero, ove necessario, essere assistite dai gruppi di intervento per la sicurezza informatica in caso di incidente (“CSIRT”), istituiti a norma dell’articolo 9 della direttiva (UE) 2016/1148(22). In particolare, i CSIRT possono essere tenuti a fornire alle autorità competenti informazioni sui rischi e gli incidenti cui sono esposti le reti di comunicazione pubbliche e i servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, nonché a fornire raccomandazioni su come affrontarli.

(93)  Se la fornitura di comunicazioni elettroniche si basa su risorse pubbliche il cui uso è subordinato a un’autorizzazione specifica, gli Stati membri possono accordare all’autorità competente per il rilascio della stessa il diritto di riscuotere contributi per garantire l’uso ottimale di tali risorse, in conformità con le procedure previste dalla presente direttiva. In linea con la giurisprudenza della Corte di giustizia, gli Stati membri non possono riscuotere commissioni o contributi per la fornitura di reti e servizi di comunicazione elettronica diversi da quelli previsti dalla presente direttiva. A tale riguardo, gli Stati membri dovrebbero adottare un approccio coerente nel fissare tali commissioni o contributi per evitare che alla procedura di autorizzazione generale o ai diritti d’uso sia associato un onere finanziario eccessivo per i fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica.

(94)  Per garantire un uso ottimale delle risorse, i contributi riscossi dovrebbero riflettere la situazione economica e tecnica del mercato interessato, nonché qualsiasi altro fattore significativo che ne determini il valore. Al tempo stesso, i contributi dovrebbero essere fissati in modo tale da consentire l’innovazione nella fornitura di reti e servizi e la concorrenza sul mercato. Gli Stati membri dovrebbero pertanto assicurare che i contributi per i diritti d’uso siano stabiliti sulla base di un meccanismo che fornisca adeguate garanzie contro esiti in grado di distorcere il valore dei contributi a seguito di politiche di massimizzazione degli introiti, procedure di gara anticoncorrenziali o comportamenti analoghi. La presente direttiva lascia impregiudicato il fine per cui sono impiegati i contributi per i diritti d’uso e i diritti di installare strutture. Detti contributi possono ad esempio essere usati per finanziare le attività delle autorità nazionali di regolamentazione e delle autorità competenti che non possono essere coperte dai diritti amministrativi. Laddove, in caso di procedure di selezione competitiva o comparativa, i contributi per i diritti di uso dello spettro radio consistono, interamente o parzialmente, in un importo in soluzione unica, le modalità di pagamento dovrebbero garantire che tali contributi non portino in pratica a una selezione sulla base di criteri estranei all’obiettivo di garantire l’uso ottimale dello spettro radio. La Commissione può pubblicare, su base regolare, studi comparativi e altri opportuni orientamenti concernenti le migliori prassi in materia di attribuzione di spettro radio, assegnazione di numeri o diritti di passaggio.

(95)  I contributi imposti alle imprese per i diritti d’uso dello spettro radio possono influenzare le decisioni circa l’opportunità di chiedere tali diritti e il modo di utilizzare al meglio le risorse dello spettro radio. Al fine di garantire un uso efficiente e ottimale, nel fissare i prezzi di riserva ▌ gli Stati membri dovrebbero pertanto garantire che tali prezzi ▌ rispecchino l’uso alternativo delle risorse e i costi supplementari connessi al soddisfacimento delle condizioni di autorizzazione imposte per perseguire obiettivi politici che non potrebbero ragionevolmente essere conseguiti alle normali condizioni commerciali, ad esempio le condizioni di copertura territoriale.

(96)  L’uso ottimale delle risorse dello spettro radio dipende dalla disponibilità di reti e risorse correlate adeguate. A tale riguardo, i contributi per i diritti d’uso dello spettro radio e per i diritti di installazione di strutture dovrebbero prendere in considerazione la necessità di facilitare il continuo sviluppo delle infrastrutture al fine di conseguire la massima efficienza nell’utilizzo delle risorse. Gli Stati membri dovrebbero pertanto prevedere le modalità di pagamento dei contributi per i diritti d’uso dello spettro radio in connessione con l’effettiva disponibilità delle risorse in modo tale da facilitare gli investimenti necessari a promuovere tale sviluppo. Le modalità di pagamento dovrebbero essere specificate in modo obiettivo, trasparente, proporzionato e non discriminatorio prima di avviare le procedure per la concessione dei diritti d’uso dello spettro, e i contributi dovrebbero essere chiaramente definiti.

(97)  Va garantito che le procedure previste per la concessione del diritto di installare strutture siano tempestive, non discriminatorie e trasparenti, onde assicurare che vigano le condizioni necessarie per una concorrenza leale ed effettiva. La presente direttiva non pregiudica le disposizioni nazionali vigenti in materia di espropriazione o uso di una proprietà, normale esercizio dei diritti di proprietà, normale uso dei beni pubblici né il principio di neutralità in relazione al regime di proprietà esistente negli Stati membri.

(98)  Le autorizzazioni rilasciate ai fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica che permettono loro di avere accesso a proprietà pubbliche o private sono fattori essenziali per l’istituzione di reti di comunicazione elettronica o di nuovi elementi di rete. Le complicazioni e i ritardi inutili nelle procedure per la concessione dei diritti di passaggio possono pertanto costituire considerevoli ostacoli allo sviluppo della concorrenza. È opportuno pertanto semplificare l’acquisizione dei diritti di passaggio da parte delle imprese autorizzate. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere in grado di coordinare l’acquisizione dei diritti di passaggio, pubblicando le informazioni pertinenti sui loro siti internet.

(99)  È necessario rafforzare i poteri degli Stati membri nei confronti dei titolari di diritti di passaggio per assicurare l’ingresso o l’istituzione di una nuova rete in modo equo, efficiente e responsabile dal punto di vista ambientale e, indipendentemente dagli eventuali obblighi che gravano su un operatore che dispone di un significativo potere di mercato, concedere l’accesso alla sua rete di comunicazione elettronica. Una migliore condivisione delle strutture può ridurre i costi ambientali per lo sviluppo delle infrastrutture di comunicazioni elettroniche, nonché promuovere la salute pubblica e la pubblica sicurezza e favorire il raggiungimento degli obiettivi di pianificazione urbana e rurale. Le autorità competenti dovrebbero essere autorizzate ad imporre alle imprese che hanno beneficiato di diritti di installare strutture su proprietà pubbliche o private, ovvero al di sopra o al di sotto di esse, di condividere tali strutture o proprietà (compresa la coubicazione) dopo un adeguato periodo di pubblica consultazione nel corso del quale a tutte le parti interessate dovrebbe essere data la possibilità di esprimere il proprio parere, nelle aree specifiche in cui tali motivi di interesse generale rendono necessaria detta condivisione. Ciò può verificarsi, ad esempio, in caso di elevata congestione del sottosuolo o di necessità di varcare una barriera naturale. Le autorità competenti dovrebbero in particolare essere autorizzate ad imporre la condivisione di elementi della rete e risorse correlate come condotti, guaine, piloni, pozzetti, armadi di distribuzione, antenne, torri e altre strutture di supporto, edifici o accesso a edifici, nonché un migliore coordinamento delle opere di ingegneria civile per motivi ambientali o altri motivi programmatici. Al contrario, è opportuno che incomba alle autorità nazionali di regolamentazione la definizione delle regole sulla ripartizione dei costi della condivisione delle strutture o delle proprietà, per garantire che i rischi assunti dalle imprese interessate siano adeguatamente ricompensati. Alla luce degli obblighi stabiliti dalla direttiva 2014/61/UE, le autorità competenti, in particolare le autorità locali, dovrebbero parimenti stabilire procedure di coordinamento appropriate, di concerto con le autorità nazionali di regolamentazione, per quanto riguarda i lavori pubblici e altre strutture o proprietà pubbliche appropriate. Tali procedure possono includere procedure atte a garantire che le parti interessate dispongano di informazioni concernenti strutture o proprietà pubbliche appropriate e lavori pubblici in corso e pianificati, che ricevano una notifica tempestiva di tali lavori e che la condivisione sia facilitata quanto più possibile.

(100)  Se si impone ad operatori mobili di condividere torri o piloni per ragioni ambientali, dette condivisioni obbligatorie possono comportare una riduzione dei livelli massimi di potenza trasmessa consentiti a ciascun operatore per ragioni di sanità pubblica, con la conseguente necessità per gli operatori di installare un maggior numero di siti di trasmissione al fine di garantire la copertura nazionale. È opportuno che le autorità competenti si adoperino per conciliare le pertinenti considerazioni ambientali e sanitarie, tenendo in debito conto il principio di precauzione di cui alla raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio.

(101)  Lo spettro radio è una risorsa pubblica limitata, che ha un importante valore pubblico e di mercato. È una risorsa essenziale per le reti e i servizi di comunicazione elettronica via radio e, nella misura in cui è utilizzato per tali reti e servizi, dovrebbe essere ripartito ed assegnato in modo efficiente dalle autorità nazionali di regolamentazione in funzione di una serie di obiettivi e principi armonizzati che ne disciplinino l’azione, nonché secondo criteri trasparenti, non discriminatori ed obiettivi che tengano conto degli interessi democratici, sociali, linguistici e culturali connessi con l’uso delle frequenze. La decisione n. 676/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 marzo 2002 relativa a un quadro normativo per la politica dello spettro radio nella Comunità europea (decisione sullo spettro radio)(23) istituisce un quadro di riferimento per l’armonizzazione dello spettro radio.

(102)  Le attività in materia di politica dello spettro radio nell’Unione dovrebbero lasciare impregiudicate le misure adottate a livello dell’Unione o nazionale, a norma del diritto dell’Unione, per perseguire obiettivi d’interesse generale relativi in particolare alla regolamentazione dei contenuti ed alla politica audiovisiva e dei media, e il diritto degli Stati membri di organizzare la gestione del proprio spettro radio e di usarlo per fini di ordine pubblico, pubblica sicurezza e difesa. Poiché l’uso dello spettro a fini militari e per altri fini di sicurezza pubblica nazionale ha un impatto sulla disponibilità dello spettro nel mercato interno, è opportuno che la politica dello spettro radio tenga conto di tutti i settori e aspetti delle politiche dell’Unione e ne bilanci i rispettivi bisogni, nel rispetto dei diritti degli Stati membri.

(103)  Garantire la massima copertura delle reti ad altissima capacità in ciascuno Stato membro è essenziale per lo sviluppo economico e sociale, per la partecipazione alla vita pubblica e sociale e per la coesione territoriale. Nella misura in cui l’uso delle comunicazioni elettroniche diventa un elemento fondamentale per la società e il benessere in Europa, è opportuno realizzare una copertura generalizzata a tutta l’UE che copra quasi il 100 % dei cittadini dell’Unione mediante l’imposizione, da parte degli Stati membri, di adeguati requisiti di copertura, che dovrebbero essere adattati a ciascuna area servita e limitati a oneri proporzionati al fine di non ostacolare lo sviluppo delle attività dei prestatori di servizi. La copertura ininterrotta del territorio dovrebbe avere il massimo sviluppo ed essere affidabile, al fine di promuovere servizi e applicazioni come le automobili connesse e la sanità elettronica. Pertanto, è opportuno coordinare a livello dell’Unione l’applicazione degli obblighi di copertura da parte delle autorità competenti. Tenuto conto delle specificità nazionali, tale coordinamento dovrebbe limitarsi ai criteri generali da prendere in considerazione per definire e misurare gli obblighi di copertura, quali la densità di popolazione o le caratteristiche topografiche e topologiche.

(104)  Al fine di assicurare la coerenza delle condizioni di diffusione, l’esigenza di garantire che i cittadini non siano esposti a campi elettromagnetici a un livello dannoso per la salute pubblica dovrebbe essere affrontata in modo coerente in tutta l’Unione, tenendo conto in particolare del principio di precauzione invocato nella raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio(24). Per quanto riguarda le reti ad altissima capacità, gli Stati membri dovrebbero applicare, se del caso, la procedura di cui alla direttiva (UE) 2015/1535 anche al fine di garantire la trasparenza per le parti interessate e permettere agli Stati membri e alla Commissione di reagire.

(105)  L’armonizzazione e il coordinamento dello spettro radio e la regolamentazione delle apparecchiature, agevolati dalla normazione, sono un’esigenza complementare e devono essere strettamente coordinati per raggiungere efficacemente gli obiettivi comuni, con il sostegno del gruppo “Politica dello spettro radio”. Il coordinamento tra il contenuto e i tempi dei mandati conferiti alla CEPT in applicazione della decisione spettro radio e le richieste di normazione agli organismi preposti, quale l’Istituto europeo per le norme di telecomunicazione, anche per quanto riguarda i parametri dei ricevitori radio, dovrebbe agevolare l’introduzione di sistemi futuri, sostenere le opportunità di condivisione dello spettro e garantire una gestione efficiente dello spettro radio. Le norme, le specifiche o le raccomandazioni riguardanti gli elementi di rete e le infrastrutture correlate, sia fisse che mobili, dovrebbero ove possibile tenere conto degli obblighi di accesso che potrebbe essere necessario imporre a norma della presente direttiva.

(106)  La domanda di spettro radio armonizzato non è uniforme in tutta l’Unione. Nei casi di scarsità di domanda di banda armonizzata a livello regionale o nazionale, gli Stati membri potrebbero, in via eccezionale, avere la facoltà di consentire un uso alternativo della banda durante il permanere di tale scarsità di domanda e a condizione che l’uso alternativo non pregiudichi l’uso di detta banda armonizzata da parte di altri Stati membri e cessi nel momento in cui si concretizzi la domanda per l’uso armonizzato.

(107)  La flessibilità dell’accesso allo spettro radio e della sua gestione è stata ottenuta mediante autorizzazioni neutrali dal punto di vista tecnologico e dei servizi per permettere agli utilizzatori dello spettro di scegliere le tecnologie e i servizi migliori per le bande di frequenze dichiarate a disposizione dei servizi di comunicazione elettronica nei pertinenti piani di assegnazione delle frequenze nazionali conformemente al diritto dell’Unione («principi della neutralità tecnologica e dei servizi»). È opportuno che si ricorra alla determinazione per via amministrativa delle tecnologie e dei servizi soltanto quando sono in gioco obiettivi d’interesse generale e essa sia chiaramente giustificata e soggetta a un riesame periodico.

(108)  È opportuno che le limitazioni al principio della neutralità tecnologica siano appropriate e giustificate dalla necessità di evitare interferenze dannose, ad esempio attraverso l’imposizione di maschere d’emissione e livelli di potenza specifici, di garantire la tutela della salute pubblica limitando l’esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici, di garantire il buon funzionamento dei servizi mediante un adeguato livello di qualità tecnica dei servizi stessi senza necessariamente precludere la possibilità di utilizzare più di un servizio nella stessa banda di frequenza, di garantire la corretta condivisione dello spettro, in particolare laddove il suo uso è soggetto esclusivamente ad autorizzazioni generali, di salvaguardare l’uso efficiente dello spettro oppure di realizzare un obiettivo di interesse generale in conformità al diritto dell’Unione.

(109)  È opportuno inoltre che gli utilizzatori dello spettro radio possano scegliere liberamente i servizi che desiderano offrire attraverso lo spettro. D’altra parte, dovrebbero essere previste misure che richiedano la fornitura di un servizio specifico, ove siano necessarie e proporzionate, per conseguire obiettivi di interesse generale chiaramente definiti, come la sicurezza della vita, la promozione della coesione sociale, regionale e territoriale o l’uso ottimale dello spettro radio. È opportuno che tali obiettivi comprendano la promozione della diversità culturale e linguistica e del pluralismo dei media, in base alla definizione adottata dagli Stati membri conformemente al diritto dell’Unione. Salvo ove siano necessarie per tutelare la sicurezza della vita o, a titolo eccezionale, per conseguire altri obiettivi di interesse generale definiti dagli Stati membri conformemente al diritto dell’Unione, le misure non dovrebbero risultare in determinati servizi che hanno uso esclusivo, ma dovrebbero piuttosto accordare loro una priorità per permettere, per quanto possibile, la coesistenza di altri servizi o tecnologie nella stessa banda. Spetta agli Stati membri definire la portata e la natura delle eccezioni relative alla promozione della diversità culturale e linguistica e al pluralismo dei media.

(110)  Visto che l’attribuzione di spettro radio a tecnologie o servizi specifici costituisce un’eccezione ai principi della neutralità tecnologica e dei servizi e riduce la libertà di scelta del servizio fornito o della tecnologia utilizzata, è opportuno che ogni proposta di attribuzione sia trasparente e soggetta a consultazione pubblica.

(111)  In casi eccezionali gli Stati membri, se decidono di limitare la libertà di fornire reti e servizi di comunicazione elettronica per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di salute pubblica, dovrebbero spiegare le ragioni di tale limitazione.

(112)  È opportuno gestire lo spettro radio in modo da evitare le interferenze dannose. È pertanto opportuno definire correttamente il concetto basilare di interferenze dannose per assicurare che l’intervento normativo sia limitato a quanto necessario per evitare tali interferenze, tenuto conto anche dell’esigenza che le apparecchiature di rete e i dispositivi degli utenti finali incorporino la tecnologia di resilienza dei ricevitori. Il regolamento delle radiocomunicazioni dell’UIT definisce le interferenze dannose, tra l’altro, come qualsiasi interferenza che pregiudica il funzionamento dei servizi di sicurezza, definiti a loro volta come tutti i servizi di radiocomunicazione utilizzati temporaneamente o permanentemente per la preservazione della vita umana o dei beni; per la preservazione della vita umana o dei beni, si dovrebbero pertanto evitare le interferenze dannose in particolare in situazioni critiche ogniqualvolta il funzionamento di un servizio di sicurezza sia messo a rischio. Benché ciò includa, conformemente alla definizione dell’UIT, la radiodeterminazione, che è essenziale per i trasporti e la navigazione, dovrebbero essere coperti anche tutti gli aspetti critici del funzionamento dei servizi o delle reti di comunicazione elettronica quando sono in gioco la vita o i beni, anche in ambiti diversi dal trasporto, come i servizi sanitari. Il settore dei trasporti comporta un importante elemento transfrontaliero e la sua digitalizzazione presenta delle sfide. I veicoli (metropolitana, autobus, automobili, autocarri, treni, ecc.) stanno diventando sempre più autonomi e collegati in rete. In un mercato unico dell’UE, i veicoli attraversano più facilmente le frontiere nazionali. Comunicazioni affidabili e la capacità di evitare interferenze dannose sono fattori essenziali per la sicurezza e il buon funzionamento dei veicoli e dei sistemi di comunicazione a bordo.

(113)  Con l’aumento della domanda di spettro e nuove applicazioni e tecnologie variabili che richiedono un accesso e un uso più flessibili dello spettro, gli Stati membri dovrebbero promuovere l’uso condiviso dello spettro radio determinando i regimi di autorizzazione più appropriati per ciascun scenario e definendo norme e condizioni adeguate e trasparenti. Sempre più la condivisione rappresenta una soluzione propizia a un uso effettivo ed efficiente dello spettro, in quanto consente a più utenti o dispositivi indipendenti l’accesso alla stessa banda di frequenza in funzione di diversi tipi di regimi giuridici, rendendo disponibili ulteriori risorse di spettro, aumentando l’efficienza d’uso e facilitando l’accesso per i nuovi utenti. L’uso condiviso può basarsi su autorizzazioni generali o essere autorizzato in deroga, consentendo a diversi utenti, a determinate condizioni di condivisione, di accedere al medesimo spettro e utilizzarlo in aree geografiche diverse o in momenti diversi. Può anche basarsi su diritti d’uso individuali in funzione di accordi, ad esempio in materia di accesso condiviso su licenza in cui tutti gli utenti (un utente esistente e nuovi utenti) concordano le condizioni dell’accesso condiviso, sotto il controllo delle autorità competenti, in modo da garantire una qualità minima della trasmissione radio. Quando autorizzano l’uso condiviso nell’ambito di diversi regimi di autorizzazione, gli Stati membri non dovrebbero fissare durate molto diverse per tale uso nell’ambito di diversi regimi di autorizzazione.

(113 bis)  Le autorizzazioni generali per l’uso dello spettro possono facilitare l’uso più efficace possibile di quest’ultimo e promuovere in alcuni casi l’innovazione, mentre i diritti d’uso individuali dello spettro sono probabilmente il regime di autorizzazione più appropriato in presenza di determinate circostanze specifiche. I diritti d’uso individuali dovrebbero essere presi in considerazione, ad esempio, quando le caratteristiche favorevoli di propagazione dello spettro radio o il livello di potenza previsto della trasmissione ne rendono l’uso più efficace. Ciò dovrebbe valere anche quando la densità geografica dell’uso è elevata o lo spettro radio è costantemente in uso. Un’altra situazione in cui i diritti d’uso individuali dovrebbero essere presi in considerazione è quando la qualità del servizio richiesta non permette di risolvere i problemi relativi alle interferenze con le autorizzazioni generali. Qualora misure tecniche volte a migliorare la resilienza dei ricevitori rendano possibile l’uso di autorizzazioni generali o la condivisione dello spettro, esse dovrebbero essere applicate e si dovrebbe evitare il ricorso sistematico a disposizioni in materia di non protezione e non interferenza.

(114)  Al fine di garantire la prevedibilità e di preservare la certezza del diritto e la stabilità degli investimenti, gli Stati membri dovrebbero definire in anticipo opportuni criteri per determinare la conformità all’obiettivo di un uso efficiente dello spettro da parte dei titolari dei diritti, in sede di attuazione delle condizioni collegate ai diritti d’uso individuali e alle autorizzazioni generali. È opportuno che le parti interessate partecipino alla definizione di tali condizioni e siano informate in modo trasparente sul modo in cui l’adempimento dei loro obblighi sarà oggetto di valutazione.

(115)  Tenuto conto dell’importanza dell’innovazione tecnica, è opportuno che gli Stati membri possano prevedere diritti d’uso dello spettro radio a fini sperimentali, soggetti a limitazioni e condizioni specifiche strettamente giustificate dal carattere sperimentale dei medesimi diritti.

(116)  La condivisione delle infrastrutture di rete e, in alcuni casi, dello spettro radio può permettere un uso effettivo e più efficiente dello spettro radio e garantire la rapida espansione delle reti, in particolare nelle zone meno densamente popolate. Nel definire le condizioni cui subordinare i diritti d’uso dello spettro radio, è opportuno che le autorità competenti prendano anche in considerazione la possibilità di autorizzare forme di condivisione o di coordinamento tra imprese volte ad assicurare un uso effettivo ed efficiente dello spettro radio o la conformità agli obblighi di copertura, nel rispetto dei principi del diritto della concorrenza.

(117)  Le condizioni di mercato, come pure la pertinenza e il numero degli operatori, possono variare da uno Stato membro all’altro. Mentre la necessità e l’opportunità di imporre condizioni ai diritti d’uso dello spettro radio possono essere soggette a specificità nazionali, che dovrebbero essere opportunamente conciliate, le modalità di applicazione di tali obblighi dovrebbero essere coordinate a livello dell’Unione europea mediante misure di attuazione della Commissione, onde garantire un approccio coerente nell’affrontare problematiche simili in tutta l’UE.

(118)  I requisiti di neutralità delle tecnologie e dei servizi nella concessione dei diritti d’uso, unitamente alla possibilità di trasferire diritti tra imprese, sono il fondamento della libertà e il mezzo per fornire al pubblico servizi di comunicazione elettronica, agevolando in tal mondo il conseguimento degli obiettivi di interesse generale. La presente direttiva lascia impregiudicata l’assegnazione diretta dello spettro radio ai fornitori di reti o servizi di comunicazione elettronica, o ad imprese che utilizzano dette reti o servizi. Siffatte imprese possono essere fornitori di contenuti radiofonici o televisivi. La responsabilità della conformità alle condizioni connesse al diritto di utilizzare una frequenza radio ed alle condizioni pertinenti connesse all’autorizzazione generale dovrebbe comunque essere dell’impresa alla quale è stato concesso il diritto d’uso dello spettro radio. Taluni obblighi imposti alle emittenti per la fornitura di servizi di media audiovisivi possono richiedere il ricorso a criteri e procedure specifici per la concessione dei diritti d’uso dello spettro per conseguire uno specifico obiettivo di interesse generale stabilito dagli Stati membri conformemente alla normativa dell’Unione. Tuttavia, la procedura di concessione di tali diritti dovrebbe comunque essere obiettiva, trasparente, non discriminatoria e proporzionata. Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia eventuali restrizioni nazionali ai diritti garantiti dall’articolo 56 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea dovrebbero essere oggettivamente giustificate, proporzionate e non eccedere quanto necessario per conseguire tali obiettivi. Inoltre, è opportuno che lo spettro concesso in deroga a una procedura aperta non sia utilizzato per fini diversi dall’obiettivo di interesse generale per il quale è stato concesso. In tal caso, è opportuno dare alle parti interessate l’opportunità di trasmettere osservazioni in un periodo di tempo ragionevole. Come parte della procedura di domanda per la concessione dei diritti, gli Stati membri dovrebbero verificare se il richiedente sarà in grado di rispettare le condizioni che saranno connesse con tali diritti. Dette condizioni dovrebbero essere rispecchiate in criteri di ammissibilità precisati in termini obiettivi, trasparenti, proporzionati e non discriminatori prima dell’inizio di una procedura di selezione competitiva. Al fine di applicare detti criteri, il richiedente può essere tenuto a presentare le necessarie informazioni per provare la sua capacità di rispettare tali condizioni. Qualora siffatte informazioni non siano fornite, può essere respinta la domanda per la concessione del diritto d’uso di una frequenza radio.

(119)  Gli Stati membri dovrebbero limitarsi a imporre, prima della concessione del diritto, la verifica degli elementi che un candidato normalmente diligente può ragionevolmente dimostrare, tenendo in debito conto l’importante valore pubblico e di mercato dello spettro radio quale risorsa pubblica limitata. Ciò lascia impregiudicata la possibilità di successiva verifica del rispetto dei criteri di ammissibilità, per esempio in funzione della realizzazione di tappe fondamentali, per i casi in cui i criteri non possono ragionevolmente essere soddisfatti in fase iniziale. Per preservare un uso effettivo ed efficiente dello spettro radio, gli Stati membri non dovrebbero concedere diritti qualora dalla verifica risulti l’incapacità dei candidati di rispettare le condizioni, fatta salva la possibilità di facilitare l’uso sperimentale a durata limitata. Una durata sufficientemente estesa delle autorizzazioni d’uso dello spettro radio dovrebbe migliorare la prevedibilità degli investimenti e contribuire così a un più rapido sviluppo delle reti e a servizi di migliore qualità, nonché aumentare la stabilità a sostegno dello scambio e dell’affitto dello spettro. Salvo se l’uso dello spettro sia autorizzato per un periodo di tempo illimitato, la durata dovrebbe tenere conto degli obiettivi perseguiti ed essere sufficiente a consentire il recupero degli investimenti effettuati. Mentre una maggiore durata può assicurare la prevedibilità per gli investimenti, misure per garantire un uso effettivo ed efficiente dello spettro radio, come il potere dell’autorità competente di modificare o revocare il diritto in caso di inosservanza delle condizioni relative ai diritti d’uso o la facilitazione dello scambio e dell’affitto dello spettro radio, potranno prevenire un inopportuno accumulo di spettro radio e sostenere una maggiore flessibilità nella distribuzione delle risorse dello spettro. Anche un maggiore ricorso a contributi su base annua è un mezzo per garantire una valutazione continua dell’uso dello spettro da parte del titolare del diritto.

(120)  Nel decidere se rinnovare diritti d’uso dello spettro radio già concessi, le autorità competenti dovrebbero tener conto della misura in cui il rinnovo contribuirebbe al conseguimento degli obiettivi del quadro normativo e di altri obiettivi ai sensi del diritto nazionale e dell’Unione. Ogni decisione di questo tipo dovrebbe essere oggetto di una procedura aperta, trasparente e non discriminatoria, basata su un riesame del modo in cui sono state soddisfatte le condizioni relative ai diritti in questione. Nel valutare la necessità di rinnovare i diritti gli Stati membri dovrebbero ponderare l’impatto concorrenziale della proroga di diritti già assegnati con la promozione di uno sfruttamento più efficiente o dei nuovi usi innovativi che potrebbero risultare dall’apertura della banda a nuovi utenti. Le autorità competenti possono decidere, a tale riguardo, di autorizzare solo una proroga limitata al fine di impedire gravi perturbazioni dell’uso consolidato nella pratica. Sebbene le decisioni sull’opportunità di prorogare o meno i diritti concessi prima dell’applicabilità della presente direttiva debbano rispettare le norme già applicabili, gli Stati membri dovrebbero altresì assicurare che esse non pregiudichino gli obiettivi della presente direttiva.

(121)  Nel rinnovare diritti d’uso esistenti, gli Stati membri dovrebbero, insieme con la valutazione della necessità del rinnovo, riesaminare i contributi connessi con l’obiettivo di garantire che continuino a promuovere un uso ottimale, tenendo conto, fra l’altro, della fase di mercato e dell’evoluzione tecnologica. Per ragioni di certezza del diritto, è opportuno che l’adeguamento dei contributi preesistenti si basi sugli stessi principi applicabili alla concessione di nuovi diritti d’uso.

(122)  Una gestione efficace dello spettro radio può essere ottenuta agevolando l’uso continuato ed efficiente dello spettro già assegnato. Per garantire la certezza giuridica per i titolari dei diritti, la possibilità di rinnovo dei diritti d’uso dovrebbe essere presa in considerazione in un periodo di tempo adeguato prima della scadenza. Nell’interesse della continuità nella gestione delle risorse, è opportuno che le autorità competenti possano procedere in tal senso di propria iniziativa oltre che in risposta a una richiesta da parte del cessionario. Il rinnovo di un diritto d’uso non può essere rilasciato in contrasto con la volontà del cessionario.

(123)  Il trasferimento dei diritti d’uso dello spettro può costituire un mezzo efficace per conseguire un uso più efficiente dello spettro. Ai fini della flessibilità e dell’efficienza e per consentire la valutazione del valore dello spettro da parte del mercato, gli Stati membri dovrebbero, in via ordinaria, permettere agli utilizzatori dello spettro di trasferire o cedere i loro diritti d’uso dello spettro a terzi secondo una procedura semplice e subordinatamente alle condizioni connesse con detti diritti e alle norme della concorrenza, sotto la supervisione delle autorità nazionali di regolamentazione competenti. Per facilitare tali trasferimenti o locazioni, purché siano rispettate le misure di armonizzazione adottate a norma della decisione spettro radio, è opportuno che gli Stati membri prendano anche in considerazione le richieste di ripartizione o disaggregazione dei diritti relativi allo spettro e di riesame delle condizioni d’uso.

(124)  Le misure adottate specificamente per promuovere la concorrenza nel concedere o nel rinnovare diritti d’uso dello spettro radio dovrebbero essere prese dalle autorità nazionali di regolamentazione, che dispongono delle necessarie conoscenze economiche, tecniche e di mercato. Le condizioni di assegnazione dello spettro possono influenzare lo stato della concorrenza nei mercati delle comunicazioni elettroniche e le condizioni d’ingresso. Un accesso limitato allo spettro radio, in particolare quando questo è una risorsa scarsa, rischia di creare una barriera all’ingresso od ostacolare gli investimenti, lo sviluppo della rete, la fornitura di nuovi servizi o applicazioni, l’innovazione e la concorrenza. Nuovi diritti d’uso, compresi quelli acquisiti mediante trasferimento o locazione, nonché l’introduzione di nuovi criteri flessibili per l’uso dello spettro radio, possono anch’essi influenzare lo stato della concorrenza. Se indebitamente applicate, determinate condizioni usate per promuovere la concorrenza possono avere altri effetti: ad esempio, massimali e riserve di spettro possono creare una penuria artificiale, obblighi di accesso all’ingrosso possono limitare indebitamente i modelli di business in assenza di potere di mercato, limiti ai trasferimenti possono ostacolare lo sviluppo dei mercati secondari. Relativamente all’imposizione di tali condizioni è pertanto necessaria e dovrebbe essere applicata sistematicamente una verifica degli effetti sulla concorrenza coerente e oggettiva. L’impiego di tali misure dovrebbe pertanto basarsi su una valutazione attenta e oggettiva, da parte delle autorità nazionali di regolamentazione, del mercato e delle condizioni di concorrenza ivi esistenti. Le autorità nazionali dovrebbero tuttavia garantire in ogni momento l’uso effettivo ed efficiente dello spettro ed evitare effetti negativi sulla concorrenza dovuti all’accumulo anticoncorrenziale.

(125)  Sulla base dei pareri del Gruppo “Politica dello spettro radio”, l’adozione di una scadenza comune per consentire l’uso di una banda armonizzata a norma della decisione spettro radio può essere necessaria per evitare interferenze transfrontaliere e vantaggiosa per garantire la realizzazione di tutti i benefici delle relative misure tecniche di armonizzazione per i mercati delle apparecchiature e per lo sviluppo di reti e servizi di comunicazione elettronica ad altissima capacità. Al fine di contribuire in modo significativo al conseguimento degli obiettivi del presente quadro di riferimento e facilitare il coordinamento, la fissazione di tali scadenze comuni dovrebbe essere oggetto di atti di esecuzione della Commissione. Oltre alla banda dei 700 MHz, tali scadenze massime comuni potrebbero in particolare coprire lo spettro nelle bande 3,4-3,8 GHz e 24,25-27,5 GHz, identificate dal gruppo “Politica dello spettro radio” nel suo parere sugli aspetti relativi allo spettro dei sistemi senza fili di prossima generazione (5G) come bande “pioniere” che saranno disponibili entro il 2020, nonché in altre bande al di sopra di 24 GHz che il gruppo “Politica dello spettro radio” considera potenzialmente utilizzabili per il 5G in Europa, segnatamente le bande 31,8-33,4 GHz e 40,5-43,5 GHz. Le condizioni di assegnazione nelle altre bande al di sopra di 24 GHz dovrebbero tenere conto dei possibili scenari di condivisione dello spettro con gli utenti storici.

(126)  Qualora la richiesta di una banda di spettro radio superi l’offerta e, di conseguenza, uno Stato membro ritenga necessario limitare i diritti d’uso dello spettro radio, è necessario applicare procedure adeguate e trasparenti per la concessione di tali diritti per evitare ogni discriminazione e ottimizzare l’uso di una risorsa limitata. Tale limitazione deve essere giustificata, proporzionata e fondata su una valutazione approfondita delle condizioni di mercato, attribuendo il giusto peso all’insieme dei vantaggi per gli utenti e agli obiettivi del mercato nazionale e interno. È opportuno definire chiaramente in anticipo gli obiettivi su cui si basa ogni procedura di limitazione. Nel valutare la procedura di selezione più appropriata e nel rispetto delle misure di coordinamento adottate a livello dell’Unione, gli Stati membri dovrebbero consultare, in tempo utile e in modo trasparente, tutte le parti interessate in merito alla motivazione, agli obiettivi e alle condizioni della procedura. Gli Stati membri possono utilizzare, tra l’altro, sistemi di offerte concorrenti oppure di selezione comparativa per l’assegnazione dello spettro radio o di numeri aventi eccezionale valore economico. Nel gestire tali sistemi, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero tener conto degli obiettivi della presente direttiva. Se uno Stato membro determina che in una banda possono essere resi disponibili ulteriori diritti, è opportuno che dia inizio al relativo processo.

(127)  La crescita considerevole della domanda di spettro radio e della domanda di capacità a banda larga senza fili da parte degli utenti finali richiede soluzioni di accesso che consentano l’uso alternativo, complementare ed efficiente sotto il profilo dello spettro, fra cui sistemi di accesso senza fili a bassa potenza di portata limitata quali le reti locali in radiofrequenza (RLAN) e le reti dei punti di accesso cellulare di piccole dimensioni a bassa potenza. Tali sistemi complementari di accesso senza fili, in particolare i punti di accesso RLAN accessibili al pubblico, migliorano l’accesso a Internet per gli utenti finali e l’offload del traffico mobile per gli operatori di telefonia mobile. Le RLAN utilizzano spettro radio armonizzato senza necessità di un’autorizzazione individuale o di diritti d’uso dello spettro. La maggior parte dei punti di accesso RLAN è attualmente utilizzata da utenti privati come estensione senza fili locale della propria connessione fissa a banda larga. Non è opportuno impedire agli utenti finali, entro i limiti dell’abbonamento a Internet sottoscritto, di condividere l’accesso alla propria RLAN con altri utenti, in modo da aumentare la disponibilità di punti di accesso (soprattutto nelle aree densamente popolate), massimizzare la capacità di trasmissione senza fili dei dati tramite il riutilizzo dello spettro radio e creare un’infrastruttura complementare a banda larga senza fili, accessibile ad altri utenti finali ed efficiente sotto il profilo dei costi. È quindi auspicabile eliminare inutili restrizioni all’installazione e all’interconnessione dei punti di accesso RLAN. Le autorità pubbliche o i fornitori di servizi pubblici che utilizzano le RLAN nei loro locali per il personale, i visitatori o i clienti, ad esempio per agevolare l’accesso ai servizi di e-government e di informazioni sui trasporti pubblici o sulla gestione del traffico su strada, potrebbero anche rendere disponibili ai cittadini tali punti di accesso RLAN, per uso generale, come servizio accessorio dei servizi offerti al pubblico in tali locali, nella misura consentita dalle norme in materia di concorrenza e appalti pubblici. Inoltre, il fornitore di un siffatto accesso locale a reti di comunicazione elettronica all’interno o in prossimità di una proprietà privata o di un’area pubblica limitata su base non commerciale o come servizio accessorio di un’altra attività che non dipende da tale accesso (come ad esempio gli hotspot RLAN resi disponibili ai clienti di altre attività commerciali o al pubblico in generale in tale area) può essere tenuto al rispetto di autorizzazioni generali per i diritti d’uso dello spettro radio, ma non dovrebbe essere soggetto a condizioni o prescrizioni relative alle autorizzazioni generali applicabili ai fornitori di reti o servizi di comunicazione pubblici o a obblighi in materia di utenti finali o di interconnessione. Tuttavia, il fornitore dovrebbe rimanere soggetto alle norme in materia di responsabilità di cui all’articolo 12 della direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico(25). Ulteriori tecnologie emergenti quale il LiFi integreranno le attuali capacità di spettro radio delle RLAN e dei punti di accesso senza fili ampliandole a punti di accesso ottici senza fili basati sulla luce visibile e porteranno a reti locali ibride adatte alla comunicazione ottica senza fili.

(128)  Poiché i punti di accesso senza fili a bassa potenza di portata limitata sono molto piccoli e utilizzano apparecchiature non intrusive simili ai router RLAN per uso domestico e considerando il loro impatto positivo sull’uso dello spettro radio e per lo sviluppo delle comunicazioni senza fili, è opportuno che le loro caratteristiche tecniche – come la potenza di uscita – siano specificate a livello dell’Unione in modo proporzionato ai fini della diffusione a livello locale; il loro uso dovrebbe inoltre essere soggetto soltanto ad autorizzazioni generali – ad eccezione della RLAN, che non dovrebbe essere soggetta ad alcuna autorizzazione al di là di quanto è necessario per l’uso dello spettro radio – e le ulteriori restrizioni attinenti a permessi urbanistici individuali o altre licenze dovrebbero essere il più possibile limitate.

(128 bis)  Gli edifici pubblici e altre infrastrutture pubbliche sono visitati e utilizzati quotidianamente da un numero significativo di utenti finali che necessitano di connettività per usufruire dell’e-governance, dei trasporti elettronici e di altri servizi. Altre infrastrutture pubbliche (come i lampioni, i semafori, ecc.) sono siti particolarmente adeguati per l’applicazione di piccole celle grazie alla loro densità, ecc. Gli operatori dovrebbero avere accesso a tali siti pubblici al fine di soddisfare adeguatamente la domanda. Gli Stati membri dovrebbero pertanto garantire che tali edifici pubblici e altre infrastrutture pubbliche siano resi disponibili a condizioni ragionevoli per l’applicazione di piccole celle al fine di integrare la direttiva 2014/61/UE. Quest’ultima segue un approccio funzionale e impone obblighi di accesso alle infrastrutture fisiche solo se queste sono parte di una rete e se sono di proprietà o sono utilizzate da un operatore di rete, escludendo in tal modo dal suo campo di applicazione molti edifici di proprietà pubblica o utilizzati dalle autorità pubbliche. Al contrario, per le infrastrutture fisiche, quali cavidotti o tralicci, utilizzate per i sistemi di trasporto intelligenti (ITS), che sono di proprietà degli operatori di rete (fornitori di servizi di trasporto e/o fornitori di reti di comunicazione pubbliche) e ospitano parti di una rete, non è necessario un obbligo specifico, per cui rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2014/61/UE.

(129)  Le disposizioni della presente direttiva riguardanti l’accesso e l’interconnessione si applicano alle reti utilizzate per l’offerta di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico. Alle reti non pubbliche non incombono obblighi di accesso o di interconnessione ai sensi della presente direttiva tranne nel caso in cui, beneficiando dell’accesso alle reti pubbliche, esse possano essere sottoposte alle condizioni stabilite dagli Stati membri.

(130)  Il termine «accesso» ha molte accezioni ed è pertanto necessario definire con esattezza in che senso esso è impiegato nell’ambito della presente direttiva, ferme restando accezioni diverse del termine in altri atti dell’Unione. Un operatore di rete può possedere la rete o le infrastrutture di base, oppure ancora affittare parte o la totalità delle stesse.

(131)  In un mercato aperto e concorrenziale non dovrebbero esistere restrizioni che impediscano alle imprese di negoziare tra loro accordi in materia di accesso e di interconnessione, e in particolare accordi transfrontalieri, nel rispetto delle regole di concorrenza previste dal trattato. Per realizzare un autentico mercato paneuropeo caratterizzato da una maggiore efficienza, da una concorrenza effettiva, da più ampie possibilità di scelta e da servizi concorrenziali per gli utenti finali, è necessario che le imprese che ricevono richieste di accesso o di interconnessione da altre imprese soggette ad autorizzazione generale per fornire reti o servizi di comunicazione elettronica al pubblico concludano in linea di principio tali accordi su base commerciale e negozino in buona fede.

(132)  In un mercato caratterizzato dal persistere di grandi differenze nel potere negoziale delle imprese e dal fatto che alcune di esse offrono i propri servizi avvalendosi dell’infrastruttura messa a disposizione da altre imprese, è opportuno stabilire un quadro di regole che garantisca il corretto funzionamento del mercato stesso. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero poter garantire che, in caso di fallimento del negoziato commerciale, gli utenti finali possano comunque disporre di un adeguato livello di accesso e di un’interconnessione e di interoperabilità dei servizi. In particolare possono garantire la connettività da punto a punto imponendo obblighi proporzionati alle imprese soggette ad autorizzazione generale che controllano l’accesso agli utenti finali. Il controllo ai mezzi di accesso può comportare il possesso o il controllo del collegamento materiale all’utente finale (sia esso fisso o mobile) e/o la possibilità di cambiare o ritirare il numero o i numeri nazionali necessari per accedere al punto terminale di rete di un utente finale. Tale principio si applica, ad esempio, qualora gli operatori di rete limitino in modo irragionevole la scelta a disposizione degli utenti finali per quanto riguarda l’accesso ai portali e i servizi Internet.

(133)  Alla luce del principio di non discriminazione, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero garantire che tutti gli operatori, indipendentemente dalle dimensioni e dal modello di business, siano essi verticalmente integrati o separati, possano interconnettersi a condizioni ragionevoli per fornire la connettività da punto a punto e l’accesso a Internet a livello globale.

(134)  Le disposizioni di legge o amministrative nazionali che fanno dipendere i termini e le condizioni dell’accesso e dell’interconnessione dalle attività della parte che sollecita tale interconnessione, e in particolare dal livello dei suoi investimenti nell’infrastruttura di rete e non dai servizi di interconnessione o di accesso forniti, potrebbero provocare distorsioni nel funzionamento del mercato e risultare pertanto incompatibili con il diritto della concorrenza.

(135)  Gli operatori di reti controllano l’accesso ai propri clienti in base a un’identificazione univoca dei numeri o degli indirizzi di un elenco pubblicato. Gli altri operatori di rete devono essere in grado di convogliare il traffico verso questi consumatori e a tal fine devono potersi reciprocamente interconnettere, in modo diretto o indiretto. È pertanto opportuno stabilire i diritti e gli obblighi per quanto riguarda la negoziazione dell’interconnessione.

(136)  L’interoperabilità va a beneficio degli utenti finali ed è un importante obiettivo di questo contesto regolamentare. Incoraggiare l’interoperabilità è uno degli obiettivi delle autorità nazionali di regolamentazione previsti in questo contesto, il quale prevede anche che la Commissione pubblichi un elenco di standard e/o specifiche che si riferiscano alla fornitura di servizi, alle interfacce tecniche e/o alle funzioni di rete, quale base per incoraggiare l’armonizzazione delle comunicazioni elettroniche. Gli Stati membri dovrebbero incoraggiare l’utilizzazione di standard e/o di specifiche pubblicate, nella misura in cui ciò sia strettamente necessario per assicurare l’interoperabilità dei servizi e migliorare la libertà di scelta degli utenti.

(137)  Attualmente sia la connettività da punto a punto sia l’accesso ai servizi di emergenza richiedono che gli utenti finali aderiscano a servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero. I futuri sviluppi tecnologici o un maggiore uso dei servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero potrebbero comportare un’interoperabilità insufficiente tra servizi di comunicazione. Potrebbero derivarne notevoli ostacoli all’ingresso nel mercato così come potrebbero emergere ostacoli alla spinta verso l’innovazione, minando significativamente ▌ l’efficace connettività da punto a punto tra utenti finali ▌.

(138)  In caso di siffatti problemi di interoperabilità, la Commissione può richiedere una relazione al BEREC, che dovrebbe fornire una valutazione fattuale della situazione del mercato a livello dell’Unione e degli Stati membri. Sulla base della relazione del BEREC e di altri elementi disponibili e tenendo conto degli effetti sul mercato interno, la Commissione dovrebbe decidere se sia necessario un intervento normativo delle autorità nazionali di regolamentazione. Se ritiene che le autorità nazionali di regolamentazione debbano prendere in considerazione un siffatto intervento, la Commissione può adottare misure di attuazione che specifichino la natura e la portata dei possibili interventi normativi da parte delle suddette autorità, fra cui in particolare misure volte a imporre l’uso obbligatorio di norme o specifiche a tutti i fornitori o ad alcuni di essi. I termini «norma europea» e «norma internazionale» sono definiti all’articolo 2 del regolamento (UE) n. 1025/2012(26). Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero valutare, alla luce delle specifiche circostanze nazionali, se un intervento sia necessario e giustificato per garantire la connettività da punto a punto e, in tal caso, imporre obblighi proporzionati in conformità delle misure di attuazione della Commissione. Per evitare di creare ostacoli nel mercato, gli Stati membri non dovrebbero imporre obblighi in aggiunta a tali misure di esecuzione.

(139)  Nei casi in cui le imprese non abbiano accesso a valide alternative alle strutture non replicabili fino al primo punto di distribuzione, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero avere la facoltà di imporre obblighi di accesso a tutti gli operatori, senza pregiudicarne il rispettivo potere di mercato, al fine di promuovere risultati concorrenziali nell’interesse degli utenti finali. A tale riguardo, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero prendere in considerazione tutte le barriere tecniche ed economiche alla futura replicazione delle reti. Tuttavia dato che tali obblighi possono essere invasivi, pregiudicare gli incentivi agli investimenti e avere l’effetto controproducente di rafforzare la posizione degli attori dominanti, essi dovrebbero essere imposti soltanto laddove giustificato e proporzionato per ottenere una concorrenza sostenibile nei pertinenti mercati. Il semplice fatto che più di una infrastruttura siffatta sia già esistente non dovrebbe essere necessariamente interpretato come dimostrazione di replicabilità dei suoi elementi. Il primo punto di distribuzione dovrebbe essere individuato in base a criteri oggettivi.

(139 bis)  Dovrebbe essere prevista la possibilità di imporre obblighi per fornire l’accesso a servizi complementari connessi, ad esempio i servizi di accessibilità destinati a consentire un accesso adeguato agli utenti finali disabili e dati a supporto di servizi di televisione connessa e guide elettroniche ai programmi, nella misura necessaria a garantire l’accessibilità per gli utenti finali a taluni servizi radiofonici e televisivi.

(140)  Potrebbe essere giustificato estendere gli obblighi di accesso al cablaggio oltre il primo punto di concentrazione, in particolare in aree a bassa densità di popolazione, limitando nel contempo tale obbligo ai punti che si trovano il più vicino possibile agli utenti finali, ove sia dimostrato che la replicazione sarebbe impossibile anche oltre tale primo punto di concentrazione.

(141)  In tali casi, per rispettare il principio di proporzionalità può essere appropriato che le autorità nazionali di regolamentazione escludano da obblighi che vanno oltre il primo punto di distribuzione, per il fatto che un obbligo di accesso non basato su un significativo potere di mercato rischierebbe di compromettere la redditività commerciale per elementi di rete di recente realizzazione oppure per la presenza di mezzi alternativi di accesso economicamente sostenibili e idonei alla fornitura di reti ad altissima capacità.

(142)  La condivisione di infrastrutture passive ▌ utilizzate per la fornitura di servizi di comunicazione elettronica senza fili ▌, nel rispetto dei principi del diritto della concorrenza, può essere particolarmente utile per massimizzare la connettività ad altissima capacità in tutta l’Unione, in particolare in aree a minore densità in cui la replicazione è impraticabile e gli utenti finali rischiano di essere privati di tali collegamenti. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero, in via eccezionale, essere autorizzate a imporre tale condivisione ▌, o l’accesso localizzato al roaming, conformemente al diritto dell’Unione, se tale possibilità è stata chiaramente prevista nelle condizioni iniziali di concessione dei diritti d’uso e se dimostrano i vantaggi di tale condivisione ▌ in termini di superamento di ostacoli fisici o economici insormontabili e che l’accesso alle reti o ai servizi è di conseguenza gravemente carente o assente, tenendo conto di diversi elementi tra cui, in particolare, la necessità di copertura lungo le principali vie di trasporto, di scelta e di un servizio di qualità superiore per gli utenti finali, così come la necessità di mantenere gli incentivi allo sviluppo delle infrastrutture. Nei casi in cui gli utenti finali non hanno l’accesso e la sola condivisione delle infrastrutture passive non è sufficiente ad affrontare la situazione, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere autorizzate a imporre obblighi sulla condivisione delle infrastrutture attive.

(143)  Sebbene in alcune circostanze sia opportuno che un’autorità nazionale di regolamentazione imponga obblighi a operatori che non dispongono di un potere significativo di mercato per conseguire obiettivi quali la connettività da utente a utente o l’interoperabilità dei servizi, è tuttavia necessario assicurare che tali obblighi siano imposti conformemente al quadro normativo e, in particolare, alle procedure di notifica che esso prescrive.

(144)  Le regole di concorrenza da sole possono non essere sufficienti per garantire la diversità culturale e il pluralismo dei media nel settore della televisione digitale. Gli sviluppi tecnologici e l’evoluzione del mercato rendono necessario un periodico riesame degli obblighi di fornitura di un accesso condizionato a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, da parte di uno Stato membro per quanto riguarda il proprio mercato nazionale o da parte della Commissione per quanto riguarda l’Unione, in particolare per determinare se sia giustificato estendere tali obblighi alle guide elettroniche ai programmi (EPG) e alle interfacce per programmi applicativi (API), nella misura necessaria a garantire l’accessibilità per gli utenti finali ai servizi radiofonici e televisivi digitali specificati. Gli Stati membri possono specificare con tutti i mezzi legislativi, regolamentari o amministrativi che ritengono opportuni i servizi televisivi digitali ai quali gli utenti finali devono poter accedere.

(145)  Gli Stati membri possono altresì permettere all’autorità nazionale di regolamentazione di riesaminare gli obblighi correlati all’accesso condizionato ai servizi radiofonici e televisivi al fine di valutare attraverso un’analisi di mercato se revocare o modificare le condizioni per gli operatori che non dispongono di un significativo potere di mercato sul mercato pertinente. Tale revoca o modifica non deve compromettere l’accessibilità per gli utenti finali a tali servizi o le prospettive di un’effettiva concorrenza.

(146)  In alcuni casi sussiste l’esigenza di dettare obblighi ex ante allo scopo di garantire lo sviluppo di un mercato concorrenziale, le cui condizioni sono tali da favorire l’introduzione e la diffusione delle reti ad altissima capacità e la massimizzazione dei vantaggi per gli utenti finali. La definizione di significativo potere di mercato di cui alla presente direttiva è equivalente alla nozione di posizione dominante enucleata dalla giurisprudenza della Corte di giustizia.

(147)  Si può ritenere che due o più imprese godano congiuntamente di una posizione dominante non soltanto allorché esistono interconnessioni strutturali o di altro tipo tra di loro ma anche allorché la struttura del pertinente mercato è tale da comportare effetti coordinati e consente loro di comportarsi in misura notevole in modo indipendente dai concorrenti, dai clienti e, in definitiva, dai consumatori, vale a dire tale da incoraggiare comportamenti anticoncorrenziali di parallelismo o allineamento sul mercato. Tale struttura può essere dimostrata da caratteristiche quali un elevato livello di concentrazione, un livello sufficiente di trasparenza del mercato che rende sostenibili nel tempo il coordinamento o una politica comune, l’esistenza di notevoli barriere che impediscono l’ingresso dei potenziali concorrenti e la mancanza di scelta che elimina la reazione dei consumatori. Nelle circostanze specifiche della regolamentazione ex ante dei mercati delle comunicazioni elettroniche, dove gli ostacoli all’ingresso dei nuovi operatori sono generalmente elevati, il rifiuto da parte dei proprietari di rete di fornire l’accesso all’ingrosso a condizioni ragionevoli che avvantaggino le dinamiche concorrenziali in modo sostenibile, osservate o previste in assenza di una regolamentazione ex ante, congiuntamente a un interesse condiviso di sostenere rendite significative sui mercati all’ingrosso a valle o contigui sproporzionate rispetto agli investimenti effettuati e ai rischi sostenuti, può essere di per sé un indicatore di una politica comune adottata dai membri di un oligopolio non concorrenziale.

(148)   È essenziale che gli obblighi ex ante vengano imposti esclusivamente su un mercato all’ingrosso in cui una o più imprese detengono un significativo potere di mercato, al fine di assicurare una concorrenza sostenibile ▌, e quando i mezzi di tutela apprestati dal diritto nazionale e unionale della concorrenza non siano sufficienti a risolvere il problema. La Commissione ha definito a livello dell’Unione, in ottemperanza ai principi del diritto della concorrenza, gli orientamenti che le autorità nazionali di regolamentazione dovranno seguire nel valutare se in un determinato mercato esista una concorrenza effettiva e nel valutare se certe imprese godono di un significativo potere di mercato. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero analizzare se un determinato mercato di prodotti o servizi sia effettivamente concorrenziale in una determinata area geografica, che può essere costituita dalla totalità o da una parte del territorio dello Stato membro interessato ovvero da parti limitrofe dei territori di Stati membri considerate nel loro complesso. Nel determinare se esista un’effettiva concorrenza si dovrebbe valutare se il mercato sia concorrenziale in prospettiva e quindi se l’assenza di concorrenza effettiva sia duratura. Questi orientamenti dovrebbero anche affrontare la questione dei nuovi mercati emergenti nei quali l’impresa leader verosimilmente detiene un significativo potere di mercato ma non per questo dovrà essere assoggettata ad obblighi ingiustificati. La Commissione dovrebbe riesaminare periodicamente gli orientamenti, in particolare in occasione di un riesame della normativa vigente, tenendo conto dell’evoluzione della giurisprudenza, del pensiero economico e dell’effettiva esperienza di mercato, al fine di assicurare che continuino ad essere appropriati in un mercato in rapida evoluzione. Le autorità nazionali di regolamentazione dovranno cooperare tra di loro qualora sia accertato che il mercato in questione è paneuropeo.

(149)  Nel valutare se un’impresa detiene un significativo potere di mercato in un determinato mercato le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero agire conformemente alla normativa dell’Unione e tenere nella massima considerazione gli orientamenti della Commissione sull’analisi di mercato e sulla valutazione del significativo potere di mercato.

(150)  È opportuno che le autorità nazionali di regolamentazione definiscano i mercati geografici rilevanti nel loro territorio tenendo nella massima considerazione la raccomandazione della Commissione relativa ai mercati rilevanti di prodotti e servizi adottata in conformità della presente direttiva e tenendo conto delle circostanze nazionali e locali. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero pertanto analizzare almeno i mercati inclusi nella raccomandazione, ivi compresi i mercati elencati ma non più regolamentati nello specifico contesto nazionale o locale. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero analizzare anche i mercati non inclusi nella raccomandazione ma regolamentati nel territorio di loro giurisdizione sulla base di precedenti analisi di mercato, o altri mercati se vi sono motivi sufficienti per ritenere che possa essere soddisfatta la prova dei tre criteri di cui alla presente direttiva.

(151)  Si possono definire mercati transnazionali quando ciò sia giustificato dalla definizione del mercato geografico, tenendo conto di tutti i fattori dal lato della domanda e dell’offerta, conformemente ai principi del diritto della concorrenza. Il BEREC è l’organismo più adatto a svolgere tali analisi, perché si alimenta della vasta esperienza collettiva delle autorità nazionali di regolamentazione nella definizione dei mercati a livello nazionale. Se sono definiti mercati transnazionali che meritano un intervento normativo, le autorità nazionali di regolamentazione interessate dovrebbero cooperare per individuare la risposta normativa adeguata, anche in sede di notifica alla Commissione. Esse possono inoltre cooperare nella stessa maniera se i mercati transnazionali non sono individuati ma le condizioni di mercato nel loro territorio sono sufficientemente omogenee da trarre beneficio da un approccio coordinato in materia di regolamentazione, per esempio in termini di somiglianza dei costi, strutture di mercato o operatori, oppure nel caso di domanda degli utenti finali a livello transnazionale o equivalente.

(152)  In alcuni casi i mercati geografici sono definiti nazionali o subnazionali, per esempio per la natura nazionale o locale dello sviluppo delle reti che determina i limiti del potenziale potere di mercato delle imprese nei confronti dei fornitori all’ingrosso, pur essendovi una domanda transnazionale significativa di una o più categorie di utenti finali. Tale situazione può verificarsi in particolare nel caso di domanda da parte di utenti finali commerciali aventi attività strutturali in sedi molteplici in diversi Stati membri. Se tale domanda transnazionale non è sufficientemente soddisfatta dai fornitori, ad esempio se questi sono frammentati lungo le frontiere nazionali o a livello locale, ne deriva un potenziale ostacolo al mercato interno. Pertanto, il BEREC dovrebbe avere la facoltà di fornire orientamenti alle autorità nazionali di regolamentazione su approcci normativi comuni per garantire che la domanda transnazionale possa essere soddisfatta in modo sufficiente, fornendo una base per i prodotti di accesso all’ingrosso nell’Unione e consentendo incrementi di efficienza ed economie di scala, nonostante la frammentazione dell’offerta. Gli orientamenti del BEREC dovrebbero influenzare le scelte delle autorità nazionali di regolamentazione nel perseguire l’obiettivo del mercato interno allorché impongono obblighi di regolamentazione agli operatori con significativo potere di mercato a livello nazionale.

(153)  ▌.

(154)  ▌.

(155)  ▌.

(156)  Nella transizione progressiva verso mercati deregolamentati gli accordi commerciali, compresi quelli di coinvestimento e di accesso, tra operatori diventeranno sempre più frequenti e, se sostenibili e tali da migliorare le dinamiche della concorrenza, possono contribuire a far ritenere che un determinato mercato all’ingrosso non necessiti di una regolamentazione ex ante. Una logica analoga si applicherebbe in senso opposto, in caso di risoluzione imprevedibile di accordi commerciali in un mercato deregolamentato. L’analisi di tali accordi dovrebbe tenere conto del fatto che la prospettiva di una regolamentazione può incentivare i proprietari di reti ad avviare trattative commerciali. Al fine di garantire un’adeguata considerazione degli effetti della regolamentazione imposta sui mercati collegati nel determinare se un dato mercato necessiti di una regolamentazione ex ante, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero garantire che i mercati siano analizzati in modo coerente e, ove possibile, contemporaneamente o per quanto possibile in periodi di tempo vicini.

(157)  Nel valutare l’ipotesi di una regolamentazione del mercato all’ingrosso per risolvere problemi a livello di commercio al dettaglio, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero tener conto del fatto che diversi mercati all’ingrosso possono fornire input all’ingrosso a monte a un singolo mercato al dettaglio e, viceversa, un unico mercato all’ingrosso può fornire input all’ingrosso a monte a svariati mercati al dettaglio. Inoltre, le dinamiche della concorrenza in un particolare mercato possono essere influenzate da mercati che sono contigui senza però stare in un rapporto verticale rispetto al primo mercato, come può avvenire nel caso di mercati delle comunicazioni fisse e mobili. È opportuno che le autorità nazionali di regolamentazione effettuino una valutazione per ciascun singolo mercato all’ingrosso preso in considerazione per una regolamentazione, iniziando dalle misure correttive per l’accesso all’infrastruttura civile, in quanto tali misure tendono solitamente a migliorare la sostenibilità della concorrenza anche in rapporto alle infrastrutture stesse, e successivamente analizzando i mercati all’ingrosso ritenuti adatti a ricevere una regolamentazione ex ante data la loro probabile idoneità a rimediare ai problemi di concorrenza individuati a livello di mercato al dettaglio. Nel decidere in merito alle specifiche misure correttive da imporre, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero valutarne la fattibilità tecnica ed effettuare un’analisi dei costi e dei benefici, tenendo conto del loro grado di idoneità a risolvere i problemi di concorrenza individuati a livello di mercato al dettaglio e promuovendo la concorrenza sulla base della differenziazione e della neutralità tecnologica. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero considerare le conseguenze dell’imposizione di misure correttive specifiche che, se applicabili solo a determinate topologie di rete, potrebbero costituire un disincentivo allo sviluppo di reti ad altissima capacità nell’interesse degli utenti finali. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero inoltre fornire incentivi attraverso le misure correttive imposte e, ove possibile, prima della diffusione delle infrastrutture, per lo sviluppo di un’architettura di rete aperta e flessibile che riduca infine gli oneri e la complessità delle misure correttive imposte in una fase successiva. In ogni fase della procedura di valutazione l’autorità nazionale di regolamentazione, prima di determinare se una nuova misura correttiva, più onerosa, debba essere imposta all’operatore che detiene un significativo potere di mercato, dovrebbe adoperarsi per stabilire se le misure correttive già considerate sarebbero sufficienti per rendere il mercato interessato effettivamente concorrenziale, anche tenendo conto di eventuali pertinenti accordi commerciali o altre circostanze del mercato all’ingrosso, compresi altri tipi di regolamentazione già in vigore quali ad esempio obblighi generali di accesso a elementi non replicabili o obblighi imposti ai sensi della direttiva 2014/61/UE, nonché alla luce di qualsiasi regolamentazione già ritenuta appropriata dall’autorità nazionale di regolamentazione per l’operatore che detiene un significativo potere di mercato. Tale valutazione graduale, mirante a garantire che siano imposte soltanto le misure correttive più adeguate necessarie a risolvere efficacemente i problemi identificati nell’analisi di mercato, non esclude la possibilità che l’autorità nazionale di regolamentazione riscontri che una combinazione di tali misure correttive, anche se di intensità diversa, rappresenti il modo meno intrusivo di affrontare la questione. Anche se non comportano la definizione di mercati geografici distinti, queste differenze possono giustificare differenziazioni delle opportune misure correttive imposte alla luce della diversa intensità dei vincoli concorrenziali esistenti.

(158)  L’imposizione di una regolamentazione ex ante a livello di mercato all’ingrosso, che in linea di principio è meno intrusiva della regolamentazione del mercato al dettaglio, è considerata sufficiente a far fronte a potenziali problemi di concorrenza sul mercato o sui mercati al dettaglio collegati a valle. I progressi nel funzionamento della concorrenza registrati da quando è in vigore il quadro normativo per le comunicazioni elettroniche sono corroborati dalla progressiva deregolamentazione dei mercati al dettaglio in tutta l’Unione. Inoltre, le norme relative all’imposizione di misure correttive ex ante alle imprese che detengono un significativo potere di mercato dovrebbero essere semplificate e rese più prevedibili ove possibile. Pertanto, è opportuno abrogare la facoltà di imporre controlli di regolamentazione ex ante sulla base di un significativo potere di mercato nei mercati al dettaglio.

(159)  Allorché revoca la regolamentazione all’ingrosso l’autorità nazionale di regolamentazione dovrebbe definire un idoneo periodo di preavviso per assicurare una transizione sostenibile verso un mercato deregolamentato. Nel definire tale periodo l’autorità nazionale di regolamentazione dovrebbe tener conto degli accordi esistenti tra fornitori di accesso e richiedenti l’accesso, conclusi in base agli obblighi regolamentari imposti. In particolare, tali accordi possono, per un determinato periodo di tempo, fornire una protezione giuridica contrattuale ai richiedenti l’accesso. L’autorità nazionale di regolamentazione dovrebbe inoltre tenere conto dell’effettiva possibilità per i partecipanti al mercato di accedere a offerte di coinvestimento commerciale o di accesso all’ingrosso che possono essere presenti sul mercato e dell’esigenza di evitare un lungo periodo di eventuale arbitraggio regolamentare. Le disposizioni transitorie stabilite dall’autorità nazionale di regolamentazione dovrebbero prendere in considerazione l’entità e i tempi del controllo della regolamentazione relativo ad accordi preesistenti una volta iniziato il periodo di preavviso.

(160)  Per offrire agli operatori del mercato certezze circa le condizioni normative è necessario stabile un termine per le analisi di mercato. È importante condurre un’analisi di mercato a scadenze periodiche ed entro un periodo di tempo ragionevole e adeguato. Il mancato svolgimento di un’analisi di mercato da parte di un’autorità nazionale di regolamentazione può compromettere il mercato interno ed è possibile che i normali procedimenti d’infrazione non producano l’effetto desiderato per tempo. In alternativa l’autorità nazionale di regolamentazione in questione dovrebbe poter chiedere l’assistenza del BEREC per completare l’analisi del mercato. Ad esempio tale assistenza potrebbe prendere la forma di una task force specifica composta di rappresentanti della altre autorità nazionali di regolamentazione.

(161)  Dato l’elevato livello dell’innovazione tecnologica e la presenza di mercati estremamente dinamici nel settore delle comunicazioni elettroniche, occorre adattare rapidamente la normativa in modo coordinato e armonizzato a livello dell’Unione, in quanto l’esperienza ha mostrato che le divergenze tra le autorità nazionali di regolamentazione nell’attuazione del quadro normativo possono creare ostacoli allo sviluppo del mercato interno.

(162)  Tuttavia, ai fini di una maggiore stabilità e prevedibilità delle misure di regolamentazione, il periodo massimo consentito tra le analisi di mercato dovrebbe essere prorogato da tre a cinque anni nel caso di mercati stabili o prevedibili, a condizione che l’evoluzione del mercato nel periodo intermedio non richieda una nuova analisi. Nel determinare se un’autorità nazionale di regolamentazione abbia rispettato l’obbligo di analizzare i mercati e comunicato il corrispondente progetto di misura almeno ogni cinque anni, solo una notifica che contenga una nuova valutazione della definizione del mercato e del significativo potere di mercato sarà considerata l’avvio di un nuovo ciclo quinquennale di mercato. La semplice notifica di misure correttive di regolamentazione nuove o modificate, imposte sulla base di una precedente analisi di mercato non riveduta, non sarà considerata sufficiente a soddisfare tale obbligo. Tuttavia, nel caso di mercati dinamici il periodo massimo consentito tra le analisi di mercato dovrebbe continuare a essere di tre anni. Un mercato dovrebbe essere considerato dinamico qualora non sia improbabile che i parametri utilizzati per decidere in merito all’imposizione o alla revoca degli obblighi, compresi gli sviluppi tecnologici e i modelli di domanda degli utenti finali, evolvano in modo tale per cui le conclusioni dell’analisi possono cambiare in periodi inferiori a un anno per un numero significativo di zone geografiche che rappresentino almeno il 10 % del mercato.

(163)  L’imposizione di un obbligo preciso ad un’impresa che disponga di un significativo potere di mercato non richiede un’ulteriore analisi di mercato bensì la prova che l’obbligo in questione è appropriato e proporzionato in relazione alla natura del problema riscontrato nel mercato di cui trattasi ▌.

(164)  Nel valutare la proporzionalità degli obblighi e delle condizioni da imporre, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero tener conto della diversità delle condizioni di concorrenza esistenti nelle diverse zone all’interno dei rispettivi Stati membri prendendo in considerazione, in particolare, i risultati della mappatura geografica svolta in conformità della presente direttiva.

(165)  Quando valutano se imporre misure correttive per il controllo dei prezzi, ed eventualmente in quale forma, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero cercare di consentire un equo utile per l’investitore in un nuovo progetto di investimento specifico. In particolare, possono insorgere rischi connessi a progetti d’investimento specifici a nuove reti di accesso che sostengono prodotti per i quali la domanda è incerta nel momento in cui è effettuato l’investimento.

(166)  Il riesame degli obblighi imposti agli operatori designati come detentori di un significativo potere di mercato durante l’esecuzione dell’analisi del mercato dovrebbe consentire alle autorità nazionali di regolamentazione di tener conto dell’impatto esercitato sulle condizioni di concorrenza dai nuovi sviluppi, ad esempio gli accordi volontari recenti fra operatori, anche in materia di accesso e di coinvestimento, garantendo così una flessibilità particolarmente necessaria nel contesto di cicli di regolamentazione più lunghi. Una logica analoga dovrebbe applicarsi in caso di risoluzione imprevedibile di accordi commerciali. Se tale risoluzione interviene in un mercato deregolamentato, può essere necessario svolgere una nuova analisi di mercato.

(167)  La trasparenza dei termini e delle condizioni dell’accesso e dell’interconnessione, in particolare in materia di prezzi, consente di accelerare il negoziato, di evitare le controversie e di garantire agli attori presenti sul mercato che il servizio non è fornito a condizioni discriminatorie. Delle interfacce tecniche aperte e trasparenti possono rivestire particolare importanza al fine di garantire l’interoperabilità. Qualora un’autorità nazionale di regolamentazione imponga l’obbligo di rendere pubbliche le informazioni, essa può anche specificare le modalità di pubblicazione di tali informazioni, e se sono gratuite o meno, tenuto conto della natura e dello scopo delle informazioni in questione.

(168)  Alla luce della varietà di topologie di rete, di prodotti di accesso e di situazioni di mercato emersa dopo il 2002, gli obiettivi dell’allegato II della direttiva 2002/19/CE, concernenti la disaggregazione della rete locale e i prodotti di accesso per i fornitori di servizi televisivi e radiofonici digitali, possono essere conseguiti meglio e in modo più flessibile fornendo orientamenti sui criteri minimi di offerta di riferimento che il BEREC si occuperà di sviluppare e periodicamente aggiornare. È pertanto opportuno sopprimere l’allegato II della direttiva 2002/19/CE.

(169)  Il principio di non discriminazione garantisce che le imprese aventi potere di mercato non distorcano la concorrenza, soprattutto nei casi di imprese ad integrazione verticale che prestano servizi ai propri concorrenti nei mercati a valle.

(170)  Al fine di affrontare e prevenire i comportamenti discriminatori basati su elementi diversi dai prezzi, in linea di principio il sistema più sicuro per ottenere una protezione efficace dalla discriminazione è l’equivalenza degli input (EoI). D’altro canto, la fornitura di input all’ingrosso regolamentati in base al principio dell’EoI determinerebbe probabilmente costi di conformità più elevati rispetto ad altre forme di obblighi di non discriminazione. Detti costi di conformità più elevati dovrebbero essere valutati a fronte dei benefici derivanti da una concorrenza più vigorosa a valle e della pertinenza delle garanzie di non discriminazione in circostanze in cui l’operatore con significativo potere di mercato non è soggetto a controlli dei prezzi diretti. In particolare, le autorità nazionali di regolamentazione potrebbero considerare che la fornitura, secondo il principio dell’EoI, di input all’ingrosso su sistemi nuovi creerebbe probabilmente benefici netti sufficienti e risulterebbe quindi proporzionata, dati i costi incrementali di conformità relativamente inferiori da sostenere per garantire l’adattamento dei sistemi di nuova costruzione al principio dell’EoI. D’altro canto, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero anche ponderare i possibili disincentivi alla realizzazione di nuovi sistemi, rispetto all’introduzione di potenziamenti progressivi, nel caso in cui i primi fossero soggetti a obblighi di regolamentazione più restrittivi. Negli Stati membri con un elevato numero di operatori con significativo potere di mercato di dimensioni ridotte, l’imposizione del principio dell’EoI a ciascuno di essi può rivelarsi sproporzionato.

(171)  La separazione contabile garantisce la visibilità dei trasferimenti interni di prezzi e consente alle autorità nazionali di regolamentazione di verificare, se del caso, l’osservanza degli obblighi di non discriminazione. A tal riguardo, la Commissione ha pubblicato la raccomandazione 2005/698/CE, del 19 settembre 2005, sulla separazione contabile e la contabilità dei costi.

(172)  Le infrastrutture civili in grado di ospitare una rete di comunicazione elettronica sono essenziali per il successo dello sviluppo di nuove reti ▌, per via del loro costo elevato di replicazione e dei risparmi considerevoli ottenibili con la loro riutilizzazione. Pertanto, oltre alle norme in materia di infrastrutture fisiche di cui alla direttiva 2014/61/UE, è necessario avvalersi di misure correttive specifiche laddove le infrastrutture civili appartengano a un operatore designato come detentore di significativo potere di mercato. Dove le infrastrutture civili esistono e sono riutilizzabili, un accesso effettivo ad esse permette di ottenere un effetto molto positivo in termini di realizzazione di infrastrutture di rete concorrenti ed è pertanto necessario garantire che l’accesso alle infrastrutture civili possa fungere da misura correttiva autonoma per il miglioramento delle dinamiche concorrenziali e di espansione nei mercati a valle, che occorre prendere in considerazione prima di valutare la necessità di imporre altre possibili misure correttive, e non solo come misura accessoria di altri prodotti o servizi all’ingrosso o come correttivo limitato alle imprese che si avvalgono di tali altri prodotti o servizi all’ingrosso. Una infrastruttura esistente non dovrebbe essere considerata disponibile per il riutilizzo laddove vincoli tecnici o fisici impediscono l’accesso funzionale alla stessa. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero valutare le infrastrutture civili preesistenti riutilizzabili in base al valore contabile regolamentare, al netto degli ammortamenti maturati alla data del calcolo, indicizzandolo in base a un indice dei prezzi adeguato, quale l’indice dei prezzi al dettaglio, ed escludendo le attività già completamente ammortizzate, in un periodo non inferiore a 40 anni, ma ancora in uso.

(173)  Le autorità nazionali di regolamentazione, al momento di imporre obblighi in materia di accesso ad infrastrutture nuove e migliorate, dovrebbero garantire che le condizioni di accesso riflettano le circostanze alla base della decisione di investimento, anche tenendo conto dei costi di sviluppo, del tasso di assorbimento previsto per i nuovi prodotti e servizi e dei livelli previsti in materia di prezzi al dettaglio. Inoltre, al fine di garantire la certezza di pianificazione per gli investitori, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere in grado di fissare, se del caso, termini e condizioni di accesso che siano coerenti nell’arco di opportuni periodi di revisione. Qualora siano ritenuti appropriati controlli dei prezzi, tali termini e condizioni possono comprendere modalità tariffarie che dipendano dai volumi o dalla durata del contratto, in conformità al diritto dell’Unione e purché non abbiano effetti discriminatori. L’imposizione di eventuali condizioni di accesso dovrebbe rispettare la necessità di salvaguardare l’effettiva concorrenza nel settore dei servizi ai consumatori e alle imprese.

(174)  L’obbligo di consentire l’accesso all’infrastruttura di rete, ad esempio la fibra inattiva, può essere giustificato in quanto mezzo per accrescere la concorrenza. Le autorità nazionali di regolamentazione devono tuttavia garantire un equilibrio tra i diritti del proprietario di un’infrastruttura a sfruttarla a proprio beneficio, e i diritti di altri prestatori di servizi ad accedere a risorse essenziali per la fornitura di servizi concorrenti.

(175)  ▌

(176)  Qualora siano imposti agli operatori obblighi in base ai quali essi siano tenuti a soddisfare richieste fondate di accesso agli elementi della rete e alle risorse correlate e di uso dei medesimi, tali richieste possono essere respinte soltanto in base a criteri obiettivi quali la fattibilità tecnica o la necessità di preservare l’integrità della rete. Qualora venga rifiutato l’accesso, la parte lesa può sottoporre il caso alla procedura per la risoluzione di controversie di cui agli articoli 27 e 28. Un operatore cui sia stato imposto l’obbligo di concedere l’accesso non può essere tenuto a fornire tipi di accesso che non è in grado di fornire. L’obbligo di concedere l’accesso imposto dalle autorità nazionali che, a breve termine, accresce il livello di concorrenza, non deve disincentivare i concorrenti dall’effettuare investimenti in risorse alternative che, a lungo termine, garantirebbero un livello di concorrenza più sostenibile e/o un rendimento più elevato e maggiori vantaggi per gli utenti finali. Le autorità nazionali di regolamentazione possono stabilire condizioni tecniche o operative che devono essere soddisfatte dal prestatore di servizi e/o dai beneficiari di un accesso reso obbligatorio ai sensi della normativa dell’Unione. In particolare, l’imposizione di norme tecniche dovrebbe essere conforme alla direttiva (UE) 2015/1535.

(177)  Il controllo dei prezzi può essere necessario qualora l’analisi di un particolare mercato indichi un insufficiente livello di concorrenza. In particolare, gli operatori con significativo potere di mercato devono evitare di applicare una compressione dei prezzi tale che la differenza tra i prezzi al dettaglio e i prezzi di interconnessione e/o accesso fatturati ai concorrenti che forniscono servizi al dettaglio similari non sia tale da garantire una concorrenza sostenibile. Allorché un’autorità nazionale di regolamentazione calcola i costi sostenuti nell’istituire un servizio previsto in forza della presente direttiva, è opportuno consentire un ragionevole profitto sul capitale investito, tenendo conto dei costi di costruzione e del lavoro, con all’occorrenza un adeguamento del valore del capitale in funzione della stima, effettuata in quel momento, delle attività e dell’efficienza della gestione. Il meccanismo di recupero dei costi dovrà essere adeguato alle circostanze in considerazione della necessità di promuovere l’efficienza, la concorrenza sostenibile e la realizzazione di reti ad altissima capacità e in tal modo di ottimizzare i vantaggi per gli utenti finali e dovrebbe tenere conto della necessità di avere prezzi all’ingrosso prevedibili e stabili a vantaggio di tutti gli operatori che intendono realizzare nuove reti o migliorare quelle esistenti, conformemente agli orientamenti della Commissione(27).

(178)  In considerazione dell’incertezza circa il tasso di materializzazione della domanda di fornitura di servizi a banda larga di prossima generazione, al fine di promuovere l’efficienza degli investimenti e dell’innovazione è importante consentire un certo grado di flessibilità nella fissazione dei prezzi agli operatori che investono in nuove reti o nel miglioramento di quelle esistenti. Per evitare prezzi eccessivi nei mercati in cui sono presenti operatori designati come detentori di un significativo potere di mercato, la flessibilità nella fissazione dei prezzi dovrebbe essere accompagnata da misure di salvaguardia aggiuntive per tutelare la concorrenza e gli interessi degli utenti finali, quali obblighi rigorosi di non discriminazione, misure volte a garantire la replicabilità tecnica ed economica dei prodotti a valle e un vincolo dimostrabile sui prezzi al dettaglio risultante dalla concorrenza a livello di infrastrutture o un prezzo-àncora derivante da altri prodotti di accesso regolamentati, o entrambi. Tali misure di salvaguardia della concorrenza non pregiudicano l’individuazione, da parte delle autorità nazionali di regolamentazione, di altre circostanze in cui non sarebbe opportuno imporre prezzi di accesso regolamentati per determinati input all’ingrosso, come nei casi in cui un’elevata elasticità dei prezzi relativa alla domanda degli utenti finali rende non redditizio per l’operatore con significativo potere di mercato praticare prezzi sensibilmente al di sopra del livello concorrenziale.

(179)  Qualora imponga l’obbligo di istituire un sistema di contabilità dei costi a sostegno di una misura di controllo dei prezzi, un’autorità nazionale di regolamentazione può procedere essa stessa ad un audit annuale inteso ad accertare la conformità con detto sistema, purché disponga del necessario personale qualificato, ovvero può imporre che l’audit sia realizzato da un altro organo qualificato, indipendente dall’operatore interessato.

(180)  Nell’Unione il sistema di tariffazione per la terminazione delle chiamate vocali si fonda sul principio CPNP (Calling Party Network Pays). Un’analisi della sostituibilità della domanda e dell’offerta dimostra che attualmente e nel prossimo futuro non vi sono ancora alternative a livello all’ingrosso tali da poter condizionare la fissazione dei contributi per la terminazione in una data rete. Dato il tipo di accesso bidirezionale dei mercati della terminazione, tra gli ulteriori potenziali problemi di concorrenza figura anche quello delle sovvenzioni incrociate tra operatori. Questi potenziali problemi di concorrenza interessano il mercato della terminazione delle chiamati vocali per la telefonia sia fissa che mobile. Pertanto, considerando che gli operatori di terminazione sono in grado di innalzare i prezzi ben al di sopra dei costi, e hanno interesse a farlo, l’orientamento dei prezzi ai costi è ritenuto il miglior mezzo per risolvere questo problema a medio termine.

(181)  Al fine di ridurre l’onere normativo atto ad affrontare in modo coerente in tutta l’Unione i problemi di concorrenza per la terminazione delle chiamate vocali all’ingrosso, la presente direttiva dovrebbe stabilire un approccio comune come base per la fissazione degli obblighi di controllo dei prezzi, che dovrebbe essere completato da una metodologia comune vincolante da elaborare a cura della Commissione e da orientamenti tecnici da elaborare a cura del BEREC.

(182)  Al fine di semplificarne la fissazione e facilitarne l’imposizione, se del caso, le tariffe di terminazione di chiamata vocale all’ingrosso nei mercati della telefonia fissa e mobile nell’Unione sono fissate mediante atto delegato. È opportuno che la presente direttiva stabilisca i criteri e i parametri dettagliati in base ai quali fissare i valori delle tariffe di terminazione delle chiamate vocali. Nell’applicare tali criteri e parametri la Commissione dovrebbe considerare, tra l’altro, che è opportuno coprire solo i costi incrementali rispetto alla fornitura del servizio di terminazione di chiamata all’ingrosso; che i contributi connessi all’uso dello spettro sono funzione del numero di abbonati e non del traffico e dovrebbero pertanto essere esclusi e che le frequenze supplementari sono assegnate principalmente per i dati e quindi non sono pertinenti per l’incremento della terminazione di chiamata; che è riconosciuto che, sebbene per le reti mobili la dimensione minima efficiente sia stimata a un livello pari ad almeno il 20% della quota di mercato, nel settore delle reti fisse operatori più piccoli possono ottenere gli stessi vantaggi in termini di efficienza e produrre agli stessi costi unitari dell’operatore efficiente indipendentemente dalle loro dimensioni. Nel fissare la tariffa massima esatta la Commissione dovrebbe includere un’adeguata ponderazione per tenere conto del numero totale di utenti finali in ciascuno Stato membro, nei casi in cui ciò sia necessario in considerazione delle divergenze di costo residue. Allorché stabilisce tale tariffa, la Commissione dovrebbe tenere conto dell’esperienza preziosa del BEREC e delle autorità nazionali di regolamentazione nell’elaborazione di adeguati modelli di costo. Le tariffe di terminazione nell’Unione sono diminuite in modo costante e si prevede che continuino a seguire tale tendenza. Nello stabilire le tariffe massime di terminazione nel primo atto delegato adottato conformemente alla presente direttiva, la Commissione dovrebbe trascurare qualsiasi deviazione nazionale eccezionale ingiustificata da tale tendenza.

(183)  ▌.

(184)  In considerazione dell’attuale incertezza circa il tasso di materializzazione della domanda di servizi a banda larga ad altissima capacità nonché, in generale, per le economie di scala e di densità, gli accordi di coinvestimento possono offrire vantaggi significativi in termini di condivisione di costi e rischi e consentono così agli operatori di dimensioni minori di investire a condizioni economicamente razionali, promuovendo una concorrenza sostenibile a lungo termine anche in aree in cui la concorrenza basata sulle infrastrutture potrebbe non essere efficiente. ▌

(185)  La separazione funzionale, in base alla quale l’operatore verticalmente integrato è tenuto a creare entità commerciali separate dal punto di vista operativo, è finalizzata a garantire la fornitura di prodotti di accesso pienamente equivalenti a tutti gli operatori a valle, comprese le divisioni a valle dello stesso operatore verticalmente integrato. La separazione funzionale permette di migliorare la concorrenza in numerosi mercati rilevanti riducendo significativamente gli incentivi alla discriminazione e agevolando la verifica e l’applicazione del rispetto degli obblighi in materia di non discriminazione. In casi eccezionali la separazione funzionale può essere giustificata come misura correttiva ove non si sia riusciti a conseguire un’effettiva non discriminazione in alcuni dei mercati interessati e ove siano scarse o assenti le prospettive di concorrenza a livello delle infrastrutture in un lasso di tempo ragionevole, anche dopo aver fatto ricorso ad una o più misure correttive precedentemente ritenute appropriate. È tuttavia molto importante assicurare che la sua imposizione non dissuada l’impresa interessata dall’investire nella sua rete e non comporti effetti potenzialmente negativi sui vantaggi per i consumatori. La sua imposizione richiede un’analisi coordinata dei vari mercati rilevanti collegati alla rete d’accesso, secondo la procedura per l’analisi del mercato di cui all’articolo 67. Nell’esecuzione dell’analisi del mercato e nell’elaborazione dettagliata della misura correttiva, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero prestare particolare attenzione ai prodotti che dovranno essere gestiti dalle entità commerciali separate, tenendo in considerazione il livello di sviluppo della rete e il grado del progresso tecnologico, fattori che potrebbero influenzare la possibilità di sostituzione dei servizi fissi e senza fili. Per evitare distorsioni della concorrenza nel mercato interno è opportuno che la Commissione approvi prima le proposte di separazione funzionale.

(186)  È opportuno che l’attuazione della separazione funzionale non escluda il ricorso a meccanismi di coordinamento adeguati tra le varie entità commerciali separate per assicurare la tutela dei diritti economici e di controllo gestionale della società madre.

(187)  Qualora un’impresa verticalmente integrata scelga di trasferire tutte le sue attività di rete di accesso locale, o una parte significativa di queste, a un’entità giuridica separata sotto controllo di terzi oppure istituisca un’entità commerciale separata per i prodotti di accesso, è opportuno che l’autorità nazionale di regolamentazione valuti l’effetto che la transazione prevista, compresi gli impegni riguardanti l’accesso offerti dalla medesima impresa, avrà su tutti gli obblighi normativi esistenti imposti all’operatore verticalmente integrato per garantire la conformità delle nuove disposizioni alla presente direttiva. L’autorità nazionale di regolamentazione interessata dovrebbe avviare una nuova analisi dei mercati in cui opera l’entità separata ed imporre, mantenere, modificare o abrogare gli obblighi di conseguenza. A tal fine è opportuno che l’autorità nazionale di regolamentazione possa chiedere informazioni all’impresa.

(188)  Gli impegni vincolanti possono aggiungere prevedibilità e trasparenza al processo di separazione volontaria svolto da un’impresa integrata verticalmente e designata come detentrice di un significativo potere di mercato in uno o più mercati rilevanti, esplicitando il processo di attuazione della separazione prevista, ad esempio fornendo una tabella di marcia attuativa con chiare tappe e conseguenze prevedibili in caso di mancato raggiungimento di specifiche tappe. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero prendere in considerazione gli impegni assunti in una prospettiva di sostenibilità, in particolare ai fini della scelta del periodo per il quale sono resi vincolanti, e dovrebbero tenere conto dell’importanza che nella consultazione pubblica le parti interessate hanno attribuito a condizioni di mercato stabili e prevedibili.

(189)  Gli impegni possono comprendere la nomina di un fiduciario di controllo, la cui identità e il cui mandato dovrebbero essere approvati dall’autorità nazionale di regolamentazione, e l’obbligo per l’operatore che li assume di trasmettere relazioni periodiche di attuazione.

(190)  I proprietari di rete che non sono attivi sul mercato al dettaglio e il cui modello di business pertanto si limita alla fornitura di servizi all’ingrosso ad altri soggetti possono avere un ruolo positivo nella creazione di un mercato all’ingrosso dinamico, con effetti positivi per la concorrenza nel mercato al dettaglio a valle. Inoltre, il loro modello di business può risultare attraente per potenziali investitori finanziari interessati a infrastrutture meno volatili e con prospettive a più lungo termine di sviluppo delle reti ad altissima capacità. Ciò nonostante, la presenza di un operatore attivo esclusivamente sul mercato all’ingrosso non conduce necessariamente ad una concorrenza effettiva nei mercati al dettaglio e tali operatori possono essere designati come aventi significativo potere di mercato relativamente a specifici prodotti e mercati geografici. I rischi per la concorrenza derivanti dal comportamento di operatori attivi esclusivamente sul mercato all’ingrosso potrebbero essere minori di quelli associati agli operatori integrati verticalmente, purché l’attività svolta si limiti effettivamente al mercato all’ingrosso e non vi siano incentivi a praticare discriminazioni tra i fornitori a valle. Conseguentemente, la risposta in termini di regolamentazione dovrebbe essere proporzionalmente meno intrusiva. D’altro canto, le autorità nazionali di regolamentazione devono poter intervenire se sorgono problemi di concorrenza a scapito degli utenti finali.

(191)  Per facilitare la migrazione dalle reti in rame preesistenti alle reti di prossima generazione, nell’interesse degli utenti finali, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero poter controllare le iniziative adottate autonomamente dagli operatori di rete al riguardo e tracciare, se necessario, un adeguato percorso di migrazione, ad esempio mediante preavviso, trasparenza e prodotti di accesso ▌ accettabili, una volta chiaramente dimostrate l’intenzione e la disponibilità del proprietario della rete di abbandonare la rete in rame. Al fine di evitare che tale migrazione subisca inutili ritardi, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero avere la facoltà di revocare gli obblighi di accesso relativi alla rete in rame in seguito alla definizione di un adeguato percorso di migrazione. I richiedenti l’accesso che passano da un prodotto di accesso basato sulle infrastrutture preesistenti a un prodotto di accesso basato su una tecnologia o un mezzo più avanzati dovrebbero potere potenziare il loro accesso a un qualsiasi prodotto regolamentato con una capacità superiore, qualora lo desiderino pur non essendo obbligati a farlo. In caso di potenziamento, i richiedenti l’accesso dovrebbero attenersi alle condizioni regolamentari per l’accesso al prodotto di accesso con una capacità superiore, come stabilito dall’autorità nazionale di regolamentazione nella sua analisi di mercato.

(192)   La liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni, l’intensificazione della concorrenza e la più ampia scelta di servizi di comunicazione implicano un’azione parallela volta a istituire un quadro normativo armonizzato che garantisca la prestazione di un servizio universale. Il concetto di servizio universale dovrebbe evolvere ai fini di rispecchiare il progresso tecnologico, l’evoluzione del mercato e della domanda degli utenti.

(193)  Ai sensi dell’articolo 169 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, l’Unione contribuisce alla protezione dei consumatori.

(194)  Il servizio universale è una rete di sicurezza per garantire la disponibilità di un insieme minimo di servizi per tutti i consumatori a prezzo abbordabile, dove il rischio di esclusione sociale derivante dalla mancanza di tale accesso impedisce ai cittadini di partecipare pienamente alla vita sociale ed economica.

(195)  L’accesso di base a Internet a banda larga è quasi universalmente disponibile in tutta l’Unione e ampiamente utilizzato per una vasta gamma di attività. Tuttavia, il tasso di utilizzo complessivo è inferiore rispetto alla disponibilità perché alcune persone non sono ancora connesse, per motivi di scarsa sensibilizzazione, costo, competenze e scelta. Un accesso funzionale a Internet a prezzi accessibili è ormai di fondamentale importanza per la società e per l’economia in generale. È la base della partecipazione all’economia e alla società digitali attraverso i servizi essenziali forniti online da Internet.

(196)  Una delle esigenze fondamentali di un servizio universale consiste nel garantire che tutti i consumatori abbiano accesso a un prezzo abbordabile ai servizi di accesso ▌ a Internet e di comunicazione vocale disponibili, almeno in una postazione fissa. ▌ Tuttavia, non dovrebbero esistere limitazioni per quanto riguarda i mezzi tecnici utilizzati ai fini di tale allacciamento in una postazione fissa, affinché possano essere utilizzate tecnologie con filo o senza filo, né per quanto riguarda la categoria degli operatori designati ad assumersi la totalità o parte degli obblighi di servizio universale. È opportuno prestare un’attenzione particolare, in tale contesto, al fine di garantire che gli utenti finali con disabilità godano di un accesso equivalente. È opportuno che gli Stati membri abbiano anche la possibilità di assicurare prezzi abbordabili ai cittadini in movimento, qualora lo ritengano necessario per garantire la piena partecipazione di detti cittadini alla vita sociale ed economica.

(197)   La rapidità con la quale un determinato utente accede a Internet può dipendere da un certo numero di fattori, ad esempio dal fornitore o dai fornitori dell’allacciamento ad Internet o dall’applicazione per la quale è stabilita una connessione. La disponibilità di un servizio ▌di accesso a Internet a banda larga a un prezzo abbordabile, prestato conformemente all’obbligo di servizio universale, dovrebbe avere una capacità sufficiente per supportare l’accesso a, e l’utilizzo di, almeno un insieme minimo di servizi Internet di base e avere almeno una larghezza minima di banda che rispecchi l’utilizzo medio di tali servizi dalla maggioranza della popolazione, allo scopo di garantire un livello adeguato di inclusione sociale e di partecipazione alla società e all’economia digitali. Spetta alle autorità nazionali di regolamentazione, in conformità degli orientamenti del BEREC, stabilire il modo più appropriato per garantire la realizzazione della larghezza di banda necessaria per supportare almeno un elenco minimo di servizi, facendo il possibile, nel contempo, per tenere conto della capacità di accesso a Internet disponibile per la maggioranza della popolazione dei territori di uno Stato membro o di parti di esso. Esse possono, ad esempio, definire la capacità in termini di requisiti minimi di qualità del servizio, tra cui la larghezza di banda e i volumi di dati minimi. I requisiti del diritto dell’Unione in materia di Internet aperta, in particolare quelli di cui al regolamento (UE) 2015/2120 del Parlamento europeo e del Consiglio(28), si dovrebbero applicare a qualsiasi servizio di accesso a Internet di questo tipo, tra cui qualsiasi elenco di servizi o larghezza minima di banda adottati a norma dell’obbligo di servizio universale.

(198)  I consumatori non dovrebbero essere obbligati ad avere accesso a servizi che non vogliono e dovrebbero pertanto avere la possibilità di limitare, a richiesta, i servizi universali a prezzi accessibili al solo servizio di comunicazione vocale.

(199)   Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere in grado di sorvegliare l’andamento e il livello delle tariffe al dettaglio dei servizi che rientrano negli obblighi di servizio universale. La sorveglianza dovrebbe essere esercitata in modo tale da non rappresentare un eccessivo onere amministrativo né per le autorità nazionali di regolamentazione né per i fornitori di tali servizi.

(200)  Per prezzo abbordabile si intende un prezzo definito a livello nazionale dagli Stati membri in base alle specifiche circostanze nazionali, che dovrebbe comprendere formule o opzioni tariffarie sociali speciali destinate a rispondere alle esigenze degli utenti a basso reddito o degli utenti con esigenze sociali particolari. Tali utenti finali possono includere gli anziani, le persone con disabilità e i consumatori che vivono in zone rurali o geograficamente isolate. Tali offerte dovrebbero essere fornite con caratteristiche di base per evitare distorsioni nel funzionamento del mercato e per garantire loro il diritto di accedere ai servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico. Dal punto di vista del consumatore, l’abbordabilità dei prezzi dovrebbe essere legata al diritto di stipulare un contratto con un fornitore, alla disponibilità di un numero, alla continuità di connessione e alla possibilità di sorvegliare e controllare le proprie spese.

(201)  Non dovrebbe più essere possibile rifiutare ai consumatori l’accesso all’insieme minimo di servizi di connettività. Il diritto di stipulare un contratto con un fornitore dovrebbe comportare per i consumatori che potrebbero essere rifiutati, in particolare quelli a basso reddito o con esigenze sociali particolari, la possibilità di stipulare un contratto per la fornitura a prezzi abbordabili di servizi di accesso funzionale a Internet e di comunicazione vocale almeno in postazione fissa con un fornitore di detti servizi in tale postazione. Per ridurre al minimo i rischi finanziari come il mancato pagamento delle bollette, i fornitori dovrebbero avere la possibilità di fornire il contratto secondo condizioni di prepagamento, sulla base di singole unità prepagate a prezzi accessibili.

(202)  Per far sì che i cittadini siano raggiungibili mediante servizi di comunicazione vocale gli Stati membri dovrebbero garantire la disponibilità di un numero telefonico per un periodo ragionevole anche nei periodi in cui il servizio di comunicazione vocale non è utilizzato. I fornitori dovrebbero porre in essere meccanismi atti a verificare che il consumatore sia sempre interessato a mantenere la disponibilità del numero.

(203)  Il fatto di fornire un compenso ai fornitori di tali servizi in dette circostanze non deve tradursi in una distorsione di concorrenza, purché tali imprese ottengano un compenso per il costo netto specifico sostenuto e purché l’onere relativo a tale costo netto sia indennizzato in un modo che sia neutrale in termini di concorrenza.

(204)  Per valutare la necessità di misure di accessibilità economica le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere in grado di monitorare l’evoluzione e i dettagli delle offerte di opzioni o formule tariffarie destinate ai consumatori a basso reddito o con esigenze sociali particolari.

(205)  Se misure aggiuntive rispetto alle opzioni o formule tariffarie sociali fornite dai fornitori da sole non sono sufficienti ad assicurare l’accessibilità economica per tutti i consumatori a basso reddito o con esigenze sociali particolari, gli Stati membri dovrebbero essere in grado di concedere un sostegno diretto aggiuntivo a tali consumatori, ad esempio tramite buoni destinati a tali consumatori o pagamenti diretti ai fornitori. Ciò può rappresentare un’alternativa appropriata rispetto ad altre misure, tenendo conto dell’esigenza di limitare al minimo le distorsioni del mercato.

(206)  Gli Stati membri dovrebbero introdurre misure per sostenere la creazione di un mercato di prodotti e servizi a prezzi accessibili che seguano un approccio di progettazione universale e integrino le funzionalità previste per i consumatori con disabilità, comprese, se del caso, apparecchiature dotate di tecnologie assistite interoperabili con apparecchiature e servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico. A tale scopo si potrà, tra l’altro, fare riferimento a norme europee, ad esempio la norma europea EN 301 549 V1.1.2 (2015-04), o introdurre criteri in conformità della direttiva xxx/AAAA/UE del Parlamento europeo e del Consiglio ▌(29). Gli Stati membri dovrebbero definire misure adeguate, alla luce delle circostanze nazionali, che offrano loro la flessibilità di adottare provvedimenti specifici, ad esempio se il mercato non fornisce a condizioni economiche normali prodotti e servizi a prezzi accessibili che integrino le funzionalità previste per i consumatori con disabilità. Il costo medio per i servizi di ritrasmissione rivolti ai consumatori con disabilità dovrebbe essere equivalente a quello dei servizi di comunicazione vocale, evitando qualsiasi pregiudizio nei confronti dei consumatori con disabilità. I costi netti sostenuti dai fornitori per i servizi di ritrasmissione dovrebbero essere compensati in base all’articolo 84.

(207)  Per le comunicazioni di dati a una velocità di trasmissione sufficiente a permettere un accesso ▌a Internet sono quasi universalmente disponibili connessioni con linea fissa, utilizzate dalla maggioranza dei cittadini in tutta l’Unione. Nel 2015 la copertura e la disponibilità della banda larga fissa standard nell’Unione erano pari al 97 % delle famiglie, con un tasso medio di utilizzazione del 72 %, mentre i servizi basati sulle tecnologie senza filo sono ancora più diffusi. Esistono tuttavia differenze tra gli Stati membri per quanto riguarda la disponibilità e l’accessibilità economica della banda larga fissa nelle zone urbane e rurali.

(208)  Il mercato svolge un ruolo fondamentale nel garantire la disponibilità dell’accesso a Internet a banda larga con una capacità in crescita costante. Nelle zone in cui il mercato non è in grado svolgere tale ruolo, altri strumenti delle politiche pubbliche appaiono, in linea di principio, più efficaci sotto il profilo dei costi e meno distorsivi della concorrenza rispetto agli obblighi di servizio universale nel favorire la disponibilità di connessioni di accesso ▌ a Internet; si può ad esempio fruire degli strumenti finanziari disponibili nell’ambito del Fondo europeo per gli investimenti strategici e del meccanismo per collegare l’Europa, ricorrere ai finanziamenti pubblici erogati dai Fondi strutturali e d’investimento europei, associare gli obblighi di copertura ai diritti d’uso dello spettro radio per sostenere la diffusione delle reti a banda larga nelle zone meno densamente popolate e gli investimenti pubblici in conformità delle norme dell’Unione in materia di aiuti di Stato. Nonostante ciò, la presente direttiva dovrebbe concedere agli Stati membri la possibilità di applicare gli obblighi di servizio universale come potenziale misura atta ad assicurare la disponibilità dell’accesso a Internet laddove lo Stato membro interessato lo ritenga necessario.

(209)  Se, dopo aver svolto una valutazione adeguata e tenendo conto dei risultati della mappatura geografica sulla diffusione delle reti condotta dall’autorità nazionale di regolamentazione, emerge che in determinate zone né il mercato né i meccanismi di intervento pubblico possono fornire ai consumatori una connessione capace di garantire un servizio di accesso ▌a Internet quale definito dagli Stati membri a norma dell’articolo 79, paragrafo 2, e servizi di comunicazione vocale in postazione fissa, gli Stati membri dovrebbero essere in grado di designare eccezionalmente fornitori diversi o gruppi di fornitori diversi di tali servizi nelle varie parti interessate del territorio nazionale. Gli obblighi di servizio universale a sostegno della disponibilità del servizio di accesso funzionale a Internet possono essere limitati dagli Stati membri alla postazione o residenza principale del consumatore. Non dovrebbero esistere limitazioni quanto ai mezzi tecnici utilizzati, tecnologie con filo o senza filo, per rendere disponibili i servizi di accesso funzionale a Internet e di comunicazione vocale in postazione fissa, né disposizioni vincolanti che stabiliscano quali operatori debbano assumersi la totalità o parte degli obblighi di servizio universale.

(210)  Conformemente al principio di sussidiarietà spetta agli Stati membri decidere, sulla base di criteri obiettivi, quali imprese sono designate come fornitori di servizio universale, tenendo conto, se del caso, della capacità e della disponibilità di tali imprese a fornire la totalità o parte del servizio. Ciò non impedisce agli Stati membri di includere, nel processo di designazione, condizioni specifiche motivate da esigenze di efficienza, compresi, tra l’altro, il raggruppamento di zone geografiche o elementi o la fissazione di un periodo minimo per la designazione.

(211)  È opportuno stimare i costi derivanti dal garantire la disponibilità di una connessione atta a fornire un servizio di accesso ▌a Internet, quale definito ai sensi dell’articolo 79, paragrafo 2, e un servizio di comunicazione vocale in postazione fissa a un prezzo abbordabile nell’ambito degli obblighi di servizio universale, valutando in particolare l’onere finanziario previsto per i fornitori e gli utenti nel settore della comunicazione elettronica.

(212)  A priori, gli obblighi di assicurare una copertura territoriale nazionale imposti dalla procedura di designazione possono avere l’effetto di escludere talune imprese o di dissuaderle dal presentare domanda per essere designate fornitori del servizio universale. Anche il fatto di designare fornitori con obblighi di servizio universale per un periodo di tempo eccessivo o indeterminato può comportare l’esclusione a priori di determinate imprese.

(213)  Quando un fornitore designato per garantire la disponibilità in postazione fissa di servizi di accesso funzionale a Internet o di comunicazione vocale, come indicato all’articolo 81 della presente direttiva, intenda cedere tutte le sue attività nelle reti di accesso locale sul territorio nazionale, o una parte significativa di queste, in relazione al suo obbligo di servizio universale, a un’entità giuridica separata la cui proprietà effettiva sia distinta, l’autorità nazionale di regolamentazione dovrebbe valutare gli effetti della transazione per garantire la continuità dell’obbligo di servizio universale in tutto il territorio nazionale o parti di esso. A tal fine, il fornitore dovrebbe informare preventivamente della cessione l’autorità nazionale di regolamentazione che ha imposto gli obblighi di servizio universale. La valutazione dell’autorità nazionale di regolamentazione non dovrebbe pregiudicare il perfezionamento della transazione.

(214)  Al fine di garantire stabilità e sostenere una transizione graduale, all’entrata in vigore della presente direttiva gli Stati membri dovrebbero essere in grado di continuare ad assicurare la fornitura nel loro territorio dei servizi universali che rientrano nei loro obblighi di servizio universale sulla base della direttiva 2002/22/CE, diversi dai servizi di accesso ▌a Internet e di comunicazione vocale in postazione fissa, a condizione che i servizi o servizi comparabili non siano disponibili a condizioni commerciali normali. Gli Stati membri dovrebbero essere in grado di predisporre telefoni a pagamento e punti di accesso per la comunicazione pubblici presso i principali punti di ingresso nel paese, come gli aeroporti o le stazioni dei treni e degli autobus, nonché in luoghi utilizzati dalle persone in caso di emergenza, come gli ospedali, le stazioni di polizia e le aree di emergenza delle autostrade, al fine di soddisfare le ragionevoli esigenze degli utenti finali, compresi gli utenti finali con disabilità. Permettere il mantenimento dei telefoni pubblici a pagamento, degli elenchi telefonici e dei servizi di consultazione degli elenchi nell’ambito del regime del servizio universale, purché la necessità sia ancora dimostrata, offrirebbe agli Stati membri la flessibilità necessaria per tenere nel debito conto le varie circostanze nazionali. Tali servizi dovrebbero tuttavia essere finanziati con fondi pubblici al pari degli altri obblighi di servizio universale.

(215)  Gli Stati membri dovrebbero effettuare un monitoraggio della situazione dei consumatori dal punto di vista dell’utilizzo dei servizi di accesso ▌a Internet e di comunicazione vocale e, in particolare, dell’accessibilità dei prezzi. L’accessibilità dei prezzi dei servizi di accesso ▌ a Internet e di comunicazione vocale è legata all’informazione che i consumatori ricevono in merito alle spese nonché al costo relativo dei servizi rispetto ad altri servizi e alla capacità degli utenti di controllare le spese. L’abbordabilità dei prezzi implica pertanto il conferimento ai consumatori di talune potestà imponendo corrispondenti obblighi nei confronti dei fornitori. Tali obblighi comprendono in particolare un livello ben preciso di dettaglio nella fatturazione, la possibilità per i consumatori di attivare uno sbarramento selettivo delle chiamate (ad esempio le chiamate verso servizi a tariffa maggiorata), la possibilità per i consumatori di controllare le proprie spese grazie a mezzi di pagamento anticipato e la possibilità per i consumatori di far valere come acconto il contributo iniziale di allacciamento. Tali misure dovranno probabilmente essere riesaminate o modificate in funzione dell’evoluzione del mercato.

(216)  Salvo il caso di ripetuti ritardi o di persistenti mancati pagamenti delle fatture, il consumatore che ha diritto a tariffe accessibili dovrebbe essere tutelato contro i rischi di disconnessione immediata dalla rete per mancato pagamento di una fattura e conservare, in particolare in caso di contestazione di una fattura di importo elevato per servizi a tariffa maggiorata, un accesso ai servizi di comunicazione vocale di base fintantoché la controversia non sia risolta. Gli Stati membri possono decidere che tale accesso può essere mantenuto solo se l’abbonato continua a pagare il canone.

(217)  Ove la fornitura di servizi di accesso ▌ a Internet e di comunicazione vocale o la fornitura di altri servizi universali a norma dell’articolo 82 comporti un onere indebito per un fornitore, tenuto conto dei costi e dei benefici economici nonché dei vantaggi immateriali derivanti dalla fornitura dei servizi in questione, tale onere indebito può essere incluso nel calcolo del costo netto degli obblighi di servizio universale.

(218)  Gli Stati membri, ove necessario, dovrebbero istituire meccanismi di finanziamento del costo netto derivante dagli obblighi di servizio universale qualora sia dimostrato che tali obblighi possono essere assunti solo in perdita o ad un costo netto superiore alle normali condizioni commerciali. Occorre vigilare affinché il costo netto derivante dagli obblighi di servizio universale sia correttamente calcolato, che l’eventuale finanziamento comporti distorsioni minime per il mercato e per gli organismi che vi operano e sia compatibile con il disposto degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

(219)  Il calcolo del costo netto del servizio universale dovrebbe tenere in debita considerazione i costi e i ricavi nonché i vantaggi immateriali derivanti dalla fornitura del servizio universale, senza tuttavia compromettere l’obiettivo generale che consiste nel garantire che le strutture dei prezzi rispecchino i costi. I costi netti derivanti dagli obblighi di servizio universale dovrebbero essere calcolati in base a procedure trasparenti.

(220)  Tener conto dei vantaggi intangibili significa che i vantaggi indiretti, valutati in termini monetari, che un’impresa ricava in virtù della sua posizione di fornitore del servizio universale dovrebbero essere detratti dal costo netto diretto degli obblighi di servizio universale al fine di determinare i costi che rappresentano l’onere globale.

(221)  Qualora un obbligo di servizio universale rappresenti un onere eccessivo per un’impresa, gli Stati membri sono autorizzati ad istituire meccanismi efficaci di recupero dei costi netti. I costi netti degli obblighi di servizio universale dovrebbero essere recuperati attingendo ai fondi pubblici. In casi eccezionali, gli Stati membri possono adottare o mantenere meccanismi per ripartire il costo netto degli obblighi di servizio universale tra i fornitori di reti o di servizi di comunicazione elettronica e i fornitori di servizi della società dell’informazione. Tali meccanismi dovrebbero essere riesaminati almeno ogni tre anni al fine di determinare quali costi netti debbano continuare ad essere condivisi e quali debbano invece essere compensati da fondi pubblici. L’accesso funzionale a Internet apporta benefici non solo al settore delle comunicazioni elettroniche, ma anche al più ampio settore dell’economia online e alla società nel suo complesso. La fornitura di una connessione che supporti la velocità della banda larga a un numero crescente di utenti finali consente loro di fruire dei servizi online e di partecipare così attivamente alla società digitale. Garantire tali connessioni sulla base degli obblighi di servizio universale è sia nell’interesse pubblico sia nell’interesse dei fornitori di comunicazioni elettroniche. Gli Stati membri dovrebbero pertanto compensare i costi netti di tali connessioni che supportano la velocità della banda larga nell’ambito del servizio pubblico attingendo a fondi pubblici, in cui si intendono compresi i finanziamenti attinti ai bilanci delle amministrazioni pubbliche.

(222)  Le imprese che beneficiano di un finanziamento per il servizio universale dovrebbero fornire alle autorità nazionali di regolamentazione, a corredo della loro richiesta, informazioni sufficientemente dettagliate sugli elementi specifici da finanziare. Gli Stati membri dovrebbero comunicare alla Commissione i rispettivi sistemi di contabilità dei costi e di finanziamento degli obblighi del servizio universale ai fini di una verifica della compatibilità dei medesimi con il trattato. Gli Stati membri dovrebbero garantire una trasparenza ed un controllo effettivi degli importi imputati al finanziamento degli obblighi di servizio universale. Il calcolo dei costi netti della fornitura del servizio universale dovrebbe essere basato su un metodo obiettivo e trasparente, in modo da assicurare la fornitura del servizio universale più efficiente sotto il profilo dei costi e da promuovere condizioni di parità per gli operatori del mercato. Rendendo noto in anticipo, prima di effettuare il calcolo, il metodo da utilizzare per calcolare i costi netti dei singoli elementi del servizio universale si potrebbe contribuire ad accrescere la trasparenza.

(223)  Per sostenere concretamente la libera circolazione di merci, servizi e persone all’interno dell’Unione dovrebbe essere possibile utilizzare talune risorse nazionali di numerazione, in particolare determinati numeri non geografici, in modo extraterritoriale, ossia al di fuori del territorio dello Stato membro che li assegna e in tutto il territorio dell’Unione. In considerazione dell’ingente rischio di frode con riguardo alle comunicazioni interpersonali, tale uso extraterritoriale dovrebbe essere consentito per i servizi di comunicazione elettronica ad eccezione dei servizi di comunicazione interpersonale. Gli Stati membri dovrebbero pertanto provvedere affinché le pertinenti normative nazionali, in particolare le norme di tutela dei consumatori e le altre norme inerenti all’uso dei numeri, siano applicate indipendentemente dallo Stato membro in cui sono stati concessi i diritti d’uso dei numeri. Ne consegue che le autorità nazionali di regolamentazione e altre autorità competenti degli Stati membri in cui un numero è utilizzato dovrebbero essere competenti per l’applicazione delle normative nazionali all’impresa cui il numero è stato assegnato. Inoltre le autorità nazionali di regolamentazione di tali Stati membri dovrebbero avere la facoltà di chiedere il sostegno dell’autorità nazionale di regolamentazione responsabile dell’assegnazione del numero perché le aiuti a far rispettare le norme applicabili negli Stati membri in cui il numero è utilizzato. Le misure di sostegno dovrebbero comprendere sanzioni dissuasive, in particolare, nel caso di una violazione grave, la revoca del diritto di uso extraterritoriale dei numeri assegnati all’impresa interessata. Gli Stati membri non dovrebbero pertanto imporre ulteriori obblighi di uso extraterritoriale di tali numeri, dato che ciò ne ostacolerebbe l’uso transfrontaliero e creerebbe ostacoli al mercato interno, fatti salvi i poteri degli Stati membri di bloccare, caso per caso, l’accesso a numeri o servizi ove ciò sia giustificato da motivi di frode o abuso. L’uso extraterritoriale dei numeri non dovrebbe pregiudicare le norme dell’Unione relative alla fornitura dei servizi di roaming, comprese quelle inerenti alla prevenzione di un uso anomalo o abusivo dei servizi di roaming che sono oggetto di una regolamentazione dei prezzi al dettaglio e beneficiano di tariffe di roaming all’ingrosso regolamentate. È opportuno che gli Stati membri possano continuare a concludere con i paesi terzi accordi specifici sull’uso extraterritoriale delle risorse di numerazione.

(224)  Gli Stari membri dovrebbero promuovere la fornitura via etere delle risorse di numerazione per facilitare il cambiamento di fornitore di servizi di comunicazione elettronica. La fornitura via etere delle risorse di numerazione consente di riprogrammare gli identificatori delle apparecchiature di telecomunicazione senza bisogno di accesso fisico agli apparecchi in questione. Questa caratteristica è particolarmente importante per i servizi da macchina a macchina, ossia i servizi che comportano un trasferimento automatico di dati e informazioni tra apparecchi o applicazioni di software con intervento umano limitato o inesistente. I fornitori di tali servizi da macchina a macchina potrebbero non avere accesso fisico ai loro apparecchi a causa dell’uso in remoto o del gran numero di apparecchi utilizzati o delle relative modalità d’uso. In considerazione del mercato emergente dei servizi da macchina a macchina e delle nuove tecnologie gli Stati membri dovrebbero sforzarsi di assicurare la neutralità tecnologica nel promuovere la fornitura via etere.

(225)  L’accesso alle risorse di numerazione in base a criteri trasparenti, obiettivi e non discriminatori è di importanza capitale per le imprese che desiderano competere nel settore delle comunicazioni elettroniche. In considerazione della crescente importanza dei numeri per vari servizi di Internet degli oggetti gli Stati membri dovrebbero essere in grado di concedere diritti d’uso dei numeri alle imprese diverse dai fornitori di reti o servizi di comunicazione elettronica. È opportuno che le autorità nazionali di regolamentazione gestiscano tutti gli elementi dei piani nazionali di numerazione, compresi i codici di punto d’origine per l’indirizzamento di rete. Laddove vi sia la necessità di armonizzare le risorse di numerazione nell’Unione per favorire lo sviluppo di servizi paneuropei o di servizi transfrontalieri, in particolare di nuovi servizi da macchina a macchina, come le automobili connesse, e ove la domanda non possa essere soddisfatta dalle risorse di numerazione esistenti, la Commissione può adottare misure di attuazione con l’assistenza del BEREC.

(226)  Il requisito di pubblicare le decisioni sulla concessione dei diritti d’uso di numeri può essere soddisfatto rendendo tali decisioni accessibili al pubblico per mezzo di un sito web.

(227)  Visti gli aspetti particolari relativi alla denuncia dei minori scomparsi, gli Stati membri dovrebbero mantenere l’impegno di assicurare che un servizio efficiente per denunciare la scomparsa dei minori sia messo effettivamente a disposizione sui loro territori con il numero telefonico “116000”. Gli Stati membri dovrebbero garantire che sia effettuata una revisione del loro sistema nazionale in merito al recepimento e all’attuazione della direttiva, tenendo conto delle misure necessarie per raggiungere un livello sufficiente di qualità del servizio nel funzionamento del numero “116000” e impegnando le risorse finanziarie necessarie a gestire lo sportello telefonico. La definizione di minori scomparsi che rientrano nel numero “116000” dovrebbe includere le seguenti categorie: minori fuggiti da casa, sottrazione internazionale di minori, minori scomparsi, sottrazione di minori da parte di uno dei genitori, minori migranti scomparsi, sottrazione e smarrimento di minori a scopi criminosi, violenze sessuali e minori la cui vita è a rischio.

(227 bis)  Malgrado gli sforzi di sensibilizzazione compiuti dal lancio dei primi sportelli telefonici a seguito della decisione della Commissione europea del 2007, tali sportelli telefonici continuano a registrare livelli diversi, e spesso molto bassi, di consapevolezza nei loro paesi. Sostenere gli sforzi di sensibilizzazione degli sportelli telefonici in merito all’esistenza del numero e dei servizi forniti rappresenta un passo importante per offrire maggiore tutela, sostegno e prevenzione ai minori scomparsi. A tal fine, gli Stati membri e la Commissione dovrebbero continuare a sostenere gli sforzi volti a promuovere il numero «116000» tra l’opinione pubblica e le parti interessate nell’ambito dei sistemi nazionali di protezione dei minori.

(228)  L’esistenza di un mercato unico implica che gli utenti finali possano accedere a tutti i numeri presenti nei piani nazionali di numerazione degli altri Stati membri, nonché ai servizi, per mezzo di numeri non geografici, compresi i numeri verdi e i numeri a tariffa maggiorata, nell’Unione, tranne se l’utente finale chiamato ha scelto, per motivi commerciali, di limitare l’accesso da talune zone geografiche. È opportuno inoltre che gli utenti finali possano accedere ai numeri verdi internazionali universali (UIFN). È opportuno non impedire l’accesso transfrontaliero alle risorse di numerazione e ai servizi correlati, salvo nei casi oggettivamente giustificati in particolare per lottare contro le frodi e gli abusi (ad esempio, in relazione ad alcuni servizi a tariffazione maggiorata), se il numero è riservato a una portata esclusivamente nazionale (ad esempio, un numero abbreviato nazionale) oppure se non è tecnicamente o economicamente fattibile. Le tariffe a carico dei chiamanti dall’esterno dello Stato membro interessato non devono essere necessariamente le stesse di quelle per i chiamanti dall’interno di tale Stato membro. Gli utenti dovrebbero essere informati in anticipo e in maniera chiara di ogni costo applicabile ai numeri verdi, come il costo delle chiamate internazionali verso numeri accessibili attraverso i normali prefissi internazionali.

(229)  Il completamento del mercato unico delle comunicazioni elettroniche rende necessaria l’eliminazione delle barriere affinché gli utenti finali abbiano accesso transfrontaliero ai servizi di comunicazione elettronica in tutta l’Unione. I fornitori di comunicazioni elettroniche al pubblico non dovrebbero rifiutare o limitare l’accesso degli utenti finali né discriminarli sulla base della cittadinanza, dello Stato membro di residenza o di quello di stabilimento. Dovrebbe tuttavia essere possibile differenziare sulla base di considerazioni di costo e di rischio giustificabili obiettivamente, che possono andare oltre le misure di cui al regolamento (UE) n. 531/2012 con riguardo all’utilizzo anomalo o abusivo di servizi di roaming al dettaglio regolamentati.

(229 bis)  Continuano a persistere notevoli differenze di prezzo, sia su rete fissa che mobile, tra le comunicazioni vocali e via SMS nazionali e quelle che terminano in un altro Stato membro. Sebbene ci siano notevoli variazioni tra paesi, operatori e formule tariffarie, oltre che tra servizi mobili e fissi, questa situazione continua a ripercuotersi negativamente sui gruppi di clienti più vulnerabili e a pregiudicare la comunicazione inostacolata all’interno dell’UE. Qualsiasi differenza significativa nel prezzo al dettaglio tra i servizi di comunicazione elettronica che terminano nello stesso Stato membro e quelli che terminano in un altro Stato membro dovrebbe pertanto essere giustificata sulla base di criteri oggettivi.

(230)  Le divergenze nell’attuazione delle norme sulla tutela degli utenti finali hanno creato barriere significative nel mercato interno, di cui risentono sia i fornitori di servizi di comunicazione elettronica sia gli utenti finali. È opportuno ridurre tali barriere applicando le stesse norme che garantiscono un elevato livello di tutela in tutta l’Unione. Un’armonizzazione piena e calibrata dei diritti degli utenti finali contemplati dalla presente direttiva dovrebbe aumentare considerevolmente la certezza del diritto per gli utenti finali e per i fornitori dei servizi di comunicazione elettronica e dovrebbe ridurre in modo significativo le barriere all’ingresso e gli oneri di conformità superflui derivanti dalla frammentazione normativa. La piena armonizzazione aiuta a superare le barriere che ostacolano il completamento del mercato unico risultanti dalle disposizioni nazionali relative agli utenti finali, disposizioni che al tempo stesso proteggono i fornitori nazionali dalla concorrenza di altri Stati membri. Per conseguire un livello comune elevato di tutela è opportuno rafforzare ragionevolmente nella presente direttiva alcune disposizioni relative agli utenti finali alla luce delle migliori pratiche degli Stati membri. La piena armonizzazione dei diritti accresce la fiducia degli utenti finali nel mercato interno in quanto essi beneficiano di un livello di tutela ugualmente elevato quando utilizzano servizi di comunicazione elettronica non solo nel loro Stato membro, ma anche mentre vivono, lavorano o viaggiano in altri Stati membri. Analogamente, ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica dovrebbe essere garantito che le disposizioni relative agli utenti finali sono equivalenti alle condizioni generali di autorizzazione in tale ambito. Gli Stati membri dovrebbero mantenere la possibilità di applicare un livello più elevato di tutela degli utenti finali qualora una deroga sia esplicitamente prevista dalla presente direttiva e di agire nei settori non contemplati dalla presente direttiva.

(231)  Il contratto è uno strumento importante per garantire agli utenti finali trasparenza dell’informazione e certezza del diritto. La maggior parte dei fornitori di servizi in un contesto concorrenziale stipula contratti con i clienti per motivi di opportunità commerciale. Oltre alle disposizioni della presente direttiva, le transazioni commerciali dei consumatori in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica sono disciplinate dalla legislazione dell’Unione sulla tutela contrattuale dei consumatori e in particolare dalla direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sui diritti dei consumatori(30) e dalla direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori. L’inserimento di obblighi di informazione nella presente direttiva, che potrebbero altresì essere previsti in virtù della direttiva 2011/83/UE, non dovrebbe comportare duplicazioni delle stesse informazioni nella documentazione pre-contrattuale e contrattuale. Le informazioni fornite a titolo della presente direttiva, tra cui obblighi di informazione più rigorosi e dettagliati, dovrebbero ritenersi conformi a qualsivoglia requisito previsto dalla direttiva 2011/83/UE.

(232)  Le disposizioni contrattuali della presente direttiva dovrebbero applicarsi ▌non soltanto ai consumatori ma anche alle microimprese e alle piccole imprese quali definite nella raccomandazione 2003/361/CE della Commissione nonché alle organizzazioni non profit quali definite nelle legislazioni degli Stati membri, la cui posizione contrattuale è comparabile a quella dei consumatori e che dovrebbero pertanto godere dello stesso livello di tutela. Le disposizioni contrattuali, comprese quelle contemplate dalla direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, dovrebbero applicarsi automaticamente a tali imprese, a meno che esse preferiscano negoziare termini contrattuali personalizzati con i fornitori di servizi di comunicazione elettronica. Diversamente dalle microimprese e dalle piccole imprese, le imprese più grandi dispongono generalmente di un maggior potere contrattuale e pertanto non dipendono dagli stessi obblighi di informazione contrattuale validi per i consumatori. Altre disposizioni, come la portabilità del numero, importanti anche per le imprese più grandi dovrebbero continuare ad essere applicate a tutti gli utenti finali. Le “organizzazioni non profit” sono entità giuridiche che non realizzano profitti per i loro proprietari o soci. Di norma, le organizzazioni non profit sono enti di beneficenza o altri tipi di organizzazioni di interesse pubblico. Pertanto, poiché la situazione delle organizzazioni non profit è simile a quella delle microimprese e delle piccole imprese, è legittimo considerare, ai fini della presente direttiva, tali organizzazioni alla stregua delle microimprese o delle piccole imprese con riferimento ai diritti degli utenti finali.

(233)  Le specificità del settore della comunicazione elettronica richiedono, oltre a norme contrattuali orizzontali, un numero limitato di disposizioni aggiuntive in materia di tutela degli utenti finali. Gli utenti finali dovrebbero fra l’altro essere informati dei livelli di qualità del servizio offerti, delle condizioni di promozione e risoluzione dei contratti e delle tariffe e dei piani tariffari applicabili ai servizi soggetti a condizioni di prezzo particolari. Tali informazioni sono pertinenti per i servizi di accesso a Internet, per i servizi di comunicazione interpersonale accessibili al pubblico e per i servizi di trasmissione utilizzati per la radiodiffusione. Un fornitore di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico non dovrebbe essere soggetto agli obblighi relativi alle disposizioni in materia di informazione per i contratti in cui il fornitore e le società o le persone affiliate non ricevano alcuna remunerazione direttamente o indirettamente legata alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica. Una siffatta situazione potrebbe riguardare, ad esempio, un’università che concede ai visitatori l’accesso gratuito alla sua rete Wi-Fi nel campus senza ricevere alcuna forma di remunerazione per la fornitura del servizio di comunicazione elettronica, né attraverso il pagamento da parte degli utenti né attraverso introiti pubblicitari. Per consentire agli utenti finali di scegliere con piena cognizione di causa è essenziale che le informazioni pertinenti richieste siano fornite prima della stipula del contratto e in un linguaggio chiaro e comprensibile. Per lo stesso motivo i fornitori dovrebbero presentare una sintesi dei termini contrattuali essenziali. Per facilitare il confronto e ridurre i costi di conformità è opportuno che la Commissione, previa consultazione del BEREC, adotti un modello di tali sintesi contrattuali. Le informazioni precontrattuali e il modello sintetico dovrebbero costituire parte integrante del contratto finale.

(234)  A seguito dell’adozione del regolamento (UE) 2015/2120, le disposizioni della presente direttiva riguardanti le informazioni sulle condizioni che limitano l’accesso e/o l’utilizzo dei servizi e delle applicazioni e riguardanti il controllo (shaping) del traffico e della banda sono ormai obsolete e dovrebbero essere abrogate.

(235)  Riguardo alle apparecchiature terminali, il contratto con il consumatore dovrebbe specificare le eventuali restrizioni d’uso imposte dal fornitore di servizi, come il blocco della carta SIM dei dispositivi mobili, se tali restrizioni non sono vietate dalla legislazione nazionale, e le eventuali commissioni dovute in caso di cessazione del contratto, anticipata o per scadenza naturale, compresi gli eventuali costi addebitati agli utenti che intendono conservare l’apparecchiatura. Se l’utente finale sceglie di mantenere le apparecchiature terminali comprese nel pacchetto alla stipula del contratto, gli indennizzi eventualmente dovuti non dovrebbero superare il loro valore pro rata temporis al momento della stipula del contratto o la quota rimanente della tariffa per i servizi prestati fino alla fine del contratto, a seconda di quale importo sia inferiore. Gli Stati membri possono scegliere altri metodi per il calcolo del tasso di indennizzo, purché tale tasso sia uguale o inferiore all’indennizzo calcolato. Le eventuali restrizioni all’utilizzo delle apparecchiature terminali su altre reti dovrebbero essere eliminate gratuitamente dal fornitore al più tardi al momento del pagamento di tale indennizzo.

(236)  Fatto salvo l’obbligo sostanziale del fornitore in materia di sicurezza imposto dalla presente direttiva, il contratto dovrebbe specificare il tipo di azione che il fornitore può adottare in caso di incidenti o minacce alla sicurezza e di vulnerabilità.

(237)  La disponibilità di informazioni trasparenti, aggiornate e comparabili su offerte e servizi costituisce un elemento fondamentale per i consumatori in mercati concorrenziali nei quali numerosi fornitori offrano servizi. È opportuno che gli utenti finali siano in grado di confrontare agevolmente i prezzi dei servizi offerti sul mercato, basandosi su informazioni pubblicate in forma facilmente accessibile. Per permettere loro di confrontare facilmente i prezzi e i servizi, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere in grado di esigere dai fornitori di reti di comunicazione elettronica e/o servizi di accesso a Internet, servizi di comunicazione interpersonale disponibili al pubblico e servizi di trasmissione utilizzati per la radiodiffusione una maggiore trasparenza in materia di informazione (inclusi tariffe, qualità del servizio, restrizioni applicabili alle apparecchiature terminali fornite e altre statistiche pertinenti). Tali obblighi dovrebbero tenere conto delle caratteristiche di tali reti o servizi. Esse dovrebbero inoltre garantire ai terzi il diritto di utilizzare, gratuitamente, le informazioni accessibili al pubblico pubblicate da tali imprese al fine di fornire strumenti di confronto.

(238)  Gli utenti finali spesso non sono consapevoli del loro comportamento di consumo o hanno difficoltà a stimare il consumo in termini di tempo o di dati quando utilizzano servizi di comunicazione elettronica. Per accrescere la trasparenza e consentire agli utenti finali un migliore controllo del bilancio destinato alla comunicazione è importante fornire funzionalità che consentano loro di verificare il consumo in modo tempestivo.

(239)  Gli strumenti di confronto indipendenti, come i siti web, rappresentano un mezzo efficace con cui gli utenti finali possono valutare i meriti dei diversi fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico diversi dai servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero e ottenere informazioni imparziali, grazie in particolare al fatto che le informazioni su prezzi, tariffe e parametri di qualità sono radunate in un unico luogo. Tali strumenti dovrebbero mirare a fornire informazioni al tempo stesso chiare e concise e complete ed esaustive. Dovrebbero inoltre puntare a fornire la gamma più ampia possibile di offerte in modo da delineare un quadro rappresentativo e coprire una parte significativa del mercato. Le informazioni riportate su tali strumenti dovrebbero essere attendibili, imparziali e trasparenti. È opportuno che gli utenti finali siano informati della disponibilità di tali strumenti. Gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché gli utenti finali abbiano libero accesso ad almeno uno di tali strumenti nel loro territorio.

(240)  Gli strumenti di confronto indipendenti dovrebbero essere indipendenti sul piano operativo dai fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico. Essi possono essere gestiti da imprese private oppure dalle autorità competenti o per loro conto; dovrebbero tuttavia essere gestiti in conformità a determinati criteri di qualità, tra cui l’obbligo di indicare i proprietari, fornire informazioni precise e aggiornate, precisare la data dell’ultimo aggiornamento, fissare criteri chiari e obiettivi su cui sarà basato il confronto e comprendere un’ampia gamma di offerte di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, diversi dai servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero, che coprano una parte significativa del mercato. Nessun fornitore di servizi dovrebbe ricevere trattamenti di favore nei risultati di ricerca diversi da quelli basati su tali precisi criteri obiettivi. Gli Stati membri dovrebbero essere in grado di decidere la frequenza con cui gli strumenti di confronto devono rivedere e aggiornare le informazioni che forniscono agli utenti finali, tenendo conto della frequenza con cui generalmente i fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico diversi dai servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero aggiornano le informazioni su tariffe e qualità. Qualora in uno Stato membro esista un unico strumento di confronto e detto strumento cessi di funzionare o non risponda più ai criteri di qualità, lo Stato membro dovrebbe provvedere affinché gli utenti finali abbiano accesso, entro un termine ragionevole, a un altro strumento di confronto a livello nazionale.

(241)  Allo scopo di affrontare gli aspetti di interesse pubblico per quanto riguarda l’utilizzazione dei servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico e allo scopo di incoraggiare la protezione dei diritti e le libertà dei terzi, le autorità competenti dovrebbero essere in grado di elaborare e diffondere, con l’aiuto dei fornitori, informazioni di interesse pubblico relative all’utilizzazione di tali servizi. Potrebbero esservi incluse informazioni di interesse pubblico concernenti le violazioni più comuni e le relative conseguenze giuridiche, ▌nonché consigli e mezzi di protezione contro i rischi alla sicurezza personale, che possono ad esempio sorgere in seguito alla divulgazione di informazioni personali in alcuni casi, e i rischi alla vita privata e ai dati personali, nonché la disponibilità di software configurabili di facile uso o di opzioni di software che consentano la tutela dei bambini o delle persone vulnerabili. Tali informazioni potrebbero essere coordinate tramite la procedura di cooperazione di cui alla presente direttiva. Tali informazioni di pubblico interesse dovrebbero essere aggiornate ogniqualvolta sia necessario e dovrebbero essere presentate in formato facilmente comprensibile, come prescritto da ogni Stato membro, e sui siti web delle autorità pubbliche nazionali. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere in grado di obbligare i fornitori a diffondere tali informazioni standardizzate a tutti i loro clienti in modo ritenuto idoneo dalle autorità nazionali di regolamentazione. La diffusione di tali informazioni non dovrebbe tuttavia comportare un onere eccessivo per i fornitori. Gli Stati membri dovrebbero esigere che detta diffusione abbia luogo con i mezzi utilizzati dai fornitori per comunicare con gli utenti finali nel quadro della loro ordinaria attività.

(242)  In mancanza di norme applicabili di diritto dell’Unione, i contenuti, le applicazioni e i servizi sono ritenuti legali o dannosi ai sensi del diritto nazionale sostanziale e procedurale. Spetta agli Stati membri, e non ai fornitori di reti o servizi di comunicazione elettronica, decidere, seguendo le normali procedure, se i contenuti, le applicazioni e i servizi siano legali o dannosi. La presente direttiva e la direttiva 2002/58/CE relativa alla vita privata lasciano impregiudicata la direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (direttiva sul commercio elettronico)(31) la quale, tra l’altro, contiene una norma detta «semplice trasporto» («mere conduit») per i fornitori intermedi di servizi, quali descritti nella stessa.

(243)  Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero avere la facoltà di monitorare la qualità dei servizi e di raccogliere sistematicamente informazioni sulla qualità dei servizi, compresa la qualità dei servizi prestati agli utenti finali disabili. Queste informazioni dovrebbero essere raccolte in base a criteri che consentano il raffronto tra i vari fornitori di servizi e tra i vari Stati membri. I fornitori di servizi di comunicazione elettronica in un ambiente concorrenziale dovrebbero mettere a disposizione del pubblico informazioni adeguate e aggiornate sui propri servizi per ragioni di opportunità commerciale. Qualora il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica, per motivi connessi alla fornitura tecnica del servizio, non abbia il controllo della qualità del servizio o non offra una qualità minima del servizio, non dovrebbe essere tenuto a fornire informazioni sulla qualità del servizio. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero poter comunque esigere la pubblicazione di tali informazioni qualora si dimostri che esse non sono effettivamente accessibili al pubblico. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero inoltre stabilire i metodi di misura che i fornitori di servizi devono applicare per migliorare la comparabilità dei dati forniti. Per facilitare il confronto in tutta l’Unione e ridurre i costi di conformità è opportuno che il BEREC adotti degli orientamenti sulla qualità dei parametri di servizio, che le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero tenere nella massima considerazione.

(244)  Per trarre pienamente vantaggio dall’ambiente concorrenziale, è opportuno che i consumatori possano effettuare scelte informate e cambiare fornitore se è nel loro interesse. È essenziale assicurare che possano farlo senza incontrare ostacoli giuridici, tecnici o pratici, in particolare sotto forma di condizioni contrattuali, procedure, costi ecc. Ciò non esclude la possibilità che i fornitori stabiliscano periodi contrattuali minimi ragionevoli di un massimo di 24 mesi nei contratti proposti ai consumatori. Gli Stati membri dovrebbero tuttavia avere la possibilità di fissare un periodo di durata massima inferiore in considerazione delle circostanze nazionali, quali i livelli di concorrenza e la stabilità degli investimenti nelle reti, e i fornitori dovrebbero offrire almeno un contratto della durata di 12 mesi o di durata inferiore. A prescindere dal contratto per il servizio di comunicazione elettronica, i consumatori potrebbero preferire il beneficio di un periodo di rimborso più lungo per le connessioni fisiche. Tali impegni dei consumatori possono rappresentare un fattore importante nell’agevolare la diffusione di reti di connettività ad elevatissima capacità fino ai locali degli utenti finali, o in prossimità, anche tramite sistemi di aggregazione della domanda che consentono agli investitori nelle reti di ridurre i rischi di introduzione iniziale. Tuttavia i diritti dei consumatori di passare da un fornitore di servizi di comunicazione elettronica a un altro stabiliti dalla presente direttiva non dovrebbero essere limitati dai periodi di rimborso previsti nei contratti di connessione fisica e tali contratti dovrebbero escludere le apparecchiature di accesso interne o terminali, quali ad esempio dispositivi mobili, router o modem.

(245)  I consumatori dovrebbero avere il diritto di risolvere il contratto senza sostenere nessun costo, anche in caso di proroga automatica dopo la scadenza del periodo contrattuale ▌.

(246)  Qualsiasi cambiamento a scapito dell’utente finale delle condizioni contrattuali proposte dai fornitori di servizi di accesso a Internet o di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico e di servizi di trasmissione utilizzati per la diffusione radiotelevisiva, ad esempio in relazione a oneri, tariffe, limitazioni del volume di dati, velocità dei dati, copertura o trattamento dei dati personali, dovrebbe essere considerato tale da conferire all’utente finale il diritto di risolvere il contratto senza dover sostenere alcun costo, anche se tale cambiamento è associato ad alcuni benefici. Gli utenti finali dovrebbero essere informati di qualsiasi cambiamento delle condizioni contrattuali su un supporto durevole, ad esempio supporto cartaceo, penna USB, CR-ROM, DVD, scheda di memoria, hard disk del computer o e-mail.

(247)  La possibilità di passare da un fornitore a un altro è un fattore fondamentale per una concorrenza effettiva in un contesto competitivo. La disponibilità di informazioni trasparenti, precise e tempestive sul cambiamento di fornitore dovrebbe accrescere la fiducia degli utenti finali in tale processo e renderli più partecipi del processo competitivo. I prestatori di servizi dovrebbero garantire la continuità del servizio in modo che gli utenti finali possano cambiare fornitore senza essere ostacolati dal rischio dell’interruzione del servizio.

(248)  La portabilità del numero è un elemento chiave per agevolare la scelta dei consumatori e la concorrenza effettiva sui mercati concorrenziali delle comunicazioni elettroniche. Gli utenti finali che ne fanno richiesta dovrebbero poter conservare il proprio numero (o i propri numeri) sulla rete telefonica pubblica a prescindere dal fornitore di servizi e per una durata limitata nel passaggio da un fornitore di servizi all’altro. La presente direttiva non riguarda la fornitura di questa possibilità tra connessioni alla rete telefonica pubblica da postazioni fisse e non fisse. Gli Stati membri possono tuttavia applicare disposizioni in materia di portabilità dei numeri tra reti che forniscono servizi in postazione fissa e reti di telefonia mobile.

(249)  L’impatto della portabilità del numero è notevolmente rafforzato in presenza di un’informazione trasparente sulle tariffe, tanto per gli utenti finali che trasferiscono i loro numeri quanto per gli utenti finali che effettuano chiamate a persone che hanno operato tale trasferimento. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero facilitare, laddove possibile, un’adeguata trasparenza tariffaria come elemento dell’attuazione della portabilità del numero.

(250)  Nel provvedere affinché i prezzi dell’interconnessione correlata alla portabilità del numero siano orientati ai costi, le autorità nazionali di regolamentazione possono tener conto anche dei prezzi disponibili su mercati comparabili.

(251)  La portabilità del numero dovrebbe essere attuata al più presto ▌, in modo tale che il numero sia funzionalmente attivato entro un giorno lavorativo e che la perdita del servizio a cui incorre il consumatore non abbia una durata superiore a un giorno lavorativo rispetto alla data concordata. Per facilitare uno sportello unico che consenta ai consumatori di cambiare fornitore in modo agevole, il processo di passaggio dovrebbe essere condotto dal fornitore ricevente delle comunicazioni elettroniche al pubblico. Le autorità nazionali di regolamentazione possono prescrivere il processo globale della portabilità del numero, tenendo conto delle disposizioni nazionali in materia di contratti e del progresso tecnologico. Ciò dovrebbe comprendere, ove disponibile, un requisito per il completamento della portabilità via etere, salvo diversa richiesta dell’utente finale. Le esperienze di alcuni Stati membri hanno evidenziato il rischio potenziale che il passaggio a un altro operatore avvenga senza il consenso dell’utente. Benché tale materia rientri principalmente fra le competenze delle autorità giudiziarie e di polizia, gli Stati membri dovrebbero poter imporre le misure minime necessarie a ridurre il più possibile tali rischi e a garantire la tutela dei consumatori durante l’operazione di trasferimento, anche con l’imposizione di idonee sanzioni, senza compromettere l’attrattiva di tale operazione per i consumatori. Le condizioni contrattuali non dovrebbero limitare il diritto alla portabilità del numero.

(251 bis)  Per assicurare il trasferimento e la portabilità entro i limiti di tempo di cui alla presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero essere in grado di imporre misure che prevedano una compensazione da parte del fornitore nel caso in cui un contratto con un utente finale non sia rispettato. Tali misure dovrebbero essere proporzionate alla durata del ritardo con cui è rispettato il contratto.

(252)  I pacchetti comprendenti almeno servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico diversi dai servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero e altri servizi, come la trasmissione lineare, o apparecchiature terminali come i dispositivi offerti dallo stesso fornitore sulla base di un contratto comune sono sempre più diffusi e rappresentano un elemento importante della concorrenza. Ai fini del presente articolo, un “pacchetto” si intende costituito da un servizio di accesso a Internet fornito in combinazione con servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero, oppure da un servizio di accesso a Internet e/o un servizio di comunicazione interpersonale basata sul numero con servizi diversi ma complementari, a eccezione dei servizi di trasmissione usati per la fornitura di servizi da macchina a macchina, e/o con apparecchiature terminali fornite dal medesimo fornitore i) nell’ambito dello stesso contratto, ii) nell’ambito degli stessi contratti subordinati o iii) nell’ambito degli stessi contratti collegati forniti a un prezzo unico cumulativo. Se, da un lato, i pacchetti spesso apportano benefici ai consumatori, dall’altro essi possono rendere il passaggio di fornitore più difficile o costoso e aumentare i rischi di immobilizzazione contrattuale. Ove norme contrattuali divergenti sulla risoluzione del contratto e sul cambio di fornitore si applichino ai diversi servizi e a qualsiasi altro impegno contrattuale riguardante l’acquisizione di prodotti che fanno parte di un pacchetto, i consumatori sono effettivamente ostacolati nell’esercizio dei diritti a norma della presente direttiva che consentono loro di passare a offerte della concorrenza per l’intero pacchetto o per parti di esso. Le disposizioni della presente direttiva in materia di contratti, trasparenza, durata e risoluzione dei contratti e cambio di fornitore dovrebbero pertanto applicarsi a tutti gli elementi di un pacchetto, tranne ove altre norme applicabili agli elementi di comunicazione non elettronica del pacchetto siano più favorevoli al consumatore. Altre questioni contrattuali, come ad esempio i mezzi di ricorso in caso di inadempienza del contratto, dovrebbero essere disciplinate dalle norme applicabili al rispettivo elemento del pacchetto, come ad esempio le norme contrattuali per la vendita di beni o per la fornitura di contenuto digitale. Per gli stessi motivi i consumatori non dovrebbero essere vincolati a un fornitore da una proroga de facto del periodo contrattuale▌. Gli Stati membri dovrebbero mantenere la libertà discrezionale riguardo ad altri elementi legislativi del pacchetto qualora la loro natura implichi un diverso trattamento normativo, per esempio in ragione del fatto che tali elementi sono disciplinati da un’altra regolamentazione settoriale, oppure al fine di adeguarsi a cambiamenti nelle pratiche di mercato.

(253)  I fornitori di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero hanno l’obbligo di fornire accesso ai servizi di emergenza tramite le comunicazioni di emergenza. In circostanze eccezionali, ossia per mancanza di fattibilità tecnica, potrebbero non essere in grado di fornire accesso ai servizi di emergenza o alla localizzazione del chiamante o a entrambi. Se esiste questa possibilità dovrebbero informarne adeguatamente i clienti nel contratto. Tali fornitori dovrebbero fornire ai loro clienti informazioni chiare e trasparenti nel contratto iniziale e aggiornarle in caso di modifica nella fornitura dell’accesso ai servizi di emergenza, ad esempio nelle fatture. Tali informazioni dovrebbero includere gli eventuali limiti di copertura del territorio, sulla base dei parametri tecnico-operativi programmati per il servizio di comunicazione e dell’infrastruttura disponibile. Se il servizio non è fornito tramite una connessione gestita in modo da fornire una determinata qualità di servizio, le informazioni dovrebbero includere il livello di affidabilità dell’accesso e delle informazioni sulla localizzazione del chiamante rispetto al servizio fornito tramite tale connessione, tenendo conto degli attuali standard tecnologici e qualitativi e di ogni parametro di qualità del servizio indicato nella presente direttiva.

(254)  Conformemente agli obiettivi della Carta ▌e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone disabili, è opportuno che il quadro normativo assicuri che tutti gli utenti finali, compresi quelli con disabilità, le persone anziane e quelle con esigenze sociali particolari, possano accedere facilmente e in modo equo a servizi di alta qualità accessibili e a prezzi contenuti, a prescindere dal loro luogo di residenza nell’Unione. La dichiarazione 22 allegata all’atto finale del trattato di Amsterdam prevede che, nell’elaborazione di misure a norma dell’articolo 114 del TFUE, le istituzioni dell’Unione tengano conto delle esigenze delle persone con disabilità.

(255)  Gli utenti finali dovrebbero essere in grado di accedere ai servizi di emergenza tramite le comunicazioni di emergenza, gratuitamente e senza dover utilizzare alcun mezzo di pagamento, da qualsiasi apparecchiatura che consenta servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero, anche quando utilizzano servizi di roaming in uno Stato membro o mediante reti di telecomunicazione private. Le comunicazioni di emergenza sono un mezzo di comunicazione che comprende non solo le comunicazioni vocali, ma anche comunicazioni testuali in tempo reale, video o altri tipi di comunicazione, anche mediante l’uso di servizi di ritrasmissione di terzi, che in uno Stato membro possono accedere ai servizi di emergenza. Le comunicazioni di emergenza possono essere attivate per conto di una persona dal sistema eCall di bordo definito nel regolamento 2015/758/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(32). Dovrebbe tuttavia spettare agli Stati membri decidere quali servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero risultino adeguati per i servizi di emergenza, inclusa la possibilità di limitare tali opzioni alle comunicazioni vocali ed equivalenti per gli utenti finali con disabilità, o integrare opzioni aggiuntive come concordato con i PSAP nazionali. Al fine di tenere conto dei futuri sviluppi tecnologici o dell’utilizzo sempre più diffuso dei servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero, la Commissione dovrebbe valutare la fattibilità di fornire un accesso sicuro e affidabile a servizi di emergenza mediante servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero, previa consultazione delle autorità nazionali di regolamentazione, dei servizi di emergenza, degli organismi di normazione e degli altri soggetti interessati.

(256)  Gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché i fornitori che forniscono ad utenti finali servizi di comunicazione elettronica interpersonale basati sul numero garantiscano un accesso affidabile e preciso ai servizi di emergenza tenendo conto delle specifiche e dei criteri nazionali e delle capacità dei PSAP nazionali. Se il servizio di comunicazione interpersonale basato sul numero non è fornito tramite una connessione gestita in modo da fornire una determinata qualità di servizio, il fornitore del servizio potrebbe non essere in grado di garantire che le chiamate di emergenza effettuate tramite il proprio servizio siano instradate al PSAP più idoneo con la stessa affidabilità. Per tali fornitori di servizi indipendenti dalla rete, ossia fornitori che non sono integrati con un fornitore di una rete pubblica di comunicazione, può non essere sempre tecnicamente fattibile fornire informazioni sulla localizzazione del chiamante. Gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché siano attuate il prima possibile norme volte ad assicurare l’inoltro e la connessione accurati e affidabili ai servizi di emergenza, al fine di consentire ai fornitori di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero indipendenti dalla rete di soddisfare gli obblighi inerenti all’accesso ai servizi di emergenza e alla fornitura di informazioni sulla localizzazione del chiamante a un livello comparabile a quello richiesto agli altri fornitori di tali servizi di comunicazione. Qualora le norme e i relativi sistemi PSAP non siano stati ancora attuati, i servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero e indipendenti dalla rete non dovrebbero essere tenuti a fornire l’accesso ai servizi di emergenza al di là di quanto tecnicamente o economicamente fattibile. A titolo di esempio, ciò può includere la designazione da parte di uno Stato membro di un unico PSAP centrale per ricevere le comunicazioni di emergenza. Ciononostante, tali fornitori dovrebbero informare gli utenti finali quando il servizio non supporta le chiamate al 112 o l’accesso alle informazioni sulla localizzazione del chiamante.

(256 ter)  Attualmente si registra una scarsa rendicontazione e misurazione delle prestazioni da parte degli Stati membri in relazione alla risposta e alla gestione delle chiamate di emergenza. Pertanto, la Commissione, previa consultazione delle autorità nazionali di regolamentazione e dei servizi di emergenza, dovrebbe adottare indicatori di prestazione applicabili ai servizi di emergenza degli Stati membri e trasmettere una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sull’efficacia dell’attuazione del numero di emergenza europeo “112” e sul funzionamento degli indicatori di prestazione.

(257)  È opportuno che gli Stati membri adottino misure specifiche per fare in modo che i servizi di emergenza, compreso il numero unico «112», siano accessibili anche agli utenti finali con disabilità, in particolare i non udenti, gli ipoudenti, le persone con disturbi del linguaggio e le persone sorde e cieche, attraverso servizi di conversazione globale o l’utilizzo di servizi di ritrasmissione di terzi interoperabili con le reti di telefonia in tutta l’UE. Una delle misure possibili consiste anche nella fornitura di speciali dispositivi terminali alle persone con disabilità qualora le summenzionate modalità di comunicazione non siano adatte a loro.

(258)  È importante informare un numero sempre maggiore di cittadini dell’esistenza del numero di emergenza «112», in modo da migliorare la protezione e la sicurezza dei cittadini che viaggiano nell’Unione europea. A tal fine, è opportuno che i cittadini siano perfettamente informati, quando viaggiano in uno Stato membro, in particolare attraverso l’affissione delle informazioni nelle stazioni stradali e ferroviarie, nei porti o negli aeroporti internazionali, negli elenchi telefonici, nella documentazione e nelle fatture inviate agli utenti finali, del fatto che il numero «112» può essere utilizzato come numero di emergenza unico in tutta l’Unione. Tale compito spetta in primo luogo agli Stati membri, ma la Commissione dovrebbe continuare a sostenere ed integrare le iniziative intraprese dagli Stati membri volte a innalzare e valutare periodicamente il livello di informazione del pubblico sull’esistenza del «112».

(259)  Le informazioni sulla localizzazione del chiamante migliorano il livello di tutela e la sicurezza degli utenti finali e aiutano i servizi di emergenza a svolgere le loro funzioni, a condizione che il sistema nazionale dei PSAP garantisca il trasferimento della comunicazione di emergenza e dei dati associati ai servizi di emergenza interessati. La ricezione e l’utilizzazione delle informazioni sulla localizzazione del chiamante, che includono sia le informazioni sulla localizzazione basate sulla rete sia, ove disponibili, le informazioni sulla localizzazione del chiamante fornite da dispositivi mobili avanzati, dovrebbero avvenire nel rispetto del pertinente diritto dell’Unione in materia di protezione dati e misure di sicurezza. Le imprese che forniscono una localizzazione basata sulla rete dovrebbero mettere a disposizione dei servizi di emergenza le informazioni relative alla localizzazione del chiamante nel momento in cui la chiamata raggiunge il servizio, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata. Le tecnologie di localizzazione basate su dispositivo mobile si sono tuttavia rivelate notevolmente più precise ed efficaci rispetto ai costi grazie alla disponibilità dei dati forniti dai sistemi satellitari EGNOS e Galileo e da altri sistemi globali di navigazione satellitare nonché dai dati wi-fi. Pertanto le informazioni sulla localizzazione del chiamante derivate da dispositivi mobili dovrebbero integrare le analoghe informazioni basate sulla rete anche se la localizzazione ottenuta tramite dispositivo mobile può risultare disponibile solo dopo che è stata effettuata la comunicazione di emergenza. Gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché i PSAP siano in grado di recuperare e gestire le informazioni disponibili sulla localizzazione del chiamante, ove possibile. La generazione e la trasmissione delle informazioni sulla localizzazione del chiamante dovrebbero essere gratuite per l’utente finale e per l’autorità che tratta la comunicazione di emergenza, a prescindere dal mezzo con cui le informazioni sono generate, ad esempio tramite dispositivo mobile o rete, o dal mezzo di trasmissione, ad esempio canale di comunicazione vocale, SMS o protocollo Internet.

(260)  Al fine di rispondere agli sviluppi tecnologici riguardanti la precisione delle informazioni sulla localizzazione del chiamante, l’accesso equivalente per gli utenti finali con disabilità e l’instradamento delle chiamate al PSAP più idoneo, alla Commissione dovrebbe essere conferito il potere di adottare le misure necessarie a garantire la compatibilità, l’interoperabilità, la qualità e la continuità delle comunicazioni di emergenza nell’Unione. Tali misure possono consistere in disposizioni funzionali volte a determinare il ruolo delle diverse parti nella catena della comunicazione, ad esempio i fornitori di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero, gli operatori di reti di comunicazione elettronica e i PSAP, e in disposizioni tecniche volte a stabilire i mezzi tecnici per attuare le disposizioni funzionali. Dette misure dovrebbero lasciare impregiudicata la prerogativa degli Stati membri di organizzare i servizi di emergenza.

(260 bis)  Attualmente, un cittadino nel paese A che ha bisogno di contattare i servizi di emergenza nel paese B non può farlo, in quanto i servizi di emergenza non hanno la possibilità di contattarsi a vicenda. La soluzione è disporre di una banca dati sicura e a livello unionale dei numeri telefonici del servizio/dei servizi capofila di emergenza in ciascun paese. La Commissione provvede pertanto a che sia mantenuta una banca dati sicura dei numeri E.164 dei servizi di emergenza europei al fine di garantire che possano essere contattati a partire da un altro Stato membro.

(260 ter)  I recenti attentati terroristici in Europa hanno evidenziato l’assenza di sistemi di allarme pubblico efficaci negli Stati membri e in tutta Europa. È essenziale che gli Stati membri possano informare la popolazione in una determinata zona di calamità/attacchi in corso o di imminenti minacce, mediante l’uso delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica e la creazione di un efficiente sistema di comunicazione nazionale “112 inverso” per avvertire e allertare i cittadini in caso di gravi emergenze e calamità naturali e/o causate dall’uomo imminenti o in corso, tenendo conto dei sistemi nazionali e regionali esistenti e senza violare le norme sulla tutela della vita privata e dei dati. La Commissione dovrebbe altresì valutare la fattibilità di istituire un “sistema di comunicazione 112 inverso” universale, accessibile e transfrontaliero a livello dell’UE per allertare i cittadini in caso di grave calamità o stato di emergenza imminente o in corso in diversi Stati membri.

(261)   Gli Stati membri dovrebbero garantire che gli utenti finali con disabilità beneficino di un accesso e una scelta equivalenti per quanto riguarda i servizi di comunicazione elettronica, in conformità degli obblighi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) e in base al principio di progettazione universale. In particolare, al fine di assicurare che gli utenti finali con disabilità beneficino della concorrenza e della scelta di fornitori di servizi di cui dispongono la maggioranza degli utenti finali, le competenti autorità nazionali dovrebbero specificare, ove opportuno e in funzione delle circostanze nazionali, e previa consultazione delle organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità, le prescrizioni in materia di tutela dei consumatori per gli utenti finali con disabilità che i fornitori di servizi di comunicazione elettronica e delle relative apparecchiature terminali accessibili al pubblico devono rispettare. Tali prescrizioni possono includere, in particolare, che i fornitori assicurino che gli utenti finali con disabilità possano utilizzare i loro servizi e avere accesso alle relative apparecchiature terminali alle stesse condizioni, inclusi prezzi, tariffe e qualità, offerte agli altri utenti finali, e di applicare prezzi equivalenti per i loro servizi a prescindere dai costi supplementari sostenuti da tali fornitori. Altre prescrizioni possono riguardare accordi all’ingrosso tra fornitori. Per evitare di gravare di un onere eccessivo i fornitori dei servizi, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero verificare se gli obiettivi dell’accesso e della scelta equivalenti possano effettivamente essere conseguiti in assenza di tali misure.

(262)  ▌

(262 bis)  Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero assicurare che i fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico rendano disponibili le informazioni sul funzionamento dei servizi offerti e sulle caratteristiche di accessibilità in un formato accessibile. Ciò significa che i contenuti delle informazioni dovrebbero essere disponibili in formati di testo che possano essere usati per produrre formati alternativi assistivi e alternative ai contenuti non testuali.

(262 ter)  Per quanto concerne gli utenti finali con disabilità, la presente direttiva dovrebbe prefiggersi di riflettere altre normative dell’Unione che attuano la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone disabili. Tali misure includono norme e principi stabiliti nella direttiva (UE) 2016/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio(33). I quattro principi di accessibilità sono: percepibilità, nel senso che le informazioni e i componenti dell’interfaccia utente devono essere presentabili agli utenti in modalità percepibili; utilizzabilità, nel senso che i componenti e la navigazione dell’interfaccia utente devono essere utilizzabili; comprensibilità, nel senso che le informazioni e il funzionamento dell’interfaccia utente devono essere comprensibili; e solidità, nel senso che i contenuti devono essere abbastanza solidi da poter essere interpretati con sicurezza da una vasta gamma di programmi utente, comprese le tecnologie assistive. Detti principi di accessibilità sono trasposti in criteri di successo verificabili quali quelli che costituiscono la base della norma europea EN 301 549 V1.1.2 (“Accessibility requirements suitable for public procurement of ICT products and services in Europe” (2015-04) (Norma europea EN 301 549 V1.1.2 (2015-04) tramite norme armonizzate e una metodologia comune per verificare la conformità dei contenuti di siti web e applicazioni mobili a tali principi. Tale norma europea è stata approvata sulla base del mandato M/376 conferito dalla Commissione agli organismi europei di normalizzazione. In pendenza della pubblicazione dei riferimenti delle norme armonizzate, o di loro parti, nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, le clausole pertinenti della norma europea EN 301 549 v1.1.2 (2015-04) dovrebbero essere considerate modalità minime per la messa in pratica di tali principi, in riferimento alla presente direttiva e ai fini di un accesso e scelta equivalenti per gli utenti finali con disabilità.

(263)  Una concorrenza effettiva si è sviluppata nella fornitura degli elenchi abbonati e dei servizi di consultazione a norma, fra l’altro, dell’articolo 5 della direttiva 2002/77/CE della Commissione(34). Per mantenere tale concorrenza effettiva, tutti i fornitori di servizi che attribuiscono numeri di telefono ai rispettivi utenti finali dovrebbero continuare ad essere tenuti a mettere a disposizione le informazioni pertinenti con modalità eque, orientate ai costi e non discriminatorie.

(264)  È opportuno informare gli utenti finali del loro diritto di decidere se vogliono figurare in un elenco telefonico. I fornitori di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero dovrebbero rispettare la decisione degli utenti finali quando mettono i dati a disposizione dei prestatori di servizi di elenco. L’articolo 12 della direttiva 2002/58/CE garantisce il diritto degli utenti finali alla tutela della vita privata con riguardo all’inserimento dei loro dati personali negli elenchi pubblici.

(265)  Gli utenti finali dovrebbero poter fruire di una garanzia di interoperabilità di tutte le apparecchiature commercializzate nell’Unione per la ricezione di programmi di radio e televisione digitale. Gli Stati membri dovrebbero poter esigere norme minime armonizzate per quanto riguarda tali apparecchiature. Le suddette norme possono essere periodicamente aggiornate alla luce del progresso tecnologico e dell’evoluzione del mercato.

(266)  È auspicabile che i consumatori possano effettuare la connessione più completa possibile agli apparecchi radio e televisivi ▌. L’interoperabilità è un concetto che si sta sviluppando nei mercati dinamici. Gli organismi di normalizzazione dovrebbero adoperarsi per assicurare che norme appropriate si evolvano parallelamente alle tecnologie interessate. È ugualmente importante assicurare che sugli apparecchi televisivi digitali siano disponibili connettori in grado di trasmettere tutti i componenti di un segnale televisivo digitale, inclusi i flussi di dati video e audio, informazioni sull’accesso condizionato, sul servizio, sull’interfaccia per programmi applicativi (API) e sui dispositivi anti-duplicazione. La presente direttiva dovrebbe quindi assicurare che le funzioni associate a e/o attuate nei connettori non siano limitate dagli operatori di reti, dai fornitori di servizi o dai fabbricanti delle apparecchiature e continuino a svilupparsi di pari passo con i progressi tecnologici. Per la visualizzazione e la presentazione dei servizi televisivi connessi, la realizzazione di una norma comune attraverso un meccanismo di mercato è riconosciuta come un beneficio per il consumatore. Gli Stati membri e la Commissione possono assumere iniziative d’indirizzo, coerenti con il trattato, al fine d’incoraggiare sviluppi in tal senso. Le apparecchiature radio destinate ai consumatori dovrebbero essere in grado di ricevere segnali radio trasmessi almeno per via analogica e digitale al fine di garantire l’interoperabilità transfrontaliera. La presente disposizione non dovrebbe applicarsi alle apparecchiature radio a basso costo destinate ai consumatori o alle apparecchiature radio per le quali la ricezione di trasmissioni radiofoniche è una funzione meramente accessoria, quale ad esempio un telefono cellulare dotato di un ricevitore di bande FM. Inoltre, non dovrebbe essere applicabile alle apparecchiature radio utilizzate da radioamatori, compresi, ad esempio, i kit di apparecchiature radio destinati a essere assemblati e utilizzati da radioamatori o le apparecchiature costruite da singoli radioamatori per scopi scientifici e sperimentali nel quadro dell’attività radioamatoriale.

(267)  Le misure applicate al mercato all’ingrosso che assicurano l’inserimento dei dati degli utenti finali (sia dei fissi sia dei mobili) nelle banche dati dovrebbero rispettare le garanzie per la protezione dei dati a carattere personale in conformità della direttiva 95/46/CE, che sarà sostituita dal regolamento (UE) 2016/679(35) il 25 maggio 2018, e compreso l’articolo 12 della direttiva 2002/58/CE (direttiva relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche). È opportuno prevedere la fornitura di tali dati orientata ai costi ai fornitori di servizi, dando la possibilità agli Stati membri di istituire un meccanismo centralizzato per fornire informazioni aggregate e complete ai fornitori di servizi di elenco, nonché la fornitura dell’accesso alla rete in condizioni ragionevoli e trasparenti, al fine di garantire agli utenti finali di beneficiare appieno della concorrenza, che ha ampiamente consentito di creare le condizioni per sottrarre questi servizi alla regolamentazione del mercato al dettaglio e di proporre offerte di servizi di elenco a condizioni ragionevoli e trasparenti.

(268)  A seguito dell’abolizione dell’obbligo di servizio universale per i servizi di elenchi e vista l’esistenza di un mercato funzionante per tali servizi, il diritto di accesso ai servizi di consultazione di elenchi non è più necessario. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero tuttavia essere ancora in grado di imporre obblighi e condizioni alle imprese che controllano l’accesso agli utenti finali al fine di mantenere l’accesso e la concorrenza in tale mercato.

(269)  Gli Stati membri dovrebbero poter imporre, sulla base di legittime considerazioni di interesse pubblico, obblighi di trasmissione proporzionali nei confronti delle imprese che rientrano sotto la loro giurisdizione; comunque, tali obblighi dovrebbero essere imposti solo qualora risultino necessari a soddisfare obiettivi di interesse generale chiaramente definiti dagli Stati membri conformemente alla normativa dell’Unione e dovrebbero essere proporzionati e trasparenti. È possibile applicare obblighi di trasmissione per determinati servizi di diffusione radiofonica e televisiva e per determinati servizi complementari forniti da uno specifico fornitore di servizi di media. Gli obblighi imposti dagli Stati membri dovrebbero essere ragionevoli, vale a dire proporzionati e trasparenti, in base a obiettivi di interesse generale chiaramente definiti, come il pluralismo dei mezzi di comunicazione o la diversità culturale. Gli Stati membri dovrebbero giustificare obiettivamente l’imposizione di obblighi di trasmissione nella loro legislazione nazionale, in modo da garantire la trasparenza, la proporzionalità e la chiara definizione di tali obblighi. Gli obblighi dovrebbero essere concepiti in modo da offrire incentivi sufficienti alla realizzazione di investimenti efficaci nelle infrastrutture. È opportuno riesaminare tali obblighi almeno ogni cinque anni per assicurare che si mantengano al passo con lo sviluppo tecnologico e l’evoluzione dei mercati e continuino ad essere proporzionati agli obiettivi da conseguire. Gli obblighi possono eventualmente comportare la corresponsione di una remunerazione proporzionata.

(269 bis)  Posto che la maggioranza delle apparecchiature radio e televisive digitali di consumo odierne riceve sia il segnale digitale che analogico, non vi è alcuna ragione economica o sociale sulla base della quale gli Stati membri continuino a imporre obblighi di trasmissione su entrambi i tipi di trasmissione televisiva. Ciò non dovrebbe tuttavia escludere gli obblighi di trasmissione analogica laddove un numero significativo di utenti ancora utilizzi un canale analogico o la radiodiffusione analogica sia l’unico mezzo di trasmissione.

(270)  Le reti e i servizi di comunicazione elettronica utilizzati per la distribuzione di servizi di diffusione televisiva o radiofonica al pubblico includono reti di trasmissione via cavo, IPTV, via satellite e terrestre; esse potrebbero inoltre includere altre reti purché un numero significativo di utenti finali le utilizzi come mezzo principale di ricezione di tali servizi di diffusione. Gli obblighi di trasmissione dovrebbero comprendere la trasmissione di servizi specificamente destinati a consentire un accesso equivalente agli utenti con disabilità. Di conseguenza i servizi complementari comprendono, ma non esclusivamente, i servizi destinati a migliorare la possibilità di accesso da parte degli utenti finali disabili, come il televideo, i sottotitoli per i non udenti e gli ipoudenti, la descrizione sonora delle scene, la sottotitolazione parlata e l’interpretazione in lingua dei segni. A causa della crescente fornitura e ricezione di servizi televisivi connessi e della continua importanza delle guide elettroniche ai programmi per la scelta degli utenti, la trasmissione di dati relativi ai programmi necessari a supportare le funzionalità della fornitura delle guide elettroniche ai programmi, del teletesto e degli indirizzi IP correlati ai programmi può essere inclusa negli obblighi di trasmissione.

(271)  Servizi quali l’identificazione della linea chiamante sono di norma disponibili sulle centrali telefoniche moderne e pertanto possono essere progressivamente diffusi a costi minimi o nulli. Gli Stati membri possono astenersi dall’imporre obblighi se tali servizi e risorse sono già disponibili. La direttiva 2002/58/CE garantisce la tutela della vita privata degli utenti per quanto concerne la fatturazione dettagliata e consente loro mezzi atti a tutelare la loro vita privata quando è attivato il servizio di identificazione della linea chiamante. Lo sviluppo di tali servizi su base paneuropea, che la presente direttiva promuove, apporterà benefici ai consumatori.

(272)  La pubblicazione delle informazioni da parte degli Stati membri garantirà che gli operatori del mercato e i nuovi operatori potenziali comprendano i propri diritti ed obblighi e sappiano dove rintracciare informazioni pertinenti e dettagliate. La pubblicazione nelle Gazzette ufficiali nazionali consente alle parti interessate di altri Stati membri di ottenere le informazioni pertinenti.

(273)  Per garantire l’efficienza e l’efficacia del mercato transnazionale nel campo delle comunicazioni elettroniche, è opportuno che la Commissione effettui un monitoraggio sugli oneri che concorrono alla determinazione del prezzo per il consumatore finale e pubblichi informazioni in merito.

(274)  Al fine di garantire una corretta applicazione del diritto dell’Unione, la Commissione deve essere informata di quali organismi siano stati designati come aventi significativo potere di mercato e quali obblighi le autorità nazionali di regolamentazione abbiano imposto agli attori presenti sul mercato. Oltre alla pubblicazione a livello nazionale, è pertanto necessario che gli Stati membri comunichino tali informazioni alla Commissione. Allorché gli Stati membri devono trasmettere le informazioni alla Commissione, ciò può aver luogo in forma elettronica, fatta salva un’intesa su opportune procedure di autenticazione.

(275)  Al fine di tenere conto dell’evoluzione tecnologica, sociale e del mercato, gestire i rischi posti alla sicurezza delle reti e dei servizi e garantire un accesso effettivo ai servizi di emergenza tramite comunicazioni di emergenza, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all’articolo 290 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea per quanto riguarda la precisazione delle misure volte a far fronte ai rischi di sicurezza, l’adeguamento delle condizioni di accesso ai servizi radiotelevisivi digitali, la fissazione di una tariffa all’ingrosso unica di terminazione delle chiamate vocali nei mercati della telefonia fissa e mobile, l’adozione di misure relative alle comunicazioni di emergenza nell’Unione e l’adeguamento degli allegati II, IV, V, VI, VIII, IX e X della presente direttiva. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell’accordo interistituzionale “Legiferare meglio” del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.

(276)  Al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione della presente direttiva, dovrebbero essere attribuite alla Commissione competenze di esecuzione che le consentano di adottare decisioni volte a risolvere dannose interferenze transfrontaliere tra gli Stati membri; rendere obbligatoria l’attuazione di norme o stralciare norme e/o specifiche dalla parte obbligatoria dell’elenco delle norme; adottare decisioni per stabilire se i diritti in una banda armonizzata sono soggetti a un’autorizzazione generale o a diritti d’uso individuali; specificare le modalità di applicazione dei criteri, norme e condizioni con riguardo allo spettro radio armonizzato; specificare le modalità di applicazione delle condizioni che gli Stati membri possono associare alle autorizzazioni per l’uso dello spettro radio armonizzato; individuare le bande per le quali i diritti d’uso delle radiofrequenze possono essere trasferiti o affittati tra imprese; stabilire date limite comuni entro le quali è autorizzato l’uso di bande specifiche dello spettro radio armonizzato; adottare misure transitorie con riguardo alla durata dei diritti d’uso dello spettro radio; stabilire criteri per coordinare l’attuazione di determinati obblighi; specificare le caratteristiche tecniche per la progettazione, l’installazione e il funzionamento dei punti di accesso senza fili di portata limitata; rispondere alla domanda di numeri, transfrontaliera o paneuropea, non soddisfatta e specificare la natura e l’ambito di applicazione degli obblighi che assicurano un accesso effettivo ai servizi di emergenza o alla connettività da punto a punto tra utenti finali in uno o in più Stati membri o in tutta l’Unione europea. Tali poteri dovrebbero essere esercitati in conformità del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell’esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione.

(277)  Infine la Commissione, tenuto nella massima considerazione il parere del BEREC, dovrebbe avere il potere di adottare, ove necessario, raccomandazioni riguardanti l’individuazione dei mercati rilevanti di prodotti e servizi, le notifiche nell’ambito della procedura di consolidamento del mercato interno e l’applicazione armonizzata delle disposizioni del quadro normativo.

(278)  È opportuno che le disposizioni della presente direttiva vengano riesaminate a scadenze regolari, in particolare per valutare la necessità di modificarle in funzione dell’evoluzione delle tecnologie o della situazione dei mercati. In considerazione del rischio di comparsa di strutture di mercato oligopolistiche non competitive al posto di strutture di mercato monopolistiche, è opportuno riservare, in sede di riesame, un’attenzione particolare alle disposizioni relative alle competenze delle autorità nazionali di regolamentazione di imporre obblighi di accesso agli operatori con un significativo potere di mercato, a livello individuale o congiunto, applicate in combinato disposto con altri obblighi che possono essere loro imposti, al fine di assicurare che le competenze siano sufficienti ad assicurare l’effettiva realizzazione degli obiettivi della presente direttiva.

(279)  Talune direttive e decisioni in tale settore dovrebbero essere abrogate.

(280)  La Commissione dovrebbe monitorare la transizione dal quadro vigente al nuovo quadro.

(281)  Poiché lo scopo dell’azione proposta e cioè il raggiungimento di un quadro armonizzato e semplificato per la regolamentazione dei servizi di comunicazione elettronica, delle reti di comunicazione elettronica, delle risorse e dei servizi correlati, delle condizioni per l’autorizzazione di reti e servizi, dell’uso dello spettro e dei numeri, della regolamentazione dell’accesso alle reti di comunicazione elettronica e della relativa interconnessione e delle risorse correlate e della tutela degli utenti finali non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque, a causa delle dimensioni o degli effetti dell’azione in questione, essere meglio realizzato a livello dell’Unione, l’Unione può intervenire, in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali scopi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(282)  Conformemente alla dichiarazione politica comune del 28 settembre 2011 degli Stati membri e della Commissione sui documenti esplicativi(36), gli Stati membri si sono impegnati ad accompagnare, in casi giustificati, la notifica delle loro misure di recepimento con uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli elementi costitutivi di una direttiva e le parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento.

(283)  L’obbligo di recepimento della presente direttiva nel diritto interno dovrebbe essere limitato alle disposizioni che costituiscono una modifica sostanziale rispetto alle direttive precedenti. L’obbligo di recepire le disposizioni che restano immutate discende dalle direttive precedenti.

(284)  La presente direttiva dovrebbe far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto interno e di applicazione di cui all’allegato XI, parte B,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Parte I. QUADRO (norme generali di organizzazione del settore)

Titolo I: Campo di applicazione, obiettivi e definizioni

CAPO I

OGGETTO, FINALITÀ E DEFINIZIONI

Articolo 1

Oggetto e finalità

1. La presente direttiva istituisce un quadro normativo armonizzato per la disciplina dei servizi di comunicazione elettronica, delle reti di comunicazione elettronica, delle risorse e dei servizi correlati e per taluni aspetti delle apparecchiature terminali. Definisce le funzioni delle autorità nazionali di regolamentazione e, se del caso, delle altre autorità competenti ed istituisce le procedure atte a garantire l’applicazione armonizzata del quadro normativo nell’Unione.

2. Obiettivo della presente direttiva è da un lato la realizzazione di un mercato interno delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica che si traduca in realizzazione e diffusione di reti sicure ad altissima capacità, concorrenza sostenibile, interoperabilità dei servizi di comunicazione elettronica, accessibilità e vantaggi per gli utenti finali.

Dall’altro lato, lo scopo della presente direttiva è garantire la fornitura in tutta l’Unione di servizi di buona qualità accessibili al pubblico e a prezzi abbordabili, attraverso una concorrenza efficace e un’effettiva possibilità di scelta, nonché disciplinare i casi in cui le esigenze degli utenti finali, compresi gli utenti con disabilità per consentire loro di accedere ai servizi su un piano di parità con gli altri, non sono adeguatamente soddisfatte mediante il mercato e stabilire i necessari diritti degli utenti finali.

3. La presente direttiva si applica fatti salvi:

– gli obblighi imposti dal diritto dell’Unione o dalle disposizioni nazionali conformi al diritto dell’Unione, in relazione ai servizi forniti mediante reti e servizi di comunicazione elettronica; – le misure adottate a livello di Unione o nazionale, in conformità del diritto dell’Unione, per perseguire obiettivi di interesse generale relativi, in particolare, alla protezione dei dati personali e della vita privata, alle regolamentazioni dei contenuti ed alla politica audiovisiva;

– le misure adottate a livello di Unione o nazionale, in conformità del diritto dell’Unione, per perseguire obiettivi di interesse generale relativi, in particolare, alla protezione dei dati personali e della vita privata, alle regolamentazioni dei contenuti ed alla politica audiovisiva;

– il regolamento (UE) n. 531/2012 e il regolamento (UE) 2015/2120.

3 bis. Qualora le informazioni contengano dati personali, la Commissione, il BEREC e le autorità interessate garantiscono la conformità del trattamento dei dati alle norme dell’Unione in materia di protezione dei dati.

4. Le disposizioni della presente direttiva relative ai diritti degli utenti finali si applicano fatte salve le norme dell’Unione in materia di tutela dei consumatori, in particolare le direttive 93/13/CEE e 2011/83/UE, e le norme nazionali conformi al diritto dell’Unione.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini della presente direttiva si intende per:

(1) “reti di comunicazione elettronica”, i sistemi di trasmissione, basati o meno su un’infrastruttura permanente o una capacità di amministrazione centralizzata e, se del caso, le apparecchiature di commutazione o di instradamento e altre risorse, inclusi gli elementi di rete non attivi, che consentono di trasmettere segnali via cavo, via radio, a mezzo di fibre ottiche o con altri mezzi elettromagnetici, comprese le reti satellitari, le reti terrestri mobili e fisse (a commutazione di circuito e a commutazione di pacchetto, compresa Internet), le reti utilizzate per la diffusione circolare dei programmi sonori e televisivi, i sistemi per il trasporto della corrente elettrica, nella misura in cui siano utilizzati per trasmettere i segnali, le reti televisive via cavo, indipendentemente dal tipo di informazione trasportato; non sono inclusi elementi di rete gestiti da singole persone nel contesto di attività senza fini di lucro;

(2) “rete ad altissima capacità”, una rete di comunicazione elettronica costituita interamente da elementi in fibra ottica almeno fino al punto di distribuzione nel luogo servito oppure qualsiasi altro tipo di rete in grado di fornire prestazioni di rete analoghe in condizioni normali di picco in termini di larghezza di banda disponibile per downlink/uplink, resilienza, parametri di errore, latenza e relativa variazione. Le prestazioni di rete sono valutate sulla base di parametri tecnici a prescindere da eventuali disparità di servizio per l’utente finale dovute alle caratteristiche intrinsecamente diverse del mezzo attraverso cui la rete si collega in ultima istanza al punto terminale di rete;

(3) “mercati transnazionali”, mercati individuati conformemente all’articolo 63 che coprono l’Unione, o una parte considerevole di questa, situati in più di uno Stato membro;

(4) “servizio di comunicazione elettronica”, i servizi forniti ▌a pagamento su reti di comunicazioni elettroniche, che comprendono il “servizio di accesso a Internet” quale definito all’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2015/2120 e/o il “servizio di comunicazione interpersonale” e/o i servizi consistenti esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione di segnali come i servizi di trasmissione utilizzati per la fornitura di servizi da macchina a macchina (M2M) e per la diffusione circolare radiotelevisiva, ma esclusi i servizi che forniscono contenuti trasmessi utilizzando reti e servizi di comunicazione elettronica o che esercitano un controllo editoriale su tali contenuti; nonché i servizi senza fini di lucro forniti da singole persone;

(5) “servizio di comunicazione interpersonale”, un servizio ▌a pagamento che consente lo scambio diretto interpersonale e interattivo di informazioni tramite reti di comunicazione elettronica tra un numero limitato di persone, mediante il quale le persone che avviano la comunicazione o che vi partecipano ne stabiliscono il o i destinatari; non comprende i servizi che consentono le comunicazioni interpersonali e interattive esclusivamente come elemento accessorio meno importante e intrinsecamente collegato a un altro servizio;

(6) “servizio di comunicazione interpersonale basato sul numero”, un servizio di comunicazione interpersonale che si connette alla rete telefonica pubblica commutata, mediante risorse di numerazione assegnate – ossia uno o più numeri che figurano in un piano di numerazione telefonica nazionale o internazionale – o consentendo la comunicazione con uno o più numeri che figurano in un piano di numerazione telefonica nazionale o internazionale, e in cui il fornitore del servizio esercita un controllo sostanziale sulla rete utilizzata per consentire la comunicazione;

(7) “servizio di comunicazione interpersonale indipendente dal numero”, un servizio di comunicazione interpersonale che non si connette alla rete telefonica pubblica commutata, mediante risorse di numerazione assegnate – ossia uno o più numeri che figurano in un piano di numerazione telefonica nazionale o internazionale – o consentendo la comunicazione con uno o più numeri che figurano in un piano di numerazione telefonica nazionale o internazionale;

(8) “rete pubblica di comunicazioni”, una rete di comunicazione elettronica utilizzata interamente o prevalentemente per fornire servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, che supporta il trasferimento di informazioni tra i punti terminali di reti;

(9) “punto terminale di rete”, il punto fisico a partire dal quale l’utente finale ha accesso ad una rete pubblica di comunicazione; in caso di reti in cui abbiano luogo la commutazione o l’instradamento, il punto terminale di rete è definito mediante un indirizzo di rete specifico che può essere correlato ad un numero di utente finale o ad un nome di utente finale;

(10) “risorse correlate”, servizi correlati, infrastrutture fisiche e altre risorse o elementi correlati ad una rete di comunicazione elettronica e/o ad un servizio di comunicazione elettronica che permettono e/o supportano la fornitura di servizi attraverso tale rete e/o servizio, o sono potenzialmente in grado di farlo, ivi compresi tra l’altro gli edifici o gli accessi agli edifici, il cablaggio degli edifici, le antenne, le torri e le altre strutture di supporto, le guaine, i piloni, i pozzetti e gli armadi di distribuzione;

(11) “servizi correlati”, i servizi correlati ad una rete di comunicazione elettronica e/o ad un servizio di comunicazione elettronica che permettono e/o supportano la fornitura di servizi ▌attraverso tale rete e/o servizio, o sono potenzialmente in grado di farlo, compresi tra l’altro i servizi di traduzione del numero o i sistemi che svolgono funzioni analoghe, i sistemi di accesso condizionato e le guide elettroniche ai programmi, ▌nonché altri servizi quali quelli relativi all’identità, alla posizione e alla presenza;

(12) “sistema di accesso condizionato”, qualsiasi misura tecnica, sistema di autenticazione e/o intesa secondo i quali l’accesso in forma intelligibile ad un servizio protetto di diffusione radiotelevisiva è subordinato ad un abbonamento o ad un’altra forma di autorizzazione preliminare individuale;

(13) “utente”, la persona fisica o giuridica che utilizza o chiede di utilizzare un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico;

(14) “utente finale”, un utente che non fornisce reti pubbliche di comunicazione o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico;

(15) “consumatore”, la persona fisica che utilizza o chiede di utilizzare un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico per scopi non riferibili all’attività lavorativa, commerciale, artigianale o professionale svolta;

(16) “fornitura di una rete di comunicazione elettronica”, la realizzazione, la gestione, il controllo o la messa a disposizione di una siffatta rete;

(17) “apparecchiature digitali televisive avanzate”, i sistemi di apparecchiature di decodifica destinati al collegamento con televisori o sistemi televisivi digitali integrati in grado di ricevere i servizi della televisione digitale interattiva;

(18) “Application Program Interface”, interfaccia software fra applicazioni rese disponibili da emittenti o da fornitori di servizi e le risorse delle apparecchiature digitali televisive avanzate per la televisione e i servizi radiofonici digitali;

(19) “attribuzione di spettro radio”, la designazione di una determinata banda di frequenze destinata ad essere utilizzata da parte di uno o più tipi di servizi di radiocomunicazione, se del caso, alle condizioni specificate;

(20) “interferenza dannosa”, un’interferenza che pregiudica il funzionamento di un servizio di radionavigazione o di altri servizi di sicurezza o che deteriora gravemente, ostacola o interrompe ripetutamente un servizio di radiocomunicazione che opera conformemente alle normative internazionali, dell’Unione o nazionali applicabili;

(21) “chiamata”, la connessione stabilita da un servizio di comunicazione interpersonale accessibile al pubblico che consente la comunicazione vocale bidirezionale;

(22) “sicurezza” delle reti e dei servizi, la capacità delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica di resistere, a un determinato livello di riservatezza, a qualsiasi azione che comprometta la disponibilità, l’autenticità, l’integrità o la riservatezza dei dati conservati, trasmessi o trattati oppure dei relativi servizi offerti o accessibili tramite tali reti o servizi;

(23) “autorizzazione generale”, il quadro normativo istituito dallo Stato membro che garantisce i diritti alla fornitura di reti o di servizi di comunicazione elettronica e stabilisce obblighi specifici per il settore applicabili a tutti i tipi o a tipi specifici di servizi e di reti di comunicazione elettronica, conformemente alla presente direttiva, ad esclusione dei servizi senza fini di lucro forniti da singole persone;

(24) “punto di accesso senza fili di portata limitata”, un’apparecchiatura senza fili di accesso alla rete di piccole dimensioni e a bassa potenza, di portata limitata, che utilizza spettro radio soggetto a licenza o spettro radio esente da licenza oppure una combinazione dei due, che può far parte o meno di una rete pubblica terrestre di comunicazioni mobili ed essere dotata di una o più antenne a basso impatto visivo, che consente agli utenti un accesso senza fili alle reti di comunicazione elettronica indipendentemente dalla topologia di rete sottostante che può essere mobile o fissa;

(25) “rete locale in radiofrequenza” (RLAN), un sistema di acceso senza fili a bassa potenza, di portata limitata, con un basso rischio di interferenze con altri sistemi di questo tipo installati in prossimità da altri utenti, che utilizza su base non esclusiva lo spettro radio le cui condizioni di disponibilità e di uso efficiente a tal fine sono armonizzate a livello dell’Unione;

(26) “uso condiviso dello spettro radio”, l’accesso da parte di due o più utenti per l’utilizzo delle stesse frequenze nell’ambito di un accordo di condivisione definito, autorizzato da un’autorità competente sulla base di un’autorizzazione generale, di diritti d’uso individuali o di una combinazione dei due, che include approcci normativi come l’accesso condiviso soggetto a licenza volto a facilitare l’uso condiviso di una banda di frequenza, previo accordo vincolante di tutte le parti interessate, conformemente alle norme di condivisione previste nei loro diritti d’uso in modo da garantire a tutti gli utenti accordi di condivisione prevedibili e affidabili, e fatta salva l’applicazione del diritto della concorrenza;

(27) “spettro radio armonizzato”, spettro radio armonizzato per la cui disponibilità e per il cui uso efficiente sono state definite condizioni armonizzate mediante una misura tecnica di attuazione conformemente all’articolo 4 della decisione n. 676/2002/CE (Decisione spettro radio);

(28) “accesso”, il fatto di rendere accessibili risorse e/o servizi ad un’altra impresa a determinate condizioni, su base esclusiva o non esclusiva, al fine di fornire servizi di comunicazione elettronica anche quando sono utilizzati per la prestazione di servizi della società dell’informazione o di servizi di radiodiffusione di contenuti. Il concetto comprende, tra l’altro, l’accesso agli elementi della rete e alle risorse correlate, che può comportare la connessione di apparecchiature con mezzi fissi o non fissi (ivi compreso, in particolare, l’accesso alla rete locale nonché alle risorse e ai servizi necessari per fornire servizi tramite la rete locale); l’accesso all’infrastruttura fisica, tra cui edifici, condotti e piloni; l’accesso ai pertinenti sistemi software, tra cui i sistemi di supporto operativo; l’accesso a sistemi informativi o banche dati per l’ordinazione preventiva, la fornitura, l’ordinazione, la manutenzione, le richieste di riparazione e la fatturazione; l’accesso ai servizi di traduzione del numero o a sistemi che svolgono funzioni analoghe; l’accesso alle reti fisse e mobili, ▌in particolare per il roaming; l’accesso ai sistemi di accesso condizionato per i servizi di televisione digitale e l’accesso ai servizi di rete virtuale;

(29) “interconnessione”, il collegamento fisico e logico delle reti pubbliche di comunicazione utilizzate dalla medesima impresa o da un’altra impresa per consentire agli utenti di un’impresa di comunicare con gli utenti della medesima o di un’altra impresa, o di accedere ai servizi offerti da un’altra impresa. I servizi possono essere forniti dalle parti interessate o da altre parti che hanno accesso alla rete. L’interconnessione è una particolare modalità di accesso messa in opera tra operatori della rete pubblica;

(30) “operatore”, un’impresa che fornisce o è autorizzata a fornire una rete pubblica di comunicazioni, o una risorsa correlata;

(31) “rete locale”, il percorso fisico utilizzato dai segnali di comunicazione elettronica che collega il punto terminale della rete a un permutatore o a un impianto equivalente nella rete pubblica fissa di comunicazione elettronica;

(31 bis) “telefono pubblico a pagamento”, qualsiasi apparecchio telefonico accessibile al pubblico, utilizzabile con mezzi di pagamento che possono includere monete e/o carte di credito/addebito e/o schede prepagate, comprese le schede con codice di accesso;

(32) “comunicazione vocale”, un servizio di comunicazione elettronica reso accessibile al pubblico che consente di effettuare e ricevere, direttamente o indirettamente, chiamate nazionali o nazionali e internazionali tramite uno o più numeri che figurano in un piano di numerazione nazionale o internazionale, e che comprende altri mezzi di comunicazione in alternativa alla comunicazione vocale e specificamente intesi per gli utenti finali con disabilità, quali ad esempio i servizi di conversazione globale (comunicazioni vocali, trasmissioni video o comunicazioni testuali in tempo reale) e i servizi di ritrasmissione basati su testo e video;

(33) “numero geografico”, qualsiasi numero di un piano di numerazione telefonica nazionale nel quale alcune delle cifre hanno un indicativo geografico per instradare le chiamate verso l’ubicazione fisica del punto terminale di rete;

(34) “numero non geografico”, qualsiasi numero di un piano di numerazione telefonica nazionale che non sia un numero geografico, ad esempio i numeri di telefonia mobile, i numeri di chiamata gratuita e i numeri relativi ai servizi a tariffa maggiorata;

(35) “centro di raccolta delle chiamate di emergenza” (PSAP), un luogo fisico, sotto la responsabilità di un’autorità pubblica o di un organismo privato riconosciuto dallo Stato membro, in cui perviene inizialmente una comunicazione di emergenza;

(35 bis) “servizi di ritrasmissione”, i servizi che consentono alle persone sorde o ipoudenti o con disturbi del linguaggio di comunicare telefonicamente con un’altra persona, tramite un interprete che utilizza testi o linguaggio dei segni, in modo funzionalmente equivalente alla capacità di una persona senza disabilità;

(36) “PSAP più idoneo”, un PSAP stabilito previamente dalle autorità competenti per coprire le comunicazioni di emergenza da un dato luogo o per le comunicazioni di emergenza di un certo tipo;

(36 bis) “comunicazione testuale in tempo reale”, la comunicazione mediante trasmissione del testo, nell’ambito della quale i caratteri sono trasmessi da un terminale man mano che vengono digitati sulla tastiera, di modo che la comunicazione sia percepita dall’utente come non differita;

(37) “comunicazione di emergenza”: comunicazione mediante servizi di comunicazione vocale e pertinenti servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero tra un utente finale e il PSAP con l’obiettivo di richiedere e ricevere aiuto d’urgenza dai servizi di emergenza;

(38) “servizio di emergenza”, un servizio, riconosciuto come tale dallo Stato membro, che fornisce assistenza immediata e rapida in situazioni in cui esiste, in particolare, un rischio immediato per la vita o l’incolumità fisica, la salute o la sicurezza individuale o pubblica, la proprietà privata o pubblica o l’ambiente, in conformità della legislazione nazionale.

(38 bis) “informazioni sulla localizzazione del chiamante”, i dati trattati in una rete mobile pubblica, derivanti dall’infrastruttura di rete e dai dispositivi mobili, che indicano la posizione geografica del terminale mobile di un utente finale e in una rete pubblica fissa i dati sull’indirizzo fisico del punto terminale.

CAPO II

OBIETTIVI

Articolo 3

Obiettivi generali

1. Gli Stati membri provvedono affinché, nello svolgere le funzioni di regolamentazione indicate nella presente direttiva, le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti adottino tutte le ragionevoli misure necessarie e proporzionate per conseguire gli obiettivi di cui al paragrafo 2. Anche gli Stati membri, la Commissione e il BEREC contribuiscono al conseguimento di questi obiettivi.

Le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti contribuiscono nell’ambito delle loro competenze a garantire l’attuazione delle politiche volte a promuovere la libertà di espressione e di informazione, la diversità culturale e linguistica e il pluralismo dei mezzi di comunicazione.

2. L’autorità nazionale di regolamentazione, le altre autorità competenti, nonché il BEREC, la Commissione e gli Stati membri perseguono tutti gli obiettivi generali elencati in appresso, senza che l’ordine in cui sono elencate indichi un ordine di priorità:

a) promuovono l’accesso alle reti ad altissima capacità e il loro utilizzo da parte di tutti i cittadini e le imprese dell’Unione.

b) promuovono la concorrenza nella fornitura delle reti di comunicazione elettronica e delle risorse correlate, compresa un’efficace concorrenza basata sulle infrastrutture, e nella fornitura dei servizi di comunicazione elettronica e dei servizi correlati;

c) contribuiscono allo sviluppo del mercato interno rimuovendo i rimanenti ostacoli e promuovendo condizioni convergenti per gli investimenti in e la fornitura di reti di comunicazione elettronica, risorse e servizi correlati e servizi di comunicazione elettronica in tutta l’Unione, sviluppando norme comuni e approcci normativi prevedibili e favorendo l’uso effettivo, efficiente e coordinato dello spettro, l’innovazione aperta, la creazione e lo sviluppo di reti transeuropee, la prestazione, la disponibilità e l’interoperabilità dei servizi paneuropei e la connettività da punto a punto (end-to-end);

d) promuovono gli interessi dei cittadini dell’Unione ▌garantendo l’ampia disponibilità e diffusione delle reti ad altissima capacità ▌e dei servizi di comunicazione elettronica, garantendo i massimi vantaggi in termini di scelta, prezzo e qualità sulla base di una concorrenza efficace, preservando la sicurezza delle reti e dei servizi, garantendo un livello di protezione degli utenti finali elevato e uniforme tramite la necessaria normativa settoriale, assicurando un accesso e una scelta equivalenti per gli utenti finali con disabilità e rispondendo alle esigenze – ad esempio in termini di prezzi accessibili – di gruppi sociali specifici, in particolare utenti con disabilità, utenti anziani e utenti con esigenze sociali particolari.

2 bis. La Commissione può presentare orientamenti strategici dettagliati per il conseguimento degli obiettivi di cui al paragrafo 2, definire metodi e criteri oggettivi, concreti e quantificabili per la comparazione dell’efficacia delle misure adottate dagli Stati membri ai fini del conseguimento di tali obiettivi e identificare le migliori pratiche. Gli orientamenti strategici forniscono inoltre una valutazione qualitativa e quantitativa annuale dei progressi realizzati da ciascuno Stato membro. Essi non pregiudicano l’indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione e delle altre autorità competenti.

3. Nel perseguire le finalità programmatiche di cui al paragrafo 2 specificate nel presente paragrafo le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti ▌ tra l’altro:

a) promuovono la prevedibilità regolamentare, garantendo un approccio regolatore coerente nell’arco di opportuni periodi di revisione e attraverso la cooperazione reciproca, con il BEREC e con la Commissione;

b) garantiscono che, in circostanze analoghe, non vi siano discriminazioni nel trattamento dei fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica;

c) applicano il diritto dell’UE secondo il principio della neutralità tecnologica, nella misura in cui ciò sia compatibile con il conseguimento degli obiettivi di cui al paragrafo 1;

d) promuovono investimenti efficienti e innovazione in infrastrutture nuove e migliorate, anche garantendo che qualsiasi obbligo di accesso tenga debito conto del rischio sostenuto dalle imprese di investimento e consentendo vari accordi di cooperazione tra gli investitori e le parti che richiedono accesso onde diversificare il rischio di investimento, assicurando nel contempo la salvaguardia della concorrenza nel mercato e del principio di non discriminazione;

e) tengono debito conto della varietà delle condizioni attinenti all’infrastruttura, alla concorrenza e alle circostante dell’utente finale e del consumatore nelle diverse aree geografiche all’interno del territorio di uno Stato membro, ivi compresa l’infrastruttura locale gestita a livello individuale senza scopo di lucro;

f) impongono obblighi regolamentari ex ante unicamente nella misura necessaria a garantire una concorrenza effettiva e sostenibile nell’interesse dell’utente finale e li attenuano o revocano non appena sia soddisfatta tale condizione.

Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione e altre autorità nazionali competenti agiscano in modo imparziale, obiettivo, trasparente, non discriminatorio e proporzionato.

Articolo 4

Pianificazione strategica e coordinamento della politica in materia di spettro radio

1. Gli Stati membri cooperano fra loro e con la Commissione nella pianificazione strategica e nell’armonizzazione dell’uso dello spettro radio nell’Unione. A tal fine essi prendono in considerazione, tra l’altro, gli aspetti economici, inerenti alla sicurezza, alla salute, all’interesse pubblico, alla pubblica sicurezza e alla difesa, alla libertà di espressione, culturali, scientifici, sociali e tecnici delle politiche dell’Unione europea, come pure i vari interessi delle comunità di utenti dello spettro radio, allo scopo di ottimizzarne l’uso e di evitare interferenze dannose.

2. Cooperando tra loro e con la Commissione, gli Stati membri promuovono il coordinamento delle politiche in materia di spettro radio nell’Unione e, ove opportuno, l’instaurazione di condizioni armonizzate per quanto concerne la disponibilità e l’uso efficiente dello spettro radio, che sono necessari per la realizzazione e il funzionamento del mercato interno delle comunicazioni elettroniche.

3. Gli Stati membri cooperano nell’ambito del gruppo “Politica dello spettro radio” ▌tra di loro e con la Commissione, e il gruppo “Politica dello spettro radio” fornisce assistenza e consulenza al Parlamento europeo e al Consiglio, su loro richiesta, per sostenere la pianificazione strategica e il coordinamento delle politiche in materia di spettro radio nell’Unione. Il BEREC è associato su questioni relative a regolamentazione e concorrenza.

4. La Commissione, tenendo nella massima considerazione il parere del gruppo “Politica dello spettro radio”, può presentare proposte legislative al Parlamento europeo e al Consiglio volte a porre in essere programmi strategici pluriennali in materia di spettro radio, nonché a mettere a disposizione lo spettro radio per usi condivisi e senza licenza. Tali programmi definiscono gli orientamenti e gli obiettivi politici per la pianificazione strategica e l’armonizzazione dell’uso dello spettro radio, in conformità con le disposizioni della presente direttiva.

Titolo II: Quadro istituzionale e governance

CAPO I

Autorità nazionali di regolamentazione e altre autorità competenti

Articolo 5

Autorità nazionali di regolamentazione e altre autorità competenti

1. Gli Stati membri provvedono affinché le singole funzioni stabilite dalla presente direttiva vengano esercitate da un’autorità competente.

Nell’ambito di applicazione della presente direttiva, l’autorità nazionale di regolamentazione è responsabile almeno dei seguenti compiti:

–  attuare la regolamentazione ex ante del mercato, compresa l’imposizione di obblighi in materia di accesso e interconnessione;

–  condurre la mappatura geografica di cui all’articolo 22;

–  provvedere alla risoluzione delle controversie tra le imprese ▌;

–  decidere in merito a come plasmare il mercato, alla concorrenza e agli elementi normativi delle procedure nazionali per la concessione, la modifica o il rinnovo dei diritti d’uso per lo spettro radio, secondo la presente direttiva;

–  rilasciare l’autorizzazione generale;

–  garantire la tutela dei consumatori e dei diritti degli utenti finali nel settore delle comunicazioni elettroniche nell’ambito delle competenze attribuitele dalla normativa settoriale e, ove del caso, cooperare con le autorità competenti interessate;

–  monitorare attentamente lo sviluppo dell’Internet delle cose al fine di garantire la concorrenza, la protezione dei consumatori e la sicurezza informatica;

–  determinare i meccanismi per il sistema di finanziamento, valutare l’onere indebito e calcolare il costo netto della fornitura del servizio universale;

–  garantire l’osservanza delle norme relative all’accesso a una rete internet aperta conformemente al regolamento (UE) 2015/2120;

–  concedere risorse di numerazione e gestire piani di numerazione;

–  garantire la portabilità del numero;

–  svolgere qualsiasi altro compito che la presente direttiva riserva alle autorità nazionali di regolamentazione.

Gli Stati membri possono assegnare alle autorità nazionali di regolamentazione altri compiti previsti dalla presente direttiva.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti dello stesso Stato membro o di Stati membri diversi stipulano accordi di cooperazione reciproca al fine di promuovere, ove necessario, la cooperazione in ambito normativo.

3. Gli Stati membri rendono pubbliche, in forma facilmente accessibile, le funzioni esercitate dalle autorità nazionali di regolamentazione e dalle altre autorità competenti, in particolare quando tali funzioni vengano assegnate a più organismi. Gli Stati membri assicurano inoltre, ove opportuno, la consultazione e la cooperazione fra queste autorità e tra queste e le autorità nazionali garanti della concorrenza, nonché le autorità nazionali incaricate di attuare la normativa sui consumatori, nelle materie di interesse comune. Quando tali questioni sono di competenza di più di un’autorità, gli Stati membri assicurano che le rispettive funzioni siano rese pubbliche in forma facilmente accessibile.

4. Gli Stati membri notificano alla Commissione tutte le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti cui sono state attribuite funzioni previste dalla presente direttiva e le loro competenze rispettive, nonché eventuali modifiche delle stesse.

Articolo 6

Indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione e delle altre autorità competenti

1. Gli Stati membri garantiscono l’indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione e delle altre autorità competenti provvedendo affinché esse siano giuridicamente distinte e funzionalmente autonome da tutti gli organismi che forniscono reti, apparecchiature o servizi di comunicazione elettronica. Gli Stati membri che mantengono la proprietà o il controllo dei fornitori di reti e/o servizi di comunicazione elettronica provvedono alla piena ed effettiva separazione strutturale delle funzioni di regolamentazione dalle attività inerenti alla proprietà o al controllo.

2. Gli Stati membri provvedono affinché le rispettive autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti esercitino i loro poteri in modo imparziale, trasparente e tempestivo. Gli Stati membri assicurano che dette autorità dispongano di risorse tecniche, finanziarie e umane adeguate per svolgere i compiti a loro assegnati.

Articolo 7

Nomina e revoca dei membri delle autorità nazionali di regolamentazione

1. Il responsabile di un’autorità nazionale di regolamentazione o, se del caso, i membri dell’organo collegiale che ricoprono tale funzione presso un’autorità nazionale di regolamentazione o i loro sostituti sono nominati per un mandato di almeno quattro anni e scelti tra persone di riconosciuta levatura ed esperienza professionale, sulla base del merito, delle competenze, delle conoscenze e dell’esperienza e a seguito di una procedura di selezione aperta e trasparente. Essi non sono autorizzati a restare in carica per più di due mandati, siano essi consecutivi oppure no. Gli Stati membri assicurano la continuità del processo decisionale prevedendo un adeguato sistema di rotazione per i membri dell’organo collegiale o i massimi dirigenti, ad esempio nominando i primi membri dell’organo collegiale per periodi differenti per evitare che i rispettivi mandati e quelli dei loro successori scadano contemporaneamente.

2. Gli Stati membri garantiscono che il responsabile di un’autorità nazionale di regolamentazione o, se del caso, i membri dell’organo collegiale che ricoprono tale funzione presso un’autorità nazionale di regolamentazione o i loro sostituti possano essere sollevati dall’incarico nel corso del mandato solo se non rispettano più le condizioni di cui al presente articolo.

3. La decisione di allontanare il responsabile dell’autorità nazionale di regolamentazione in questione o, se del caso, i membri dell’organo collegiale che ricoprono tale funzione, è resa pubblica al momento dell’esonero. Il responsabile dell’autorità nazionale di regolamentazione o, se del caso, i membri dell’organo collegiale che ricoprono tale funzione, sollevati dall’incarico, ricevono una motivazione e hanno il diritto di chiederne la pubblicazione, qualora questa non sia altrimenti prevista; nel qual caso, la motivazione è pubblicata. Gli Stati membri garantiscono che detta decisione sia soggetta a sindacato giurisdizionale sugli elementi di fatto e di diritto.

Articolo 8

Indipendenza politica e rendicontabilità delle autorità nazionali di regolamentazione

1. Fatto salvo il disposto dell’articolo 10, le autorità nazionali di regolamentazione operano in indipendenza e in modo obiettivo, agiscono in maniera trasparente e responsabile in conformità al diritto nazionale e dell’Unione, sono dotate di poteri sufficienti e non sollecitano né accettano istruzioni da alcun altro organismo nell’esercizio dei compiti loro affidati ai sensi della normativa nazionale che recepisce quella dell’Unione. Ciò non osta alla supervisione a norma del diritto costituzionale nazionale. Solo gli organi di ricorso istituiti a norma dell’articolo 31 hanno la facoltà di sospendere o confutare le decisioni prese dalle autorità nazionali di regolamentazione.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione riferiscono annualmente, tra l’altro, sullo stato del mercato delle comunicazioni elettroniche, sulle decisioni adottate, sulle loro risorse umane e finanziarie e sull’attribuzione delle stesse, nonché sui piani futuri. Le loro relazioni sono rese pubbliche.

Articolo 9

Capacità normativa delle autorità nazionali di regolamentazione

1. Gli Stati membri assicurano che le autorità nazionali di regolamentazione dispongano di bilanci annuali separati nonché dell’autonomia di esecuzione della dotazione finanziaria assegnata. I bilanci sono pubblicati.

2. Fatto salvo l’obbligo di garantire che le autorità nazionali di regolamentazione dispongano di risorse finanziarie e umane adeguate per svolgere i compiti loro affidati, l’autonomia finanziaria non osta alla supervisione o al controllo a norma del diritto costituzionale nazionale. Il controllo sul bilancio delle autorità nazionali di regolamentazione è esercitato in modo trasparente ed è reso pubblico.

3. Gli Stati membri assicurano inoltre che le autorità nazionali di regolamentazione dispongano di risorse finanziarie e umane sufficienti affinché possano partecipare e contribuire attivamente all’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC)(37).

Articolo 10

Partecipazione delle autorità nazionali di regolamentazione al BEREC

1. Gli Stati membri provvedono a che gli obiettivi del BEREC relativamente alla promozione di un coordinamento e di una coerenza normativi maggiori siano attivamente sostenuti dalle rispettive autorità nazionali di regolamentazione.

2. Gli Stati membri provvedono a che le autorità nazionali di regolamentazione tengano nella massima considerazione i pareri, le posizioni comuni o le decisioni adottati dal BEREC allorché adottano le loro decisioni concernenti i rispettivi mercati nazionali.

2 bis. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione applichino il regolamento (UE) 2015/2120 e gli orientamenti del BEREC adottati conformemente all’articolo 5, paragrafo 3, del suddetto regolamento e, nel quadro della sua attuazione, si coordinino all’interno del BEREC con altre autorità nazionali di regolamentazione.

Articolo 11

Cooperazione con le autorità nazionali

1. Le autorità nazionali di regolamentazione, le altre autorità competenti ai sensi della presente direttiva e le autorità nazionali garanti della concorrenza si forniscono reciprocamente le informazioni necessarie per l’applicazione delle disposizioni della presente direttiva. Per quanto riguarda le informazioni scambiate, si applicano le norme dell’Unione in materia di protezione dei dati e l’autorità che le riceve è tenuta a rispettare lo stesso livello di riservatezza cui è vincolata l’autorità che le trasmette.

CAPO II

Autorizzazione generale

Sezione 1 Parte generale

Articolo 12

Autorizzazione generale per le reti e i servizi di comunicazione elettronica

1. Gli Stati membri garantiscono la libertà di fornire reti e servizi di comunicazione elettronica, fatte salve le condizioni stabilite nella presente direttiva. A tal fine, gli Stati membri non impediscono alle imprese di fornire reti o servizi di comunicazione elettronica, salvo quando ciò si renda necessario per i motivi di cui all’articolo 52, paragrafo 1 del trattato. L’eventuale limitazione della libertà di fornire reti e servizi di comunicazione elettronica è debitamente motivata, è conforme alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea ed è comunicata alla Commissione.

2. La fornitura di reti di comunicazione elettronica o di servizi di comunicazione elettronica ▌può, fatti salvi gli obblighi specifici di cui all’articolo 13, paragrafo 2, o i diritti di uso di cui agli articoli 46 e 88, essere assoggettata soltanto ad un’autorizzazione generale. L’impresa non può essere soggetta ad autorizzazione preventiva o a qualsiasi altro atto amministrativo.

2 bis. Quando un’impresa che fornisce servizi di comunicazione elettronica in più di uno Stato membro ha lo stabilimento principale nell’Unione, essa è soggetta all’autorizzazione generale di detto Stato membro e ha il diritto di prestare servizi di comunicazione elettronica in tutti gli Stati membri.

Ai fini della presente direttiva, lo stabilimento principale corrisponde al luogo in cui l’impresa soddisfa tutti i seguenti criteri:

a) svolge le sue attività sostanziali diverse da quelle puramente amministrative, quali sviluppo commerciale, contabilità e ufficio del personale;

b) adotta le sue decisioni commerciali strategiche per la fornitura di servizi di comunicazione elettronica nell’Unione; e

  c) produce una parte significativa del suo fatturato.

2 ter. L’autorità competente dello Stato membro dello stabilimento principale, anche su richiesta delle autorità competenti di un altro Stato membro, adotta le misure necessarie per monitorare e controllare il rispetto delle condizioni dell’autorizzazione generale e fornire informazioni ai sensi dell’articolo 21. Se necessario, il BEREC facilita e coordina tale scambio di informazioni.

In caso di dimostrata violazione della pertinente normativa in uno Stato membro diverso da quello dello stabilimento principale, le autorità competenti dello Stato membro dello stabilimento principale decidono le opportune misure conformemente all’articolo 30.

In caso di disaccordo con le misure adottate dalle autorità dello Stato membro di stabilimento principale o in caso di opinioni contrastanti per quanto riguarda il principale luogo di stabilimento, il BEREC può agire in qualità di mediatore e, ove necessario in presenza di una controversia non risolta, emettere una decisione, deliberando a maggioranza dei due terzi dei membri del comitato dei regolatori.

3. Qualora ritenga che l’obbligo di notifica sia giustificato, lo Stato membro può solo imporre alle imprese l’obbligo di notifica al BEREC, ma non l’obbligo di ottenere una decisione esplicita o qualunque altro atto amministrativo da parte dell’autorità nazionale di regolamentazione o di qualsiasi altra autorità prima di esercitare i diritti che derivano dall’autorizzazione. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione e agli altri Stati membri una notifica motivata entro 12 mesi dalla [data di recepimento] se ritengono che l’obbligo di notifica sia giustificato. La Commissione esamina la notifica e, se del caso, adotta una decisione, entro tre mesi dalla data di notifica, nella quale chiede allo Stato membro in questione di revocare l’obbligo di notifica.

Gli Stati membri che richiedono la notifica autorizzano, ma non obbligano, i fornitori di servizi di comunicazione elettronica offerti in meno di [tre] Stati membri e con un fatturato aggregato a livello di Unione inferiore a [100] milioni di EUR a presentare una notifica.

Dopo la notifica al BEREC, se necessario, l’impresa può iniziare la propria attività, se del caso, nel rispetto delle disposizioni sui diritti d’uso stabilite a norma della presente direttiva. Se una notifica non identifica uno o più Stati membri interessati, si ritiene che riguardi tutti gli Stati membri. Il BEREC inoltra ciascuna notifica, per via elettronica e senza indugio, all’autorità nazionale di regolamentazione in tutti gli Stati membri interessati dalla fornitura di reti di comunicazione elettronica o di servizi di comunicazione elettronica.

Le informazioni di cui al presente paragrafo sulle notifiche già inviate all’autorità nazionale di regolamentazione alla data di recepimento della presente direttiva sono fornite al BEREC entro il [data di recepimento].

4. La notifica di cui al paragrafo 3 deve limitarsi alla dichiarazione, resa al BEREC da una persona fisica o giuridica, dell’intenzione di iniziare la fornitura di servizi o di reti di comunicazione elettronica, nonché alla presentazione delle informazioni strettamente necessarie per consentire al BEREC e all’autorità in questione di tenere un registro o elenco dei fornitori di servizi e di reti di comunicazione elettronica. Tali informazioni devono limitarsi a quanto segue:

(1)  il nome del fornitore;

(2)  lo status giuridico, la forma giuridica e il numero di registrazione del fornitore, qualora il fornitore sia registrato nel registro pubblico delle imprese o in un altro registro pubblico analogo nell’UE;

(3)  l’indirizzo geografico della sede principale del fornitore ▌e, se del caso, di qualsiasi sede secondaria in uno Stato membro;(38)

(3 bis)  il sito web del fornitore, ove esista, associato alla fornitura di reti e/o servizi di comunicazione elettronica;

(4)  una persona di contatto e suoi recapiti completi;

(5)  una breve descrizione delle reti o dei servizi che si intende fornire;

(6)  gli Stati membri interessati;

(7)  la data presunta di inizio dell’attività.

Gli Stati membri non possono imporre obblighi di notifica aggiuntivi o distinti.

Articolo 13

Condizioni apposte all’autorizzazione generale, ai diritti d’uso dello spettro radio e dei numeri e obblighi specifici

-1. Salvo disposizione contraria nella presente direttiva, i fornitori di servizi di comunicazione elettronica che hanno lo stabilimento principale in uno Stato membro e che operano in più di uno Stato membro sono soggetti alle sole condizioni associate all’autorizzazione generale applicabile nello Stato membro di stabilimento principale. L’autorità nazionale di regolamentazione di detto Stato membro è responsabile per l’esercizio dei poteri di esecuzione relativi alle condizioni associate all’autorizzazione generale fatti salvi gli altri obblighi non contemplati dalla presente direttiva e l’obbligo per il fornitore di conformarsi alle legislazioni degli Stati membri in cui presta servizi di comunicazione elettronica.

1. L’autorizzazione generale per la fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica, i diritti d’uso dello spettro radio e i diritti d’uso dei numeri possono essere assoggettati esclusivamente alle condizioni elencate nell’allegato I. Tali condizioni sono non discriminatorie, adattate alle specificità della rete o del servizio, proporzionate e trasparenti e, nel caso dei diritto d’uso dello spettro radio sono conformi agli articoli 45 e 51. Nel caso dei diritti d’uso dei numeri, esse sono conformi all’articolo 88.

2. Gli obblighi specifici prescritti ai fornitori di servizi e di reti di comunicazione elettronica ai sensi degli articoli 36, dell’articolo 46, paragrafo 1, dell’articolo 48, paragrafo 2, e dell’articolo 59, paragrafo 1, o a quelli designati per la fornitura del servizio universale ai sensi della presente direttiva sono separati, sotto il profilo giuridico, dai diritti e dagli obblighi previsti dall’autorizzazione generale. Per garantire la trasparenza nei confronti delle imprese, nell’autorizzazione generale è fatta menzione dei criteri e delle procedure in base ai quali tali obblighi specifici sono prescritti alle singole imprese.

3. L’autorizzazione generale contiene solo le condizioni specifiche del settore e indicate nelle parti A, B e C dell’allegato I e non riproduce le condizioni che sono imposte alle imprese in virtù di altre normative nazionali.

4. Nel concedere i diritti d’uso delle frequenze radio o dei numeri gli Stati membri non riproducono le condizioni dell’autorizzazione generale.

Articolo 14

Dichiarazioni intese ad agevolare l’esercizio dei diritti di installare strutture e dei diritti di interconnessione

▌Il BEREC rilascia nel termine di una settimana dichiarazioni standardizzate che confermano, ove applicabile, che l’impresa ha presentato una notifica ai sensi dell’articolo 12, paragrafo 3, e che definiscono le condizioni alle quali qualsiasi impresa che fornisce reti o servizi di comunicazione elettronica in forza dell’autorizzazione generale è legittimata a richiedere i diritti di installare strutture, a negoziare l’interconnessione, e/o ad ottenere l’accesso e l’interconnessione allo scopo di agevolare l’esercizio di tali diritti, ad esempio nei confronti di altre autorità o di altre imprese. Tali dichiarazioni sono rilasciate automaticamente su ricevimento di una notifica ai sensi dell’articolo 12, paragrafo 3.

Sezione 2 Diritti e obblighi derivanti dall’autorizzazione generale

Articolo 15

Elenco minimo dei diritti derivanti dall’autorizzazione generale

1. Le imprese autorizzate ai sensi dell’articolo 12 hanno il diritto di:

(a) fornire reti e servizi di comunicazione elettronica;

(b) far sì che si esamini la loro domanda per la concessione dei necessari diritti di installare strutture in conformità dell’articolo 43 della presente direttiva;

(c) utilizzare lo spettro radio in relazione ai servizi e alle reti di comunicazione elettronica fatti salvi gli articoli 13, 46 e 54;

(d) far sì che si esamini la loro domanda per la concessione dei necessari diritti d’uso dei numeri conformemente all’articolo 88.

2. Allorché tali imprese forniscono al pubblico reti o servizi di comunicazione elettronica, l’autorizzazione generale dà loro inoltre il diritto di:

(a) negoziare le interconnessioni con altri prestatori di reti e di servizi pubblici di comunicazione contemplati da un’autorizzazione generale, e ove applicabile ottenere l’acceso o l’interconnessione alle reti in qualunque luogo dell’Unione alle condizioni della presente direttiva e conformemente alla stessa;

(b) poter essere designate quali fornitori di vari elementi di servizio universale in tutto il territorio nazionale o in una parte di esso, conformemente agli articoli 81 o 82.

Articolo 16

Diritti amministrativi

1. I diritti amministrativi imposti ai fornitori di servizi o reti ai sensi dell’autorizzazione generale o che hanno ricevuto una concessione dei diritti d’uso:

  a) coprono complessivamente i soli costi amministrativi che saranno sostenuti per la gestione, il controllo e l’applicazione del regime di autorizzazione generale, dei diritti d’uso e degli obblighi specifici di cui all’articolo 13, paragrafo 2, che possono comprendere i costi di cooperazione internazionale, di armonizzazione e di standardizzazione, di analisi di mercato, di sorveglianza del rispetto delle disposizioni e di altri controlli di mercato, nonché di preparazione e di applicazione del diritto derivato e delle decisioni amministrative, quali decisioni in materia di accesso e interconnessione; e

  b) sono imposti alle singole imprese in modo proporzionato, obiettivo e trasparente che minimizzi i costi amministrativi aggiuntivi e gli oneri accessori. Gli Stati membri hanno la facoltà di non applicare i diritti amministrativi alle imprese il cui fatturato è inferiore a una determinata soglia o le cui attività non raggiungono una quota minima di mercato o hanno una portata territoriale molto limitata. Gli Stati membri non possono applicare ai fornitori di servizi di comunicazione elettronica presenti in meno di [tre] Stati membri e con un fatturato aggregato a livello di Unione inferiore a [100] milioni di EUR oneri amministrativi superiori a un importo forfettario massimo di [10] EUR.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione o le altre autorità competenti che impongono il pagamento di diritti amministrativi sono tenute a pubblicare un rendiconto annuo dei propri costi amministrativi e dell’importo complessivo dei diritti riscossi. Alla luce delle differenze tra l’importo totale dei diritti e i costi amministrativi, vengono apportate opportune rettifiche.

Articolo 17

Separazione contabile e rendiconti finanziari

1. Gli Stati membri prescrivono ai fornitori di reti pubbliche di comunicazione o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, e che godono di diritti speciali od esclusivi per la fornitura di servizi in altri settori nello stesso Stato membro o in un altro Stato membro:

  a) di tenere una contabilità separata per le attività attinenti alla fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica nella misura che sarebbe richiesta se dette attività fossero svolte da società aventi personalità giuridica distinta, in modo da individuare tutti i fattori di costo e ricavo, congiuntamente alla base del loro calcolo e ai metodi dettagliati di imputazione utilizzati, relativi alle loro attività attinenti alla fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica, compresa una ripartizione suddivisa per voci delle immobilizzazioni e dei costi strutturali, oppure

  b) di provvedere ad una separazione strutturale per le attività attinenti la fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica.

Ciascuno Stato membro ha facoltà di non applicare le prescrizioni di cui al primo comma alle imprese il cui fatturato annuo nelle attività attinenti alla fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica in detto Stato membro sia inferiore a 50 milioni di euro.

2. Se i fornitori di reti pubbliche di comunicazione o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico non sono soggette ai requisiti del diritto delle società e non soddisfano i criteri relativi alle piccole e medie imprese previsti nelle norme contabili del diritto dell’Unione, i loro rendiconti finanziari sono elaborati e presentati ad una revisione contabile indipendente e successivamente pubblicati. La revisione è effettuata in conformità delle pertinenti norme dell’Unione e nazionali.

Questo obbligo si applica anche alla separazione contabile di cui al paragrafo 1, lettera a).

Sezione 3 Modifica e revoca

Articolo 18

Modifica dei diritti e degli obblighi

1. Gli Stati membri fanno sì che i diritti, le condizioni, e le procedure relativi alle autorizzazioni generali e ai diritti d’uso dello spettro radio o dei numeri o di installare strutture possano essere modificati solo in casi obiettivamente giustificati e in misura proporzionata, tenendo conto, se del caso, delle condizioni specifiche applicabili ai diritti trasferibili d’uso dello spettro radio e dei numeri.

2. Salvo i casi in cui le modifiche proposte sono minime e sono state convenute con il titolare dei diritti o dell’autorizzazione generale, e fatto salvo l’articolo 35, l’intenzione di procedere a simili modifiche è comunicata nel modo appropriato ai soggetti interessati, ivi compresi gli utenti e i consumatori; è concesso un periodo di tempo sufficiente affinché possano esprimere la propria posizione al riguardo; tale periodo, tranne in casi eccezionali, non può essere inferiore a quattro settimane.

Tale periodo, tranne in casi eccezionali, non può essere inferiore a quattro settimane. Le modifiche sono pubblicate precisandone i motivi.

Articolo 19

Limitazione o revoca dei diritti

1. Gli Stati membri non limitano, né revocano i diritti d’uso dello spettro radio o dei numeri o i diritti di installare strutture prima della scadenza del periodo per il quale sono stati concessi, salvo in casi motivati a norma del paragrafo 2 ed eventualmente a norma dell’allegato I e delle pertinenti disposizioni nazionali relative alla compensazione per la revoca dei diritti.

2. In linea con la necessità di garantire un uso effettivo ed efficiente dello spettro radio o l’attuazione delle condizioni armonizzate adottate a norma della decisione n. 676/2002/CE, gli Stati membri possono consentire la restrizione o la revoca dei diritti concessi dopo … [la data di cui all’articolo 115] dall’autorità nazionale competente, sulla base di procedure dettagliate previamente disposte, e con condizioni d’uso e soglie chiaramente definite al momento della concessione o del rinnovo, nel rispetto dei principi di proporzionalità e non discriminazione.

3. Una modifica nell’uso dello spettro radio conseguente all’applicazione dell’articolo 45, paragrafo 4 o 5, non giustifica di per sé la revoca di un diritto di uso dello spettro radio.

4. L’intenzione di limitare o revocare le autorizzazioni o i diritti d’uso individuali dello spettro radio o dei numeri senza il consenso del titolare dei diritti è oggetto di una consultazione pubblica in conformità dell’articolo 23.

CAPO III

Comunicazione di informazioni, indagini e meccanismo di consultazione

Articolo 20

Richiesta di informazioni alle imprese

1. Gli Stati membri provvedono affinché i fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica, risorse correlate o servizi correlati forniscano tutte le informazioni, anche di carattere finanziario, necessarie alle autorità nazionali di regolamentazione, alle altre autorità competenti e al BEREC onde assicurare la conformità con le disposizioni della presente direttiva o con le decisioni adottate ai sensi della presente direttiva. In particolare, le autorità nazionali di regolamentazione hanno la facoltà di chiedere che tali imprese comunichino informazioni circa gli sviluppi previsti a livello di reti o di servizi che potrebbero avere ripercussioni sui servizi all’ingrosso da esse resi disponibili ai concorrenti. Esse possono inoltre chiedere informazioni sulle reti di comunicazione elettronica e sulle risorse correlate che siano disaggregate a livello locale e sufficientemente dettagliate da consentire loro di realizzare la mappatura geografica e di designare le aree di esclusione digitale di cui all’articolo 22. ▌

Le imprese che dispongono di un significativo potere sui mercati all’ingrosso possono essere inoltre tenute a presentare dati contabili sui mercati al dettaglio collegati a tali mercati all’ingrosso.

Le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti possono chiedere agli sportelli unici istituiti a norma della direttiva 2014/61/UE informazioni sulle misure per ridurre il costo delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocità.

Su richiesta, le imprese forniscono sollecitamente tali informazioni, osservando i tempi ed il livello di dettaglio richiesti. Le informazioni richieste sono proporzionate rispetto all’assolvimento di tale compito. L’autorità competente motiva adeguatamente la richiesta di informazioni e tratta le informazioni conformemente al paragrafo 3.

2. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti forniscano alla Commissione, su richiesta motivata, le informazioni che le sono necessarie per assolvere i compiti che il trattato le conferisce. Le informazioni richieste dalla Commissione sono proporzionate rispetto all’assolvimento di tali compiti. Se tali informazioni sono state precedentemente fornite dalle imprese su richiesta dell’autorità, tali imprese ne sono informate. Se necessario, e salvo richiesta contraria, espressa e motivata, dell’autorità che fornisce le informazioni, la Commissione mette le informazioni a disposizione di un’altra autorità analoga di un altro Stato membro.

Fatti salvi i requisiti di cui al paragrafo 3, gli Stati membri assicurano che, su richiesta motivata, le informazioni fornite ad un’autorità possano essere messe a disposizione di un’altra analoga autorità dello stesso Stato membro o di uno Stato membro diverso e del BEREC, ove ciò sia necessario per consentire a tali autorità o al BEREC di assolvere alle responsabilità che loro incombono in base al diritto dell’Unione.

3. Qualora le informazioni siano considerate riservate da un’autorità nazionale di regolamentazione o da un’altra autorità competente, in conformità con la normativa dell’Unione e nazionale sulla riservatezza degli affari, la sicurezza nazionale o la protezione dei dati personali, la Commissione, il BEREC e le autorità interessate ne garantiscono la riservatezza. In virtù del principio di leale cooperazione, le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti non si rifiutano di fornire le informazioni richieste alla Commissione, al BEREC o a un’altra autorità per ragioni di riservatezza o a causa della necessità di consultare le parti che le hanno fornite. Quando la Commissione, il BEREC o un’autorità competente si impegnano a rispettare la riservatezza delle informazioni identificate come riservate dall’autorità che le detiene, quest’ultima condivide, su richiesta, le informazioni per lo scopo specifico indicato senza dover consultare ulteriormente le parti che le hanno fornite.

4. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti pubblichino le suddette informazioni nella misura in cui contribuiscano a creare un mercato libero e concorrenziale, nell’osservanza delle norme nazionali che disciplinano l’accesso del pubblico all’informazione e nel rispetto della normativa dell’Unione e nazionale in materia di riservatezza degli affari e protezione dei dati personali.

5. Le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti pubblicano le disposizioni relative all’accesso del pubblico alle informazioni di cui al paragrafo 4, comprese le procedure dettagliate per ottenere tale accesso.

Articolo 21

Informazioni richieste ai fini dell’autorizzazione generale, dei diritti d’uso e degli obblighi specifici

1. Fatti salvi eventuali informazioni richieste a norma dell’articolo 20 e gli obblighi di informazione e segnalazione periodica stabiliti da altre normative nazionali, le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti non impongono alle imprese di fornire, ai fini dell’autorizzazione generale, dei diritti d’uso o degli obblighi specifici di cui all’articolo 13, paragrafo 2, alcuna informazione salvo quelle proporzionate e oggettivamente giustificate in particolare:

  a) per verificare, sistematicamente o caso per caso, l’osservanza della condizione 1 della parte A, delle condizioni 2 e 6 della parte D e delle condizioni 2 e 7 della parte E dell’allegato I e l’osservanza degli obblighi specificati all’articolo 13, paragrafo 2;

  b) per verificare caso per caso l’osservanza delle condizioni specificate nell’allegato I a seguito di denuncia o quando l’autorità competente abbia comunque motivo di ritenere che una data condizione non sia stata rispettata, o in caso di un’indagine dell’autorità competente di sua iniziativa;

  c) per predisporre procedure e valutare le richieste di concessione dei diritti d’uso;

  d) per pubblicare prospetti comparativi sulla qualità e sui prezzi dei servizi a vantaggio dei consumatori;

  e) per fini ▌specifici relativi a statistiche, relazioni o studi;

  f) per effettuare un’analisi del mercato ai sensi della presente direttiva, compresi i dati sui mercati a valle o al dettaglio associati o connessi a quelli soggetti alle analisi di mercato;

  g) per salvaguardare l’uso efficiente e garantire la gestione efficace dello spettro radio e delle risorse di numerazione;

  h) per valutare sviluppi futuri a livello di reti e servizi che potrebbero avere ripercussioni sui servizi all’ingrosso resi disponibili ai concorrenti, sulla copertura territoriale, sulla connettività disponibile per gli utenti finali o sulla designazione di aree di esclusione digitale;

h bis) per condurre studi di tipo geografico;

h ter) rispondere alle richieste motivate di informazioni da parte del BEREC.

Nessuna delle informazioni di cui alle lettere a), b), d), e), f), g) e h) del primo comma può essere richiesta prima dell’accesso al mercato né come condizione necessaria per l’accesso al mercato.

Il BEREC, entro il [data], sviluppa formati standardizzati per le richieste di informazioni.

2. Per quanto riguarda i diritti d’uso dello spettro radio, dette informazioni si riferiscono in particolare all’uso effettivo ed efficiente dello spettro radio e al rispetto degli obblighi in materia di copertura e qualità del servizio connessi ai diritti d’uso dello spettro radio e alla loro verifica.

3. Quando richiedono informazioni alle imprese ai sensi del paragrafo 1, le autorità nazionali di regolamentazione o le altre autorità competenti sono tenute ad informarle circa l’uso che intendono farne.

4. Le autorità nazionali di regolamentazione o le altre autorità competenti non possono ripetere le richieste di informazioni già presentate dal BEREC a norma dell’articolo 30 del regolamento [xxxx/xxxx/CE (regolamento BEREC)](39).

4 bis. Fatti salvi gli obblighi di informazione e segnalazione per i diritti d’uso e gli obblighi specifici, qualora un’impresa fornisca servizi di comunicazione elettronica in più di uno Stato membro e abbia lo stabilimento principale nell’Unione, solo l’autorità nazionale di regolamentazione dello Stato membro dello stabilimento principale può chiedere le informazioni di cui al paragrafo 1. Le autorità nazionali di regolamentazione di altri Stati membri interessati possono chiedere informazioni all’autorità nazionale di regolamentazione responsabile o al BEREC. Il BEREC facilita il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali di regolamentazione interessate, attraverso lo scambio di informazioni previsto ai sensi dell’articolo 30 del regolamento [xxxx/xxxx/CE (regolamento BEREC)].

Articolo 22

Mappatura geografica delle installazioni di rete

1. Entro tre anni dal [termine per il recepimento della direttiva] le autorità nazionali di regolamentazione realizzano una mappatura geografica della portata delle reti di comunicazione elettronica in grado di fornire come minimo banda larga (“reti a banda larga”) e provvedono ad aggiornare i dati ogni tre anni.

Detta mappatura geografica consta di una mappatura della portata geografica corrente di tali reti ▌nel territorio, secondo quanto necessario per lo svolgimento dei compiti di cui alla presente direttiva e per le indagini richieste per l’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato.

Le informazioni raccolte nell’indagine presentano un livello di dettaglio locale appropriato e comprendono informazioni sufficienti sulla qualità del servizio e dei parametri.

5. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità locali, regionali e nazionali competenti per l’assegnazione dei fondi pubblici per l’installazione di reti di comunicazione elettronica, per l’elaborazione di piani nazionali per la banda larga, per la definizione degli obblighi di copertura connessi ai diritti d’uso dello spettro radio e per la verifica della disponibilità di servizi rientranti nell’obbligo di servizio universale nel loro territorio tengano conto dei risultati dell’indagine effettuata conformemente al paragrafo 1, e provvedono inoltre affinché le autorità nazionali di regolamentazione forniscano tali risultati all’autorità ricevente, a condizione che questa assicuri lo stesso livello di riservatezza e di protezione dei segreti aziendali garantito dall’autorità da cui provengono le informazioni, e informino le parti che hanno fornito le informazioni. Tali risultati sono resi disponibili anche al BEREC e alla Commissione, su loro richiesta e alle stesse condizioni.

6. Se le informazioni pertinenti non sono disponibili sul mercato, le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché i dati scaturiti dalle indagini geografiche e non soggetti alla riservatezza siano direttamente accessibili online in un formato aperto e leggibile meccanicamente per consentirne il riutilizzo. Qualora tali strumenti non siano disponibili sul mercato, esse mettono a disposizione ▌strumenti di informazione che consentano agli utenti finali di determinare la disponibilità di connettività nelle diverse aree, con un livello di dettaglio utile a giustificare la loro scelta di operatore o fornitore del servizio, fatti salvi gli obblighi dell’autorità nazionale di regolamentazione per quanto riguarda la protezione delle informazioni riservate e dei segreti aziendali.

7. Al fine di contribuire all’applicazione uniforme della mappatura geografica e delle previsioni, il BEREC, consultate le parti interessate e in stretta collaborazione con la Commissione, formula entro il [data] orientamenti per assistere le autorità nazionali di regolamentazione nell’assolvimento uniforme degli obblighi loro imposti dal presente articolo.

Articolo 22 bis

Previsioni geografiche

1. Nell’effettuare una mappatura geografica conformemente all’articolo 22, le autorità nazionali di regolamentazione possono includere una previsione triennale della portata delle reti ad altissima capacità nel loro territorio.

Tale previsione può anche comprendere informazioni sulle installazioni pianificate dalle imprese o dalle autorità pubbliche, in particolare per includere reti ad altissima capacità e importanti aggiornamenti o estensioni delle reti a banda larga preesistenti che garantiscano prestazioni almeno equivalenti a quelle delle reti di accesso di prossima generazione.

Le informazioni raccolte presentano un livello di dettaglio locale appropriato e comprendono informazioni sufficienti sulla qualità del servizio e dei parametri.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione possono designare un'”area di esclusione digitale” corrispondente a un’area con confini territoriali netti in cui, sulla base delle informazioni raccolte a norma del paragrafo 1, è accertato che, per la durata del periodo di riferimento delle previsioni, nessuna impresa o autorità pubblica ha installato o intende installare una rete ad altissima capacità o ha realizzato o intende realizzare sulla sua rete importanti aggiornamenti o estensioni che garantiscano prestazioni pari a una velocità di download di almeno 100 Mbps. Le autorità nazionali di regolamentazione rendono note le aree di esclusione digitale designate.

3. Nell’ambito dell’area di esclusione digitale designata le autorità nazionali di regolamentazione possono rivolgere a tutte le imprese un invito a dichiarare l’intenzione di installare reti ad altissima capacità per la durata del periodo di riferimento delle previsioni. L’autorità nazionale di regolamentazione specifica le informazioni da includere in tali comunicazioni, al fine di garantire almeno un livello di dettaglio analogo a quello preso in considerazione nella previsione. Essa inoltre fa sapere alle imprese che manifestano interesse se l’area di esclusione digitale designata è coperta o sarà presumibilmente coperta da una rete NGA con velocità di download inferiore a 100 Mbps sulla base delle informazioni raccolte.

4. Quando adottano misure a norma del paragrafo 3, le autorità nazionali di regolamentazione applicano una procedura efficace, obiettiva, trasparente e non discriminatoria in cui nessuna impresa è esclusa a priori.

Articolo 23

Meccanismo di consultazione e di trasparenza

Fatti salvi i casi che rientrano nel campo di applicazione dell’articolo 32, paragrafo 9, e degli articoli 26 o 27, gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione o le altre autorità competenti, quando intendono adottare misure in applicazione della presente direttiva, o quando intendono imporre limitazioni conformemente all’articolo 45, paragrafi 4 e 5, che abbiano un impatto rilevante sul relativo mercato, diano alle parti interessate la possibilità di presentare le proprie osservazioni sul progetto di misura entro un termine ragionevole tenendo conto della complessità della questione, e in ogni caso non inferiore a 30 giorni salvo circostanze eccezionali.

Le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti rendono pubbliche le procedure che applicano ai fini della consultazione.

Gli Stati membri garantiscono la creazione di un unico punto d’informazione attraverso il quale si possa accedere a tutte le consultazioni in corso.

Il risultato della procedura di consultazione deve essere reso pubblicamente disponibile, salvo nel caso di un’informazione riservata, nel rispetto della legislazione dell’Unione e nazionale sulla riservatezza in campo commerciale.

Articolo 24

Consultazione dei soggetti interessati

1. Gli Stati membri provvedono, se del caso, affinché le autorità nazionali di regolamentazione tengano conto del parere degli utenti finali, dei consumatori (inclusi, in particolare, i consumatori con disabilità), dei fabbricanti e delle imprese che forniscono reti e/o servizi di comunicazione elettronica nelle questioni attinenti ai diritti degli utenti finali e dei consumatori, compresi un accesso e una scelta equivalenti per gli utenti finali con disabilità, in materia di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, in particolare quando hanno un impatto significativo sul mercato.

In particolare, gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione istituiscano un meccanismo di consultazione, accessibile alle persone con disabilità, che garantisca che nell’ambito delle loro decisioni sulle questioni attinenti a tutti i diritti degli utenti finali e dei consumatori in materia di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico si tenga adeguatamente conto degli interessi dei consumatori nelle comunicazioni elettroniche.

2. Se del caso, le parti interessate possono mettere a punto, sotto la direzione delle autorità nazionali di regolamentazione, meccanismi che associno consumatori, gruppi di utenti e fornitori di servizi per migliorare la qualità generale delle prestazioni, fra l’altro elaborando codici di condotta, nonché norme di funzionamento e controllandone l’applicazione.

3. Fatte salve le disposizioni nazionali conformi al diritto dell’Unione finalizzate alla promozione degli obiettivi della politica culturale e dei media, quali ad esempio la diversità culturale e linguistica e il pluralismo dei media, le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti possono promuovere la cooperazione fra i fornitori di reti e/o servizi di comunicazione elettronica e i settori interessati alla promozione di contenuti legittimi su tali reti e servizi. Tale cooperazione può includere il coordinamento delle informazioni di pubblico interesse da fornire a norma dell’articolo 96, paragrafo 3, e dell’articolo 95, paragrafo 1.

Articolo 25

Risoluzione extragiudiziale delle controversie

1. Gli Stati membri provvedono affinché i consumatori, comprese le persone con disabilità, abbiano accesso a procedure extragiudiziali trasparenti, non discriminatorie, semplici, rapide, eque e poco costose per le loro controversie irrisolte con i fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, derivanti dalla presente direttiva e relative alle condizioni contrattuali e/o all’esecuzione dei contratti riguardanti la fornitura di tali reti e/o servizi. I fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico non respingono la richiesta di un consumatore di risolvere una controversia mediante un sistema di risoluzione extragiudiziale delle controversie, sulla base di procedure e orientamenti chiari ed efficaci. Tali procedure soddisfano i requisiti di qualità di cui al capo II della direttiva 2013/11/UE. Gli Stati membri possono dare accesso a tali procedure ad altri utenti finali, in particolare le microimprese e le piccole imprese.

2. Gli Stati membri provvedono affinché le rispettive legislazioni nazionali non ostacolino la creazione, a un adeguato livello territoriale, di uffici e servizi on line per l’accettazione di reclami, incaricati di facilitare l’accesso dei consumatori e di altri utenti finali alle strutture di composizione delle controversie. Nel caso in cui l’autorità nazionale di regolamentazione sia stata inserita nell’elenco in conformità dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 2013/11/UE, le disposizioni del regolamento (UE) n. 524/2013 si applicano alle controversie di cui al paragrafo 1 del presente articolo derivanti dai contratti online.

3. Fatte salve le disposizioni della direttiva 2013/11/UE, se in tali controversie sono coinvolti soggetti di Stati membri diversi, gli Stati membri coordinano i loro sforzi per pervenire ad una risoluzione della controversia.

4. Il presente articolo non pregiudica le procedure giudiziarie nazionali.

Articolo 26

Risoluzione delle controversie tra imprese

1. Qualora insorga una controversia in merito agli obblighi esistenti derivanti dalla presente direttiva, tra fornitori di reti o servizi di comunicazione elettronica in uno Stato membro, o tra tali imprese e altre imprese nello Stato membro che beneficiano di obblighi in materia di accesso e/o di interconnessione o tra fornitori di reti o servizi di comunicazione elettronica in uno Stato membro e fornitori di risorse correlate, a richiesta di una delle parti e fatto salvo il paragrafo 2, l’autorità nazionale di regolamentazione interessata emette quanto prima, e comunque entro un termine di quattro mesi salvo casi eccezionali, sulla base di procedure e orientamenti chiari ed efficaci, una decisione vincolante che risolva la controversia. Gli Stati membri interessati esigono che tutte le parti prestino piena cooperazione all’autorità nazionale di regolamentazione.

2. Gli Stati membri possono disporre che le autorità nazionali di regolamentazione rinuncino a risolvere una controversia con decisione vincolante laddove esistano altri meccanismi, tra cui la mediazione, che possono contribuire meglio e tempestivamente alla risoluzione della controversia, conformemente all’articolo 3. Esse ne informano quanto prima le parti. Se dopo quattro mesi la controversia non è risolta, e se la parte che chiede il risarcimento non ha adito un organo giurisdizionale, l’autorità nazionale di regolamentazione emette, a richiesta di una delle parti, una decisione vincolante volta a dirimere il più presto possibile la vertenza e in ogni caso entro quattro mesi.

3. Nella risoluzione delle controversie l’autorità nazionale di regolamentazione adotta decisioni al fine di perseguire gli obiettivi di cui all’articolo 3. Gli obblighi che possono essere imposti ad un’impresa dall’autorità nazionale di regolamentazione nel quadro della risoluzione di una controversia sono conformi alle disposizioni della presente direttiva.

4. La decisione dell’autorità nazionale di regolamentazione è resa pubblica nel rispetto dei requisiti in materia di riservatezza degli affari. Alle parti interessate viene fornita una motivazione esauriente.

5. La procedura di cui ai paragrafi 1, 3 e 4 non preclude alle parti la possibilità di adire un organo giurisdizionale.

Articolo 27

Risoluzione delle controversie transnazionali

1. Qualora tra imprese stabilite in Stati membri diversi sorga una controversia nell’ambito di applicazione della presente direttiva, si applicano le disposizioni di cui ai paragrafi 2, 3 e 4. Tali disposizioni non si applicano alle controversie relative al coordinamento dello spettro radio di cui all’articolo 28.

2. Le parti possono investire della controversia la o le competenti autorità nazionali di regolamentazione. Queste ultime notificano la controversia al BEREC in modo da pervenire alla risoluzione coerente della controversia secondo gli obiettivi indicati dall’articolo 3.

3. Il BEREC emette un parere indicando alla o alle autorità nazionali di regolamentazione interessate la necessità di adottare provvedimenti specifici al fine di risolvere la controversia o di astenersi dall’agire, nel più breve tempo possibile, e in ogni caso entro quattro mesi salvo in circostanze eccezionali.

4. La o le autorità nazionali di regolamentazione interessate attendono il parere del BEREC prima di adottare provvedimenti per risolvere la controversia. In circostanze eccezionali, ove vi sia la necessità urgente di agire per salvaguardare la concorrenza o proteggere gli interessi degli utenti finali, le competenti autorità nazionali di regolamentazione possono, su richiesta delle parti o di propria iniziativa, adottare provvedimenti provvisori.

4 bis. In caso di controversie transfrontaliere la cui risoluzione comporti la partecipazione di più di una autorità nazionale di regolamentazione e qualora le competenti autorità nazionali di regolamentazione non siano state in grado di raggiungere un accordo entro un termine di 3 mesi, dopo che il caso in questione è stato deferito all’ultima istanza delle autorità di regolamentazione, al BEREC è conferito il potere di adottare decisioni vincolanti per garantire una risoluzione coerente della controversia.

5. Ogni obbligo imposto a un’impresa dall’autorità nazionale di regolamentazione nell’ambito della composizione della controversia è conforme alla presente direttiva, tiene nella massima considerazione il parere emesso dal BEREC ed è adottato entro un mese da tale parere.

6. La procedura di cui al paragrafo 2 non preclude alle parti la possibilità di adire un organo giurisdizionale.

Articolo 28

Coordinamento dello spettro radio tra gli Stati membri

1. Gli Stati membri e le loro autorità competenti si accertano che l’uso dello spettro radio sia organizzato sul loro territorio in modo che a nessun altro Stato membro sia impedito ▌di autorizzare sul proprio territorio l’uso di spettro radio, in particolare di spettro radio armonizzato, in conformità della normativa dell’Unione, soprattutto a causa di interferenze transfrontaliere dannose tra Stati membri.

Essi adottano tutte le misure necessarie a tal fine, fatti salvi gli obblighi che sono tenuti a rispettare in virtù del diritto internazionale e degli accordi internazionali pertinenti, come il regolamento delle radiocomunicazioni dell’UIT.

2. Gli Stati membri cooperano tra di loro e nell’ambito del gruppo “Politica dello spettro radio”, istituito a norma del paragrafo 4 bis, ai fini del coordinamento transfrontaliero dell’uso dello spettro radio per:

(a)  garantire l’osservanza del paragrafo 1;

(b)  risolvere eventuali problemi o controversie in relazione al coordinamento transfrontaliero o alle interferenze dannose transfrontaliere;

(b bis)  contribuire allo sviluppo del mercato interno.

2 bis. Gli Stati membri cooperano tra di loro e nell’ambito del gruppo “Politica dello spettro radio”, per allineare i loro approcci all’assegnazione e all’autorizzazione dell’uso dello spettro radio.

3. Gli Stati membri interessati e la Commissione possono chiedere al gruppo “Politica dello spettro radio” di mettere a disposizione i suoi buoni uffici e, ove opportuno, di proporre una soluzione coordinata in un parere, al fine di aiutare gli Stati membri a conformarsi ai paragrafi 1 e 2, anche quando il problema o la controversia coinvolge paesi terzi. Gli Stati membri deferiscono ogni controversia irrisolta tra di essi al gruppo “Politica dello spettro radio”, in via prioritaria rispetto a qualsiasi procedura di risoluzione delle controversie disponibile a norma del diritto internazionale.

4. Su richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, la Commissione può, tenendo nella massima considerazione il parere del gruppo “Politica dello spettro radio”, adottare misure di esecuzione per risolvere il problema delle interferenze dannose fra due o più Stati membri che impediscono loro di utilizzare lo spettro radio armonizzato nel rispettivo territorio. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 110, paragrafo 4.

4 bis. È istituito un gruppo consultivo sulla politica dello spettro radio, chiamato il gruppo “Politica dello spettro radio”, composto da un esperto governativo ad alto livello per ciascuno Stato membro e da un rappresentante ad alto livello della Commissione

Il gruppo assiste e consiglia gli Stati membri e la Commissione sul coordinamento transfrontaliero dell’uso dello spettro radio, sull’allineamento dei loro approcci all’assegnazione e all’autorizzazione dell’uso dello spettro radio e su altre questioni riguardanti la politica e il coordinamento dello spettro radio.

La segreteria del gruppo è a cura di [l’Ufficio BEREC/BEREC].

Titolo III: Attuazione

Articolo 29

Sanzioni e indennizzo

1. Gli Stati membri adottano le disposizioni sulle sanzioni, tra cui le sanzioni pecuniarie e le sanzioni periodiche, ove necessarie, al fine di impedire la violazione della normativa nazionale adottata in attuazione della presente direttiva ▌e prendono tutte le misure necessarie per garantirne l’applicazione. Fatto salvo l’articolo 30, tali norme garantiscono che le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti abbiano la facoltà, se opportuno nel momento in cui impongono un obbligo, di imporre sanzioni pecuniarie predeterminate da versare all’autorità competente, agli utenti finali e/o ad altre imprese per violazione dell’obbligo pertinente. Le sanzioni previste devono essere appropriate, effettive, proporzionate e dissuasive. ▌

2. Gli Stati membri provvedono affinché gli utilizzatori che hanno subito un danno materiale o non materiale a seguito di una violazione della presente direttiva abbiano il diritto di ottenere un risarcimento dall’autore della violazione per il danno subito, a meno che l’autore della violazione dimostri di non essere in alcun modo responsabile dell’evento che ha determinato il danno. Qualsiasi sanzione pecuniaria predeterminata da versare all’utente in virtù del paragrafo 1 è detratta dall’indennizzo di cui al presente paragrafo.

3. I titolari di diritti d’uso dello spettro radio sono risarciti in relazione agli investimenti effettuati in seguito a un’eventuale modifica, restrizione o revoca di tali diritti in violazione dell’articolo 18 o dell’articolo 19.

Articolo 30

Osservanza delle condizioni cui sono subordinati l’autorizzazione generale e i diritti d’uso e obblighi specifici

1. Gli Stati membri provvedono affinché le rispettive autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti sorveglino e controllino il rispetto delle condizioni dell’autorizzazione generale o dei diritti d’uso dello spettro radio e dei numeri, degli obblighi specifici di cui all’articolo 13, paragrafo 2 e dell’obbligo di utilizzare lo spettro in modo effettivo ed efficiente, in conformità degli articoli 4 e 45 e dell’articolo 47, paragrafi 1 e 2.

Le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti hanno la facoltà di chiedere alle imprese contemplate dall’autorizzazione generale o titolari dei diritti d’uso dello spettro radio o di numeri di comunicare, a norma dell’articolo 21, tutte le informazioni necessarie per verificare l’effettiva osservanza delle condizioni dell’autorizzazione generale o dei diritti d’uso o degli obblighi specifici di cui all’articolo 13, paragrafo 2 o all’articolo 47, paragrafi 1 e 2.

2. L’autorità nazionale competente che accerti l’inosservanza da parte di un’impresa di una o più condizioni dell’autorizzazione generale, dei diritti d’uso o degli obblighi specifici di cui all’articolo 13, paragrafo 2, notifica all’impresa quanto accertato, offrendole la possibilità di esprimere osservazioni entro un termine ragionevole.

3. L’autorità competente ha facoltà di imporre la cessazione della violazione di cui al paragrafo 2 immediatamente oppure entro un termine ragionevole e adotta tutte le misure adeguate e proporzionate volte ad assicurare l’osservanza.

A tale riguardo, gli Stati membri autorizzano le autorità competenti a imporre:

  a) se del caso sanzioni pecuniarie dissuasive, che possono includere sanzioni periodiche con effetto retroattivo; e

  b) ingiunzioni di cessare o ritardare la fornitura di un servizio o di un pacchetto di servizi che, se continuasse, comporterebbe un notevole svantaggio concorrenziale, finché non siano soddisfatti gli obblighi in materia di accesso imposti in seguito ad un’analisi di mercato effettuata ai sensi dell’articolo 65.

  Tali misure e le relative motivazioni sono comunicate tempestivamente all’impresa interessata e stabiliscono un periodo ragionevole di tempo entro il quale l’impresa deve rispettare la misura.

4. Nonostante le disposizioni dei paragrafi 2 e 3, gli Stati membri autorizzano l’autorità competente a imporre, se del caso, sanzioni pecuniarie alle imprese che non forniscono le informazioni dovute ai sensi dell’articolo 21, paragrafo 1, lettere a) o b), e dell’articolo 67 entro una scadenza ragionevole stabilita dall’autorità nazionale competente.

5. Qualora si verifichino una violazione grave o violazioni ripetute delle condizioni dell’autorizzazione generale o dei diritti d’uso o degli obblighi specifici di cui all’articolo 13, paragrafo 2 o all’articolo 47, paragrafi 1 o 2, e le misure volte ad assicurare il loro rispetto, di cui al paragrafo 3 del presente articolo, si siano rivelate inefficaci, gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti possano impedire a un’impresa di continuare a fornire reti o servizi di comunicazione elettronica o sospendere o ritirare i diritti d’uso. Gli Stati membri possono autorizzare l’autorità competente a imporre sanzioni, anche pecuniarie, effettive, proporzionate e dissuasive. Dette sanzioni possono essere applicate anche nel caso in cui la violazione sia stata successivamente rimossa.

6. Indipendentemente dalle disposizioni dei paragrafi 2, 3 e 5, qualora l’autorità nazionale di regolamentazione abbia prova della violazione delle condizioni dell’autorizzazione generale, dei diritti d’uso o degli obblighi specifici di cui all’articolo 13, paragrafo 2 o all’articolo 47, paragrafi 1 e 2 , tale da comportare un rischio grave e immediato per la sicurezza pubblica, l’incolumità pubblica o la salute pubblica, o da creare gravi problemi economici od operativi ad altri fornitori o utenti di reti o di servizi di comunicazione elettronica o ad altri utenti dello spettro radio, essa può adottare misure provvisorie urgenti per porre rimedio alla situazione prima di adottare una decisione definitiva. All’impresa interessata viene quindi offerta un’adeguata possibilità di esprimere osservazioni e di proporre le soluzioni opportune. Se del caso, l’autorità pertinente può confermare le misure provvisorie, che sono valide per un massimo di 3 mesi, ma che possono, nei casi in cui le procedure di attuazione non sono state completate, essere prolungate per un periodo ulteriore di massimo tre mesi.

7. Le imprese hanno diritto di ricorrere contro le misure adottate ai sensi del presente articolo, secondo la procedura di cui all’articolo 31.

Articolo 31

Diritto di ricorso

1. Gli Stati membri prevedono, a livello nazionale, meccanismi efficienti che permettano a qualunque utente e a qualunque impresa che fornisce reti e/o servizi di comunicazione elettronica, che siano interessati dalla decisione di una autorità competente, di ricorrere contro detta decisione dinanzi ad un organo di ricorso, completamente indipendente dalle parti coinvolte e da qualsiasi intervento esterno o pressione politica che possa comprometterne l’imparzialità di giudizio nelle questioni che è chiamato a dirimere. Tale organo, che può essere un tribunale, è in possesso di competenze adeguate tali da consentirgli di assolvere le sue funzioni in maniera efficace. Gli Stati membri garantiscono che il merito del caso sia tenuto in debita considerazione e che vi sia un efficace meccanismo di ricorso.

In attesa dell’esito del ricorso, resta in vigore la decisione dell’autorità competente, a meno che non siano concesse misure provvisorie conformemente al diritto nazionale.

2. Le decisioni degli organi competenti a conoscere dei ricorsi, di cui al paragrafo 1, che non siano organi giurisdizionali sono comunque sempre motivate per iscritto. In tal caso, inoltre, le decisioni sono impugnabili dinanzi a una giurisdizione ai sensi dell’articolo 267 del trattato.

3. Gli Stati membri raccolgono informazioni sull’argomento generale dei ricorsi, sul numero di richieste di ricorso, sulla durata delle procedure di ricorso e sul numero di decisioni di concedere misure provvisorie. Gli Stati membri forniscono tali informazioni e comunicano le decisioni o le sentenze alla Commissione e al BEREC su richiesta motivata di uno di essi.

Titolo IV: Procedure relative al mercato interno

Articolo 32

Consolidamento del mercato interno delle comunicazioni elettroniche

1. Le autorità nazionali di regolamentazione, nell’esercizio delle funzioni indicate nella presente direttiva, tengono nella massima considerazione gli obiettivi di cui all’articolo 3, nella misura in cui concernono il funzionamento del mercato interno.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione contribuiscono allo sviluppo del mercato interno lavorando insieme e con la Commissione e con il BEREC in modo trasparente al fine di assicurare la piena applicazione, in tutti gli Stati membri, delle disposizioni della presente direttiva. A tale scopo lavorano in particolare con la Commissione e il BEREC per individuare i tipi di strumenti e le soluzioni più adeguate da utilizzare nell’affrontare determinati tipi di situazioni nel contesto del mercato.

3. Salvo ove diversamente previsto nelle raccomandazioni o negli orientamenti adottati a norma dell’articolo 34 al termine della consultazione di cui all’articolo 23, qualora un’autorità di regolamentazione nazionale intenda adottare una misura che:

  a) rientri nell’ambito di applicazione degli articoli 59, 62, 65 o 66; e

  b) influenzi gli scambi tra Stati membri,

essa pubblica il progetto di misura e lo rende contemporaneamente accessibile alla Commissione, al BEREC e alle autorità nazionali di regolamentazione di altri Stati membri, insieme alla motivazione e all’analisi dettagliata sulle quali la misura si basa, nel rispetto dell’articolo 20, paragrafo 3, e ne informa la Commissione, il BEREC e le altre autorità nazionali di regolamentazione. Le autorità nazionali di regolamentazione, il BEREC e la Commissione possono trasmettere le proprie osservazioni all’autorità nazionale di regolamentazione di cui trattasi entro il termine di un mese. Il periodo di un mese non può essere prorogato.

4. Quando la misura prevista di cui al paragrafo 3 mira a:

  a) identificare un mercato rilevante differente da quelli previsti dalla raccomandazione ai sensi dell’articolo° 62, paragrafo 1; oppure

  b) decidere sulla designazione o meno di imprese che detengono, individualmente o congiuntamente ad altre, un significativo potere di mercato, ai sensi dell’articolo 65, paragrafi 3 o 4;

e tale misura influenzi gli scambi commerciali tra Stati membri e la Commissione ha notificato all’autorità nazionale di regolamentazione che il progetto di misura creerebbe una barriera al mercato unico o dubita seriamente della sua compatibilità con il diritto dell’Unione e in particolare con gli obiettivi di cui all’articolo 3, il progetto di misura non può essere adottato per ulteriori due mesi. Tale periodo non può essere prolungato. La Commissione informa in tal caso il BEREC e le altre autorità nazionali di regolamentazione delle sue riserve e contemporaneamente le rende pubbliche.

4 bis. Entro sei settimane dall’inizio del periodo di due mesi di cui al paragrafo 4, il BEREC esprime un parere sulla notifica della Commissione di cui al paragrafo 4, indicando se ritiene che il progetto di misura debba essere modificato o ritirato e, se del caso, avanza a tal fine proposte specifiche. Tale parere è motivato e reso pubblico.

5. Entro i due mesi di cui al paragrafo 4 la Commissione può:

  a) adottare una decisione con cui si richieda ad un’autorità nazionale di regolamentazione interessata di ritirare il progetto di misura; e/o

  b) decidere di sciogliere le sue riserve in relazione ad un progetto di misura di cui al paragrafo 4.

Prima di adottare una decisione, la Commissione considera con la massima attenzione il parere del BEREC. La decisione è accompagnata da un’analisi dettagliata e obiettiva dei motivi per i quali la Commissione considera che il progetto di misura non debba essere adottato, congiuntamente a proposte specifiche volte a modificare il progetto di misura.

6. Se la Commissione che ha adottato una decisione conformemente al paragrafo 5 impone all’autorità nazionale di regolamentazione di ritirare un progetto di misura, l’autorità nazionale di regolamentazione lo modifica o lo ritira entro sei mesi dalla data della decisione della Commissione. Se il progetto di misura è modificato, l’autorità nazionale di regolamentazione avvia una consultazione pubblica secondo le procedure di cui all’articolo 23 e notifica nuovamente il progetto di misura modificato alla Commissione conformemente al paragrafo 3.

7. L’autorità nazionale di regolamentazione interessata tiene nella massima considerazione le osservazioni delle altre autorità nazionali di regolamentazione, del BEREC e della Commissione e può, salvo nei casi di cui al paragrafo 4 e al paragrafo 5, lettera a), adottare il progetto di misura risultante e, in tal caso, lo comunica alla Commissione.

8. L’autorità nazionale di regolamentazione comunica alla Commissione e al BEREC tutte le misure definitive adottate che rientrano nel paragrafo 3, lettere a) e b).

9. In circostanze straordinarie l’autorità nazionale di regolamentazione, ove ritenga che sussistano urgenti motivi di agire onde salvaguardare la concorrenza e tutelare gli interessi degli utenti, in deroga alla procedura di cui ai paragrafi 3 e 4, può adottare immediatamente adeguate misure temporanee. Essa comunica senza indugio tali misure, esaurientemente motivate, alla Commissione, all’altra autorità nazionale di regolamentazione e al BEREC. La decisione dell’autorità nazionale di regolamentazione di rendere tali misure permanenti o di estendere il periodo di tempo in cui siano applicabili è soggetta alle disposizioni dei paragrafi 3 e 4.

9 bis.  Un’autorità nazionale di regolamentazione può ritirare un progetto di misura in qualsiasi momento.

Articolo 33

Procedura per la coerente applicazione delle misure correttive

1. Quando la misura prevista di cui all’articolo 32, paragrafo 3, mira ad imporre, modificare o revocare un obbligo imposto a un operatore in applicazione dell’articolo 65, in combinato disposto con gli articoli 59 e da 67 a 74, la Commissione, entro il termine di un mese di cui all’articolo 32, paragrafo 3, può notificare all’autorità nazionale di regolamentazione interessata e al BEREC i motivi per cui ritiene che il progetto di misura crei un ostacolo al mercato unico o che dubita seriamente della sua compatibilità con il diritto dell’Unione. In tal caso, l’adozione del progetto di misura viene ulteriormente sospesa per i tre mesi successivi alla notifica della Commissione.

In assenza di una notifica in tal senso, l’autorità nazionale di regolamentazione interessata può adottare il progetto di misura tenendo nella massima considerazione le osservazioni formulate dalla Commissione, dal BEREC o da altra autorità nazionale di regolamentazione.

2. Nel periodo di tre mesi di cui al paragrafo 1, la Commissione, il BEREC e l’autorità nazionale di regolamentazione interessata cooperano strettamente allo scopo di individuare la misura più idonea ed efficace alla luce degli obiettivi stabiliti all’articolo 3, tenendo debitamente conto del parere dei soggetti partecipanti al mercato e della necessità di garantire una pratica regolamentare coerente.

3. Entro sei settimane dall’inizio del periodo di due mesi di cui al paragrafo 1, il BEREC, deliberando a maggioranza di due terzi dei membri del comitato dei regolatori, esprime un parere sulla notifica della Commissione di cui al paragrafo 1, indicando se ritiene che il progetto di misura debba essere modificato o ritirato e, se del caso, avanza a tal fine proposte specifiche. Tale parere è motivato e reso pubblico.

4. Se nel proprio parere condivide i seri dubbi della Commissione il BEREC coopera strettamente con l’autorità nazionale di regolamentazione interessata allo scopo di individuare la misura più idonea ed efficace. Prima della fine del trimestre di cui al paragrafo 1, l’autorità nazionale di regolamentazione può:

  a) modificare o ritirare il suo progetto di misura tenendo nella massima considerazione la notifica della Commissione di cui al paragrafo 1 nonché il parere e la consulenza del BEREC;

  b) mantenere il suo progetto di misura.

5. La Commissione, entro un mese dalla fine del trimestre di cui al paragrafo 1 e tenendo nella massima considerazione l’eventuale parere del BEREC, può:

  a) formulare una raccomandazione in cui si invita l’autorità nazionale di regolamentazione interessata a modificare o ritirare il progetto di misura, includendo, ove opportuno, proposte specifiche volte a modificare il progetto di misura, e a fornire le ragioni che giustificano la sua raccomandazione, in particolare qualora il BEREC non condivida i seri dubbi della Commissione, e proposte specifiche a tal fine;

  decidere di sciogliere le sue riserve indicate conformemente al paragrafo 1;

c) adottare una decisione che impone all’autorità nazionale di regolamentazione interessata di ritirare il progetto di misura, qualora il BEREC condivida i seri dubbi della Commissione. La decisione è accompagnata da un’analisi dettagliata e obiettiva dei motivi per i quali la Commissione considera che il progetto di misura non debba essere adottato, congiuntamente a proposte specifiche volte a modificare il progetto di misura. In tal caso, la procedura di cui all’articolo 32, paragrafo 6, si applica mutatis mutandis.

6. Entro un mese dalla data di formulazione della raccomandazione della Commissione ai sensi del paragrafo 5, lettera a), o di ritiro delle sue riserve a norma del paragrafo 5, lettera b), l’autorità nazionale di regolamentazione interessata revoca il progetto di misura oppure adotta, pubblica e comunica alla Commissione e al BEREC la misura finale adottata.

Tale periodo può essere prorogato per consentire all’autorità nazionale di regolamentazione di avviare una consultazione pubblica ai sensi dell’articolo 23.

7. L’autorità nazionale di regolamentazione che decide di non modificare o ritirare il progetto di misura sulla base della raccomandazione di cui al paragrafo 5, lettera a), fornisce una giustificazione motivata.

8. L’autorità nazionale di regolamentazione può ritirare il progetto di misura proposto in qualsiasi fase della procedura.

Articolo 34

Disposizioni di attuazione

Previa consultazione pubblica e consultazione con le autorità nazionali di regolamentazione, tenendo nella massima considerazione il parere del BEREC, la Commissione può adottare raccomandazioni e/o orientamenti in relazione all’articolo 32 che definiscano la forma, il contenuto e il livello di dettaglio delle notifiche richieste a norma dell’articolo 32, paragrafo 3, le circostanze in cui le notifiche non sono richieste e il calcolo dei termini.

CAPO II

Assegnazione coerente dello spettro

Articolo 35

Procedura di valutazione tra pari

1. Per quanto riguarda la gestione dello spettro radio, alle autorità nazionali di regolamentazione è conferito almeno il potere di adottare le seguenti misure:

(a)  nel caso dei diritti d’uso individuali dello spettro radio, il processo di selezione in relazione all’articolo 54;

(b)  i criteri relativi all’ammissibilità dell’offerente, se del caso, in relazione all’articolo 48, paragrafo 4;

(c)  i parametri delle misure di valutazione economica dello spettro radio, come il prezzo di riserva, in relazione all’articolo 42;

(d)  la durata dei diritti d’uso e le condizioni per il rinnovo in linea con gli articoli 49 e 50;

(e)  le misure volte a promuovere la concorrenza a norma dell’articolo 52, se del caso;

(f)  le condizioni relative all’assegnazione, al trasferimento – inclusi lo scambio e l’affitto dei diritti d’uso dello spettro radio in relazione all’articolo 51 -, alla condivisione dello spettro o dell’infrastruttura senza fili in relazione all’articolo 59, paragrafo 3, o all’accumulo dei diritti d’uso in relazione all’articolo 52, paragrafo 2, lettere c) ed e); e

(g)  i parametri delle condizioni di copertura in conformità con gli obiettivi complessivi degli Stati membri in tale ambito, in relazione all’articolo 47.

Quando adotta dette misure, l’autorità nazionale di regolamentazione tiene conto della necessità di cooperare con le autorità nazionali di regolamentazione di altri Stati membri, con la Commissione e con il BEREC onde garantire la coerenza in tutta l’Unione, dei pertinenti obiettivi di politica nazionale stabiliti dallo Stato membro nonché delle altre misure nazionali pertinenti in relazione alla gestione dello spettro radio in conformità con il diritto dell’Unione e basa la sua misura su una valutazione attenta e oggettiva della situazione del mercato per quanto riguarda la concorrenza e gli aspetti tecnici ed economici.

2. Per facilitare il coordinamento transfrontaliero e l’uso efficace dello spettro, qualora intenda adottare una misura che rientra nell’ambito di applicazione del paragrafo 1, lettere da a) a g), l’autorità nazionale di regolamentazione rende pubblico e accessibile il progetto di misura, unitamente alla motivazione su cui la misura si basa e ne informa il BEREC, il gruppo “Politica dello spettro radio”, la Commissione e le autorità nazionali di regolamentazione di altri Stati membri nello stesso momento.

3. Entro tre mesi dalla pubblicazione del progetto di misura, il BEREC emette un parere motivato sul progetto di misura che analizza se la misura sia la più idonea per:

(a)  promuovere lo sviluppo del mercato interno, compresa la fornitura transfrontaliera di servizi, e la concorrenza, massimizzare i benefici per i consumatori e consentire il conseguimento complessivo degli obiettivi ▌di cui all’articolo 3 e all’articolo 45, paragrafo 2;

(b)  garantire un uso effettivo ed efficiente dello spettro radio; e

(c)  garantire condizioni di investimento stabili e prevedibili per gli utilizzatori dello spettro radio esistenti e potenziali quando sono installate reti per la fornitura di servizi di comunicazione elettronica che utilizzano lo spettro radio.

Il parere motivato indica se il progetto di misura debba essere modificato o ritirato. Se del caso, il BEREC formula raccomandazioni specifiche a tal fine. Anche le autorità nazionali di regolamentazione e la Commissione possono presentare osservazioni sul progetto di decisione all’autorità nazionale di regolamentazione interessata.

Il BEREC adotta e pubblica i criteri che intende applicare nella valutazione del progetto di misura.

4. Nello svolgimento dei loro compiti a norma del presente articolo, il BEREC e le autorità nazionali di regolamentazione tengono conto in particolare:

(a)  degli obiettivi e dei principi stabiliti nella presente direttiva e di qualsiasi decisione di esecuzione della Commissione adottata a norma della presente direttiva e delle decisioni n. 676/2002/CE e n. 243/2012/CE;

(b)  degli obiettivi nazionali specifici stabiliti dallo Stato membro in conformità del diritto dell’Unione;

(c)  della necessità di evitare di falsare la concorrenza con l’adozione di dette misure;

(c bis)  dei principi di neutralità tecnologica e dei servizi;

(d)  dei risultati della più recente mappatura geografica sulle reti condotta a norma dell’articolo 22;

(e)  della necessità di garantire la coerenza con le procedure di assegnazione recenti e in corso in altri Stati membri e dei possibili effetti sugli scambi commerciali tra gli Stati membri; e

(f)  dei pareri pertinenti emessi dal gruppo “Politica dello spettro radio”, in particolare quelli concernenti un uso efficace ed efficiente dello spettro radio.

5. Per adottare la decisione finale l’autorità nazionale di regolamentazione interessata tiene nella massima considerazione il parere del BEREC e le osservazioni formulate dalla Commissione e dalle altre autorità nazionali di regolamentazione. Essa comunica la decisione finale adottata al BEREC e alla Commissione.

Qualora decida di non modificare o ritirare il progetto di misura sulla base del parere motivato di cui al paragrafo 2, l’autorità nazionale di regolamentazione fornisce una giustificazione circostanziata.

L’autorità nazionale di regolamentazione interessata può ritirare il suo progetto di misura in qualsiasi fase della procedura.

6. Al momento della preparazione del progetto di misura di cui al presente articolo, le autorità nazionali di regolamentazione possono chiedere il sostegno del BEREC e del gruppo “Politica dello spettro radio”.

7. Il BEREC, il gruppo “Politica dello spettro radio”, la Commissione e l’autorità nazionale di regolamentazione interessata cooperano strettamente allo scopo di individuare la soluzione più idonea ed efficace alla luce degli obiettivi normativi e dei principi stabiliti nella presente direttiva, tenendo debitamente conto del parere dei soggetti partecipanti al mercato e della necessità di garantire lo sviluppo di prassi normative coerenti.

8. La decisione finale adottata dall’autorità nazionale di regolamentazione è pubblicata.

Articolo 36

Assegnazione armonizzata delle frequenze radio

Qualora l’uso delle frequenze radio sia stato armonizzato, le condizioni e le procedure di accesso concordate, e le imprese cui assegnare le frequenze radio siano state selezionate ai sensi degli accordi internazionali e delle disposizioni dell’Unione, gli Stati membri concedono il diritto d’uso delle frequenze radio nell’osservanza di tali atti. A condizione che nel caso di una procedura di selezione comune siano stati soddisfatti tutti i requisiti nazionali relativi al diritto d’uso delle frequenze radio in questione, gli Stati membri non prescrivono altre condizioni, né criteri o procedure supplementari che possano limitare, alterare o ritardare la corretta applicazione dell’assegnazione comune di tali frequenze radio.

Articolo 37

Processo di autorizzazione congiunto per la concessione di diritti d’uso individuali dello spettro radio

1. In caso di rischio significativo di interferenza transfrontaliera dannosa, due o più Stati membri cooperano, e in altri casi possono cooperare, tra di loro e con la Commissione, il gruppo “Politica dello spettro radio” e il BEREC per ottemperare agli obblighi loro imposti dagli articoli 13, 46 e 54 stabilendo congiuntamente gli aspetti comuni di un processo di autorizzazione e svolgendo congiuntamente anche il processo di selezione per la concessione dei diritti d’uso individuali dello spettro radio in base, ove applicabile, al calendario comune stabilito in conformità dell’articolo 53.

Ogni partecipante al mercato può richiedere la conduzione di un processo di selezione congiunto, fornendo prove sufficienti a dimostrare che una mancanza di coordinamento crea una barriera significativa al mercato interno.

Il processo di autorizzazione congiunto soddisfa i seguenti criteri:

(a)  i singoli processi di autorizzazione nazionali sono avviati e attuati dalle autorità competenti secondo un calendario concordato;

(b)  il processo prevede se del caso condizioni e procedure comuni per la selezione e la concessione dei diritti individuali tra gli Stati membri interessati;

(c)  il processo prevede se del caso condizioni comuni o comparabili per i diritti d’uso individuali tra gli Stati membri interessati, anche consentendo agli utilizzatori di ricevere in assegnazione blocchi di spettro radio analoghi;

(d)  il processo è aperto agli altri Stati membri in qualsiasi momento fino alla sua conclusione.

2. Qualora le misure adottate ai fini del paragrafo 1 rientrino nell’ambito di applicazione dell’articolo 35, paragrafo 1, la procedura prevista da tale articolo è seguita simultaneamente dalle autorità nazionali di regolamentazione interessate.

CAPO III

Procedure di armonizzazione

Articolo 38

Procedure di armonizzazione

1. Fatti salvi gli articoli 37 e 45, l’articolo 46, paragrafo 3, l’articolo 47, paragrafo 3, e l’articolo 53, ove rilevi che le divergenze nell’attuazione da parte delle autorità nazionali di regolamentazione o da parte delle altre autorità competenti dei compiti normativi specificati nella presente direttiva possono creare un ostacolo al mercato interno, la Commissione può, tenendo nella massima considerazione il parere del BEREC, emettere una raccomandazione o una decisione sull’applicazione armonizzata delle disposizioni di cui alla presente direttiva per agevolare il conseguimento degli obiettivi fissati all’articolo 3.

2. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione e le altre autorità competenti, nell’assolvimento dei loro compiti, tengano nella massima considerazione le raccomandazioni di cui al paragrafo 1. L’autorità nazionale di regolamentazione o altra autorità competente che decide di non seguire una determinata raccomandazione ne informa la Commissione motivando tale decisione.

3. Le decisioni adottate a norma del paragrafo 1 possono comportare unicamente la definizione di un approccio armonizzato o coordinato allo scopo di affrontare le seguenti questioni:

(a)  l’incoerente applicazione degli approcci normativi generali da parte delle autorità nazionali di regolamentazione in materia di disciplina dei mercati delle comunicazioni elettroniche, in applicazione degli articoli 62 e 65, qualora si crei un ostacolo al mercato interno. Tali decisioni non si riferiscono a notifiche specifiche emesse dalle autorità nazionali di regolamentazione a norma dell’articolo 33.

  In tal caso, la Commissione propone un progetto di decisione unicamente:

–  dopo almeno due anni dall’adozione di una raccomandazione della Commissione che tratti della stessa questione, e

–  tenendo nella massima considerazione il parere del BEREC per l’adozione di tale decisione, parere che deve essere fornito dal BEREC entro tre mesi dalla richiesta della Commissione;

(b)  numerazione, in particolare serie di numeri, portabilità dei numeri e degli identificatori, sistemi per la traduzione dei numeri e degli indirizzi e accesso ai servizi di emergenza del 112.

4. La decisione di cui al paragrafo 1 è adottata secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 110, paragrafo 4.

5. Il BEREC può, di propria iniziativa, anche in seguito a un reclamo presentato da un’impresa che fornisce reti o servizi di comunicazione elettronica, consigliare la Commissione sull’opportunità di adottare una misura conformemente al paragrafo 1.

5 bis. Fatti salvi i poteri conferiti alla Commissione dai paragrafi 1, 2 e 3 e dal trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ove il BEREC adotti un parere che indica l’esistenza di divergenze nell’attuazione dei compiti normativi specificati nella presente direttiva da parte delle autorità nazionali di regolamentazione o delle altre autorità competenti e ove tali divergenze possano creare un ostacolo al mercato interno, la Commissione adotta una raccomandazione a norma del paragrafo 1 oppure, qualora abbia adottato una raccomandazione sullo stesso argomento più di due anni prima, adotta una decisione a norma del paragrafo 3, senza richiedere un ulteriore parere del BEREC.

Qualora non abbia adottato, in conformità del primo comma, una raccomandazione o una decisione entro un anno dall’adozione del parere da parte del BEREC, la Commissione comunica le sue ragioni al Parlamento europeo e al Consiglio e le rende pubbliche.

Ove la Commissione abbia adottato una raccomandazione ma l’incoerenza dell’attuazione che ostacola il mercato interno persista per i successivi due anni, la Commissione adotta una decisione conformemente al paragrafo 3 entro un altro anno oppure, qualora scelga di non farlo, comunica le sue ragioni al Parlamento europeo e al Consiglio e le rende pubbliche.

Articolo 39

Normalizzazione

1. La Commissione elabora e pubblica nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea un elenco di norme non vincolanti e/o specifiche come base per la fornitura armonizzata di reti di comunicazione elettronica, di servizi di comunicazione elettronica e delle risorse e servizi correlati. Se necessario, la Commissione, previa consultazione del Comitato istituito dalla direttiva 2015/1535/UE, può chiedere alle organizzazioni europee di normalizzazione di elaborare determinate norme [Comitato europeo di normalizzazione (CEN), Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (Cenelec) e Istituto europeo per le norme di telecomunicazione (ETSI)].

2. Gli Stati membri incoraggiano l’uso delle norme e/o specifiche di cui al paragrafo 1, per la fornitura di servizi, di interfacce tecniche o di funzioni di rete, nella misura strettamente necessaria per garantire l’interoperabilità e l’interconnettività dei servizi, la connettività da punto a punto e la facilitazione del passaggio a un altro fornitore per migliorare la libertà di scelta degli utenti.

Fintantoché tali norme o specifiche non siano adottate in conformità del paragrafo 1, gli Stati membri incoraggiano l’applicazione delle norme e/o specifiche adottate dalle organizzazioni europee di normalizzazione.

In mancanza di tali norme e/o specifiche, gli Stati membri incoraggiano l’applicazione delle norme o raccomandazioni internazionali adottate dall’Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT), dalla conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni (CEPT), dall’organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO) e dalla commissione elettrotecnica internazionale (IEC).

Qualora già esistano norme internazionali, gli Stati membri esortano le organizzazioni europee di normalizzazione ad usare dette norme o le loro parti pertinenti come fondamento delle norme che elaborano, a meno che tali norme internazionali o le loro parti risultino inefficaci.

Qualsiasi norma di cui al paragrafo 1 o al presente paragrafo facilita l’accesso eventualmente necessario in virtù della presente direttiva, ove possibile.

3. Se le norme e/o le specifiche di cui al paragrafo 1 non sono applicate correttamente, e di conseguenza non può essere garantita l’interoperabilità dei servizi in uno o più Stati membri, l’applicazione di tali norme e/o specifiche può essere resa obbligatoria, in base alla procedura di cui al paragrafo 4, nella misura strettamente necessaria per assicurare tale interoperabilità e per migliorare la libera scelta degli utenti.

4. Se intende rendere obbligatoria l’applicazione di determinate norme e/o specifiche, la Commissione pubblica un avviso nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ed invita tutte le parti interessate a presentare le proprie osservazioni. La Commissione adotta misure di attuazione appropriate e rende obbligatoria l’applicazione delle norme pertinenti, menzionandole come norme obbligatorie nell’elenco delle norme e/o specifiche pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

5. Ove ritenga che le norme e/o le specifiche armonizzate di cui al paragrafo 1 non contribuiscano più alla prestazione di servizi armonizzati di comunicazione elettronica o non soddisfino più le esigenze dei consumatori o siano di ostacolo allo sviluppo tecnologico, la Commissione le stralcia dall’elenco delle norme e/o specifiche di cui al paragrafo 1.

6. Ove ritenga che le norme e/o le specifiche di cui al paragrafo 4 non contribuiscano più alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica armonizzati o non soddisfino più le esigenze dei consumatori o siano di ostacolo allo sviluppo tecnologico, la Commissione adotta le misure di attuazione adeguate e stralcia dette norme e/o specifiche dall’elenco delle norme e/o specifiche di cui al paragrafo 1.

7. 7 Le misure di attuazione di cui ai paragrafi 4 e 6 sono adottate secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 110, paragrafo 4.

8. Il presente articolo non si applica ai requisiti essenziali, alle specifiche d’interfaccia né alle norme armonizzate soggette alle disposizioni della direttiva 2014/53/UE.

Titolo V: Sicurezza e integrità

Articolo 40

Sicurezza delle reti e dei servizi

1. Gli Stati membri assicurano che i fornitori di reti pubbliche di comunicazioni o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico adottino misure adeguate e proporzionate di natura tecnica e organizzativa per gestire adeguatamente i rischi per la sicurezza delle reti e dei servizi. Tenuto conto delle attuali conoscenze in materia, dette misure assicurano un livello di sicurezza adeguato al rischio esistente. In particolare, si adottano misure per assicurare che, qualora necessario per la riservatezza, il contenuto delle comunicazioni elettroniche sia criptato da punto a punto per impostazione predefinita, al fine di prevenire e limitare le conseguenze per gli utenti, le altre reti o gli altri servizi degli incidenti che pregiudicano la sicurezza.

1 bis. Gli Stati membri non impongono ai fornitori di reti pubbliche di comunicazione o di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico obblighi che possano tradursi in un indebolimento della sicurezza delle loro reti o dei loro servizi.

Ove gli Stati membri impongano obblighi di sicurezza supplementari ai fornitori di reti pubbliche di comunicazione o di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico in più Stati membri, essi notificano tali misure alla Commissione e all’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA). L’ENISA assiste gli Stati membri nel coordinamento delle misure adottate per evitare duplicazioni o requisiti divergenti che possano creare rischi di sicurezza e ostacoli al mercato interno.

2. Gli Stati membri assicurano che i fornitori di reti pubbliche di comunicazioni adottino tutte le misure opportune per garantire l’integrità delle loro reti e garantire in tal modo la continuità della fornitura dei servizi su tali reti.

3. Gli Stati membri assicurano che i fornitori di reti pubbliche di comunicazioni o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico comunichino senza indebito ritardo all’autorità competente ogni incidente di sicurezza o perdita di integrità che abbia avuto conseguenze significative sul funzionamento delle reti o dei servizi.

Per determinare la rilevanza dell’impatto di un incidente di sicurezza si tiene conto in particolare dei seguenti parametri:

(a)  il numero di utenti interessati dall’incidente;

(b)  la durata dell’incidente;

(c)  la diffusione geografica della zona interessata dall’incidente;

(d)  la misura in cui il funzionamento della rete o del servizio è influenzato;

(e)  l’incidenza sulle attività economiche e sociali.

Se del caso, l’autorità competente interessata informa le autorità competenti degli altri Stati membri e l’▌ENISA. L’autorità competente interessata può informare il pubblico o imporre ai fornitori di farlo, ove accerti che la divulgazione dell’incidente sia nell’interesse pubblico.

L’autorità competente interessata trasmette ogni anno alla Commissione e all’ENISA una relazione sintetica delle notifiche ricevute e delle azioni adottate conformemente al presente paragrafo.

Gli Stati membri provvedono affinché, in caso di rischio particolare di incidenti di sicurezza nelle reti pubbliche di comunicazione o nei servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, i fornitori di tali reti o servizi informino i loro utenti di tale rischio e di eventuali misure di protezione o rimedi che possano essere intrapresi dagli utenti.

4. Il presente articolo lascia impregiudicati il regolamento (UE) 2016/679 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e la direttiva 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche.

5. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 109 al fine di specificare le misure di cui ai paragrafi 1 e 2, comprese le misure che definiscono le circostanze, il formato e le procedure che si applicano agli obblighi di notifica. Gli atti delegati si basano, per quanto possibile, sulle norme europee e internazionali e non impediscono agli Stati membri di adottare ulteriori prescrizioni al fine di perseguire gli obiettivi di cui ai paragrafi 1 e 2. Il primo di tali atti delegati è adottato entro il [inserire la data].

5 bis. Per contribuire all’applicazione coerente delle misure finalizzate alla sicurezza delle reti e dei servizi, entro il …[data] l’ENISA formula, previa consultazione delle parti interessate e in stretta collaborazione con la Commissione e il BEREC, orientamenti sui criteri minimi e sugli approcci comuni per quanto riguarda la sicurezza delle reti e dei servizi e la promozione della crittografia da punto a punto.

Articolo 41

Attuazione e controllo

1. Gli Stati membri assicurano che, ai fini dell’attuazione dell’articolo 40, le competenti autorità abbiano la facoltà di impartire istruzioni vincolanti, comprese quelle in materia di misure necessarie per prevenire un incidente o porvi rimedio e termini di attuazione, ai fornitori di reti pubbliche di comunicazioni o servizi di comunicazioni elettroniche accessibili al pubblico.

2. Gli Stati membri assicurano che le autorità competenti abbiano la facoltà di imporre ai fornitori di reti pubbliche di comunicazioni o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico di:

  (a) fornire le informazioni necessarie per valutare la sicurezza e l’integrità dei loro servizi e delle loro reti, in particolare i documenti relativi alle politiche di sicurezza; nonché

  b) sottostare a una verifica della sicurezza effettuata da un organismo qualificato indipendente o dall’autorità competente mettendo a disposizione dell’autorità competente i risultati di tale verifica. L’impresa si assume l’onere finanziario della verifica.

3. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità competenti dispongano di tutti i poteri necessari per indagare i casi di mancata conformità nonché i loro effetti sulla sicurezza delle reti e dei servizi.

4. Gli Stati membri provvedono a che, ai fini dell’attuazione dell’articolo 40, le autorità competenti abbiano il potere di ottenere assistenza dai gruppi di intervento per la sicurezza informatica in caso di incidente (“CSIRT”) di cui all’articolo 9 della direttiva (UE) 2016/1148 in relazione alle questioni che rientrano nei compiti dei CSIRT a norma dell’allegato I, punto 2, della medesima direttiva.

5. Le autorità competenti, se del caso e conformemente al diritto nazionale, consultano le pertinenti autorità di contrasto nazionali, le autorità competenti definite all’articolo 8, paragrafo 1, della direttiva (UE) 2016/1148 e le autorità nazionali per la protezione dei dati, e cooperano con esse.

Parte II. RETI

Titolo I: Ingresso nel mercato e diffusione

Articolo 42

Contributi per la concessione di diritti d’uso dello spettro radio e di diritti di installare strutture

Gli Stati membri possono consentire all’autorità competente di riscuotere contributi sui diritti d’uso dello spettro radio o sui diritti di installare strutture su proprietà pubbliche o private, al di sopra o sotto di esse, al fine di fornire servizi o reti di comunicazione elettronica e risorse correlate che garantiscano l’impiego ottimale di tali risorse. Gli Stati membri fanno sì che tali contributi siano trasparenti, obiettivamente giustificati, proporzionati allo scopo perseguito e non discriminatori e tengano conto degli obiettivi dell’articolo 3, dell’articolo 4 e dell’articolo 45, paragrafo 2, nonché:

(a)  siano neutrali dal punto di vista del servizio e della tecnologia, fatte salve unicamente le limitazioni in linea con l’articolo 45, paragrafi 4 e 5, al contempo promuovendo l’uso effettivo ed efficiente dello spettro radio e massimizzandone l’utilità sociale ed economica;

(b)  tengano conto della necessità di incoraggiare lo sviluppo di servizi innovativi; e

(c)  tengano conto dei possibili usi alternativi delle risorse.

2. Gli Stati membri assicurano che i prezzi di riserva costituiti quali contributi minimi per i diritti d’uso dello spettro radio tengano conto del valore dei diritti per il loro possibile uso alternativo e rispecchino i costi supplementari derivanti da condizioni correlate a tali diritti nel perseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 3, all’articolo 4 e all’articolo 45, paragrafo 2, come ad esempio gli obblighi di copertura che esulano dalle normali condizioni commerciali ▌.

3. Gli Stati membri applicano modalità di pagamento legate all’effettiva disponibilità dello spettro radio in questione, che non gravano eccessivamente investimenti tempestivi nelle reti e nei servizi correlati necessari per l’uso efficiente dello spettro radio e la fornitura di servizi correlati.

4. Gli Stati membri assicurano che, qualora le autorità competenti impongano contributi, esse tengono conto di altri contributi o diritti amministrativi connessi all’autorizzazione generale o ai diritti d’uso stabiliti conformemente alla presente direttiva, in modo da non imporre oneri finanziari eccessivi ai fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica e da incentivare l’uso ottimale delle risorse assegnate.

5. L’imposizione di contributi ai sensi del presente articolo è conforme ai requisiti di cui all’articolo 23 e, ove applicabile, all’articolo 35, all’articolo 48, paragrafo 6, e all’articolo 54.

CAPO I

ACCESSO AL SUOLO

Articolo 43

Diritti di passaggio

1. Gli Stati membri assicurano che, nell’esaminare:

–  una domanda per la concessione del diritto di installare strutture su proprietà pubbliche o private ovvero al di sopra o al di sotto di esse a un’impresa autorizzata a fornire reti pubbliche di comunicazione, o

–  una domanda per la concessione del diritto di installare strutture su proprietà pubbliche ovvero al disopra o al di sotto di esse a un’impresa autorizzata a fornire reti di comunicazione elettronica diverse da quelle fornite al pubblico;

l’autorità competente:

–  agisca in base a procedure semplici, efficaci, trasparenti e pubbliche, applicate senza discriminazioni né ritardi, e in ogni caso adotti la propria decisione entro sei mesi dalla richiesta, salvo per i casi di espropriazione, e

–  rispetti i principi di trasparenza e non discriminazione nel prevedere condizioni per l’esercizio di tali diritti.

Le procedure summenzionate possono differire in funzione del fatto che il richiedente fornisca reti di comunicazione pubbliche o meno.

2. Gli Stati membri provvedono affinché, laddove le autorità pubbliche o locali mantengano la proprietà o il controllo di imprese che gestiscono reti pubbliche di comunicazione elettronica e/o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, vi sia un’effettiva separazione strutturale della funzione attinente alla concessione dei diritti di cui al paragrafo 1 dalle funzioni attinenti alla proprietà o al controllo.

2 bis. Gli Stati membri designano o istituiscono un efficace meccanismo che consenta alle imprese di presentare ricorso a un organo che sia indipendente dalle parti coinvolte contro decisioni sulla concessione di diritti di installare strutture. Tale organo adotta la propria decisione entro un termine ragionevole.

Articolo 44

Coubicazione e condivisione di elementi della rete e risorse correlate per i fornitori di reti di comunicazione elettronica

1. Se un operatore ha esercitato il diritto, in forza della legislazione nazionale, di installare strutture su proprietà pubbliche o private ovvero al di sopra o al di sotto di esse, oppure si è avvalso di una procedura per l’espropriazione o per l’uso di una proprietà, le autorità competenti hanno la facoltà di imporre la coubicazione o la condivisione degli elementi della rete e risorse correlate installati, al fine di tutelare l’ambiente, la salute pubblica e la pubblica sicurezza o di conseguire gli obiettivi della pianificazione urbana e rurale. La coubicazione o la condivisione degli elementi della rete e strutture installati e la condivisione di proprietà possono essere imposte solo previa consultazione pubblica di durata adeguata, durante la quale tutte le parti interessate abbiano l’opportunità di esprimere i loro punti di vista, e solo nelle aree specifiche in cui detta condivisione sia ritenuta necessaria ai fini del perseguimento degli obiettivi del presente articolo. Le autorità competenti hanno la facoltà di imporre la condivisione di tali strutture o proprietà, ivi compresi terreni, edifici, accessi a edifici, cablaggio degli edifici, piloni, antenne, torri e altre strutture di supporto, condotti, guaine, pozzetti, armadi di distribuzione o provvedimenti atti ad agevolare il coordinamento dei lavori pubblici. Ove necessario, le autorità nazionali di regolamentazione stabiliscono norme sulla ripartizione dei costi della condivisione delle strutture o delle proprietà e del coordinamento delle opere di ingegneria civile.

2. I provvedimenti adottati da un’autorità competente conformemente al presente articolo sono obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati. Se del caso, tali provvedimenti sono eseguiti in coordinamento con le autorità nazionali di regolamentazione.

CAPO II

ACCESSO ALLO SPETTRO RADIO

Sezione 1 Autorizzazioni

Articolo 45

Gestione dello spettro radio

1. Tenendo debito conto del fatto che lo spettro radio è un bene pubblico dotato di un importante valore sociale, culturale ed economico, gli Stati membri provvedono alla sua gestione efficiente per i servizi e le reti di comunicazione elettronica nel loro territorio ai sensi degli articoli 3 e 4. Essi garantiscono che l’attribuzione degli spettri radio ai fini dei servizi e delle reti di comunicazione elettronica e la concessione di autorizzazioni generali o di diritti d’uso individuali in materia da parte delle autorità competenti siano fondate su criteri obiettivi, trasparenti, favorevoli alla concorrenza, non discriminatori e proporzionati.

Nell’applicare il presente articolo gli Stati membri rispettano gli accordi internazionali pertinenti, fra cui il regolamento delle radiocomunicazioni dell’UIT e altri accordi adottati nel quadro dell’UIT, e possono tener conto di considerazioni di interesse pubblico.

2. Gli Stati membri promuovono l’armonizzazione dell’uso dello spettro radio nel territorio dell’Unione in modo coerente con l’esigenza di garantirne un utilizzo effettivo ed efficiente e di perseguire gli obiettivi della concorrenza e altri benefici per i consumatori, come economie di scala e interoperabilità dei servizi e delle reti. In tale contesto gli Stati membri agiscono ai sensi dell’articolo 4 e della decisione 676/2002/CE, anche:

(a)  assicurando la copertura del territorio nazionale e della popolazione ad alta qualità e alta velocità, in ambienti sia interni sia esterni, nonché la copertura dei principali corridoi di trasporto nazionali ed europei fra cui la rete transeuropea di trasporto conformemente al regolamento (UE) n. 1315/2013;

(b)  assicurando che zone aventi caratteristiche analoghe, in particolare in termini di sviluppo della rete o di densità della popolazione, siano soggette a condizioni di copertura coerenti;

(c)  agevolando il rapido sviluppo nell’Unione di nuove tecnologie e applicazioni delle comunicazioni senza filo, anche, ove appropriato, mediante un approccio intersettoriale;

(c bis)   assicurando la prevedibilità e la coerenza nella concessione, nel rinnovo, nella modifica, nella restrizione e nella revoca dei diritti, al fine di promuovere gli investimenti a lungo termine;

(d)  assicurando la prevenzione delle interferenze dannose transfrontaliere o nazionali in conformità degli articoli 28 e 46, rispettivamente, e adottando opportuni provvedimenti preventivi e correttivi a tal fine;

(e)  promuovendo l’uso condiviso dello spettro radio per impieghi simili e/o diversi dello spettro mediante l’adozione di adeguate norme e condizioni di condivisione, compresa la tutela dei diritti d’uso esistenti conformemente all’ordinamento dell’Unione;

(f)  applicando il sistema di autorizzazione più adeguato e meno oneroso possibile in conformità dell’articolo 46, in modo da massimizzare la flessibilità, la condivisione e l’efficienza nell’uso dello spettro radio;

(g)  assicurando che le norme su concessione, trasferimento, rinnovo, modifica e revoca dei diritti d’uso dello spettro radio siano definite e applicate in modo chiaro e trasparente, onde garantire la certezza, la coerenza e la prevedibilità della regolamentazione;

(h)  assicurando la coerenza e la prevedibilità, in tutta l’Unione, delle modalità con cui l’uso dello spettro radio è autorizzato relativamente alla tutela della salute pubblica dai campi elettromagnetici dannosi.

Nell’adottare misure tecniche di armonizzazione ai sensi della decisione n. 676/2002/CE, la Commissione ▌, tenendo nella massima considerazione il parere del gruppo “Politica dello spettro radio”, adotta una misura di attuazione che stabilisca se, ai sensi dell’articolo 46 della presente direttiva, i diritti nella banda armonizzata sono soggetti a un’autorizzazione generale o a diritti d’uso individuali. Tali misure di attuazione sono adottate secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 110, paragrafo 4.

La Commissione, qualora valuti l’opportunità di adottare provvedimenti a norma dell’articolo 39, chiede il parere del gruppo “Politica dello spettro radio” per quanto riguarda le implicazioni di eventuali siffatte norme o specifiche per il coordinamento, l’armonizzazione e la disponibilità dello spettro radio. Nell’adottare eventuali ulteriori provvedimenti la Commissione tiene nella massima considerazione il parere del gruppo “Politica dello spettro radio”.

3. In caso di mancanza di domanda del mercato per l’uso di una banda armonizzata a livello nazionale o regionale, ove sia messa a disposizione per l’uso conformemente e subordinatamente a una misura di armonizzazione adottata a norma della decisione n. 676/2002/CE, gli Stati membri possono consentire un uso alternativo integrale o parziale di tale banda, compreso l’uso esistente, conformemente ai paragrafi 4 e 5, a condizione che:

(a)  la constatazione della mancanza di domanda del mercato per l’uso della banda armonizzata si basi su una consultazione pubblica in linea con l’articolo 23, ivi compresa una valutazione prospettica della domanda del mercato;

(b)  tale uso alternativo non impedisca od ostacoli la disponibilità o l’uso della banda armonizzata in altri Stati membri; e

(c)  lo Stato membro in questione tenga in debito conto la disponibilità o l’uso a lungo termine della banda armonizzata nell’Unione e le economie di scala per le apparecchiature risultanti dall’uso dello spettro radio armonizzato nell’Unione.

L’uso alternativo è autorizzato unicamente in via eccezionale in mancanza di domanda del mercato per la banda nel momento in cui è resa disponibile all’uso per la prima volta. L’eventuale decisione di consentire l’uso alternativo in via eccezionale è oggetto di un riesame ogni tre anni o tempestivamente su richiesta di un potenziale utente all’autorità competente per l’uso della banda conformemente alla misura di armonizzazione. Lo Stato membro comunica alla Commissione e agli altri Stati membri le decisioni prese e i risultati degli eventuali riesami, insieme con le pertinenti motivazioni.

4. Salvo disposizione contraria contenuta nel secondo comma, gli Stati membri assicurano che nello spettro dichiarato disponibile per i servizi di comunicazione elettronica possano essere utilizzati tutti i tipi di tecnologie usate per i servizi o per le reti di comunicazione elettronica nel rispettivo piano di assegnazione delle frequenze nazionali a norma del diritto dell’Unione.

Gli Stati membri possono, tuttavia, prevedere limitazioni proporzionate e non discriminatorie dei tipi di tecnologie di accesso senza fili o rete radiofonica utilizzati per servizi di comunicazione elettronica, unicamente ove ciò sia necessario al fine di:

(a) evitare interferenze dannose;

  (b) proteggere la salute pubblica dai campi elettromagnetici tenendo nella massima considerazione la raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio(40);

  (c) assicurare la qualità tecnica del servizio;

  assicurare la massima diffusione dell’uso condiviso dello spettro radio, conformemente al diritto dell’Unione;

  (e) salvaguardare l’uso efficiente dello spettro radio; oppure

  (f) garantire il conseguimento di un obiettivo di interesse generale conformemente al paragrafo.

5. Salvo disposizione contraria contenuta nel secondo comma, gli Stati membri assicurano che nello spettro dichiarato disponibile per i servizi di comunicazione elettronica possano essere forniti tutti i tipi di servizi di comunicazione elettronica nei rispettivi piani nazionali di attribuzione delle frequenze a norma del diritto dell’Unione. Gli Stati membri possono, tuttavia, prevedere limitazioni proporzionate e non discriminatorie dei tipi di servizi di comunicazione elettronica che è possibile fornire, anche, se necessario, al fine di soddisfare un requisito del regolamento delle radiocomunicazioni dell’UIT.

Le misure che impongono la fornitura di un servizio di comunicazione elettronica in una banda specifica disponibile per i servizi di comunicazione elettronica sono giustificate per garantire il conseguimento di un obiettivo di interesse generale definito dagli Stati membri conformemente al diritto dell’Unione, come, ad esempio e a titolo non esaustivo:

(a) garantire la sicurezza della vita;

  (b) promuovere la coesione sociale, regionale o territoriale;

  (c) evitare un uso inefficiente dello spettro radio; ▌

  (d) promuovere la diversità culturale e linguistica e il pluralismo dei media, ad esempio mediante prestazione di servizi di radiodiffusione o telediffusione;

(d bis) promuovere una connettività di altissima qualità lungo i principali corridoi di trasporto;

Una misura che vieta la fornitura di qualsiasi altro servizio di comunicazione elettronica in una banda specifica può essere prevista esclusivamente ove sia giustificata dalla necessità di proteggere i servizi di sicurezza della vita. Gli Stati membri possono anche eccezionalmente estendere tale misura al fine di conseguire altri obiettivi di interesse generale quali definiti dall’Unione o dagli Stati membri a norma del diritto dell’Unione.

6. Gli Stati membri riesaminano periodicamente la necessità delle limitazioni di cui ai paragrafi 4 e 5 e rendono pubblici i risultati di tali revisioni.

7. Le limitazioni stabilite prima del 25 maggio 2011 si conformano ai paragrafi 4 e 5 entro la data di applicazione della presente direttiva.

Articolo 46

Autorizzazione d’uso dello spettro radio

1. Gli Stati membri decidono in merito al regime più adatto per autorizzare l’uso dello spettro radio onde facilitare l’uso dello spettro radio, compreso l’uso condiviso, nel quadro di autorizzazioni generali e limitano la concessione di diritti d’uso individuali dello spettro radio alle situazioni in cui tali diritti sono necessari per ▌:

(a)  ▌

(b)  evitare le interferenze dannose o proteggere dalle stesse;

(c)  ▌

(d)  ▌assicurare la qualità tecnica delle comunicazioni o del servizio;

(e)  conseguire altri obiettivi di interesse generale definiti dagli Stati membri conformemente alla normativa dell’Unione.

(e bis)  tutelare un uso efficiente dello spettro;

Se del caso, gli Stati membri valutano la possibilità di autorizzare l’uso dello spettro radio sulla base di una combinazione di autorizzazione generale e diritti d’uso individuali, tenendo conto dei probabili effetti sulla concorrenza, sull’innovazione e sull’accesso al mercato di diverse combinazioni e dei trasferimenti graduali da una categoria all’altra.

–  ▌

–  ▌

–  ▌

–  ▌

Gli Stati membri minimizzano le restrizioni d’uso dello spettro radio tenendo in piena considerazione le soluzioni tecnologiche di gestione delle interferenze dannose allo scopo di imporre il regime di autorizzazione meno oneroso possibile.

2. Gli Stati membri provvedono a che le norme e le condizioni per l’uso condiviso dello spettro radio, ove si applichi l’uso condiviso, siano chiaramente definite e concretamente specificate negli atti di autorizzazione. Tali norme e condizioni agevolano l’uso efficiente, la concorrenza e l’innovazione e includono condizioni di accesso all’ingrosso eque e non discriminatorie.

3. La Commissione ▌, tenendo nella massima considerazione il parere del gruppo “Politica dello spettro radio”, adotta misure di attuazione relative alle modalità di applicazione dei criteri, delle norme e delle condizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 per quanto riguarda lo spettro radio armonizzato. Essa adotta tali misure secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 110, paragrafo 4. Le misure sono adottate entro il [inserire la data].

Articolo 47

Condizioni relative alle autorizzazioni generali e ai diritti d’uso dello spettro radio

1. Le autorità competenti stabiliscono condizioni relative ai diritti individuali e alle autorizzazioni generali per l’uso dello spettro radio, in conformità dell’articolo 13, paragrafo 1, in modo da garantire l’uso ottimale ed efficiente dello spettro radio da parte dei beneficiari dell’autorizzazione generale o dei titolari dei diritti individuali o da parte di un soggetto terzo cui un diritto individuale o una parte di esso sia stato trasferito o affittato. Esse definiscono chiaramente tali condizioni, compreso il livello di uso obbligatorio e la possibilità di trasferimento e affitto in relazione a tale obbligo al fine di garantire l’attuazione di dette condizioni in linea con l’articolo 30. Nel caso dei diritti individuali, tali condizioni sono definite chiaramente prima della concessione, dell’assegnazione o del rinnovo. Le condizioni possono essere modificate dall’autorità competente nell’ambito del riesame intermedio qualora sia necessario per il conseguimento di obiettivi di interesse generale in conformità dell’articolo 3. Le condizioni relative ai rinnovi dei diritti d’uso dello spettro radio non possono offrire vantaggi indebiti agli operatori già titolari di tali diritti.

Tali condizioni specificano qualsiasi parametro applicabile, incluso il periodo di utilizzo dei diritti, ed il mancato rispetto di tali parametri autorizza l’autorità competente a revocare i diritti di uso o a imporre altre misure, tra cui l’uso condiviso.

Al fine di massimizzare l’efficienza dello spettro radio, nel determinare il volume e il tipo di spettro radio da assegnare l’autorità competente considera in particolare quanto segue:

a. la possibilità di combinare bande complementari in una singola procedura di assegnazione; e

b. la pertinenza delle dimensioni dei blocchi di spettro radio o della possibilità di combinarli in relazione ai possibili usi, tenendo conto in particolare delle esigenze dei nuovi sistemi di comunicazione emergenti.

Le autorità competenti consultano e informano le parti interessate in tempo utile circa le condizioni cui sono subordinati l’autorizzazione generale e i diritti d’uso individuali, in anticipo rispetto alla loro imposizione. Esse stabiliscono in anticipo i criteri per la valutazione del rispetto di tali condizioni e ne informano le parti interessate in modo trasparente.

2. Nello stabilire le condizioni relative ai diritti d’uso individuali dello spettro radio, le autorità competenti possono autorizzare la condivisione delle infrastrutture passive e attive, o dello spettro radio, nonché accordi commerciali di accesso in roaming o l’installazione congiunta di infrastrutture per la fornitura di servizi o reti che comportano l’uso dello spettro radio, in particolare al fine di garantire un uso effettivo ed efficiente dello spettro radio o di promuovere la copertura. Le condizioni relative ai diritti d’uso non impediscono la condivisione dello spettro radio. L’attuazione, da parte delle imprese, delle condizioni stabilite a norma del presente paragrafo resta soggetta al diritto della concorrenza.

3. La Commissione adotta misure di attuazione per precisare le modalità di applicazione delle condizioni cui gli Stati membri possono subordinare le autorizzazioni d’uso dello spettro radio armonizzato in conformità dei paragrafi 1 e 2, ad eccezione dei contributi a norma dell’articolo 42.

Per quanto riguarda il requisito di copertura di cui alla parte D dell’allegato I, le misure di attuazione si limitano a specificare i criteri che le competenti autorità utilizzano per definire e misurare gli obblighi in materia di copertura, tenendo conto delle analogie tra regioni in materia di caratteristiche geografiche, densità della popolazione, sviluppo economico o sviluppo della rete per specifici tipi di comunicazioni elettroniche e dell’evoluzione della domanda. Le misure di attuazione non comprendono la definizione di specifici obblighi di copertura.

Le misure di attuazione sono adottate secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 110, paragrafo 4, tenendo nella massima considerazione il parere del gruppo “Politica dello spettro radio”. Le misure sono adottate entro il [inserire la data].

Sezione 2 diritti d’uso

Articolo 48

Concessione di diritti d’uso individuali dello spettro radio

1. Qualora sia necessario concedere diritti d’uso individuali dello spettro, gli Stati membri attribuiscono tali diritti, a richiesta, ad ogni impresa per la fornitura di reti o servizi in forza di un’autorizzazione generale di cui all’articolo 12, nel rispetto degli articoli 13 e 54 e dell’articolo 21, paragrafo 1, lettera c), e di ogni altra disposizione che garantisca l’uso efficiente di tali risorse a norma della presente direttiva.

2. Fatti salvi criteri specifici definiti preventivamente dagli Stati membri per concedere i diritti d’uso dello spettro radio ai fornitori di servizi di contenuto radiofonico o televisivo per il conseguimento di obiettivi d’interesse generale conformemente alla normativa dell’Unione, i diritti d’uso dello spettro radio sono concessi mediante procedure aperte, obiettive, trasparenti, non discriminatorie e proporzionate e, nel caso delle frequenze radio, conformemente all’articolo 45.

3. Una deroga ai requisiti per le procedure aperte può essere applicata quando la concessione di diritti d’uso individuali dello spettro radio ai fornitori di servizi di contenuto radiofonico o televisivo è necessaria per conseguire un obiettivo di interesse generale quale definito dall’Unione o dagli Stati membri conformemente alla normativa dell’Unione.

4. Le autorità competenti esaminano le domande di diritti d’uso individuali dello spettro radio nell’ambito di procedure di selezione improntate a criteri di ammissibilità oggettivi, trasparenti, proporzionati e non discriminatori, previamente definiti e conformi alle condizioni da stabilirsi in relazione a tali diritti. Esse hanno la facoltà di esigere dai richiedenti tutte le informazioni necessarie a valutare, sulla base di detti criteri, la capacità dei medesimi richiedenti di soddisfare dette condizioni. Se, sulla base della valutazione, l’autorità conclude che il richiedente non possiede le capacità necessarie, essa emana una decisione debitamente motivata in tal senso.

5. Al momento della concessione dei diritti d’uso, gli Stati membri specificano se tali diritti possono essere trasferiti o affittati dal titolare e a quali condizioni. Nel caso dello spettro radio, tali disposizioni sono conformi agli articoli 45 e 51.

6. Le decisioni in materia di concessione di diritti d’uso sono adottate, comunicate e rese pubbliche quanto prima possibile dopo il ricevimento della domanda completa da parte dell’autorità nazionale di regolamentazione, entro sei settimane nel caso dello spettro radio dichiarato disponibile per servizi di comunicazione elettronica nel rispettivo piano nazionale delle frequenze. Detto termine non pregiudica l’eventuale applicabilità di accordi internazionali in materia di uso dello spettro radio o delle posizioni orbitali.

Articolo 49

Durata dei diritti

1. Qualora autorizzino l’uso dello spettro radio mediante diritti individuali per un periodo limitato, gli Stati membri provvedono a che detta autorizzazione sia concessa per una durata adeguata tenuto conto dell’obiettivo perseguito e della necessità di assicurare la concorrenza nonché l’uso effettivo ed efficiente e di promuovere investimenti efficienti, anche prevedendo un periodo adeguato di ammortamento degli investimenti, e l’innovazione.

2. Qualora gli Stati membri concedano diritti d’uso dello spettro radio armonizzato per un periodo limitato, tali diritti sono validi, fatto salvo l’articolo 47, per una durata di almeno 25 anni e sono soggetti a una revisione intermedia al più tardi 10 anni dopo la concessione dei diritti d’uso, eccetto in caso di diritti temporanei, proroghe temporanee di diritti a norma del paragrafo 3 e diritti di uso secondario in bande armonizzate.

I diritti d’uso possono essere revocati o adattati dagli Stati membri in seguito alla valutazione intermedia se tali diritti impediscono di:

a)  garantire l’uso efficiente ed efficace dello spettro radio, in particolare alla luce di innovazioni tecnologiche o dell’evoluzione del mercato;

b)  perseguire un obiettivo di interesse generale, come il raggiungimento degli obiettivi di connettività dell’Unione; oppure

c)  organizzare lo spettro radio e usarlo per fini di ordine pubblico, pubblica sicurezza o difesa.

I diritti d’uso sono revocati solo dopo un periodo transitorio.

3. Gli Stati membri possono prorogare la durata dei diritti d’uso per un breve periodo al fine di garantire la simultaneità della scadenza dei diritti in una o più bande.

Articolo 50

Rinnovo dei diritti

1. Lasciando impregiudicate le clausole di rinnovo applicabili ai diritti esistenti, le autorità competenti prendono in considerazione il rinnovo dei diritti d’uso individuali dello spettro radio armonizzato ▌di propria iniziativa o su richiesta del titolare del diritto ▌.

2. ▌

3. Nel prendere in considerazione l’eventuale rinnovo di diritti d’uso individuali dello spettro radio armonizzato, le autorità competenti▌:

a) offrono a tutte le parti interessate, compresi gli utenti e i consumatori, l’opportunità di esprimere le loro opinioni attraverso una consultazione pubblica a norma dell’articolo 23;

b) tengono conto delle considerazioni seguenti:

i.  realizzazione degli obiettivi di cui all’articolo 3, all’articolo 45, paragrafo 2, e all’articolo 48, paragrafo 2, nonché degli obiettivi programmatici previsti dal diritto nazionale o dell’Unione;

ii.  attuazione di una misura adottata a norma dell’articolo 4 della decisione n. 676/2002/CE;

iii.  esame dell’adeguatezza dell’attuazione delle condizioni connesse al diritto di cui trattasi;

iv.  necessità di promuovere la concorrenza o di evitarne qualsiasi distorsione, a norma dell’articolo 52;

v.  conseguimento di maggiore efficienza nell’uso dello spettro radio alla luce di innovazioni tecnologiche o dell’evoluzione del mercato;

vi.  necessità di evitare gravi perturbazioni del servizio;

vii.  esistenza di una domanda del mercato da parte di imprese diverse da quelle titolari dei diritti d’uso dello spettro per la banda in questione;

viii.  necessità di limitare il numero dei diritti, in linea con l’articolo 46.

Almeno tre anni prima della scadenza dei diritti di cui trattasi, l’autorità competente decide se rinnovare i diritti esistenti sulla base dell’esito della consultazione pubblica e della revisione delle considerazioni di cui al paragrafo 3, lettera b), e motiva la sua decisione di conseguenza.

Qualora decida che i diritti d’uso dello spettro non vanno rinnovati, e che il numero dei diritti deve essere limitato, l’autorità competente concede i diritti a norma dell’articolo 54.

Articolo 51

Trasferimento o affitto di diritti d’uso individuali dello spettro radio

1. Gli Stati membri provvedono affinché le imprese possano trasferire o affittare ad altre imprese ▌i diritti d’uso individuali dello spettro radio ▌.

2. Gli Stati membri provvedono affinché l’intenzione di un’impresa di trasferire diritti d’uso dello spettro radio, e l’avvenuto trasferimento, siano notificati secondo le procedure nazionali all’autorità nazionale di regolamentazione e alla competente autorità responsabile della concessione dei diritti d’uso individuali e siano resi pubblici mediante l’iscrizione nel registro tenuto a norma del paragrafo 3. Qualora l’uso dello spettro radio sia stato armonizzato mediante l’applicazione della decisione n. 676/2002/CE (decisione spettro radio) o di altri provvedimenti dell’Unione, tali trasferimenti rispettano quest’uso armonizzato.

3. Gli Stati membri autorizzano il trasferimento o l’affitto dei diritti d’uso dello spettro radio se sono mantenute le relative condizioni originarie. Fatta salva la necessità di garantire l’assenza di distorsioni della concorrenza, in particolare in conformità dell’articolo 52, gli Stati membri:

a)  sottopongono i trasferimenti e gli affitti alla procedura meno onerosa possibile;

b)  ▌non rifiutano l’affitto di diritti d’uso dello spettro radio quando il locatore ▌mantiene l’impegno di rispettare le condizioni originarie relative ai diritti d’uso;

c)  non rifiutano il trasferimento di diritti d’uso dello spettro radio, salvo se vi è il rischio evidente che il nuovo titolare non sia in grado di soddisfare le condizioni originarie relative ai diritti d’uso;

c bis)  non rifiutano il trasferimento o l’affitto a un soggetto già titolare dei diritti d’uso dello spettro radio.

I diritti amministrativi imposti alle imprese in relazione al trattamento di una domanda di trasferimento o di affitto di diritti d’uso dello spettro radio coprono totalmente soltanto i costi amministrativi, incluse eventuali azioni ausiliarie necessarie intraprese in fase di trattamento della domanda, e sono conformi all’articolo 16.

Le lettere da a) a c bis) lasciano impregiudicata la competenza degli Stati membri di garantire l’osservanza delle condizioni relative ai diritti d’uso in qualsiasi momento, riguardo sia al locatore sia al locatario, a norma del rispettivo diritto nazionale.

Le autorità competenti agevolano il trasferimento o l’affitto di diritti d’uso dello spettro radio prendendo in considerazione in tempo utile le richieste di adattare le condizioni cui è subordinato il diritto e assicurando che i diritti o il relativo spettro radio possano essere suddivisi o disaggregati nel modo più ampio possibile.

In vista del trasferimento o dell’affitto di diritti d’uso dello spettro radio, le autorità competenti rendono pubblici, in un formato elettronico standardizzato, tutti i particolari relativi ai diritti individuali trasferibili al momento della creazione dei diritti e mantengono tali informazioni aggiornate fintantoché i diritti esistono.

4. La Commissione adotta le opportune misure di attuazione al fine di individuare le bande per le quali i diritti d’uso delle radiofrequenze possono essere trasferiti o affittati tra imprese. Dette misure non concernono le frequenze usate per la diffusione radiotelevisiva.

Tali misure tecniche di attuazione sono adottate secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 110, paragrafo 4. Le misure sono adottate entro [inserire la data].

Articolo 52

Concorrenza

1. Le autorità nazionali di regolamentazione promuovono una concorrenza effettiva ed evitano le distorsioni della concorrenza sul mercato interno al momento di decidere la concessione, la modifica o il rinnovo dei diritti d’uso dello spettro radio per i servizi e le reti di comunicazione elettronica, conformemente alla presente direttiva.

2. Allorché gli Stati membri concedono, modificano o rinnovano diritti d’uso dello spettro radio, le autorità nazionali di regolamentazione, tenendo nella massima considerazione gli orientamenti per l’analisi del mercato e la valutazione del significativo potere di mercato pubblicati dalla Commissione in conformità dell’articolo 62, paragrafo 2, effettuano una valutazione oggettiva e prospettica delle condizioni della concorrenza nel mercato e adottano una delle misure di cui alle lettere da a) a e) solo laddove tale misura sia necessaria per mantenere o conseguire una concorrenza effettiva:

a)  limitare il volume di spettro radio per cui concedono diritti d’uso a un’impresa, oppure, in circostanze eccezionali, subordinare detti diritti d’uso a condizioni quali l’offerta di accesso all’ingrosso, di roaming nazionale o di roaming regionale, in talune bande o in taluni gruppi di bande aventi caratteristiche simili;

b)  riservare, se del caso in considerazione di una situazione eccezionale sul mercato nazionale, una determinata parte di una banda o di un gruppo di bande di frequenza da assegnare ai nuovi operatori;

c)  rifiutare di concedere nuovi diritti d’uso dello spettro radio o di autorizzare nuovi usi dello spettro radio per talune bande o imporre determinate condizioni alla concessione di nuovi diritti d’uso dello spettro radio o all’autorizzazione di nuovi usi dello spettro radio per evitare distorsioni della concorrenza dovute ad assegnazioni, trasferimenti o accumuli dei diritti d’uso;

d)  vietare o imporre condizioni ai trasferimenti di diritti d’uso dello spettro radio, che non siano assoggettati al controllo nazionale o dell’Unione delle operazioni di concentrazione, quando tali trasferimenti possono pregiudicare in modo significativo la concorrenza;

e)  modificare i diritti esistenti conformemente alla presente direttiva quando ciò si renda necessario per porre rimedio ex post a una distorsione della concorrenza dovuta a trasferimenti o accumuli di diritti d’uso dello spettro radio.

3. Nell’applicare il paragrafo 2, le autorità nazionali di regolamentazione agiscono in conformità delle procedure di cui agli articoli 18, 19, 23 e 35.

Sezione 3 procedure

Articolo 53

Tempistica coordinata delle assegnazioni

Al fine di garantire un uso efficiente e coordinato dello spettro radio armonizzato nell’Unione e tenendo debito conto delle diverse situazioni del mercato a livello nazionale, la Commissione ▌, mediante una misura di attuazione:

a)  stabilisce una o, se del caso, più date limite comuni entro le quali autorizzare l’uso di specifiche bande di spettro radio armonizzato;

b)  ove necessario per assicurare l’efficacia del coordinamento, adotta misure transitorie relative alla durata dei diritti ai sensi dell’articolo 49, quale ad esempio una proroga o una limitazione della durata, al fine di adattare i diritti o le autorizzazioni esistenti a tale data armonizzata.

Le misure di attuazione sono adottate secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 110, paragrafo 4, tenendo nella massima considerazione il parere del gruppo “Politica dello spettro radio”. Le misure sono adottate entro [inserire la data].

Articolo 54

Procedura per limitare il numero dei diritti d’uso da concedere per lo spettro radio

1. Senza pregiudicare alcun atto di esecuzione adottato a norma dell’articolo 53, quando determina che un diritto d’uso dello spettro radio non può essere concesso a norma dell’articolo 46 e quando valuta se limitare il numero dei diritti d’uso da concedere per lo spettro radio, uno Stato membro, tra l’altro:

  a) motiva chiaramente la limitazione dei diritti d’uso, in particolare tenendo adeguatamente conto dell’esigenza di ottimizzare i vantaggi per gli utenti e di favorire lo sviluppo della concorrenza, e riesamina la limitazione a seconda dei casi o a ragionevole richiesta delle imprese interessate.

  b) concede a tutte le parti interessate, compresi gli utenti e i consumatori, l’opportunità di esprimere la loro posizione sulle limitazioni, mediante una consultazione pubblica conformemente all’articolo 23. Nel caso dello spettro radio armonizzato, detta consultazione pubblica ha inizio entro sei mesi dall’adozione della misura di attuazione a norma della decisione n. 676/2002/CE, a meno che motivi tecnici ivi contenuti richiedano tempi più lunghi.

2. Quando determina che il numero di diritti d’uso deve essere limitato, lo Stato membro definisce e motiva chiaramente gli obiettivi perseguiti con la procedura di selezione e, ove possibile, li quantifica, ponderando adeguatamente la necessità di raggiungere obiettivi nazionali e del mercato interno. Gli obiettivi che lo Stato membro può fissare in vista di definire la procedura di selezione specifica si limitano a uno o più dei seguenti:

a) promuovere la copertura;

b) assicurare la necessaria qualità del servizio;

c) promuovere la concorrenza;

d) promuovere l’innovazione e lo sviluppo delle imprese;

e) assicurare che i contributi promuovano un uso ottimale dello spettro radio in conformità dell’articolo 42.

L’autorità nazionale di regolamentazione definisce e motiva chiaramente la scelta della procedura di selezione, compresa l’eventuale fase preliminare di accesso alla procedura stessa. L’autorità indica inoltre chiaramente i risultati delle collegate valutazioni della situazione concorrenziale, tecnica ed economica del mercato e motiva l’eventuale uso e la scelta delle misure a norma dell’articolo 35.

3. Gli Stati membri pubblicano qualsiasi decisione relativa alla procedura di selezione scelta e agli elementi connessi, indicandone chiaramente le ragioni e le modalità con cui è stato tenuto conto della misura adottata dall’autorità nazionale di regolamentazione in conformità dell’articolo 35. Sono altresì pubblicate le condizioni che saranno collegate ai diritti d’uso.

4. Lo Stato membro invita a presentare domanda per i diritti d’uso, dopo aver deciso la procedura da seguire.

5. Qualora decida che è possibile concedere un numero supplementare di diritti d’uso dello spettro radio o una combinazione di diversi tipi di diritti, lo Stato membro, tenendo conto dei metodi avanzati di protezione dalle interferenze dannose, rende nota tale decisione e dà inizio al procedimento di concessione di tali diritti.

6. Qualora sia necessario concedere i diritti d’uso dello spettro radio solo in numero limitato, gli Stati membri ne effettuano l’assegnazione in base a criteri di selezione e a una procedura stabiliti dalle rispettive autorità nazionali di regolamentazione a norma dell’articolo 35, che devono essere obiettivi, trasparenti, proporzionati e non discriminatori. Tali criteri di selezione devono tenere adeguatamente conto del conseguimento degli obiettivi e delle prescrizioni di cui agli articoli 3, 4, 28 e 45.

7. La Commissione adotta misure di attuazione per stabilire criteri al fine di coordinare l’attuazione da parte degli Stati membri degli obblighi di cui ai paragrafi da 1 a 3. Le misure di attuazione sono adottate secondo la procedura di cui all’articolo 110, paragrafo 4, tenendo nella massima considerazione il parere del gruppo “Politica dello spettro radio”. Le misure sono adottate entro [inserire la data].

8. Qualora sia necessario ricorrere a procedure di selezione, gli Stati membri possono prorogare il periodo massimo di sei settimane di cui all’articolo 48, paragrafo 6, nella misura necessaria per garantire che tali procedure siano eque, ragionevoli, pubbliche e trasparenti per tutti i soggetti interessati, senza però superare il termine di otto mesi, fatta salva un’eventuale tempistica specifica stabilita a norma dell’articolo 53.

I termini suddetti non pregiudicano l’eventuale applicabilità di accordi internazionali in materia di uso dello spettro radio e di coordinamento dei satelliti.

9. Il presente articolo non pregiudica il trasferimento dei diritti d’uso dello spettro radio in conformità dell’articolo 51.

CAPO III

DIFFUSIONE E USO DELLE APPARECCHIATURE DI RETE SENZA FILI

Articolo 55

Accesso alle reti locali in radiofrequenza

1. Le autorità competenti autorizzano la fornitura di accesso a una rete pubblica di comunicazioni attraverso reti locali in radiofrequenza, nonché l’uso dello spettro radio armonizzato a tal fine, fatte salve le condizioni applicabili dell’autorizzazione generale.

Qualora tale fornitura non sia di carattere commerciale o sia accessoria ad un’altra attività commerciale o di servizio pubblico non subordinata alla trasmissione di segnali su tali reti, un’impresa, autorità pubblica o utente finale che fornisce tale accesso non è soggetto ad alcuna autorizzazione generale per la fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica a norma dell’articolo 12, né agli obblighi in materia di diritti degli utenti finali a norma della parte III, titolo III, né agli obblighi di interconnessione delle rispettive reti a norma dell’articolo 59, paragrafo 1.

1 bis. In ogni caso si applica l’articolo 12 della direttiva 2000/31/UE.

2. Le autorità competenti non impediscono ai fornitori di reti pubbliche di comunicazione o di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico di autorizzare l’accesso del pubblico alle loro reti attraverso reti locali in radiofrequenza, che possono essere ubicate nei locali di un utente finale, subordinatamente al rispetto delle condizioni applicabili dell’autorizzazione generale e al previo consenso informato dell’utente finale.

3. In linea, in particolare, con l’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento 2015/2120 del Parlamento europeo e del Consiglio(41), le autorità competenti assicurano che i fornitori di reti pubbliche di comunicazione o di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico non limitino in maniera unilaterale:

a) il diritto degli utenti finali di accedere alle reti locali in radiofrequenza di loro scelta fornite da terzi;

b) il diritto degli utenti finali di consentire, reciprocamente o più in generale, l’accesso alle reti di tali fornitori ad altri utenti finali tramite reti locali in radiofrequenza, anche sulla base di iniziative di terzi che aggregano e rendono accessibili al pubblico le reti locali in radiofrequenza di diversi utenti finali.

A tal fine, i fornitori di reti pubbliche di comunicazione o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico rendono disponibili e offrono attivamente, secondo modalità chiare e trasparenti, prodotti od offerte specifiche che consentono ai propri utenti finali di fornire a terzi un accesso tramite rete locale in radiofrequenza.

4. Le autorità competenti non limitano il diritto degli utenti finali di consentire, reciprocamente o più in generale, l’accesso alle loro reti locali in radiofrequenza ad altri utenti finali, anche sulla base di iniziative di terzi che aggregano e rendono accessibili al pubblico le reti locali in radiofrequenza di diversi utenti finali.

5. Le autorità competenti non limitano la fornitura di accesso pubblico alle reti locali in radiofrequenza:

a) da parte di autorità pubbliche nei locali da esse occupati o nelle immediate vicinanze, quando tale fornitura è accessoria ai servizi pubblici forniti in tali locali;

b) attraverso iniziative di organizzazioni non governative o autorità pubbliche che aggregano e rendono accessibili, reciprocamente o più in generale, le reti locali in radiofrequenza di diversi utenti finali, comprese, se del caso, le reti locali in radiofrequenza alle quali l’accesso pubblico è fornito a norma della lettera a).

Articolo 56

Installazione e funzionamento dei punti di accesso senza fili di portata limitata

1. Le autorità competenti autorizzano l’installazione, la connessione e il funzionamento di punti di accesso senza fili di portata limitata non intrusivi nell’ambito del sistema generale di autorizzazione e non limitano indebitamente tale installazione, connessione o funzionamento mediante permessi urbanistici individuali o in qualsiasi altro modo, quando tale uso è conforme alle misure di esecuzione adottate ai sensi del paragrafo 2. I punti di accesso senza fili di portata limitata non sono soggetti a contributi o oneri oltre ai diritti amministrativi che possono essere associati all’autorizzazione generale a norma dell’articolo 16.

Il presente paragrafo non pregiudica il regime di autorizzazione dello spettro radio utilizzato per il funzionamento dei punti di accesso senza fili di portata limitata.

2. Al fine di assicurare l’attuazione uniforme del regime di autorizzazione generale per l’installazione, la connessione e il funzionamento dei punti di accesso senza fili di portata limitata, la Commissione può, mediante un atto di esecuzione, specificare le caratteristiche tecniche relative alla progettazione, all’installazione e al funzionamento dei punti di accesso senza fili di portata limitata, che sono conformi almeno alle disposizioni della direttiva 2013/35/UE(42) e tengono conto delle soglie di cui alla raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio(43). La Commissione specifica tali caratteristiche tecniche facendo riferimento alle dimensioni massime, alle caratteristiche di potenza ed elettromagnetiche, nonché all’impatto visivo dei punti di accesso senza fili di portata limitata installati. La conformità alle caratteristiche specificate assicura che i punti di accesso senza fili di portata limitata non siano intrusivi allorché in uso in diversi contesti locali.

Le caratteristiche tecniche specificate affinché l’installazione, la connessione e il funzionamento dei punti di accesso senza fili di portata limitata possano beneficiare del disposto del paragrafo 1 lasciano impregiudicati i requisiti essenziali di cui alla direttiva 2014/53/UE(44).

Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 110, paragrafo 4.

2 bis. Gli Stati membri, in applicazione, se del caso, delle procedure adottate in conformità della direttiva 2014/61/UE, provvedono affinché gli operatori abbiano il diritto di accedere a qualsiasi infrastruttura fisica controllata da autorità pubbliche nazionali, regionali o locali che sia tecnicamente idonea a ospitare punti di accesso senza fili di portata limitata o che sia necessaria per connettere tali punti di accesso a una dorsale di rete, compresi gli arredi stradali quali ad esempio pali della luce, segnali stradali, semafori, cartelloni pubblicitari, fermate degli autobus e dei tram e stazioni della metropolitana. Le autorità pubbliche soddisfano tutte le ragionevoli richieste di accesso secondo modalità e condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, la cui trasparenza è garantita a un punto di accesso centrale. Eventuali oneri finanziari rispecchiano esclusivamente i costi sostenuti dall’autorità pubblica per fornire tale accesso.

Articolo 56 bis

Regolamentazioni tecniche sui campi elettromagnetici

Le procedure di cui alla direttiva 2015/1535/UE si applicano a qualsiasi progetto di misura di uno Stato membro che imponga requisiti in materia di campi elettromagnetici più rigorosi rispetto a quelli di cui alla raccomandazione n. 1999/519/CE del Consiglio.

Titolo II: Accesso

CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI, PRINCIPI DI ACCESSO

Articolo 57

Quadro di riferimento generale per l’accesso e l’interconnessione

1. Gli Stati membri provvedono affinché non vi siano restrizioni che impediscano alle imprese di un medesimo Stato membro o di differenti Stati membri di negoziare tra loro, nel rispetto del diritto dell’Unione, accordi sulle disposizioni tecniche e commerciali relative all’accesso e/o all’interconnessione. L’impresa che richiede l’accesso o l’interconnessione non necessita di un’autorizzazione ad operare nello Stato membro in cui è richiesto l’accesso o l’interconnessione, qualora essa non fornisca servizi o non gestisca una rete in detto Stato membro.

2. Fatto salvo l’articolo 106, gli Stati membri revocano i provvedimenti giuridici o amministrativi che obbligano gli operatori a concedere analoghi servizi d’accesso e di interconnessione a termini e condizioni differenti in funzione delle differenti imprese per servizi equivalenti e/o i provvedimenti che impongono obblighi che non dipendono dai servizi di accesso e di interconnessione effettivamente prestati, fatte salve le condizioni stabilite nell’allegato I.

Articolo 58

Diritti ed obblighi delle imprese

1. Gli operatori di reti pubbliche di comunicazione hanno il diritto e, se richiesto da altre imprese titolari di un’autorizzazione ai sensi dell’articolo 15, l’obbligo di negoziare tra loro l’interconnessione ai fini della fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, allo scopo di garantire la fornitura e l’interoperabilità dei servizi in tutta l’Unione. Gli operatori offrono l’accesso e l’interconnessione ad altre imprese nei termini e alle condizioni conformi agli obblighi imposti dall’autorità nazionale di regolamentazione ai sensi degli articoli 59, 60 e 66.

2. Fatto salvo l’articolo 21, gli Stati membri esigono che le imprese che ottengono informazioni da un’altra impresa prima, durante o dopo il negoziato sugli accordi in materia di accesso o di interconnessione utilizzino tali informazioni esclusivamente per i fini per i quali sono state fornite e osservino in qualsiasi circostanza gli obblighi di riservatezza delle informazioni trasmesse o memorizzate. Le informazioni ricevute non sono comunicate ad altre parti, in particolare ad altri servizi, società consociate o partner commerciali, per i quali esse potrebbero rappresentare un vantaggio concorrenziale.

2 bis. Gli Stati membri possono prevedere che i negoziati siano condotti mediante intermediari neutri laddove le condizioni di concorrenza lo richiedano.

CAPO II

ACCESSO E INTERCONNESSIONE

Articolo 59

Poteri e competenze delle autorità nazionali di regolamentazione in materia di accesso e di interconnessione

1. Nel perseguire gli obiettivi stabiliti dall’articolo 3, compresi il pluralismo dei mezzi di comunicazione e la diversità culturale, le autorità nazionali di regolamentazione incoraggiano e, se del caso, garantiscono, in conformità alle disposizioni della presente direttiva, un adeguato accesso, un’adeguata interconnessione e l’interoperabilità dei servizi, esercitando le rispettive competenze in modo tale da promuovere l’efficienza economica, una concorrenza sostenibile, lo sviluppo di reti ad altissima capacità, investimenti efficienti e l’innovazione e recare il massimo vantaggio agli utenti finali. Esse forniscono orientamenti e rendono disponibili al pubblico le procedure per ottenere l’accesso e l’interconnessione, garantendo che piccole e medie imprese e operatori aventi una portata geografica limitata possano trarre beneficio dagli obblighi imposti.

In particolare, fatte salve le misure che potrebbero essere adottate nei confronti di imprese che detengono un significativo potere di mercato ai sensi dell’articolo 66, le autorità nazionali di regolamentazione possono imporre, senza compromettere le norme di sicurezza:

  a) nella misura necessaria a garantire l’interconnettibilità da punto a punto, obblighi alle imprese soggette all’autorizzazione generale, ad eccezione dei servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero, e che controllano l’accesso agli utenti finali, compreso in casi giustificati l’obbligo di interconnessione delle rispettive reti qualora non sia già prevista;

  b) in casi giustificati e nella misura necessaria, obblighi per le imprese soggette all’autorizzazione generale, ad eccezione dei servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero, e che controllano l’accesso degli utenti finali, onde rendere interoperabili i propri servizi;

c) in casi giustificati in cui la portata, la copertura, la qualità del servizio e l’adozione da parte degli utenti corrispondano a quelli dei servizi basati sul numero, e nei casi strettamente necessari a garantire la connettività da punto a punto tra gli utenti finali, obblighi per le pertinenti categorie di fornitori di servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero di rendere interoperabili i propri servizi;

d) nella misura necessaria a garantire l’accessibilità per gli utenti finali ai servizi radiofonici e televisivi digitali, nonché ai servizi complementari correlati, specificati dallo Stato membro, l’obbligo agli operatori di garantire l’accesso alle altre risorse di cui all’allegato II, parte II a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie.

Gli obblighi di cui al secondo comma, lettera c), possono essere imposti soltanto:

i) nella misura necessaria a garantire l’interoperabilità dei servizi di comunicazione interpersonale e possono comprendere obblighi proporzionati per il fornitore dei servizi di comunicazione interpersonale di pubblicare e autorizzare l‘uso, la modifica e la ridistribuzione delle eventuali informazioni pertinenti o l’obbligo di impiegare o attuare le norme o specifiche di cui all’articolo 39, paragrafo 1, o di altre pertinenti norme europee o internazionali;

ii) qualora la Commissione, dopo aver consultato il BEREC e aver preso nella massima considerazione il suo parere, abbia riscontrato la presenza di una notevole minaccia ▌alla connettività da punto a punto tra utenti finali ▌in tutta l’Unione europea e abbia adottato misure di attuazione che specificano le caratteristiche e la portata degli obblighi che possono essere imposti, secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 110, paragrafo 4. Gli Stati membri non impongono obblighi per quanto riguarda le caratteristiche e la portata degli obblighi che vanno al di là di tali misure di esecuzione.

2. Fatto salvo l’articolo 59, paragrafo 1, le autorità nazionali di regolamentazione impongono ▌l’obbligo di soddisfare le richieste ragionevoli di accesso al cablaggio all’interno degli edifici o fino al primo punto di concentrazione o di distribuzione qualora tale punto sia situato al di fuori dell’edificio, ai proprietari di tale cablaggio o alle imprese che hanno il diritto di utilizzarlo, se ciò è giustificato dal fatto che la replicazione di tali elementi di rete sarebbe economicamente inefficiente o fisicamente impraticabile e se l’accesso a tali elementi è necessario per promuovere una concorrenza sostenibile. Le condizioni di accesso imposte sono obiettive, trasparenti, non discriminatorie, proporzionate e coerenti con la direttiva 2014/61/UE e possono comprendere norme specifiche sull’accesso, su trasparenza e non discriminazione e sulla ripartizione dei costi di accesso, tenendo conto dei fattori di rischio.

Le autorità nazionali di regolamentazione possono estendere a tali proprietari o imprese, a condizioni eque e ragionevoli, l’imposizione di siffatti obblighi di accesso oltre il primo punto di concentrazione o di distribuzione fino a un punto di concentrazione il più vicino possibile agli utenti finali, nella misura strettamente necessaria a superare barriere insormontabili economiche o fisiche alla replicazione in aree a bassa densità di popolazione.

Le autorità nazionali di regolamentazione non impongono obblighi a norma del secondo comma qualora:

a) loperatore di rete offra un mezzo alternativo ed economicamente sostenibile di accesso agli utenti finali, idoneo alla fornitura di reti ad altissima capacità, purché tale accesso sia offerto a condizioni eque e ragionevoli; oppure

b) nel caso di elementi di rete attivati recentemente, in particolare nell’ambito di progetti locali di dimensioni ridotte, laddove la concessione di tale accesso comprometta la sostenibilità economica o finanziaria dell’attivazione di tali elementi.

3. Gli Stati membri assicurano che le autorità nazionali di regolamentazione abbiano la facoltà di imporre, alle imprese che forniscono o sono autorizzate a fornire reti di comunicazione elettronica, obblighi in relazione alla condivisione delle infrastrutture passive o l’obbligo di concludere accordi di accesso in roaming localizzato per la fornitura di reti ad altissima capacità, in entrambi i casi laddove direttamente necessario per la fornitura locale di servizi che comportano l’uso dello spettro radio, in conformità del diritto dell’Unione e a condizione che non sia messo a disposizione di alcuna impresa a condizioni eque e ragionevoli un mezzo alternativo di accesso agli utenti finali analogo ed economicamente sostenibile. Le autorità nazionali di regolamentazione possono imporre tali obblighi a condizione che tale possibilità sia stata chiaramente prevista in sede di concessione dei diritti d’uso dello spettro radio e solo se ciò è giustificato dal fatto che, nell’ambito soggetto a tali obblighi, la realizzazione orientata al mercato delle infrastrutture per la fornitura di servizi o reti che comportano l’uso dello spettro radio incontra ostacoli economici o fisici insormontabili e pertanto l’accesso alle reti o ai servizi da parte degli utenti finali è gravemente carente o assente. Nei casi in cui l’accesso e la condivisione delle infrastrutture passive da soli non sono sufficienti ad affrontare la situazione, le autorità nazionali di regolamentazione possono imporre obblighi sulla condivisione delle infrastrutture attive. Le autorità nazionali di regolamentazione tengono conto dei seguenti fattori:

a) la necessità di massimizzare la connettività in tutta l’Unione, lungo le principali vie di trasporto e in particolare negli ambiti territoriali, e la possibilità di migliorare notevolmente la scelta e la qualità del servizio per gli utenti finali;

b) l’uso efficiente dello spettro radio;

c) la fattibilità tecnica della condivisione e le relative condizioni;

d) lo stato della concorrenza basata sulle infrastrutture e sui servizi;

f) l’innovazione tecnologica;

g) l’esigenza superiore di sostenere l’incentivo dell’operatore ospitante a realizzare l’infrastruttura.

Detti obblighi di condivisione, accesso o coordinamento sono oggetto di accordi conclusi sulla base di condizioni eque e ragionevoli. Nel quadro della risoluzione delle controversie, le autorità nazionali di regolamentazione possono tra l’altro imporre, al beneficiario dell’obbligo di condivisione o di accesso, l’obbligo di condividere lo spettro con l’operatore ospitante dell’infrastruttura nell’ambito territoriale interessato.

4. Gli obblighi e le condizioni imposti ai sensi dei paragrafi 1, 2 e 3 sono obiettivi, trasparenti, proporzionati e non discriminatori e sono attuati secondo la procedura di cui agli articoli 23, 32 and 33. Le autorità nazionali di regolamentazione valutano i risultati di tali obblighi e condizioni entro cinque anni dall’adozione della precedente misura adottata in relazione agli stessi operatori e considerano se sia opportuno revocarli o modificarli in funzione dell’evolvere della situazione. Le autorità nazionali di regolamentazione comunicano l’esito della loro valutazione secondo le stesse procedure.

5. Per quanto concerne l’accesso e l’interconnessione di cui al paragrafo 1, gli Stati membri provvedono affinché l’autorità nazionale di regolamentazione sia autorizzata ad intervenire di propria iniziativa ove giustificato per garantire il conseguimento degli obiettivi politici previsti all’articolo 3, ai sensi delle disposizioni della presente direttiva e secondo le procedure di cui agli articoli 23, 32, 26 e 27.

6. Entro [la data di entrata in vigore + 18 mesi], al fine di contribuire a una definizione coerente dell’ubicazione dei punti terminali di rete da parte delle autorità nazionali di regolamentazione, il BEREC, previa consultazione delle parti interessate e in stretta collaborazione con la Commissione, adotta orientamenti sugli approcci comuni all’identificazione del punto terminale di rete in diverse topologie di rete. Le autorità nazionali di regolamentazione tengono nella massima considerazione detti orientamenti per la definizione dell’ubicazione dei punti terminali di rete.

Articolo 60

Sistemi di accesso condizionato ed altre risorse

1. Gli Stati membri provvedono affinché le condizioni di cui all’allegato II, parte I, si applichino in relazione all’accesso condizionato ai servizi televisivi e radiofonici digitali trasmessi ai telespettatori e agli ascoltatori dell’Unione, a prescindere dai mezzi di trasmissione.

2. Alla luce dell’evoluzione del mercato e degli sviluppi tecnologici, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 109 per modificare l’allegato II.

3. In deroga alle disposizioni di cui al paragrafo 1, gli Stati membri possono permettere all’autorità nazionale di regolamentazione, appena possibile dopo l’entrata in vigore della presente direttiva e successivamente con cadenza periodica, di riesaminare le condizioni applicate in virtù del presente articolo attraverso un’analisi di mercato conformemente alle disposizioni dell’articolo 65 per determinare se mantenere, modificare o revocare le suddette condizioni.

Qualora, in base all’analisi di mercato, l’autorità nazionale di regolamentazione appuri che uno o più operatori non dispongono di un significativo potere di mercato sul mercato pertinente, può modificare o revocare le condizioni per tali operatori conformemente alla procedura prevista agli articoli 23 e 32 solo se:

  a) l’accessibilità per gli utenti finali a programmi radiofonici e televisivi e a canali e servizi di diffusione specificati ai sensi dell’articolo 106 non risulti pregiudicata da tale modifica o revoca; e

  b) le prospettive di un’effettiva concorrenza nei mercati per:

  i) i servizi digitali di diffusione televisiva e radiofonica al dettaglio e

  ii) i sistemi di accesso condizionato ed altre risorse correlate

non risultino pregiudicate da tale modifica o revoca.

Le parti cui si applica la modifica o la revoca di tali obblighi sono informate entro un lasso di tempo appropriato.

4. Le condizioni applicate in virtù del presente articolo lasciano impregiudicata la facoltà degli Stati membri di imporre obblighi relativi alla presentazione delle guide elettroniche ai programmi e di analoghi menu e interfacce di navigazione.

CAPO III

ANALISI DI MERCATO E SIGNIFICATIVO POTERE DI MERCATO

Articolo 61

Imprese che dispongono di un significativo potere di mercato

1. Quando la presente direttiva prescrive alle autorità nazionali di regolamentazione di accertare se gli operatori dispongano di un significativo potere di mercato, secondo la procedura di cui all’articolo 65, si applicano le disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo.

2. Si presume che un’impresa disponga di un significativo potere di mercato se, individualmente o congiuntamente con altri, gode di una posizione equivalente ad una posizione dominante ossia una posizione di forza economica tale da consentirle di comportarsi in misura notevole in modo indipendente dai concorrenti, dai clienti e, in definitiva, dai consumatori.

In particolare, le autorità nazionali di regolamentazione, nel valutare se due o più imprese godono congiuntamente di una posizione dominante sul mercato, ottemperano alla normativa dell’Unione e tengono nella massima considerazione gli orientamenti per l’analisi del mercato e la valutazione del significativo potere di mercato pubblicati dalla Commissione a norma dell’articolo 62.

Si può ritenere che due o più imprese godano congiuntamente di una posizione dominante, anche in assenza di interconnessioni strutturali o di altro tipo tra di loro, se la struttura del mercato consente loro di comportarsi in misura notevole in modo indipendente dai concorrenti, dai clienti e, in definitiva, dai consumatori. È probabile che ciò si verifichi allorché il mercato presenta una serie di caratteristiche quali:

a)  un elevato livello di concentrazione;

b)  un livello elevato di trasparenza del mercato che fornisce incentivi per comportamenti anticoncorrenziali di parallelismo o allineamento;

c)  l’esistenza di forti ostacoli all’accesso;

d)  la reazione prevedibile dei concorrenti e dei consumatori non comprometterebbe i comportamenti anticoncorrenziali di parallelismo o allineamento.

Le autorità nazionali di regolamentazione valutano tali caratteristiche del mercato alla luce dei pertinenti principi del diritto della concorrenza, tenendo conto al contempo delle circostanze specifiche della regolamentazione ex ante e degli obiettivi di cui all’articolo 3.

3. Se un’impresa dispone di un significativo potere in un mercato specifico (il primo mercato), può parimenti essere definita come avente un significativo potere in un mercato strettamente connesso (il secondo mercato) qualora le connessioni tra i due mercati siano tali da consentire di far valere nel secondo mercato il potere detenuto nel primo, rafforzando in tal modo il potere complessivo dell’impresa interessata. Pertanto, a norma della presente direttiva possono essere applicate misure correttive volte a prevenire tale influenza sul secondo mercato.

Articolo 62

Procedura per l’individuazione e la definizione dei mercati

1. Previa consultazione pubblica, anche delle autorità nazionali di regolamentazione e tenendo nella massima considerazione il parere del BEREC, la Commissione adotta una raccomandazione concernente i mercati rilevanti dei servizi e dei prodotti (“la raccomandazione”). La raccomandazione individua i mercati dei prodotti e dei servizi all’interno del settore delle comunicazioni elettroniche le cui caratteristiche siano tali da giustificare l’imposizione di obblighi di regolamentazione stabiliti dalla presente direttiva senza che ciò pregiudichi l’individuazione di altri mercati in casi specifici di applicazione delle regole di concorrenza. La Commissione definisce i mercati in base ai principi del diritto della concorrenza.

La Commissione include i mercati dei prodotti e dei servizi nella raccomandazione se, dopo aver rilevato le tendenze generali nell’Unione, ritiene che sia rispettato ciascuno dei criteri elencati all’articolo 65, paragrafo 1.

La raccomandazione è riesaminata al più tardi il [data di recepimento]. La Commissione riesamina quindi periodicamente la raccomandazione.

2. Previa consultazione del BEREC, la Commissione provvede a pubblicare orientamenti per l’analisi del mercato e la valutazione del significativo potere di mercato (in prosieguo “gli orientamenti SPM”) conformi ai pertinenti principi del diritto della concorrenza entro la data di entrata in vigore della presente direttiva.

3. Le autorità nazionali di regolamentazione, tenendo nella massima considerazione la raccomandazione e gli orientamenti SPM, definiscono i mercati rilevanti corrispondenti alla situazione nazionale, in particolare i mercati geografici rilevanti nel loro territorio, anche tenendo conto del grado di concorrenza a livello delle infrastrutture in tali aree, conformemente ai principi del diritto della concorrenza. ▌Prima di definire i mercati che differiscono da quelli individuati nella raccomandazione esse applicano la procedura di cui agli articoli 23 e 32.

Articolo 63

Procedura per l’individuazione dei mercati transnazionali

1. Previa consultazione delle parti interessate e in stretta collaborazione con la Commissione, il BEREC, deliberando a maggioranza dei due terzi dei membri del comitato dei regolatori, può adottare una decisione relativa all’individuazione dei mercati transnazionali conformemente ai principi del diritto della concorrenza e tenendo nella massima considerazione la raccomandazione e gli orientamenti SPM adottati a norma dell’articolo 62. Il BEREC svolge un’analisi di un potenziale mercato transnazionale se la Commissione o almeno due autorità nazionali di regolamentazione interessate presentano una richiesta motivata e circostanziata in tal senso.

2. Nel caso dei mercati transnazionali individuati a norma del paragrafo 1, le autorità nazionali di regolamentazione interessate effettuano congiuntamente l’analisi di mercato, tenendo nella massima considerazione gli orientamenti SPM e si pronunciano di concerto in merito all’imposizione, al mantenimento, alla modifica o alla revoca di obblighi di regolamentazione di cui all’articolo 65, paragrafo 4. Le autorità nazionali di regolamentazione interessate comunicano congiuntamente alla Commissione i propri progetti di misure relative all’analisi di mercato e a ogni obbligo regolamentare in conformità degli articoli 32 e 33.

Due o più autorità nazionali di regolamentazione possono comunicare congiuntamente i propri progetti di misure relative all’analisi di mercato e agli obblighi regolamentari anche in assenza di mercati transnazionali, qualora ritengano che le condizioni di mercato nelle rispettive giurisdizioni siano sufficientemente omogenee.

Articolo 64

Procedura per l’individuazione della domanda transnazionale

1. Il BEREC svolge un’analisi della domanda transnazionale ▌di prodotti e servizi▌, qualora riceva una richiesta motivata e circostanziata della Commissione o di almeno due autorità nazionali di regolamentazione, oppure sulla base di una richiesta motivata di partecipanti al mercato in cui sia indicato che i prodotti e servizi all’ingrosso o al dettaglio esistenti non consentono di soddisfare la domanda transnazionale, e ritenga che vi sia un grave problema di domanda che occorre affrontare.▌

Sulla base di tale analisi, le autorità nazionali di regolamentazione valutano, nelle successive analisi di mercato condotte conformemente all’articolo 63, paragrafo 2, o all’articolo 65, se modificare i prodotti di accesso all’ingrosso regolamentati, affinché la domanda transnazionale sia soddisfatta.

2. Il BEREC, previa consultazione delle parti interessate e in stretta cooperazione con la Commissione, può emanare orientamenti destinati alle autorità nazionali di regolamentazione relativi ad approcci comuni finalizzati a soddisfare la domanda transnazionale individuata, fornendo la base per una convergenza dei prodotti di accesso all’ingrosso in tutta l’Unione. Le autorità nazionali di regolamentazione tengono detti orientamenti nella massima considerazione in sede di espletamento dei propri compiti di regolamentazione all’interno della loro giurisdizione, fatta salva la loro decisione in merito all’adeguatezza dei prodotti di accesso all’ingrosso che dovrebbe essere imposta in specifiche circostanze locali. ▌

Articolo 65

Procedura per l’analisi del mercato

1. 1. Le autorità nazionali di regolamentazione determinano se un mercato rilevante definito in conformità dell’articolo 62, paragrafo 3, sia tale da giustificare l’imposizione degli obblighi di regolamentazione di cui alla presente direttiva. Gli Stati membri provvedono affinché un’analisi sia effettuata, se del caso, in collaborazione con le autorità nazionali garanti della concorrenza. Nello svolgere tale analisi le autorità nazionali di regolamentazione tengono nella massima considerazione gli orientamenti SPM e seguono le procedure di cui agli articoli 23 e 32.

Un mercato può essere tale da giustificare l’imposizione di obblighi di regolamentazione stabiliti nella presente direttiva a condizione che i tre criteri seguenti siano soddisfatti cumulativamente:

a) presenza di forti ostacoli non transitori all’accesso, di carattere strutturale, giuridico o normativo;

b) esistenza di una struttura del mercato che non tende al raggiungimento della concorrenza effettiva entro l’arco di tempo preso in esame, in considerazione della situazione della concorrenza basata sulle infrastrutture e di altro tipo, al di là degli ostacoli all’accesso;

c) insufficienza del solo diritto della concorrenza per far fronte adeguatamente alle disfunzioni del mercato individuate.

Se svolge un’analisi di un mercato incluso nella raccomandazione, l’autorità nazionale di regolamentazione considera soddisfatte le condizioni di cui al secondo comma, lettere a), b) e c), salvo se l’autorità nazionale di regolamentazione constata che una o più di esse non è soddisfatta nelle specifiche circostanze nazionali.

2. Quando svolge l’analisi di cui al paragrafo 1, l’autorità nazionale di regolamentazione esamina gli sviluppi in una prospettiva futura di assenza della regolamentazione imposta a norma del presente articolo nel mercato rilevante e tiene conto di quanto segue:

a) l’esistenza di sviluppi del mercato che possono favorire la tendenza del mercato rilevante al raggiungimento di una concorrenza effettiva ▌;

b) tutti i pertinenti vincoli concorrenziali, ▌a livello della vendita all’ingrosso e al dettaglio, indipendentemente dal fatto che le cause di tali vincoli siano individuate nelle reti di comunicazione elettronica, nei servizi di comunicazione elettronica o in altri tipi di servizi o applicazioni paragonabili dal punto di vista dell’utente finale, e a prescindere dal fatto che tali restrizioni siano parte del mercato rilevante;

c) altri tipi di regolamentazione o misure imposte che influiscono sul mercato rilevante o su mercati al dettaglio correlati per tutto il periodo in esame, tra cui, a titolo esemplificativo, gli obblighi imposti in conformità degli articoli 44, 58 e 59;

d) regolamentazioni imposte in altri mercati rilevanti sulla base del presente articolo.

3. Se conclude che un mercato rilevante non è tale da giustificare l’imposizione di obblighi di regolamentazione in conformità della procedura di cui ai paragrafi 1 e 2, oppure allorché le condizioni di cui al paragrafo 4 non sono soddisfatte, l’autorità nazionale di regolamentazione non impone né mantiene nessun obbligo di regolamentazione specifico in conformità dell’articolo 66. Qualora obblighi di regolamentazione settoriali siano già stati imposti in conformità dell’articolo 66, li revoca per le imprese operanti in tale mercato rilevante.

Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono a che le parti interessate dalla revoca di tali obblighi ricevano un termine di preavviso appropriato, in modo da assicurare l’equilibrio tra la necessità di garantire una transizione sostenibile per i beneficiari degli obblighi e gli utenti finali, la scelta dell’utente finale e il fatto che la regolamentazione non si estenda oltre il necessario. Nel fissare tale termine di preavviso le autorità nazionali di regolamentazione possono stabilire condizioni specifiche e periodi di preavviso in relazione agli accordi di accesso esistenti.

4. Qualora accerti che, in un mercato rilevante è giustificata l’imposizione di obblighi di regolamentazione in conformità dei paragrafi 1 e 2, l’autorità nazionale di regolamentazione individua le imprese che individualmente o congiuntamente dispongono di un significativo potere di mercato su tale mercato rilevante conformemente all’articolo 61. L’autorità nazionale di regolamentazione impone a tali imprese gli appropriati specifici obblighi di regolamentazione in conformità dell’articolo 66 ovvero mantiene in vigore o modifica tali obblighi laddove già esistano se ritiene che uno o più mercati ▌non sarebbero effettivamente concorrenziali in loro assenza.

5. Le misure di cui ai paragrafi 3 e 4 sono adottate secondo le procedure di cui agli articoli 23 e 32. Le autorità nazionali di regolamentazione effettuano un’analisi del mercato rilevante e notificano il corrispondente progetto di misura a norma dell’articolo 32:

  a) entro cinque anni dall’adozione di una precedente misura se l’autorità nazionale di regolamentazione ha definito il mercato rilevante e stabilito quali imprese godono di un significativo potere di mercato. In via eccezionale, tale periodo di cinque anni può essere prorogato fino a un massimo di un altro anno, se l’autorità nazionale di regolamentazione ha notificato alla Commissione una proposta motivata di proroga non meno di quattro mesi prima del termine del periodo di cinque anni e la Commissione non ha formulato obiezioni entro un mese dalla notifica. Nel caso di mercati caratterizzati da una rapida evoluzione della tecnologia e dei modelli di domanda, l’analisi di mercato ha luogo ogni tre anni, con la medesima possibilità di proroga di un anno;

  b) entro due anni dall’adozione di una raccomandazione rivista sui mercati rilevanti per i mercati non notificati in precedenza alla Commissione; oppure

  c) entro tre anni dalla data di adesione all’Unione europea per gli Stati membri di nuova adesione.

6. Qualora un’autorità nazionale di regolamentazione ritenga che potrebbe non completare o non completi l’analisi di un mercato rilevante individuato nella raccomandazione entro il termine fissato al paragrafo 6, il BEREC fornisce, su richiesta, assistenza all’autorità nazionale di regolamentazione in questione, per completare l’analisi del mercato specifico e degli obblighi specifici da imporre. Con tale assistenza l’autorità nazionale di regolamentazione in questione notifica entro sei mesi dal termine stabilito al paragrafo 5 il progetto di misura alla Commissione a norma dell’articolo 32.

CAPO IV

MISURE CORRETTIVE DI ACCESSO E SIGNIFICATIVO POTERE DI MERCATO

Articolo 66

Imposizione, modifica o revoca degli obblighi

1. Gli Stati membri garantiscono che le rispettive autorità nazionali di regolamentazione abbiano l’autorità di imporre gli obblighi individuati negli articoli dal 67 al 78.

2. Qualora, in esito all’analisi del mercato realizzata a norma dell’articolo 65, un operatore sia designato come detentore di un significativo potere di mercato in un mercato specifico, le autorità nazionali di regolamentazione impongono, in funzione delle circostanze, qualsiasi obbligo previsto agli articoli da 67 a 75 e all’articolo 77. In conformità del principio di proporzionalità, un’autorità nazionale di regolamentazione non impone obblighi che comportano un grado più elevato di intervento se sono sufficienti obblighi meno gravosi per affrontare i problemi individuati nell’analisi di mercato.

3. Fatte salve:

–  le disposizioni degli articoli 59 e 60,

–  le disposizioni degli articoli 44 e 17 della presente direttiva, la condizione 7 di cui alla parte D dell’allegato I, quale applicata ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 1 della presente direttiva, gli articoli 91 e 99 della presente direttiva e le disposizioni pertinenti della direttiva 2002/58/CE(45) che contemplano obblighi per le imprese diverse da quelle cui è riconosciuto un notevole potere di mercato; oppure

–  l’esigenza di ottemperare ad impegni internazionali,

le autorità nazionali di regolamentazione non impongono gli obblighi di cui agli articoli da 67 a 75 e all’articolo 77 agli operatori che non sono stati designati in conformità del paragrafo 2.

In circostanze eccezionali l’autorità nazionale di regolamentazione, quando intende imporre agli operatori aventi un significativo potere di mercato obblighi in materia di accesso o di interconnessione diversi da quelli di cui agli articoli da 67 a 75 e all’articolo 77, ne fa richiesta alla Commissione. La Commissione tiene nella massima considerazione il parere del BEREC. La Commissione, a norma della procedura di cui all’ articolo 110, paragrafo 3, adotta una decisione che autorizza o impedisce all’autorità nazionale di regolamentazione di adottare tali misure.

4. Gli obblighi imposti ai sensi del presente articolo dipendono dal tipo di problema evidenziato nei mercati rilevanti per salvaguardare la concorrenza sostenibile a lungo termine e ove appropriato tenendo conto dell’individuazione della domanda transnazionale in conformità dell’articolo 64. Detti obblighi sono proporzionati, in considerazione dei costi e dei benefici, e giustificati alla luce degli obiettivi di cui all’articolo 3. Tali obblighi sono imposti solo previa consultazione ai sensi degli articoli 23 e 32.

5. In relazione al terzo trattino del paragrafo 3, le autorità nazionali di regolamentazione notificano alla Commissione le proprie decisioni di imporre, modificare o revocare gli obblighi nei confronti dei soggetti del mercato, conformemente alle procedure stabilite dall’articolo 32.

6. Le autorità nazionali di regolamentazione prendono in considerazione l’impatto dei nuovi sviluppi del mercato che potrebbero ragionevolmente ripercuotersi sulle dinamiche concorrenziali.

Se gli sviluppi non sono sufficientemente importanti da richiedere una nuova analisi di mercato ai sensi dell’articolo 65, le autorità nazionali di regolamentazione valutano senza indugio se sia necessario riesaminare gli obblighi e modificare le decisioni precedenti, anche revocando gli obblighi o imponendone di nuovi agli operatori ritenuti detentori di un significativo potere di mercato al fine di garantire che detti obblighi continuino a soddisfare i requisiti della presente direttiva e, a seguito di una consultazione a norma degli articoli 23 e 32, se non imporre alcun obbligo oppure imporre meno obblighi od obblighi meno onerosi.

Articolo 67

Obbligo di trasparenza

1. Le autorità nazionali di regolamentazione possono imporre ai sensi dell’articolo 66 obblighi di trasparenza in relazione all’interconnessione e/o all’accesso, obbligando gli operatori a rendere pubbliche determinate informazioni quali informazioni di carattere contabile, specifiche tecniche, caratteristiche della rete, termini e condizioni per la fornitura e per l’uso, comprese eventuali condizioni che limitino l’accesso a servizi e applicazioni e/o il loro utilizzo, qualora tali condizioni siano previste dagli Stati membri conformemente al diritto dell’Unione, e prezzi.

2. In particolare, quando un operatore è assoggettato ad obblighi di non discriminazione, le autorità nazionali di regolamentazione possono esigere che egli pubblichi un’offerta di riferimento sufficientemente disaggregata per garantire che le imprese non debbano pagare per risorse non necessarie ai fini del servizio richiesto e in cui figuri una descrizione delle offerte suddivisa per componenti in funzione delle esigenze del mercato, corredata dei relativi termini, condizioni e prezzi. L’autorità nazionale di regolamentazione può tra l’altro imporre modifiche alle offerte di riferimento per dare effetto agli obblighi imposti ai sensi della presente direttiva.

3. Le autorità nazionali di regolamentazione possono precisare quali informazioni pubblicare, il grado di dettaglio richiesto e le modalità di pubblicazione delle medesime.

3 bis. Se un operatore ha obblighi in materia di accesso alle infrastrutture di ingegneria civile e/o obblighi in materia di accesso a determinate risorse di rete e di uso delle stesse, le autorità nazionali di regolamentazione specificano gli indicatori chiave di prestazione, nonché i corrispondenti accordi sul livello dei servizi e le sanzioni pecuniarie associate, da applicare in relazione all’accesso fornito alle attività a valle dell’operatore e ai beneficiari degli obblighi in materia di accesso.

4. Entro [un anno dopo l’adozione della presente direttiva], al fine di contribuire all’applicazione coerente degli obblighi di trasparenza, il BEREC, previa consultazione delle parti interessate e in stretta collaborazione con la Commissione, formula orientamenti sui criteri minimi per un’offerta di riferimento e li sottopone a riesame quando necessario al fine di adeguarli ai progressi tecnologici e all’evoluzione del mercato. Nello stabilire tali criteri minimi, il BEREC persegue gli obiettivi di cui all’articolo 3 e tiene conto delle esigenze dei beneficiari degli obblighi di accesso e degli utenti finali attivi in più di uno Stato membro, nonché degli orientamenti del BEREC volti a individuare la domanda transnazionale conformemente all’articolo 64 e delle decisioni della Commissione correlate.

Nonostante il paragrafo 3, se un operatore è soggetto agli obblighi di cui all’articolo 70 o 71 relativi all’accesso all’ingrosso all’infrastruttura della rete, le autorità nazionali di regolamentazione provvedono alla pubblicazione di un’offerta di riferimento tenendo nella massima considerazione gli orientamenti del BEREC sui criteri minimi per un’offerta di riferimento.

Articolo 68

Obbligo di non discriminazione

1. Ai sensi dell’articolo 66, le autorità nazionali di regolamentazione possono imporre obblighi di non discriminazione in relazione all’interconnessione e/o all’accesso.

2. Gli obblighi di non discriminazione garantiscono, in particolare, che l’operatore applichi condizioni equivalenti in circostanze equivalenti nei confronti di altri fornitori di servizi equivalenti, e inoltre che esso fornisca a terzi servizi e informazioni garantendo condizioni e un livello di qualità identici a quelli che assicura per i propri servizi o per i servizi delle proprie società consociate o dei propri partner commerciali. ▌Le autorità nazionali di regolamentazione possono imporre a tale operatore l’obbligo di fornire prodotti e servizi di accesso a tutte le imprese, compresa la propria, negli stessi tempi, alle stesse condizioni, incluse quelle relative ai livelli di prezzi e servizi, e attraverso gli stessi sistemi e processi, al fine di garantire l’equivalenza dell’accesso.

Articolo 69

Obbligo di separazione contabile

1. Ai sensi dell’articolo 66, le autorità nazionali di regolamentazione possono imporre obblighi di separazione contabile in relazione a particolari attività nell’ambito dell’interconnessione e/o dell’accesso.

In particolare, le autorità nazionali di regolamentazione possono obbligare un’impresa ad integrazione verticale a rendere trasparenti i propri prezzi all’ingrosso e i prezzi dei trasferimenti interni, segnatamente per garantire l’osservanza di un obbligo di non discriminazione ai sensi dell’articolo 68 o, se del caso, per evitare sovvenzioni incrociate abusive. Le autorità nazionali di regolamentazione possono specificare il formato e la metodologia contabile da usare.

2. Fatto salvo l’articolo 20, per agevolare la verifica dell’osservanza degli obblighi di trasparenza e di non discriminazione, le autorità nazionali di regolamentazione possono richiedere che siano prodotte le scritture contabili, compresi i dati relativi alle entrate provenienti da terzi. Le autorità nazionali di regolamentazione possono pubblicare tali informazioni in quanto utili per un mercato aperto e concorrenziale, nel rispetto della legislazione nazionale e dell’Unione sulla riservatezza delle informazioni commerciali.

Articolo 70

Accesso alle infrastrutture di ingegneria civile

1. Un’autorità nazionale di regolamentazione può, conformemente all’articolo 66, imporre agli operatori l’obbligo di soddisfare le richieste ragionevoli di accesso e di uso di infrastrutture di ingegneria civile, compresi, ma non limitatamente a questi, edifici o accessi a edifici, cablaggio degli edifici, antenne, torri e altre strutture di supporto, pali, piloni, cavidotti, tubature, camere di ispezione, pozzetti e armadi di distribuzione, nei casi in cui l’analisi di mercato rivela che il rifiuto di concedere l’accesso, o l’imposizione di condizioni non ragionevoli d’accesso di effetto equivalente, ostacolerebbe l’emergere di una concorrenza sostenibile sul mercato ▌ e non sarebbe nell’interesse dell’utente finale.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione possono imporre a un operatore l’obbligo di fornire accesso conformemente al presente articolo, indipendentemente dal fatto che le attività interessate dall’obbligo facciano o meno parte del mercato rilevante conformemente all’analisi di mercato, a condizione che l’obbligo sia necessario e proporzionato a realizzare gli obiettivi di cui all’articolo 3.

Articolo 71

Obblighi in materia di accesso e di uso di determinate risorse di rete

1. Ai sensi dell’articolo 66, ▌ l’autorità nazionale di regolamentazione può imporre agli operatori di accogliere richieste ragionevoli di accesso e ad autorizzare l’uso di determinati elementi di rete e risorse correlate, qualora l’autorità nazionale di regolamentazione reputi che il rifiuto di concedere l’accesso o condizioni non ragionevoli di effetto equivalente ostacolerebbero l’emergere di una concorrenza sostenibile sul mercato ▌ e sarebbero contrari agli interessi dell’utente finale. Prima di imporre tali obblighi, le autorità nazionali di regolamentazione verificano se la sola imposizione di obblighi a norma dell’articolo 70 sarebbe sufficiente ad affrontare i problemi individuati nell’analisi di mercato.

Agli operatori può essere imposto, tra l’altro:

a)  di concedere a terzi un adeguato accesso, anche fisico (al di là di quello previsto all’articolo 70), a interi elementi di rete fisici specifici e/o risorse correlate, nonché il relativo uso, secondo i casi, compreso ▌ l’accesso disaggregato ▌ alla rete e alla sottorete locale metallica, nonché l’accesso disaggregato alla rete in fibra e ai segmenti terminali;

b)  di condividere con terzi determinati elementi di rete, compresi l’accesso condiviso alla rete e alla sottorete locale metallica nonché l’accesso condiviso alla rete in fibra e ai segmenti terminali, fra cui il multiplex a divisione di lunghezza d’onda e analoghi obblighi di condivisione;

c)  di concedere a terzi un accesso a determinati elementi e servizi di rete attivi o virtuali;

d)  di negoziare in buona fede con le imprese che chiedono un accesso;

e)  di non revocare l’accesso alle risorse concesso in precedenza;

f)  di garantire determinati servizi all’ingrosso per rivendita da parte di terzi;

g)  di concedere un accesso alle interfacce tecniche, ai protocolli o ad altre tecnologie d’importanza decisiva, indispensabili per l’interoperabilità dei servizi o dei servizi di reti virtuali;

h)  di consentire la coubicazione o altre forme di condivisione associata degli impianti;

i)  di fornire determinati servizi necessari per garantire agli utenti l’interoperabilità dei servizi da punto a punto▌ o servizi di roaming per le reti mobili;

j)  di garantire l’accesso ai sistemi di supporto operativo o a sistemi software analoghi necessari per garantire eque condizioni di concorrenza nella fornitura dei servizi;

k)  di interconnettere reti o risorse di rete;

l)  di fornire l’accesso a servizi correlati come quelli relativi all’identità, alla posizione e alla presenza.

Le autorità nazionali di regolamentazione possono associare a tali obblighi condizioni di equità, ragionevolezza, tempestività.

2. Nel valutare l’opportunità di imporre qualsiasi fra i possibili obblighi specifici di cui al paragrafo 1, e soprattutto le relative idoneità e modalità conformemente al principio di proporzionalità, le autorità nazionali di regolamentazione valutano se altre forme di accesso a input all’ingrosso, nello stesso mercato all’ingrosso o in un mercato all’ingrosso connesso, sarebbero sufficienti a dare soluzione al problema individuato ▌. Detta valutazione comprende offerte di accesso commerciale ▌, l’accesso regolamentato a norma dell’articolo 59 o l’accesso regolamentato esistente o previsto ad altri input all’ingrosso a norma del presente articolo. Le autorità nazionali di regolamentazione tengono conto, in particolare, dei seguenti fattori:

  a) fattibilità tecnica ed economica dell’uso o dell’installazione di risorse concorrenti, a fronte del ritmo di evoluzione del mercato, tenuto conto della natura e del tipo di interconnessione e/o di accesso in questione, fra cui la fattibilità di altri prodotti di accesso upstream quale l’accesso ai condotti;

b) evoluzione tecnologica prevista che incida sulla progettazione e sulla gestione della rete;

b bis) necessità di garantire la neutralità tecnologica che consenta alle parti di progettare e gestire le proprie reti;

  c) fattibilità della fornitura dell’accesso proposto, alla luce della capacità disponibile;

  d) investimenti iniziali del proprietario delle risorse, tenendo conto di qualsiasi investimento pubblico effettuato e dei rischi connessi a tali investimenti, con particolare riguardo agli investimenti nelle reti ad altissima capacità e ai livelli di rischio connessi;

  e) necessità di tutelare la concorrenza a lungo termine, con particolare attenzione ad una concorrenza infrastrutturale economicamente efficace e a modelli di business commerciali innovativi che favoriscono la concorrenza sostenibile, come quelli basati sul coinvestimento nelle reti;

  f) se del caso, eventuali diritti di proprietà intellettuale applicabili;

  g) fornitura di servizi paneuropei.

3. Le autorità nazionali di regolamentazione possono, nell’imporre ad un operatore l’obbligo di concedere l’accesso ai sensi del presente articolo, stabilire condizioni tecniche o operative che devono essere soddisfatte dal prestatore di servizi e/o dai beneficiari di tale accesso, ove necessario per garantire il funzionamento normale della rete. L’obbligo di rispettare determinate norme o specifiche tecniche è conforme alle norme e alle specifiche stabilite conformemente all’articolo 39.

Articolo 72

Obblighi in materia di controllo dei prezzi e di contabilità dei costi

1. Ai sensi dell’articolo 66, per determinati tipi di interconnessione e/o di accesso, le autorità nazionali di regolamentazione possono imporre obblighi in materia di recupero dei costi e controlli dei prezzi, tra cui l’obbligo che i prezzi siano orientati ai costi, nonché l’obbligo di disporre di un sistema di contabilità dei costi, qualora l’analisi del mercato riveli che l’assenza di un’effettiva concorrenza comporta che l’operatore interessato potrebbe mantenere prezzi ad un livello eccessivamente elevato o comprimere i prezzi a scapito dell’utenza finale.

Nel determinare l’opportunità di imporre obblighi di controllo dei prezzi, le autorità nazionali di regolamentazione prendono in considerazione gli interessi a lungo termine degli utenti finali relativi alla realizzazione e alla diffusione delle reti di prossima generazione, in particolare delle reti ad altissima capacità. In particolare, per incoraggiare gli investimenti effettuati dall’operatore anche nelle reti di prossima generazione, le autorità nazionali di regolamentazione tengono conto degli investimenti effettuati dall’operatore. Se ritengono opportuno introdurre controlli dei prezzi, le autorità nazionali di regolamentazione consentono all’operatore un ragionevole margine di profitto sul capitale investito, di volume congruo, in considerazione di eventuali rischi specifici di un nuovo progetto particolare di investimento nella rete.

Le autorità nazionali di regolamentazione non impongono né mantengono obblighi a norma del presente articolo se accertano l’esistenza di un vincolo dimostrabile sui prezzi al dettaglio e se constatano che gli obblighi imposti in conformità degli articoli da 67 a 71, inclusi, in particolare, i test di replicabilità economica imposti a norma dell’articolo 68, garantiscono un accesso efficace e non discriminatorio.

Se ritengono opportuno imporre controlli dei prezzi per l’accesso a elementi di rete esistenti, le autorità nazionali di regolamentazione tengono anche conto dei vantaggi derivanti dalla prevedibilità e dalla stabilità dei prezzi all’ingrosso per garantire l’ingresso efficiente e incentivi sufficienti per tutti gli operatori alla realizzazione di reti nuove e migliorate.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché tutti i meccanismi di recupero dei costi o metodi di determinazione dei prezzi resi obbligatori servano a promuovere la realizzazione di reti nuove e migliorate, l’efficienza e la concorrenza sostenibile ed ottimizzino i vantaggi duraturi per i consumatori. Al riguardo le autorità nazionali di regolamentazione possono anche tener conto dei prezzi applicati in mercati concorrenziali comparabili.

3. Qualora un operatore abbia l’obbligo di orientare i propri prezzi ai costi, gli incombe l’onere della prova che il prezzo applicato si basa sui costi, maggiorati di un ragionevole margine di profitto sugli investimenti. Per determinare i costi di un’efficiente fornitura di servizi, le autorità nazionali di regolamentazione possono approntare una contabilità dei costi indipendente da quella usata dagli operatori. Le autorità nazionali di regolamentazione possono esigere che un operatore giustifichi pienamente i propri prezzi e, ove necessario, li adegui.

4. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché, qualora sia obbligatorio istituire un sistema di contabilità dei costi a sostegno di una misura di controllo dei prezzi, sia pubblicata una descrizione di tale sistema, che illustri quanto meno le categorie principali di costi e le regole di ripartizione degli stessi. La conformità al sistema di contabilità dei costi è verificata da un organismo indipendente qualificato. È pubblicata annualmente una dichiarazione di conformità al sistema.

Articolo 73

Tariffe di terminazione

1. ▌Entro il [data di recepimento] la Commissione, previa consultazione del BEREC, adotta atti delegati conformemente all’articolo 109 riguardo a tariffe uniche massime di terminazione che le autorità nazionali di regolamentazione impongono alle imprese designate come detentrici di un significativo potere di mercato, nei mercati della terminazione di chiamate vocali su reti rispettivamente fisse e mobili nell’Unione.

2. Le tariffe di terminazione di cui al paragrafo 1 sono fissate come tariffe di terminazione simmetriche massime basate sui costi sostenuti da un operatore efficiente e sono conformi ai criteri e ai parametri di cui all’allegato II. La valutazione dei costi efficienti si basa sui valori correnti dei costi. La metodologia dei costi per calcolare i costi efficienti utilizza un approccio di modellazione dal basso verso l’alto basato sui costi prospettici incrementali di traffico della fornitura del servizio di terminazione di chiamata vocale all’ingrosso a terzi. Nell’adottare tali atti delegati, la Commissione tiene conto delle circostanze nazionali che sono alla base di differenze significative tra gli Stati membri. Le tariffe massime di terminazione nei primi atti delegati non sono superiori alle tariffe massime in vigore in ogni Stato membro, una volta operati gli eventuali adeguamenti per tenere conto delle circostanze nazionali eccezionali, [sei] mesi prima dell’adozione degli atti delegati.

7. La Commissione riesamina gli atti delegati adottati a norma del presente articolo ogni cinque anni.

Articolo 74

Trattamento normativo dei nuovi elementi di rete ad altissima capacità

1. Fatta salva la valutazione da parte delle autorità nazionali di regolamentazione dei coinvestimenti in altri tipi di reti, un’autorità nazionale di regolamentazione può decidere di non imporre obblighi in materia di nuove reti ad altissima capacità che, se fisse, si estendono ai locali e, se mobili, alla stazione di base, che sono parte del mercato rilevante in cui intenda imporre o mantenere obblighi, in conformità degli articoli 70, 71 e 72, e che l’operatore pertinente ha realizzato o prevede di realizzare, se ritiene che sono soddisfatte le seguenti condizioni cumulative:

a) l’introduzione dei nuovi elementi di rete è aperta al coinvestimento in qualsiasi momento durante la loro vita utile da parte di qualsiasi operatore, sulla base di un processo trasparente e a condizioni che assicurino una concorrenza sostenibile a lungo termine, fra cui: condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie offerte a potenziali coinvestitori; flessibilità in termini del valore e della tempistica dell’impegno assunto da ciascun coinvestitore; possibilità di incrementare tale impegno in futuro; concessione di diritti reciproci fra i coinvestitori dopo la realizzazione dell’infrastruttura oggetto del coinvestimento;

a bis) la conclusione di almeno un accordo di coinvestimento sulla base di un’offerta presentata in conformità della lettera a), e il fatto che i coinvestitori siano o intendano essere fornitori di servizi oppure offrano hosting a tali fornitori nel mercato al dettaglio rilevante e abbiano ragionevoli prospettive di competere in modo efficace;

c) i richiedenti l’accesso che non partecipano al coinvestimento possono beneficiare di condizioni di accesso eque, ragionevoli e non discriminatorie, tenuto in debito conto il rischio sostenuto dai coinvestitori, sia mediante accordi commerciali a condizioni eque e ragionevoli, sia mediante l’accesso regolamentato mantenuto o modificato dall’autorità nazionale di regolamentazione.

Le autorità nazionali di regolamentazione stabiliscono se le condizioni sono state soddisfatte, anche consultando i pertinenti operatori del mercato a norma delle disposizioni dell’articolo 65, paragrafi 1 e 2.

Nel valutare le offerte di coinvestimento, i processi e gli accordi di cui al primo comma▌, le autorità nazionali di regolamentazione garantiscono la conformità di dette offerte, processi e accordi ai criteri di cui all’allegato IV.

2. Il paragrafo 1 lascia impregiudicato il potere dell’autorità nazionale di regolamentazione di adottare decisioni a norma dell’articolo 26, paragrafo 1, qualora sorga una controversia tra imprese nell’ambito di un accordo di coinvestimento che si ritiene rispetti le condizioni stabilite in detto paragrafo e i criteri di cui all’allegato IV.

Articolo 75

Separazione funzionale

1. Qualora concluda che gli obblighi appropriati imposti ai sensi degli articoli da 67 a 72 si sono rivelati inefficaci per conseguire un’effettiva concorrenza e che esistono importanti e persistenti problemi di concorrenza e/o carenze del mercato individuati in relazione alla fornitura all’ingrosso di taluni mercati di prodotti di accesso, l’autorità nazionale di regolamentazione può, a titolo di misura eccezionale e conformemente all’articolo 66, paragrafo 3, secondo comma, imporre alle imprese verticalmente integrate l’obbligo di collocare le attività relative alla fornitura all’ingrosso di detti prodotti di accesso in un’entità commerciale operante in modo indipendente.

Tale entità commerciale fornisce prodotti e servizi di accesso a tutte le imprese, incluso alle altre entità commerciali all’interno della società madre, negli stessi tempi, agli stessi termini e condizioni, inclusi quelli relativi ai livelli di prezzi e servizi e attraverso gli stessi sistemi e le stesse procedure.

2. Ove intenda imporre un obbligo di separazione funzionale, l’autorità nazionale di regolamentazione sottopone una proposta alla Commissione fornendo:

  a) prove che giustifichino le conclusioni dell’autorità nazionale di regolamentazione di cui al paragrafo 1;

  b) una valutazione motivata che attesti che le prospettive di una concorrenza effettiva e sostenibile a livello delle infrastrutture sono scarse o assenti in un lasso di tempo ragionevole;

  c) un’analisi dell’impatto previsto sull’autorità di regolamentazione, sull’impresa, in particolare sulla forza lavoro dell’impresa separata e sul settore delle comunicazioni elettroniche nel suo insieme e sugli incentivi ad investire in un settore nel suo insieme, in particolare per quanto riguarda la necessità di garantire la coesione sociale e territoriale, nonché sugli altri soggetti interessati, compreso in particolare l’impatto previsto sulla concorrenza tra infrastrutture e ogni potenziale effetto conseguente sui consumatori;

  d) un’analisi delle ragioni per cui l’obbligo in questione sarebbe lo strumento più efficace per applicare le misure correttive volte a ovviare ai problemi di concorrenza/carenze del mercato individuati.

3. Il progetto di misura comprende gli elementi seguenti:

  a) la natura e il livello di separazione precisi, specificando, in particolare, lo status giuridico dell’entità commerciale separata;

  b) l’individuazione degli attivi dell’entità commerciale separata e i prodotti o servizi che tale entità deve fornire;

  c) le disposizioni gestionali per assicurare l’indipendenza del personale dell’entità commerciale separata e gli incentivi corrispondenti;

  d) le norme per garantire l’osservanza degli obblighi;

  e) le norme per assicurare la trasparenza delle procedure operative, in particolare nei confronti delle altre parti interessate;

  f) un programma di controllo per assicurare l’osservanza, che comporta, in particolare, la pubblicazione di una relazione annuale.

4. A seguito della decisione della Commissione sul progetto di misura adottato conformemente all’articolo 66, paragrafo 3, l’autorità nazionale di regolamentazione effettua un’analisi coordinata dei diversi mercati collegati alla rete di accesso secondo la procedura di cui all’articolo 65. Sulla base della sua valutazione, l’autorità nazionale di regolamentazione impone, mantiene, modifica o revoca obblighi conformemente agli articoli 23 e 32.

5. Un’impresa alla quale sia stata imposta la separazione funzionale può essere soggetta a uno qualsiasi degli obblighi di cui agli articoli da 67 a 72 in ogni mercato specifico nel quale è stato stabilito che l’impresa dispone di un significativo potere di mercato ai sensi dell’articolo 65, oppure a qualsiasi altro obbligo autorizzato dalla Commissione conformemente all’articolo 66, paragrafo 3.

Articolo 76

Separazione volontaria da parte di un’impresa verticalmente integrata

1. Le imprese che siano state designate come aventi un significativo potere di mercato in uno o più mercati rilevanti ai sensi dell’articolo 65 informano anticipatamente e tempestivamente l’autorità nazionale di regolamentazione al fine di consentire alla stessa di valutare l’effetto dell’auspicata transazione, quando intendono trasferire le loro attività nelle reti di accesso locale, o una parte significativa di queste, a un soggetto giuridico separato sotto controllo di terzi, o qualora intendano istituire un’entità commerciale separata per fornire a tutti i fornitori al dettaglio, comprese le sue divisioni al dettaglio, prodotti di accesso perfettamente equivalenti.

Le imprese informano inoltre l’autorità nazionale di regolamentazione in merito ad eventuali cambiamenti di tale intenzione, nonché del risultato finale del processo di separazione.

Le imprese possono anche offrire impegni per quanto riguarda le condizioni di accesso che si applicheranno alla loro rete durante un periodo di attuazione e dopo l’attuazione della forma di separazione proposta al fine di assicurare un accesso effettivo e non discriminatorio da parte di terzi. L’offerta di impegni è sufficientemente dettagliata, anche per quanto riguarda i tempi di attuazione e la durata, in modo da consentire all’autorità nazionale di regolamentazione di svolgere i propri compiti a norma del paragrafo 2. Tali impegni possono prorogarsi al di là del periodo massimo per le analisi di mercato di cui all’articolo 65, paragrafo 5.

2. L’autorità nazionale di regolamentazione valuta l’effetto della transazione prevista, se del caso insieme agli impegni proposti, sugli obblighi normativi esistenti in base alla presente direttiva.

A tal fine, l’autorità nazionale di regolamentazione conduce un’analisi dei vari mercati collegati alla rete d’accesso secondo la procedura di cui all’articolo 65.

L’autorità nazionale di regolamentazione tiene conto degli impegni offerti dall’impresa, con particolare riguardo agli obiettivi di cui all’articolo 3. A tal fine l’autorità nazionale di regolamentazione consulta terzi conformemente all’articolo 23 e si rivolge in particolare, ma non limitatamente, ai terzi che sono direttamente interessati dalla transazione prevista.

Sulla base della sua valutazione, l’autorità nazionale di regolamentazione impone, mantiene, modifica o revoca obblighi conformemente agli articoli 23 e 32 applicando, se del caso, le disposizioni dell’articolo 77. Nella sua decisione l’autorità nazionale di regolamentazione può rendere gli impegni in tutto o in parte vincolanti. In deroga all’articolo 65, paragrafo 5, l’autorità nazionale di regolamentazione può rendere vincolanti alcuni o tutti gli impegni per l’intero periodo per cui sono offerti.

3. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 77, l’entità commerciale separata dal punto di vista giuridico e/o operativo può essere soggetta, se del caso, a uno qualsiasi degli obblighi di cui agli articoli da 67 a 72 in ogni mercato specifico nel quale è stato stabilito che l’entità dispone di un significativo potere di mercato ai sensi dell’articolo 65, oppure a qualsiasi altro obbligo autorizzato dalla Commissione conformemente all’articolo66, paragrafo 3, e qualora gli impegni offerti siano insufficienti a conseguire gli obiettivi dell’articolo 3.

4. L’autorità nazionale di regolamentazione controlla l’attuazione degli impegni offerti dalle imprese che essa ha reso vincolanti conformemente al paragrafo 2 e valuta se prorogarli quando è scaduto il periodo di tempo per il quale sono inizialmente offerti.

Articolo 77

Imprese all’ingrosso

1. L’autorità nazionale di regolamentazione che designa un’impresa assente dai mercati al dettaglio dei servizi di comunicazione elettronica come avente un significativo potere di mercato in uno o più mercati all’ingrosso conformemente all’articolo 65 valuta se l’impresa presenta le seguenti caratteristiche:

a) tutte le società e le unità commerciali all’interno dell’impresa, comprese tutte le società che sono controllate, ma non necessariamente del tutto appartenenti allo stesso o agli stessi proprietari apicali, svolgono attività, attuali e previste per il futuro, solo nei mercati all’ingrosso dei servizi di comunicazione elettronica e pertanto non svolgono attività in un mercato al dettaglio dei servizi di comunicazione elettronica forniti agli utenti finali dell’Unione;

b) l’impresa non detiene un accordo di esclusiva, o un accordo che rappresenta di fatto un accordo di esclusiva, con un’unica impresa separata operante a valle che è attiva in un mercato al dettaglio dei servizi di comunicazione elettronica forniti a utenti finali privati o commerciali.

2. Se ritiene che le condizioni di cui al paragrafo 1, lettere a) e b), siano soddisfatte, l’autorità nazionale di regolamentazione può imporre a detta impresa solo obblighi a norma dell’articolo 70 o 71.

3. L’autorità nazionale di regolamentazione rivede in qualsiasi momento gli obblighi imposti all’impresa a norma del presente articolo se ritiene che le condizioni di cui al paragrafo 1, lettere a) e b), non siano più rispettate e applica gli articoli da 65 a 72 a seconda dei casi.

4. L’autorità nazionale di regolamentazione rivede altresì gli obblighi imposti all’impresa a norma del presente articolo se, sulla base di prove dei termini e delle condizioni offerti dall’impresa ai clienti a valle, l’autorità conclude che sono sorti problemi di concorrenza a scapito degli utenti finali che richiedono l’imposizione di uno o più obblighi di cui agli articoli 67, 68, 69 o 72, o la modifica degli obblighi imposti a norma del paragrafo 2.

5. L’imposizione di obblighi e la loro revisione a norma del presente articolo sono attuate in conformità delle procedure di cui agli articoli 23, 32 e 33.

Articolo 78

Migrazione dalle infrastrutture preesistenti

1. Le imprese che sono stati designate come aventi un significativo potere di mercato in uno o più mercati rilevanti ai sensi dell’articolo 65 comunicano anticipatamente e tempestivamente all’autorità nazionale di regolamentazione l’intenzione di disattivare parti della rete, comprese le infrastrutture preesistenti necessarie per far funzionare una rete in rame, che sono soggette agli obblighi di cui agli articoli da 66 a 77.

2. L’autorità nazionale di regolamentazione provvede affinché il processo di disattivazione comprenda un calendario e condizioni trasparenti, tra cui un idoneo periodo di preavviso e di transizione, e stabilisca la disponibilità di prodotti alternativi di qualità almeno comparabile che forniscano accesso all’infrastruttura di rete aggiornata che sostituisce gli elementi disattivati, se necessario, per garantire la concorrenza e i diritti degli utenti finali.

Per quanto riguarda le attività proposte per la disattivazione, l’autorità nazionale di regolamentazione può revocare gli obblighi dopo aver accertato che:

a) il fornitore di accesso ha stabilito in modo documentabile le condizioni adeguate per la migrazione, compresa la messa a disposizione di un prodotto di accesso alternativo di qualità almeno comparabile che consenta di raggiungere gli stessi utenti finali al pari del prodotto disponibile nell’ambito delle infrastrutture preesistenti; nonché

b) il fornitore di accesso ha rispettato le condizioni e il processo previsti dall’autorità nazionale di regolamentazione conformemente al presente articolo.

La revoca è attuata secondo le procedure di cui agli articoli 23, 32 e 33. Dette disposizioni non pregiudicano la disponibilità di prodotti regolamentati imposti dall’autorità nazionale di regolamentazione all’infrastruttura di rete aggiornata, a norma delle procedure di cui agli articoli 65 e 66.

Articolo 78 bis

Aggregazione della domanda

Gli Stati membri non impongono disposizioni più onerose di quelle che impongono agli istituti finanziari, per quanto riguarda la durata, i tassi d’interesse o altro, al finanziamento di un operatore che installa una connessione fisica ad altissima velocità presso i locali di un utente finale, anche quando il finanziamento di tale operatore è erogato mediante un contratto a rate.

Articolo 78 ter

Orientamenti del BEREC sulle reti ad altissima capacità

Entro il [data di recepimento], il BEREC, previa consultazione delle parti interessate e in stretta collaborazione con la Commissione, formula orientamenti sui criteri che una rete deve soddisfare per essere considerata rete ad altissima capacità. Le autorità nazionali di regolamentazione tengono nella massima considerazione tali orientamenti. Il BEREC aggiorna tali orientamenti entro il 31 dicembre 2025 e successivamente ogni [tre anni].

Parte III. SERVIZI

Titolo I: Obblighi di servizio universale

Articolo 79

Servizio universale a prezzi accessibili

1. Gli Stati membri provvedono affinché tutti i consumatori nel loro territorio abbiano accesso a un prezzo abbordabile, tenuto conto delle specifiche circostanze nazionali, a servizi disponibili di accesso ▌ a Internet a banda larga e di comunicazione vocale al livello qualitativo specificato nel loro territorio, ivi inclusa la connessione sottostante, almeno in postazione fissa.

Inoltre, gli Stati membri possono anche assicurare l’accessibilità in termini di costo dei servizi non forniti in postazione fissa, qualora lo ritengano necessario per garantire la piena partecipazione dei consumatori alla vita sociale ed economica.2. In conformità degli orientamenti del BEREC, le autorità nazionali di regolamentazione definiscono la capacità minima del servizio di accesso▌ a Internet di cui al paragrafo 1 al fine di rispecchiare ▌i servizi utilizzati dalla maggioranza dei consumatori in postazione fissa nel loro territorio o in zone pertinenti del loro territorio, indispensabili per garantire la partecipazione alla vita sociale ed economica. A tal fine il servizio di accesso▌ a Internet è in grado di fornire la larghezza di banda necessaria per supportare quanto meno l’insieme minimo di servizi di cui all’allegato V.

Entro il … [18 mesi dalla data di entrata in vigore della presente direttiva], il BEREC, al fine di contribuire a un’applicazione coerente del presente articolo, previa consultazione delle parti interessate e in stretta cooperazione con la Commissione, tenuto conto dei dati disponibili della Commissione (Eurostat), adotta orientamenti che consentono alle autorità nazionali di regolamentazione di definire i requisiti minimi in materia di qualità del servizio, inclusa la larghezza di banda minima, supportare quanto meno l’insieme minimo di servizi di cui all’allegato V e rispecchiare la disponibilità media di larghezza di banda alla maggioranza della popolazione di ciascuno Stato membro. Tali orientamenti sono aggiornati ogni due anni per riflettere i progressi tecnologici e i cambiamenti nei modelli di consumo.

3. Quando un consumatore lo richiede, la connessione di cui ai paragrafi 1 e 1 bis può limitarsi a supportare le sole comunicazioni vocali.

3 bis. Gli Stati membri possono estendere le disposizioni del presente articolo alle piccole e medie imprese e alle organizzazioni non profit in quanto utenti finali.

Articolo 80

Prestazione del servizio universale a prezzi accessibili

1. Le autorità nazionali di regolamentazione sorvegliano l’evoluzione e il livello delle tariffe al dettaglio dei servizi di cui all’articolo 79, paragrafo 1, praticate sul mercato, in particolare in relazione ai prezzi nazionali e ai redditi nazionali dei consumatori.

2. Se gli Stati membri stabiliscono che, alla luce delle circostanze nazionali, i prezzi al dettaglio dei servizi di cui all’articolo 79, paragrafo 1, non sono accessibili in quanto i consumatori a basso reddito o con esigenze sociali particolari non possono accedere a tali servizi, essi esigono che i fornitori di tali servizi offrano ai suddetti consumatori opzioni o formule tariffarie diverse da quelle proposte alle normali condizioni commerciali. A tal fine gli Stati membri esigono che le imprese interessate applichino tariffe comuni, comprese le perequazioni tariffarie geografiche, su tutto il territorio. Gli Stati membri provvedono affinché i consumatori aventi diritto a tali opzioni o formule tariffarie abbiano diritto a un contratto con un’impresa che presta i servizi di cui all’articolo 79, paragrafo 1. Gli Stati membri assicurano altresì che tale impresa fornisca loro un adeguato periodo di disponibilità di un numero ed eviti una cessazione ingiustificata del servizio.

3. Gli Stati membri provvedono affinché le imprese che forniscono opzioni o formule tariffarie a consumatori a basso reddito o con esigenze sociali particolari ai sensi del paragrafo 2 tengano informate le autorità nazionali di regolamentazione sui dettagli di tali offerte. Ferma restando la libertà dei consumatori di scegliere qualsiasi fornitore, le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché le condizioni alle quali le imprese forniscono le opzioni o formule tariffarie di cui al paragrafo 2 siano pienamente trasparenti e siano pubblicate ed applicate nel rispetto dell’articolo 92 e del principio di non discriminazione. Le autorità nazionali di regolamentazione possono esigere la modifica o la revoca di determinate formule tariffarie.

4. In funzione delle circostanze nazionali, gli Stati membri possono provvedere affinché sia fornito un ulteriore sostegno ai consumatori a basso reddito o con esigenze sociali particolari al fine di garantire l’accessibilità economica dei servizi di accesso funzionale a Internet e di comunicazione vocale almeno in postazione fissa. Inoltre, gli Stati membri possono altresì assicurare un sostegno ai consumatori a basso reddito o con esigenze sociali particolari per i servizi mobili, qualora lo ritengano necessario per garantire la piena partecipazione dei consumatori alla vita sociale ed economica.

5. In funzione delle circostanze nazionali gli Stati membri provvedono affinché sia fornito un sostegno adeguato ai consumatori con disabilità e siano ▌ adottate misure specifiche al fine di assicurare che le relative apparecchiature terminali siano accessibili alle persone con disabilità e che le attrezzature e i servizi specifici atti a promuovere un accesso equivalente siano disponibili e abbiano prezzi accessibili. Il costo medio dei servizi di ritrasmissione rivolti ai consumatori con disabilità è equivalente a quello dei servizi di comunicazione vocale, conformemente all’articolo 79.

6. Nell’applicare il presente articolo gli Stati membri si adoperano per ridurre al minimo le distorsioni di mercato.

6 bis. Gli Stati membri possono estendere le disposizioni del presente articolo alle piccole e medie imprese e alle organizzazioni non profit in quanto utenti finali.

Articolo 81

Disponibilità del servizio universale

1. Se uno Stato membro ha stabilito, tenendo conto dei risultati della mappatura geografica, ove disponibile, svolta conformemente all’articolo 22, paragrafo 1, o laddove l’autorità nazionale di regolamentazione sia soddisfatta di prove alternative, che la disponibilità in postazione fissa di un servizio di accesso funzionale a Internet quale definito ai sensi dell’articolo 79, paragrafo 2, e di un servizio di comunicazione vocale non può essere garantita alle normali condizioni commerciali o mediante altri strumenti potenziali delle politiche pubbliche sul territorio nazionale o in diverse sue parti, esso può imporre adeguati obblighi di servizio universale per soddisfare tutte le richieste ragionevoli di accesso a tali servizi nelle relative parti del suo territorio.

2. Gli Stati membri determinano il metodo più efficace e adeguato per garantire la disponibilità in postazione fissa di un servizio di accesso funzionale a Internet, quale definito ai sensi dell’articolo 79, paragrafo 2, e di un servizio di comunicazione vocale nel rispetto dei principi di obiettività, trasparenza, non discriminazione e proporzionalità. Ciò potrebbe includere la messa a disposizione di un servizio di accesso a Internet e di un servizio di comunicazione vocale mediante tecnologie con filo o senza filo. Essi mirano a limitare le distorsioni del mercato, in particolare la fornitura di servizi a prezzi o ad altre condizioni che divergano dalle normali condizioni commerciali, tutelando nel contempo l’interesse pubblico.

3. In particolare, se gli Stati membri decidono di imporre obblighi per garantire la disponibilità in postazione fissa di un servizio di accesso ▌ a Internet, quale definito ai sensi dell’articolo 79, paragrafo 2, e di un servizio di comunicazione vocale, essi possono designare una o più imprese perché garantiscano la disponibilità in postazione fissa di un servizio di accesso funzionale a Internet, quale definito ai sensi dell’articolo 79, paragrafo 2, e di un servizio di comunicazione vocale al fine di coprire tutto il territorio nazionale. Gli Stati membri possono designare più imprese o gruppi di imprese per la fornitura del servizio di accesso ▌ a Internet e del servizio di comunicazione vocale in postazione fissa e/o per coprire differenti parti del territorio nazionale.

4. Nel designare i fornitori che, in tutto il territorio nazionale o in parte di esso, hanno l’obbligo di garantire la disponibilità in postazione fissa di un servizio di accesso ▌ a Internet, quale definito ai sensi dell’articolo 79, paragrafo 2, e di un servizio di comunicazione vocale, gli Stati membri applicano un sistema di designazione efficace, obiettivo, trasparente e non discriminatorio in cui nessun fornitore è escluso a priori. Tale sistema di designazione garantisce che i servizi di accesso ▌ a Internet e di comunicazione vocale in postazione fissa siano forniti secondo criteri di economicità e consentano di determinare il costo netto dell’obbligo di servizio universale conformemente all’articolo 84.

5. Qualora intenda cedere tutte le sue attività nelle reti di accesso locale, o una parte significativa di queste, a un’entità giuridica separata appartenente a una proprietà diversa, il fornitore designato conformemente al paragrafo 3 informa preventivamente e tempestivamente l’autorità nazionale di regolamentazione per permetterle di valutare l’effetto della transazione prevista sulla fornitura in postazione fissa del servizio di accesso ▌ a Internet, quale definito ai sensi dell’articolo 79, paragrafo 2, e del servizio di comunicazione vocale. L’autorità nazionale di regolamentazione può imporre, modificare o revocare gli obblighi specifici conformemente all’articolo 13, paragrafo 2.

Articolo 82

Situazione dei servizi universali esistenti

1. Gli Stati membri possono continuare a garantire la disponibilità o l’accessibilità economica dei servizi diversi dal servizio di accesso ▌a Internet, quale definito ai sensi dell’articolo 79, paragrafo 2, e dal servizio di comunicazione vocale in postazione fissa che erano in vigore anteriormente al [inserire data], se la necessità di tali servizi è determinata sulla base delle circostanze nazionali. Quando gli Stati membri designano fornitori per la fornitura di tali servizi in parte o nella totalità del territorio nazionale, si applica l’articolo 81. Il finanziamento di tali obblighi è conforme all’articolo 85.

2. Gli Stati membri sottopongono a riesame gli obblighi imposti a norma del presente articolo entro il … [3 anni dopo l’entrata in vigore della presente direttiva] e, successivamente, almeno una volta ogni tre anni.

Articolo 83

Controllo delle spese

1. Gli Stati membri provvedono affinché nel fornire le prestazioni e i servizi aggiuntivi rispetto a quelli di cui all’articolo 79, i fornitori di servizi di accesso a Internet e di comunicazione vocale in conformità degli articoli 79, 81 e 82 definiscano le condizioni e modalità in modo tale che l’utente finale non sia costretto a pagare prestazioni o servizi che non sono necessari o che non sono indispensabili per il servizio richiesto.

2. Gli Stati membri provvedono affinché i fornitori dei servizi di comunicazione vocale indicati all’articolo 79 e attuati a norma dell’articolo 80 forniscano le prestazioni e i servizi specifici di cui all’allegato VI, parte A, di modo che i consumatori possano sorvegliare e controllare le proprie spese, e attuino un sistema per evitare una cessazione ingiustificata del servizio di comunicazione vocale per i consumatori che ne hanno diritto, comprendente un meccanismo adeguato per verificare il perdurare dell’interesse a fruire del servizio.

3. Gli Stati membri provvedono affinché l’autorità competente sia in grado di disapplicare le disposizioni del paragrafo 2 in tutto il territorio nazionale o in parte dello stesso, se constata che le prestazioni sono ampiamente disponibili.

Articolo 84

Calcolo del costo degli obblighi di servizio universale

1. Allorché le autorità nazionali di regolamentazione ritengono che la fornitura del servizio di accesso ▌ a Internet, quale definito ai sensi dell’articolo 79, paragrafo 2, e del servizio di comunicazione vocale di cui agli articoli 79, 80 e 81, o il mantenimento dei servizi universali esistenti di cui all’articolo 82 possa comportare un onere eccessivo per i fornitori di tali servizi e chiedono una compensazione finanziaria, esse calcolano i costi netti di tale fornitura.

A tal fine, le autorità nazionali di regolamentazione possono:

  a) procedere al calcolo del costo netto dell’obbligo di servizio universale, tenendo conto degli eventuali vantaggi commerciali derivanti a un fornitore di un servizio di accesso ▌ a Internet, quale definito ai sensi dell’articolo 79, paragrafo 2, e un servizio di comunicazione vocale di cui agli articoli 79, 80 e 81, o il mantenimento dei servizi universali esistenti di cui all’articolo 82, in base alle modalità stabilite nell’allegato VII; oppure

  b) utilizzare i costi netti della fornitura del servizio universale individuati in base a un meccanismo di determinazione conforme all’articolo 81, paragrafi 3, 4 e 5.

2. I conti e/o le altre informazioni su cui si basa il calcolo del costo netto degli obblighi di servizio universale di cui al paragrafo 1, lettera a), sono sottoposti alla verifica dell’autorità nazionale di regolamentazione o di un organismo indipendente dalle parti interessate e approvato dall’autorità nazionale di regolamentazione. I risultati del calcolo e le conclusioni finali della verifica sono messi a disposizione del pubblico.

Articolo 85

Finanziamento degli obblighi di servizio universale

Qualora, sulla base del calcolo del costo netto di cui all’articolo 84 le autorità nazionali di regolamentazione riscontrino che l’impresa stessa è soggetta ad un onere eccessivo, gli Stati membri decidono, previa richiesta dell’impresa interessata, di introdurre un dispositivo inteso a indennizzare l’impresa per i costi netti così calcolati attingendo a fondi pubblici in condizioni di trasparenza▌.

1 bis.   In deroga al primo paragrafo, gli Stati membri possono adottare o mantenere un meccanismo di ripartizione del costo netto degli obblighi di servizio universale derivanti dagli obblighi di cui all’articolo 81 tra i fornitori di reti e di servizi di comunicazione elettronica e le imprese che forniscono i servizi della società dell’informazione quali definiti nella direttiva 2000/31/CE.

1 ter.   Gli Stati membri che adottano o mantengono tale meccanismo ne riesaminano il funzionamento almeno ogni tre anni, al fine di determinare quali costi netti occorre continuare a ripartire nel quadro del meccanismo e quali dovrebbero essere trasferiti per essere indennizzati con fondi pubblici.

1 quater.   Può essere finanziato unicamente il costo netto degli obblighi di cui agli articoli 79, 81 e 82, calcolato conformemente all’articolo 84.

1 quinquies.   Qualora il costo netto sia ripartito a norma del paragrafo 1 bis, gli Stati membri garantiscono che sia messo in atto un meccanismo di ripartizione gestito dall’autorità nazionale di regolamentazione o da un organismo indipendente dai beneficiari, sotto la supervisione dell’autorità nazionale di regolamentazione.

1 sexies.   Il sistema di ripartizione dei costi deve rispettare i principi di trasparenza, minima distorsione del mercato, non discriminazione e proporzionalità, in conformità dell’allegato IV, parte B. Gli Stati membri possono decidere di non chiedere contributi a taluni tipi di imprese o alle imprese il cui fatturato nazionale non raggiunga un determinato livello.

1 septies.   Gli eventuali contributi relativi alla ripartizione del costo degli obblighi di servizio universale sono dissociati e definiti separatamente per ciascuna impresa. Tali contributi non sono imposti o prelevati presso imprese che non forniscono servizi nel territorio dello Stato membro che ha istituito il meccanismo di ripartizione.

Articolo 86

Trasparenza

1. Qualora il costo netto degli obblighi di servizio universale debba essere calcolato in conformità dell’articolo 84, le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché i principi di calcolo del costo netto, compresi i particolari della metodologia da applicare siano portati a conoscenza del pubblico.

2. Ferme restando le normative unionali e nazionali sulla riservatezza degli affari, le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché sia pubblicata una relazione annuale che fornisca i dati del costo degli obblighi di servizio universale, quale risulta dai calcoli effettuati compresi gli eventuali vantaggi commerciali, di cui abbiano beneficiato l’impresa o le imprese in conseguenza degli obblighi di servizio universale di cui agli articoli 79, 81 e 82.

Titolo II: Numeri

Articolo 87

Risorse di numerazione

1. Gli Stati membri garantiscono che le autorità nazionali di regolamentazione controllino la concessione dei diritti d’uso per tutte le risorse nazionali di numerazione e la gestione dei piani nazionali di numerazione e che forniscano a tutti i servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico numeri e serie di numeri adeguati. Le autorità nazionali di regolamentazione stabiliscono procedure obiettive, trasparenti e non discriminatorie per la concessione dei diritti d’uso delle risorse nazionali di numerazione.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione possono concedere a imprese diverse dai fornitori di reti o di servizi di comunicazione elettronica diritti d’uso dei numeri dei piani nazionali di numerazione per la fornitura di determinati servizi, a condizione che tali imprese dimostrino la capacità di gestire tali numeri e sufficienti e adeguate risorse di numerazione siano messe a disposizione per soddisfare la domanda attuale e quella prevedibile in futuro. Le autorità nazionali di regolamentazione possono sospendere la concessione delle risorse di numerazione a tali imprese se è dimostrato che sussiste un rischio di esaurimento di tali risorse. Per contribuire all’applicazione coerente del presente paragrafo, entro il [entrata in vigore + 18 mesi] il BEREC adotta, previa consultazione delle parti interessate e in stretta collaborazione con la Commissione, orientamenti su criteri comuni per la valutazione della capacità di gestione delle risorse di numerazione e del rischio di esaurimento di tali risorse.

3. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché i piani e le procedure di numerazione nazionale siano applicati in modo da assicurare parità di trattamento a tutti i fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico e alle altre imprese sono ammissibili a norma del paragrafo 2. In particolare, gli Stati membri provvedono affinché l’impresa cui sia stato concesso il diritto d’uso di una serie di numeri non discrimini altri fornitori di servizi di comunicazione elettronica in relazione alle sequenze di numeri da utilizzare per dare accesso ai loro servizi.

4. Ciascuno Stato membro determina una serie delle proprie risorse numeriche non geografiche che possono essere utilizzate per la fornitura di servizi di comunicazione elettronica diversi dai servizi di comunicazione interpersonale in tutto il territorio dell’Unione, fatti salvi il regolamento (UE) n. 531/2012, e i relativi atti di esecuzione, e l’articolo 91, paragrafo 2, della presente direttiva. Ove diritti d’uso dei numeri siano stati concessi in conformità del paragrafo 2 a imprese diverse dai fornitori di reti o servizi di comunicazione elettronica, il presente paragrafo si applica ai servizi specifici forniti da tali imprese. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché le condizioni relative al diritto d’uso dei numeri utilizzati per la fornitura di servizi al di fuori dello Stato membro del codice paese e la relativa esecuzione non siano meno rigorose delle condizioni e dell’esecuzione applicabili ai servizi forniti nello Stato membro del codice paese. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono inoltre affinché i fornitori che utilizzano numeri del loro codice paese in altri Stati membri rispettino le norme sulla tutela dei consumatori e le altre norme nazionali relative all’uso dei numeri applicabili negli Stati membri in cui i numeri sono utilizzati. L’obbligo lascia impregiudicati i poteri di esecuzione delle autorità competenti di tali Stati membri.

Il BEREC assiste le autorità nazionali di regolamentazione nel coordinamento delle attività per garantire un’efficiente gestione e un uso extraterritoriale delle risorse di numerazione nel rispetto del quadro normativo.

5. Gli Stati membri provvedono affinché il prefisso «00» sia il prefisso internazionale standard. Possono essere introdotte o mantenute in vigore disposizioni specifiche relative alle chiamate telefoniche tra località contigue situate sui due versanti della frontiera tra due Stati membri. Gli utenti finali di tali località sono adeguatamente informati dell’esistenza di tali disposizioni.

Gli Stati membri possono decidere di condividere un piano di numerazione comune per tutte le categorie di numeri o per alcune di esse.

6. Gli Stati membri promuovono la fornitura via etere delle risorse di numerazione, ove tecnicamente fattibile, per agevolare il passaggio tra fornitori di reti o di servizi di comunicazione elettronica da parte di utenti finali ▌, in particolare fornitori e utenti di servizi di tipo da macchina a macchina.

7. Gli Stati membri provvedono affinché i piani nazionali di numerazione, e le loro successive modificazioni ed integrazioni, vengano pubblicati, con le sole restrizioni imposte da motivi di sicurezza nazionale.

8. Gli Stati membri sostengono l’armonizzazione di numeri o serie di numeri specifici all’interno dell’Unione che promuovano al tempo stesso il funzionamento del mercato interno e lo sviluppo di servizi paneuropei. La Commissione continua a monitorare l’evoluzione del mercato e a partecipare a organizzazioni e consessi internazionali nel cui ambito sono adottate decisioni in materia di numerazione. Ove lo ritenga giustificato e appropriato, la Commissione adotta misure tecniche di attuazione appropriate nell’interesse del mercato unico per rispondere alla domanda di numeri, transfrontaliera o paneuropea, non soddisfatta che costituirebbe altrimenti un ostacolo agli scambi tra gli Stati membri.

Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 110, paragrafo 4.

Articolo 88

Concessione dei diritti d’uso dei numeri

1. Qualora sia necessario concedere diritti individuali d’uso dei numeri, le autorità nazionali di regolamentazione attribuiscono tali diritti, a richiesta, ad ogni impresa per la fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica in forza di un’autorizzazione generale di cui all’articolo 12, nel rispetto dell’articolo 13 e dell’articolo 21, paragrafo 1, lettera c), e di ogni altra disposizione che garantisca l’uso efficiente di tali risorse a norma della presente direttiva. Le autorità nazionali di regolamentazione possono concedere diritti d’uso dei numeri anche a imprese diverse dai fornitori di reti o servizi di comunicazione elettronica in conformità dell’articolo 87, paragrafo 2.2. I diritti d’uso dei numeri sono concessi mediante procedure aperte, obiettive, trasparenti, non discriminatorie e proporzionate.

Al momento della concessione dei diritti d’uso dei numeri, le autorità nazionali di regolamentazione specificano se tali diritti possono essere trasferiti dal titolare e a quali condizioni.

Qualora i diritti siano concessi dalle autorità nazionali di regolamentazione per un periodo limitato, la durata della concessione è adeguata al tipo di servizio di cui trattasi, tenuto conto dell’obiettivo perseguito e della necessità di prevedere un periodo adeguato di ammortamento degli investimenti.

3. Le decisioni in materia di concessione di diritti d’uso dei numeri sono adottate, comunicate e rese pubbliche quanto prima possibile dopo il ricevimento della domanda completa da parte dell’autorità nazionale di regolamentazione ed entro tre settimane nel caso dei numeri assegnati per scopi specifici nell’ambito del piano di numerazione nazionale.

4. Qualora sia stato deciso, previa consultazione delle parti interessate conformemente all’articolo 23, che i diritti d’uso dei numeri di valore economico eccezionale debbano essere concessi mediante procedure di selezione competitiva o comparativa, le autorità nazionali di regolamentazione possono prorogare di altre tre settimane il periodo massimo di tre settimane.

5. Le autorità nazionali di regolamentazione non limitano il numero dei diritti d’uso da concedere, salvo quando ciò sia necessario per garantire l’uso efficiente delle risorse di numerazione.

6. Se il diritto d’uso dei numeri include l’uso extraterritoriale all’interno dell’Unione conformemente all’articolo 87, paragrafo 4, l’autorità nazionale di regolamentazione associa al diritto d’uso condizioni specifiche al fine di garantire il rispetto di tutte le pertinenti norme nazionali di tutela dei consumatori e leggi nazionali relative all’uso dei numeri applicabili negli Stati membri in cui i numeri sono utilizzati. Gli Stati membri non possono successivamente imporre ulteriori obblighi a tali diritti d’uso.

Su richiesta di un’autorità nazionale di regolamentazione di un altro Stato membro che dimostri una violazione delle pertinenti norme di tutela dei consumatori o della normativa nazionale di detto Stato membro in materia di numeri, l’autorità nazionale di regolamentazione dello Stato membro in cui sono stati concessi i diritti d’uso dei numeri applica le condizioni associate previste al primo comma in conformità all’articolo 30, anche revocando, in casi gravi, il diritto d’uso extraterritoriale dei numeri concesso all’impresa in questione.

Il BEREC facilita e coordina lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali di regolamentazione dei diversi Stati membri interessati e assicura un adeguato coordinamento dei lavori tra di essi.

Articolo 89

Contributi sui diritti d’uso dei numeri

Gli Stati membri possono consentire all’autorità nazionale di regolamentazione di riscuotere contributi sui diritti d’uso dei numeri al fine di garantire l’impiego ottimale di tali risorse. Gli Stati membri fanno sì che tali contributi siano trasparenti, obiettivamente giustificati, proporzionati allo scopo perseguito e non discriminatori e tengano conto degli obiettivi dell’articolo 3.

Articolo 90

Sportelli telefonici per assistenza a minori e minori scomparsi

1. Gli Stati membri provvedono affinché i cittadini abbiano accesso a un servizio che operi uno sportello telefonico per denunciare gratuitamente casi di minori scomparsi. Tale sportello telefonico è accessibile al numero “116000”. Gli Stati membri provvedono affinché i minori abbiano accesso a un servizio che operi una linea di assistenza telefonica a misura di bambino. Tale linea di assistenza telefonica è accessibile al numero “116111”.

2. Gli Stati membri provvedono affinché gli utenti finali con disabilità possano avere ▌accesso ▌ai servizi forniti con i numeri “116000” e “116111” su un piano di parità con gli altri utenti finali, anche attraverso servizi di conversazione globale. Le misure adottate per facilitare l’accesso degli utenti finali con disabilità a tali servizi mentre viaggiano in altri Stati membri sono fondate sul rispetto delle norme o specifiche attinenti pubblicate a norma dell’articolo 39.

3. Gli Stati membri provvedono affinché siano attuate misure idonee a garantire un livello sufficiente di qualità del servizio nel funzionamento del numero “116000”, oltre a impegnare le risorse finanziarie necessarie a gestire lo sportello telefonico.

4. Gli Stati membri e la Commissione provvedono affinché i cittadini siano adeguatamente informati dell’esistenza e dell’utilizzo dei servizi forniti con i numeri “116000” e “116111”.

Articolo 91

Accesso a numeri e servizi

1. Gli Stati membri provvedono affinché, ove ciò sia tecnicamente ed economicamente fattibile e salvo qualora un utente finale chiamato abbia scelto, per ragioni commerciali, di limitare l’accesso da parte di chiamanti ubicati in determinate zone geografiche, le pertinenti autorità nazionali adottino tutte le misure necessarie per assicurare che gli utenti finali siano in grado di:

  a) accedere e utilizzare i servizi utilizzando numeri non geografici all’interno dell’Unione; e

  b) accedere a tutti i numeri forniti nell’Unione, a prescindere dalla tecnologia e dai dispositivi utilizzati dall’operatore, compresi quelli dei piani nazionali di numerazione e i numeri verdi internazionali universali (UIFN).

2. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione possano imporre ai fornitori di reti pubbliche di comunicazione e/o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico di bloccare l’accesso a numeri o servizi caso per caso, ove ciò sia giustificato da motivi legati a frodi o abusi, e imporre che in simili casi i fornitori di servizi di comunicazione elettronica trattengano i relativi ricavi da interconnessione o da altri servizi.

Titolo III: Diritti degli utenti finali

(Articolo 91 bis)

Clausola di eccezione

Il titolo III, ad eccezione degli articoli 92 e 93, non si applica ai servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero, vale a dire le microimprese quali definite nella raccomandazione 2003/361/CE della Commissione.

Articolo 92

Non discriminazione

I fornitori di reti o servizi di comunicazione elettronica non applicano agli utenti finali nell’Unione requisiti o condizioni di accesso o di uso discriminatori in base alla cittadinanza o al luogo di residenza o di stabilimento dell’utente finale, a meno che tali differenze siano oggettivamente giustificate.

Articolo 92 bis

1. I fornitori di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico non applicano ai servizi intraunionali di comunicazione fissa e mobile che terminano in un altro Stato membro tariffe più elevate rispetto a quelle previste per i servizi che terminano nello stesso Stato membro, a meno che ciò non sia giustificato da una differenza nelle tariffe di terminazione.

2. Entro il … [sei mesi dall’entrata in vigore della presente direttiva], il BEREC, previa consultazione delle parti interessate e in stretta collaborazione con la Commissione, adotta orientamenti per il recupero di tali costi diversi oggettivamente giustificati a norma del paragrafo 1. Tali orientamenti garantiscono che le eventuali differenze siano rigorosamente basate sui costi diretti esistenti sostenuti dal fornitore per erogare i servizi transfrontalieri.

3. Entro il … [un anno dall’entrata in vigore della presente direttiva e successivamente con cadenza annuale], la Commissione presenta una relazione sull’applicazione degli obblighi di cui al paragrafo 1, ivi compresa una valutazione dell’andamento delle tariffe di comunicazione all’interno dell’UE.

Articolo 93

Tutela dei diritti fondamentali

1. Le misure nazionali in materia di accesso o di uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica da parte di utenti finali rispettano i diritti e le libertà fondamentali garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dai principi generali del diritto dell’Unione.

2. Qualunque provvedimento di questo tipo riguardante l’accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, da parte degli utenti finali, che ostacolasse tali diritti o libertà fondamentali può essere imposto soltanto se è previsto dalla legge e rispetta il contenuto essenziale di detti diritti e libertà, è appropriato, proporzionato e necessario e risponde effettivamente a finalità di interesse generale riconosciute dall’Unione o all’esigenza di proteggere i diritti e le libertà altrui in conformità all’articolo 52, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e ai principi generali del diritto dell’Unione, inclusi un’efficace tutela giurisdizionale e un giusto processo. Tali provvedimenti possono di conseguenza essere adottati soltanto nel rispetto del principio della presunzione d’innocenza e del diritto alla privacy. Dev’essere garantita una procedura preliminare equa ed imparziale, compresi il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate, fatta salva la necessità di presupposti e regimi procedurali appropriati in casi di urgenza debitamente accertata conformemente alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Dev’essere garantito il diritto ad un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo.

2 bis. A norma degli articoli 7, 8 e 11 e dell’articolo 52, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, gli Stati membri non impongono una conservazione generalizzata e indifferenziata dell’insieme dei dati relativi al traffico e all’ubicazione di tutti gli abbonati e utenti registrati riguardante le loro comunicazioni elettroniche.

Articolo 94

Livello di armonizzazione

Gli Stati membri non mantengono né introducono nel diritto nazionale disposizioni in materia di tutela degli utenti finali o condizioni di autorizzazione generale che riguardino le materie disciplinate dal presente titolo e divergano da quelle in esso stabilite, incluse disposizioni più o meno rigorose per garantire un livello di tutela diverso, salvo qualora sia altrimenti previsto nel presente titolo.

Articolo 95

Obblighi di informazione applicabili ai contratti

-1.  Gli obblighi di informazione di cui al presente articolo, inclusa la sintesi contrattuale, costituiscono parte integrante del contratto e sono aggiuntivi rispetto agli obblighi di informazione di cui alla direttiva 2011/83/UE. Gli Stati membri garantiscono che le informazioni di cui al presente articolo siano fornite in forma chiara, esaustiva e facilmente accessibile. Su richiesta del consumatore o di altri utenti finali, copia delle informazioni può anche essere fornita su un supporto durevole e in un formato accessibile per gli utenti finali con disabilità.

1. Prima che il consumatore sia vincolato da un contratto o da un’offerta corrispondente soggetta a qualsiasi forma di remunerazione, i fornitori di servizi di accesso a Internet, di servizi di comunicazione interpersonale accessibili al pubblico e di servizi di trasmissione utilizzati per la radiodiffusione forniscono, se del caso, le seguenti informazioni al consumatore, nella misura in cui dette informazioni riguardino un servizio da essi fornito:

  a) nell’ambito delle principali caratteristiche di ciascun servizio fornito:

i) i livelli minimi di qualità del servizio nella misura in cui sono offerti e, in conformità degli orientamenti del BEREC adottati a norma dell’articolo 97, paragrafo 2, previa consultazione delle parti interessate e in stretta collaborazione con la Commissione, per quanto concerne:

–   i servizi di accesso a Internet: almeno latenza, jitter, perdita di pacchetti,

–   per i servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico: almeno i tempi di allacciamento iniziale, la probabilità di fallimento della chiamata, i ritardi di segnalazione della chiamata in conformità dell’allegato IX della presente direttiva;

–   per i servizi diversi dai servizi di accesso a Internet ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2015/2120: gli specifici parametri di qualità garantiti.

Laddove non sia offerto alcun livello minimo di qualità del servizio, ciò deve essere comunicato.

ii) fermo restando il diritto degli utenti finali di utilizzare apparecchiature terminali di loro scelta, a norma dell’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2015/2120, gli oneri e le restrizioni imposti dal fornitore all’utilizzo delle apparecchiature terminali fornite e, ove opportuno, informazioni tecniche succinte per il corretto funzionamento delle apparecchiature scelte dal consumatore;

  b) le disposizioni relative all’indennizzo e al rimborso, ivi compreso, se del caso, un riferimento esplicito ai diritti statutari dei consumatori, applicabili qualora non sia raggiunto il livello di qualità del servizio previsto dal contratto o qualora si verifichi un incidente di sicurezza, notificato al fornitore, a causa di note vulnerabilità del software o dell’hardware, per le quali il produttore o lo sviluppatore hanno elaborato patch che il fornitore del servizio non ha applicato e per le quali quest’ultimo non ha adottato altre contromisure appropriate;

  c) nell’ambito delle informazioni sul prezzo e sui metodi di remunerazione:

i) i dettagli del piano o dei piani tariffari specifici previsti dal contratto e, per ciascun piano tariffario, i tipi di servizi offerti compresi, se del caso, i volumi delle comunicazioni (MB, minuti, SMS) inclusi in ciascun periodo di fatturazione e il prezzo per unità supplementare di comunicazione;

i bis) in caso di piano o di piani tariffari con un volume di comunicazioni prestabilito, la possibilità per i consumatori di differire il volume non utilizzato dal periodo di fatturazione precedente a quello successivo, laddove il contratto preveda tale opzione;

i ter) strumenti per salvaguardare la trasparenza delle fatture e monitorare il livello dei consumi;

i quater) fatto salvo l’articolo 13 del regolamento (UE) 2016/679, le informazioni relative ai dati personali che sono richiesti prima della prestazione del servizio o raccolti contestualmente alla fornitura del servizio;

ii) informazioni sulle tariffe in vigore riguardo a numeri o servizi soggetti a particolari condizioni tariffarie; per singole categorie di servizi le autorità nazionali di regolamentazione possono esigere che tali informazioni siano fornite immediatamente prima della connessione della chiamata;

iii) per i pacchetti di servizi e i pacchetti che comprendono servizi e apparecchiature, il prezzo dei singoli elementi del pacchetto, nella misura in cui sono commercializzati anche separatamente;

iv) informazioni dettagliate sul servizio postvendita, il servizio di manutenzione e di assistenza clienti e sui costi di manutenzione;

v) mezzi per ottenere informazioni aggiornate su tutte le tariffe vigenti e sui costi di manutenzione;

  d) nell’ambito delle informazioni concernenti la durata del contratto e le condizioni di rinnovo e di risoluzione:

i) ogni utilizzo minimo o durata minima richiesti per beneficiare di condizioni promozionali;

ii) procedure e costi legati al passaggio a un altro fornitore e alla portabilità dei numeri e di altri identificatori e accordi di indennizzo e rimborso in caso di ritardi o abusi nel passaggio ad altro fornitore;

iii) costi per risoluzione anticipata dal contratto, comprese le informazioni sullo sblocco dell’apparecchiatura terminale e sul recupero dei costi in relazione alla stessa;

iv) per i pacchetti di servizi, le condizioni di cessazione del pacchetto o dei suoi elementi, se del caso;

  e) informazioni dettagliate su prodotti e servizi destinati a utenti finali disabili e su come possono essere ottenuti gli aggiornamenti di tali informazioni;

  i mezzi con cui possono essere avviati i procedimenti per la risoluzione delle controversie, incluse le controversie nazionali e transfrontaliere, in conformità dell’articolo 25;

  g) i tipi di azioni che l’impresa può adottare in risposta a incidenti o minacce alla sicurezza o all’integrità e alle vulnerabilità.

2. Oltre agli obblighi di cui al paragrafo 1, i fornitori di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico forniscono le seguenti informazioni in modo chiaro e comprensibile:

–  restrizioni all’accesso ai servizi di emergenza e/o alle informazioni sulla localizzazione del chiamante a causa di impossibilità tecnica, purché il servizio consenta agli utenti finali di effettuare chiamate nazionali verso un numero nell’ambito di un piano di numerazione telefonica nazionale;

–  il diritto dell’utente finale di decidere se far inserire o no i propri dati personali in un elenco e le tipologie di dati di cui trattasi in conformità dell’articolo 12 della direttiva 2002/58/CE.

3. I paragrafi 1, 2 e 6 si applicano anche alle microimprese o alle piccole imprese e alle organizzazioni non profit in quanto utenti finali, a meno che esse non abbiano espressamente acconsentito a non applicare la totalità o parti di tali disposizioni.

4. I fornitori di servizi di accesso a Internet forniscono le informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 in aggiunta alle informazioni richieste a norma dell’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2015/2120.

5. Entro il [data di entrata in vigore + 12 mesi] la Commissione, previa consultazione con il BEREC adotta ▌un modello sintetico di contratto che individua i principali elementi degli obblighi di informazione di cui ai paragrafi 1 e 2. Questi elementi principali comprendono almeno informazioni sintetiche riguardanti:

a)  il nome, l’indirizzo e i recapiti del fornitore e, se diversi, i recapiti per eventuali reclami,

b)  le principali caratteristiche di ciascun servizio fornito,

c)  i rispettivi prezzi,

d)  la durata del contratto e le condizioni di rinnovo e risoluzione,

e)  la misura in cui i prodotti e i servizi sono progettati per gli utenti finali disabili,

f)  con riguardo ai servizi di accesso a Internet, le informazioni richieste a norma dell’articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2015/2120.

Tale modello ha lunghezza non superiore a una pagina con una sola facciata di dimensione A4 ed è facilmente leggibile. Laddove siano abbinati più servizi in un unico contratto, possono essere necessarie pagine aggiuntive, senza che tuttavia il documento superi un totale di tre pagine.

La Commissione può adottare un atto di esecuzione che specifichi il modulo di cui al presente paragrafo. Tale atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d’esame di cui all’articolo 110, paragrafo 4.

I fornitori soggetti agli obblighi di cui ai paragrafi da 1 a 4 compilano debitamente tale modello sintetico di contratto con le informazioni applicabili e lo forniscono ai consumatori, alle microimprese e piccole imprese e alle organizzazioni non profit, se del caso, prima della stipula del contratto o, ove ciò non sia possibile, successivamente ad essa senza indebito ritardo.

6. I fornitori di servizi di accesso a Internet e i fornitori di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico offrono ai consumatori il mezzo per monitorare e controllare l’uso di ciascun servizio fatturato sulla base del consumo in termini di tempo o volume. Tale mezzo comprende l’accesso a informazioni tempestive sul livello di consumo dei servizi incluso nel piano tariffario. I fornitori di servizi di accesso a Internet e di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico offrono consulenza ai consumatori, su richiesta e non oltre tre mesi prima della risoluzione del periodo contrattuale, in merito alle migliori tariffe relative ai loro servizi.

6 bis. Gli Stati membri possono mantenere o introdurre nelle loro legislazioni nazionali obblighi aggiuntivi applicabili ai servizi di accesso a Internet, ai servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero e ai servizi di trasmissione utilizzati per la radiodiffusione, al fine di garantire un maggiore livello di protezione dei consumatori con riguardo agli obblighi di informazione di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo. Gli Stati membri possono altresì mantenere o introdurre nelle loro legislazioni nazionali disposizioni intese a impedire temporaneamente l’utilizzo del servizio corrispondente qualora sia superato il limite finanziario o di volume determinato dalle autorità competenti.

Articolo 96

Trasparenza, confronto delle offerte e pubblicazione delle informazioni

1. Laddove la fornitura dei servizi corrispondenti sia soggetta a termini e condizioni, le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché le informazioni di cui all’allegato VIII siano pubblicate in forma chiara, esaustiva, atta alla lettura automatica e facilmente accessibile, in particolare dagli utenti finali con disabilità, dai fornitori di servizi di accesso a Internet, dai fornitori di servizi di comunicazione interpersonale accessibili al pubblico e dai servizi di trasmissione utilizzati per la radiodiffusione. Tali informazioni sono costantemente aggiornate. Le autorità nazionali di regolamentazione possono mantenere o introdurre nella loro legislazione nazionale obblighi aggiuntivi per quanto concerne gli obblighi di trasparenza di cui al presente paragrafo.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché gli utenti finali abbiano accesso gratuito ad almeno uno strumento indipendente di confronto che consenta loro di comparare e valutare prezzi e tariffe e, se del caso, dati indicativi sulla qualità del servizio di diversi servizi di accesso a Internet e di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico diversi dai servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero.

Lo strumento di confronto:

a)  è funzionalmente indipendente in quanto assicura che i prestatori di servizi ricevano pari trattamento nei risultati di ricerca;

b)  indica chiaramente i ▌proprietari e gli operatori dello strumento di confronto;

c)  definisce criteri chiari e obiettivi su cui si basa il confronto;

d)  utilizza un linguaggio chiaro e privo di ambiguità;

e)  fornisce informazioni corrette e aggiornate e indica la data dell’ultimo aggiornamento;

f)  comprende un’ampia gamma di offerte che copra una parte significativa del mercato e, se le informazioni presentate non forniscono un quadro completo del mercato, una chiara indicazione in tal senso prima di mostrare i risultati;

g)  prevede una procedura efficace per segnalare le informazioni errate;

g bis)  include prezzi e tariffe, e la qualità di prestazione dei servizi per gli utenti finali, sia in forma di imprese sia di consumatori.

Gli strumenti di confronto che soddisfano i requisiti di cui alle lettere da a) a g) sono, su richiesta del fornitore dello strumento, certificati dalle autorità nazionali di regolamentazione. I terzi hanno il diritto di utilizzare gratuitamente e in formati di dati aperti, allo scopo di rendere disponibili tali strumenti indipendenti di confronto, le informazioni pubblicate dai fornitori dei servizi di accesso a Internet o dei servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico.

3. Gli Stati membri possono esigere che le autorità nazionali così come i fornitori di servizi di accesso a Internet, di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico o di entrambi diffondano gratuitamente, all’occorrenza, informazioni di pubblico interesse agli utenti finali nuovi ed esistenti tramite gli stessi canali che utilizzano normalmente per le comunicazioni con gli utenti finali. In tal caso, dette informazioni di pubblico interesse sono fornite dalle competenti autorità pubbliche in forma standardizzata e riguardano fra l’altro:

a)  gli utilizzi più comuni dei servizi di accesso a Internet e dei servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico per attività illegali o per la diffusione di contenuti dannosi, in particolare quelli che possono attentare al rispetto degli altrui diritti e libertà, comprese le violazioni dei diritti di protezione dei dati, del diritto d’autore e dei diritti connessi, e le conseguenze giuridiche di tali atti; i mezzi di protezione contro i rischi per la sicurezza personale, per la vita privata e per i dati personali nella fruizione dei servizi di accesso a Internet e dei servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico.

Articolo 97

Qualità di servizio

1. Le autorità nazionali di regolamentazione possono prescrivere ai fornitori di servizi di accesso a Internet e di servizi di comunicazione interpersonale accessibili al pubblico di pubblicare, a uso degli utenti finali, informazioni complete, comparabili, attendibili, di facile consultazione e aggiornate sulla qualità dei servizi offerti, nella misura in cui offrono un livello minimo di qualità del servizio, sulle misure adottate per assicurare un accesso equivalente per gli utenti finali disabili. Tali informazioni sono comunicate, a richiesta, anche all’autorità nazionale di regolamentazione prima della pubblicazione. Tali misure, intese a garantire la qualità del servizio, sono conformi al regolamento (UE) 2015/2120. I fornitori di servizi di comunicazione interpersonale accessibili al pubblico informano il consumatore qualora la qualità dei servizi offerti dipenda da fattori esterni, quali il controllo della trasmissione dei segnali o la connettività della rete.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione precisano, tenendo nella massima considerazione gli orientamenti del BEREC, i parametri di qualità del servizio da misurare e i metodi di misura applicabili, nonché il contenuto, la forma e le modalità della pubblicazione, compresi meccanismi di certificazione della qualità. Se del caso, sono utilizzati i parametri, le definizioni e i metodi di misura indicati nell’allegato IX.

Per contribuire all’applicazione coerente del presente paragrafo e dell’allegato IX, entro il [entrata in vigore + 18 mesi] il BEREC adotta, previa consultazione delle parti interessate e in stretta collaborazione con la Commissione, orientamenti che descrivono i pertinenti parametri di qualità del servizio, compresi i parametri pertinenti per gli utenti finali con disabilità, i metodi di misura applicabili, il contenuto e il formato di pubblicazione delle informazioni e i meccanismi di certificazione della qualità.

Articolo 98

Durata dei contratti e relativa risoluzione

1. Gli Stati membri provvedono affinché le condizioni e le procedure di risoluzione dei contratti non costituiscano un disincentivo al cambiamento di fornitore di servizi e affinché i contratti stipulati tra consumatori e fornitori di servizi di accesso a Internet accessibili al pubblico, di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero e di servizi di trasmissione utilizzati per la radiodiffusione non impongano un periodo di impegno ▌ superiore a 24 mesi. Gli Stati membri possono adottare o mantenere una durata massima più breve per il periodo di impegno contrattuale. Gli Stati membri possono altresì richiedere che i fornitori offrano ai consumatori la possibilità di sottoscrivere un contratto della durata massima di dodici mesi o inferiore.

Il presente paragrafo non si applica alla durata di un contratto a rate se il consumatore ha convenuto in un contratto separato di rateizzare i pagamenti per l’installazione di una connessione fisica a reti di connettività ad elevata capacità. Un contratto per l’installazione di una connessione fisica non include l’apparecchiatura terminale o per l’accesso a Internet, ad esempio router o modem, e non impedisce ai consumatori di esercitare i loro diritti in virtù del presente articolo.

2. Se un contratto o una normativa nazionale prevede la proroga automatica del contratto a durata determinata, gli Stati membri provvedono affinché, dopo tale proroga automatica, il consumatore abbia il diritto di risolvere il contratto in qualsiasi momento con un preavviso di massimo un mese e senza incorrere in alcun costo eccetto quelli addebitati per la ricezione del servizio durante il periodo di preavviso. Prima della proroga automatica del contratto, i fornitori informano il consumatore in modo chiaro circa la fine del periodo contrattuale iniziale e, ove richiesto, in merito alle modalità di risoluzione del contratto. I fornitori utilizzano gli stessi canali normalmente utilizzati per le comunicazioni con i consumatori.

2 bis. I paragrafi 1 e 2 si applicano anche alle microimprese e alle piccole imprese o alle organizzazioni non profit in quanto utenti finali, a meno che esse non abbiano espressamente acconsentito a non applicare tali disposizioni.

3. Gli utenti finali hanno il diritto di risolvere il contratto, senza incorrere in alcun costo, all’atto della notifica di modifiche delle condizioni contrattuali proposte dal fornitore di servizi di accesso a Internet, di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico e di servizi di trasmissione utilizzati per la radiodiffusione, tranne nel caso in cui le modifiche proposte siano esclusivamente a vantaggio dell’utente finale, abbiano carattere strettamente tecnico e abbiano un effetto neutro sull’utente finale o siano strettamente necessarie per attuare modifiche legislative o regolamentari. I fornitori informano gli utenti finali, con preavviso non inferiore a un mese, di qualsiasi modifica delle condizioni contrattuali e, al contempo, del loro diritto di risolvere il contratto senza incorrere in alcun costo se non accettano le nuove condizioni. Gli Stati membri provvedono affinché la notifica sia effettuata in modo chiaro e comprensibile su un supporto durevole e tramite gli stessi canali che il fornitore utilizza normalmente per le comunicazioni con i consumatori.

3 bis. Qualsiasi significativa discrepanza, continuativa o regolarmente ricorrente, tra la prestazione effettiva di un servizio di comunicazione elettronica e la prestazione indicata nel contratto è considerata una non conformità della prestazione ai fini dell’attivazione dei mezzi di ricorso a disposizione del consumatore a norma del diritto nazionale, compreso il diritto di risolvere il contratto senza incorrere in alcun costo.

4. Ove, a norma della presente direttiva, di altre disposizioni del diritto dell’Unione o del diritto nazionale, un utente finale abbia il diritto di risolvere un contratto per la prestazione di servizi di accesso a Internet accessibile al pubblico, di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero e di servizi di trasmissione utilizzati per la radiodiffusione prima del termine del contratto, non saranno dovuti indennizzi o sanzioni da parte dell’utente finale ad eccezione di quanto previsto per le apparecchiature terminali sovvenzionate mantenute. Se l’utente finale sceglie di mantenere le apparecchiature terminali abbinate al contratto al momento della stipula, le compensazioni eventualmente dovute non superano il loro valore pro rata temporis al momento della stipula del contratto o la quota rimanente della tariffa per i servizi prestati fino alla fine del contratto, a seconda di quale importo sia inferiore. Gli Stati membri possono scegliere altri metodi per il calcolo del tasso di compensazione, purché tale tasso sia uguale o inferiore alla compensazione calcolata di cui sopra. Le eventuali restrizioni all’utilizzo delle apparecchiature terminali su altre reti sono eliminate gratuitamente dal fornitore al più tardi al momento del pagamento di tale indennizzo. Gli Stati membri possono adottare o mantenere obblighi aggiuntivi con riguardo al presente paragrafo onde garantire un livello di protezione dei consumatori più elevato.

Articolo 99

Cambiamento di fornitore e portabilità del numero

1. In caso di passaggio da un fornitore di servizi di accesso a Internet a un altro, i fornitori interessati offrono all’utente finale informazioni adeguate prima e durante la procedura di passaggio e garantiscono la continuità del servizio. Il fornitore ricevente conduce le operazioni di passaggio di fornitore al fine di assicurare che l’attivazione del servizio abbia luogo alla data ed entro i termini espressamente pattuiti con l’utente finale. Il fornitore cedente continua a prestare il servizio alle stesse condizioni fino all’attivazione del servizio del fornitore ricevente. L’interruzione del servizio durante la procedura di passaggio non può superare un giorno lavorativo laddove entrambi i fornitori utilizzino gli stessi mezzi tecnologici. Qualora i fornitori utilizzino diversi mezzi tecnologici, si adoperano per limitare a un giorno lavorativo l’interruzione del servizio durante la procedura di trasferimento, eccetto nel caso in cui una maggiore durata, che non supera i due giorni lavorativi, sia debitamente giustificata.

Le autorità nazionali di regolamentazione garantiscono l’efficienza e la semplicità della procedura di passaggio per l’utente finale.

2. Gli Stati membri provvedono affinché tutti gli utenti finali con numeri appartenenti al piano di numerazione telefonica nazionale che ne facciano richiesta abbiano il diritto di conservare il proprio o i propri numeri indipendentemente dall’impresa fornitrice del servizio, a norma di quanto disposto all’allegato VI, parte C.

2 bis. Qualora un utente finale risolva un contratto con un fornitore, l’utente finale mantiene il diritto di trasferire un numero verso un altro fornitore fino a sei mesi dalla data di risoluzione, a meno che l’utente finale non rinunci a tale diritto.

3. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché la tariffazione tra operatori e/o fornitori di servizi in relazione alla portabilità del numero sia orientata ai costi e non siano applicati oneri diretti agli utenti finali.

4. Le autorità nazionali di regolamentazione non prescrivono tariffe al dettaglio per la portabilità del numero che comportino distorsioni della concorrenza, come ad esempio tariffe al dettaglio specifiche o comuni.

5. Il trasferimento dei numeri e la loro successiva attivazione sono effettuati nel più breve tempo possibile. In ogni caso, i consumatori che abbiano concluso un accordo per il trasferimento del proprio numero a una nuova impresa ottengono l’attivazione del numero in questione entro un giorno lavorativo dalla data concordata. Il fornitore cedente continua a prestare il servizio alle stesse condizioni fino all’attivazione del servizio del fornitore ricevente.

Il presente paragrafo si applica anche alle microimprese o alle piccole imprese e alle organizzazioni non profit in quanto utenti finali, a meno che esse non abbiano espressamente acconsentito a non applicare la totalità o parti di tali disposizioni.

5 bis. Il fornitore ricevente conduce le operazioni di passaggio di fornitore e di portabilità del numero ed entrambi i fornitori, ricevente e cedente, cooperano in buona fede. Le autorità nazionali di regolamentazione possono stabilire il processo globale del cambiamento del fornitore e della portabilità del numero, tenendo conto delle disposizioni nazionali in materia di contratti, della fattibilità tecnica e della necessità di assicurare all’utente finale la continuità del servizio. Ciò comprende, ove possibile, un requisito che preveda che la portabilità sia ultimata via etere, salvo diversa richiesta dell’utente finale.

In ogni caso, l’interruzione del servizio durante le operazioni di trasferimento non può superare un giorno lavorativo.

I contratti dell’utente finale con il fornitore cedente sono rescissi automaticamente al termine delle operazioni di trasferimento. I fornitori cedenti rimborsano l’eventuale credito residuo ai consumatori utilizzando servizi prepagati. Il rimborso può essere soggetto a una trattenuta solo se indicato nel contratto. L’eventuale trattenuta è proporzionata e commisurata ai costi effettivi sostenuti dal fornitore cedente nell’erogazione del rimborso. In caso di mancato successo delle operazioni di trasferimento, il fornitore cedente riattiva il numero o il servizio dell’utente finale agli stessi termini e alle stesse condizioni di cui beneficiava l’utente finale prima dell’inizio delle operazioni di passaggio di fornitore fino al completamento della portabilità o del trasferimento. Le autorità nazionali di regolamentazione adottano anche adeguate misure che assicurino l’adeguata informazione e la tutela degli utenti finali durante tutte le operazioni di trasferimento e di portabilità, evitando altresì il trasferimento ad altro operatore contro la loro volontà.

6. Gli Stati membri provvedono affinché siano previste sanzioni adeguate per le imprese in caso di ritardo nel trasferimento del numero o in caso di abuso di trasferimento da parte delle imprese o in nome di queste.

6 bis. Gli Stati membri assicurano che gli utenti finali abbiano diritto a un indennizzo da parte dei fornitori in caso di ritardi nel procedere alla portabilità o passaggio o in caso di abusi in tali operazioni. L’indennizzo minimo per un ritardo è pari a:

a)   in caso di ritardo della portabilità superiore a uno o due giorni lavorativi, come stabilito rispettivamente all’articolo 99, paragrafo 1, e all’articolo 99, paragrafo 5, un importo per giorno di ritardo aggiuntivo;

b)   in caso di interruzione del servizio superiore a un giorno lavorativo, un importo per giorno di ritardo aggiuntivo;

c)   in caso di ritardo nell’attivazione del servizio, un importo per ciascun giorno successivo al giorno di attivazione concordato; nonché

d)   in caso di mancata presentazione a un appuntamento di servizio o di annullamento dello stesso con meno di 24 ore di preavviso, un importo per appuntamento.

Le autorità nazionali di regolamentazione stabiliscono gli importi dovuti a norma del presente paragrafo.

6 ter. L’indennizzo di cui al paragrafo 6 bis è pagato tramite deduzione dalla fattura successiva, in contanti, tramite bonifico o, in accordo con l’utente finale, tramite buoni-servizio.

6 quater. Il paragrafo 6 bis non pregiudica alcun diritto a un ulteriore indennizzo in conformità della legislazione nazionale o unionale. Gli Stati membri possono stabilire norme supplementari onde garantire che tutti gli utenti finali che abbiano subito danni materiali o immateriali ai sensi del presente articolo possano chiedere e ottenere un indennizzo da un’impresa per i danni subiti. L’indennizzo minimo pagato in conformità del paragrafo 6 bis può essere dedotto da qualsiasi ulteriore indennizzo. Il pagamento dell’indennizzo a norma del paragrafo 6 bis non osta a che il fornitore ricevente chieda, se del caso, un indennizzo al fornitore cedente.

Articolo 100

Offerte di pacchetti

1. Se un pacchetto di servizi o un pacchetto di servizi e apparecchiature terminali offerti a un consumatore comprende almeno un servizio di accesso a Internet o servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico, a tutti gli elementi del pacchetto si applicano, mutatis mutandis, l’articolo 95, l’articolo 96, paragrafo 1, l’articolo 98 e l’articolo 99 ▌salvo qualora le disposizioni applicabili a un altro elemento del pacchetto siano più favorevoli per il consumatore.

2. La sottoscrizione di servizi o apparecchiature terminali supplementari forniti o distribuiti dal medesimo fornitore di servizi di accesso a Internet o di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico non estende la durata del contratto ▌, salvo qualora il consumatore convenga espressamente altrimenti al momento della sottoscrizione di attrezzature terminali o servizi aggiuntivi.

2 bis. I fornitori di servizi di comunicazione elettronica diversi dai servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero offrono ai consumatori la possibilità di annullare o trasferire singole parti del contratto del pacchetto, laddove il contratto preveda tale opzione.

2 ter. I paragrafi 1 e 2 si applicano anche alle microimprese e alle piccole imprese o alle organizzazioni non profit in quanto utenti finali, a meno che esse non abbiano espressamente convenuto di derogare alla totalità o parti di tali disposizioni.

2 quater. Gli Stati membri possono ampliare l’applicazione del paragrafo 1 ai pacchetti di servizi o pacchetti di servizi e apparecchiature terminali offerti a un consumatore che includono almeno un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico. Gli Stati membri possono altresì applicare il paragrafo 1 per quanto concerne altre disposizioni di cui al presente titolo.

Articolo 101

Disponibilità di servizi

Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire la più ampia disponibilità possibile dei servizi di comunicazione vocale e di accesso a Internet forniti attraverso le reti di comunicazione pubbliche, in caso di incidenti gravi di rete o nei casi di forza maggiore. Gli Stati membri garantiscono che i fornitori di servizi di comunicazione vocale e di accesso a Internet adottino tutte le misure necessarie a garantire l’accesso ininterrotto ai servizi di emergenza.

Articolo 102

Comunicazioni di emergenza e numero di emergenza unico europeo

1. Gli Stati membri provvedono affinché tutti gli utenti finali dei servizi di cui al paragrafo 2, compresi gli utenti di telefoni pubblici a pagamento e di reti private di comunicazione elettronica, possano avere accesso, gratuitamente e senza dover utilizzare alcun mezzo di pagamento, ai servizi di soccorso tramite le comunicazioni di emergenza digitando il numero di emergenza unico europeo “112” e qualunque numero di emergenza nazionale specificato dagli Stati membri.

2. Gli Stati membri, in consultazione con le autorità nazionali di regolamentazione e i servizi di emergenza e i fornitori di servizi di comunicazione elettronica, provvedono affinché sia garantito un accesso ai servizi di emergenza da parte dei fornitori che prestano servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero agli utenti finali, laddove tale servizio consenta agli utenti finali di effettuare chiamate nazionali verso un numero nell’ambito di un piano di numerazione telefonica nazionale o internazionale, tramite comunicazioni di emergenza al PSAP più idoneo, utilizzando le informazioni relative all’ubicazione a disposizione dei fornitori di servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero in modo coerente con le infrastrutture per le chiamate di emergenza degli Stati membri.

I fornitori di servizi di comunicazione interpersonale indipendenti dal numero che non offrono accesso al numero 112 informano gli utenti finali che l’accesso al numero di emergenza 112 non è supportato.

3. Gli Stati membri provvedono affinché tutte le comunicazioni di emergenza al numero di emergenza unico europeo «112» ricevano adeguata risposta e siano trattate nel modo più consono alla struttura nazionale dei servizi di soccorso, tenendo conto della necessità di gestire le chiamate in maniera multilingue. Tali comunicazioni di emergenza ricevono risposte e un trattamento con la stessa rapidità ed efficacia riservate alle comunicazioni di emergenza dirette al numero o ai numeri di emergenza nazionali, se questi continuano ad essere utilizzati.

3 bis. La Commissione, previa consultazione delle autorità nazionali di regolamentazione e dei servizi di emergenza, adotta indicatori di prestazione applicabili ai servizi di emergenza degli Stati membri. La Commissione presenta ogni due anni una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sull’efficacia dell’attuazione del numero di emergenza unico europeo “112” e sul funzionamento degli indicatori di prestazione.

4. Gli Stati membri provvedono affinché l’accesso per gli utenti finali con disabilità ai servizi di emergenza sia disponibile tramite le comunicazioni di emergenza ed equivalente a quello degli altri utenti finali, anche attraverso servizi di conversazione globale o servizi di ritrasmissione rivolti a terzi. La Commissione, le autorità nazionali di regolamentazione e altre autorità competenti adottano misure adeguate per assicurare che gli utenti finali con disabilità possano accedere ai servizi di emergenza su un piano di parità con gli altri mentre si trovano in uno Stato membro diverso dal proprio, ove possibile senza alcuna preregistrazione. Tali misure garantiscono l’interoperabilità tra gli Stati membri e si basano quanto più possibile sulle norme o specifiche europee pubblicate conformemente all’articolo 39; tali misure non impediscono agli Stati membri di adottare ulteriori prescrizioni al fine di perseguire gli obiettivi di cui al presente articolo.

5. Gli Stati membri provvedono affinché le informazioni sulla localizzazione del chiamante siano messe a disposizione del PSAP più adatto senza indugio dopo che è stata stabilita la connessione della comunicazione di emergenza. Esse comprendono sia le informazioni sulla localizzazione basata sulla rete sia, ove disponibili, le informazioni sulla localizzazione del chiamante derivanti dai dispositivi mobili. Gli Stati membri provvedono affinché la generazione e la trasmissione delle informazioni sulla localizzazione dell’utente finale siano gratuite per l’utente finale e per il PSAP con riguardo a tutte le comunicazioni di emergenza al numero di emergenza unico europeo “112”. Gli Stati membri possono estendere tale obbligo alle comunicazioni di emergenza a numeri di emergenza nazionali. Ciò non osta a che le autorità ▌competenti, previa consultazione del BEREC, definiscano i criteri per l’esattezza e l’affidabilità delle informazioni fornite sulla localizzazione del chiamante.

6. Gli Stati membri provvedono affinché i cittadini siano adeguatamente informati in merito all’esistenza e all’uso del numero di emergenza unico europeo “112”, nonché alle sue funzioni di accessibilità, anche attraverso iniziative rivolte specificamente alle persone che viaggiano da uno Stato membro all’altro e alle persone con disabilità. Tali informazioni sono fornite in un formato accessibile e concepito per diversi tipi di disabilità. La Commissione sostiene e integra l’azione degli Stati membri.

7. Onde assicurare un accesso efficace ai servizi di emergenza attraverso le comunicazioni di emergenza dirette ai servizi del “112” negli Stati membri, la Commissione, previa consultazione del BEREC, adotta atti delegati conformemente all’articolo 109 per quanto riguarda le misure necessarie a garantire la compatibilità, l’interoperabilità, la qualità, l’affidabilità e la continuità delle comunicazioni di emergenza nell’Unione in relazione alle soluzioni relative alla localizzazione del chiamante, all’accesso per gli utenti finali ▌, all’accessibilità per le persone con disabilità e all’instradamento al PSAP più idoneo. Il primo di tali atti delegati è adottato entro [inserire la data].

La Commissione mantiene una banca dati dei numeri E.164 dei servizi di emergenza europei, per garantire che questi siano in grado di contattarsi da uno Stato membro all’altro.

L’adozione di tali misure, tuttavia, non pregiudica né incide in alcun modo sull’organizzazione dei servizi di emergenza, che resta di esclusiva competenza degli Stati membri.

Articolo 102 bis

Sistema “112 inverso”

1. Gli Stati membri garantiscono, attraverso l’utilizzo di reti e servizi di comunicazione elettronica, l’istituzione di un sistema nazionale efficiente di comunicazione “112 inverso” per avvertire e allertare i cittadini in caso di gravi emergenze e calamità naturali e/o causate dall’uomo imminenti o in corso, tenendo conto dei sistemi nazionali e regionali esistenti e senza pregiudicare la vita privata e le norme in materia di protezione dei dati.

Articolo 103

Accesso e scelta equivalenti per gli utenti finali con disabilità

1. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità competenti specifichino ▌le prescrizioni che i fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico devono rispettare affinché gli utenti finali con disabilità:

  a) possano avere un accesso ai servizi di comunicazione elettronica, incluse le relative informazioni contrattuali fornite a norma dell’articolo 95, equivalente a quello della maggior parte degli utenti finali; Gli Stati membri assicurano inoltre che i fornitori di servizi di comunicazione elettronica pubblicamente accessibili adottino le misure necessarie per rendere più accessibili i loro siti web e le loro applicazioni mobili rendendoli percepibili, utilizzabili, comprensibili e stabili.

  b) possano beneficiare della gamma di imprese e servizi a disposizione della maggior parte degli utenti finali.

A tal fine, gli Stati membri assicurano, nella misura in cui ciò non imponga un onere sproporzionato a carico dei fornitori di apparecchiature terminali e di servizi di comunicazione elettronica, la disponibilità di apparecchiature speciali che offrano le funzioni e i servizi necessari specificamente destinati agli utenti finali con disabilità. La valutazione di ciò che è considerato un “onere sproporzionato” segue la procedura di cui all’articolo 12 della direttiva XXX/AAAA/UE.

2. Nell’adottare le misure di cui al paragrafo 1 gli Stati membri favoriscono la conformità con le pertinenti norme o specifiche pubblicate in conformità dell’articolo 39.

In caso di conflitto tra le disposizioni del presente articolo e quanto previsto dalla direttiva XXX/AAAA/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(46), prevalgono le disposizioni della direttiva XXX/AAAA/UE.

Articolo 104

Servizi di consultazione degli elenchi telefonici

1. Gli Stati membri provvedono affinché tutti i fornitori di servizi vocali di comunicazione soddisfino qualsiasi richiesta ragionevole di rendere disponibili le informazioni necessarie, ai fini della fornitura di elenchi e di servizi di consultazione accessibili al pubblico, in una forma concordata e a condizioni eque, oggettive, orientate ai costi e non discriminatorie.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione possono imporre obblighi e condizioni alle imprese che controllano l’accesso agli utenti finali per la fornitura di servizi di consultazione elenchi in conformità delle disposizioni dell’articolo 59. Detti obblighi e condizioni sono obiettivi, equi, trasparenti e non discriminatori.

3. Gli Stati membri non mantengono in essere alcuna limitazione normativa che impedisca agli utenti finali di uno Stato membro di accedere direttamente ai servizi di consultazione elenchi di un altro Stato membro tramite chiamata vocale o SMS e adottano le misure per garantire tale accesso a norma dell’articolo 91.

4. I paragrafi da 1 a 3 si applicano fatte salve le prescrizioni della legislazione dell’Unione in materia di protezione dei dati personali e della vita privata e, in particolare, quelle dell’articolo 12 della direttiva 2002/58/CE.

Articolo 105

Interoperabilità delle apparecchiature radio e di televisione di consumo

Conformemente alle disposizioni dell’allegato X, gli Stati membri garantiscono l’interoperabilità delle apparecchiature radio e di televisione digitale di consumo di cui a tale allegato.

I fornitori di servizi di televisione digitale garantiscono l’interoperabilità delle apparecchiature terminali in modo che, ove tecnicamente fattibile, le apparecchiature terminali siano riutilizzabili con altri fornitori e, in caso contrario, sia data la possibilità ai consumatori di restituire tali apparecchiature in modo semplice e gratuito.

Articolo 106

Obblighi di trasmissione

1. Gli Stati membri possono imporre obblighi di trasmissione ragionevoli, per specifici canali radiofonici e televisivi e servizi complementari correlati, specialmente servizi di accessibilità destinati a consentire un accesso adeguato agli utenti finali con disabilità ai contenuti e alle guide elettroniche ai programmi e dati a supporto di servizi di televisione connessa e guide elettroniche ai programmi, alle imprese soggette alla loro giurisdizione che forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica destinate alla distribuzione di servizi di diffusione televisiva o radiofonica al pubblico, se un numero significativo di utenti finali di tali reti e servizi le utilizza come mezzo principale di ricezione di tali servizi televisivi o radiofonici. Tali obblighi sono imposti solo se necessari a soddisfare precisi obiettivi di interesse generale, definiti in modo chiaro da ciascuno Stato membro e se sono proporzionati e trasparenti.

Gli Stati membri impongono obblighi di trasmissione sulle trasmissioni analogiche di diffusione televisiva esclusivamente nel caso in cui l’assenza di tali obblighi avesse notevoli ripercussioni negative per un numero significativo di utenti finali o laddove non siano presenti altri mezzi di trasmissione per determinati servizi di diffusione televisiva.

Gli obblighi di trasmissione di cui al primo comma sono imposti solo se necessari a soddisfare precisi obiettivi di interesse generale, definiti in modo chiaro da ciascuno Stato membro e se sono proporzionati e trasparenti.

1 bis. Gli Stati membri sottopongono a riesame gli obblighi di cui al primo paragrafo al più tardi entro un anno dal [data di entrata in vigore della presente direttiva], tranne nei casi in cui gli Stati membri abbiano effettuato tale riesame nel corso dei quattro anni precedenti.

Gli Stati membri sottopongono a riesame gli obblighi di trasmissione almeno ogni cinque anni.

1 ter. Gli Stati membri possono inoltre imporre diritti ragionevoli di accesso ai contenuti in relazione a specifici canali radiotelevisivi di interesse generale alle imprese soggette a obblighi di trasmissione sotto la loro giurisdizione.

2. Né il paragrafo 1 del presente articolo né il paragrafo 2 dell’articolo 57 pregiudicano la facoltà degli Stati membri di definire eventualmente nella loro legislazione un appropriato indennizzo per le misure adottate conformemente al presente articolo, sempre assicurando che, in circostanze analoghe, non si operino discriminazioni di trattamento fra i fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica. Se dovesse essere previsto un indennizzo, l’obbligo di indennizzo e l’ammontare dello stesso possono essere stabiliti con un atto legislativo e tale indennizzo è applicato in modo proporzionato e trasparente.

Articolo 107

Fornitura di prestazioni supplementari

1. Fatto salvo l’articolo 83, paragrafo 2, gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione possano imporre a tutti i fornitori che forniscono servizi di accesso a Internet e/o servizi di comunicazione interpersonale basati sul numero accessibili al pubblico di mettere a disposizione degli utenti finali gratuitamente, ove opportuno, tutte o parte delle prestazioni supplementari elencate nell’allegato VI, parte B, se ciò è fattibile sul piano tecnico ▌, come pure tutte o parte delle prestazioni supplementari elencate nell’allegato VI, parte A.

2. Lo Stato membro può decidere di non applicare il paragrafo 1 nella totalità o in parte del proprio territorio se ritiene, tenuto conto del parere delle parti interessate, che l’accesso a tali prestazioni sia sufficiente.

Articolo 108

Adeguamento degli allegati

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 109 per quanto riguarda l’adeguamento degli allegati V, VI, IX, e X al fine di tener conto del progresso tecnologico e sociale o dell’andamento della domanda del mercato.

Parte IV. DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 109

Esercizio della delega

1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

2. Il potere di adottare atti delegati di cui agli articoli 40, 60, 73, 102 e 108 è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dal … [data di entrata in vigore dell’atto legislativo di base o qualsiasi altra data fissata dai colegislatori].

3. La delega di potere di cui agli articoli 40, 60, 73, 102 e 108 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4. Prima di adottare un atto delegato, la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro conformemente ai principi stabiliti dall’accordo interistituzionale «Legiferare meglio» del 13 aprile 2016.

5. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

6. L’atto delegato adottato ai sensi degli articoli 40, 60, 73, 102 e 108 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di [due mesi] dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di [due mesi] su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Articolo 110

Comitato

1. La Commissione è assistita dal comitato per le comunicazioni istituito dalla direttiva 2002/21/CE. Esso è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.

2. Per le misure di attuazione di cui all’articolo 45, paragrafo 2, secondo comma, il comitato è il comitato per lo spettro radio istituito a norma dell’articolo 3, paragrafo 1, della decisione n. 676/2002/CE.

3. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l’articolo 4 del regolamento (UE) n. 182/2011. Laddove il parere del comitato debba essere ottenuto con procedura scritta, questa si conclude senza esito quando, entro il termine per la formulazione del parere, il presidente del comitato decida in tal senso o un membro del comitato lo richieda. In tal caso, il presidente convoca una riunione del comitato entro un termine ragionevole.

4. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l’articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011, tenendo conto delle disposizioni dell’articolo 8 dello stesso.

5. Laddove il parere del comitato debba essere ottenuto con procedura scritta, questa si conclude senza esito quando, entro il termine per la formulazione del parere, il presidente del comitato decida in tal senso o un membro del comitato lo richieda. In tal caso, il presidente convoca una riunione del comitato entro un termine ragionevole.

Articolo 111

Scambio di informazioni

1. La Commissione fornisce tutte le pertinenti informazioni, al comitato per le comunicazioni sull’esito delle consultazioni periodiche con i rappresentanti degli operatori di rete, dei fornitori di servizi, degli utenti, dei consumatori, dei produttori e dei sindacati, oltre che con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali.

2. Il comitato per le comunicazioni, tenendo nel debito conto la politica dell’Unione nel settore delle comunicazioni elettroniche, promuove lo scambio di informazioni fra gli Stati membri e fra questi e la Commissione sulla situazione e sull’attività delle autorità di regolamentazione nel settore delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica.

Articolo 112

Pubblicazione di informazioni

1. Gli Stati membri provvedono affinché vengano rese pubbliche informazioni aggiornate relative all’applicazione della presente direttiva, secondo modalità che garantiscano a tutte le parti interessate di accedere agevolmente a tali informazioni. Essi provvedono alla pubblicazione, nelle rispettive Gazzette ufficiali, di un avviso che precisa come e dove tali informazioni sono pubblicate. Il primo di questi avvisi è pubblicato anteriormente alla data di applicazione di cui all’articolo 118, paragrafo 1, secondo comma, successivamente un nuovo avviso è pubblicato ogniqualvolta le informazioni in questione siano modificate.

2. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione una copia di ciascun avviso al momento della sua pubblicazione. La Commissione trasmette a sua volta queste informazioni al comitato per le comunicazioni se del caso.

3. Gli Stati membri provvedono affinché tutte le informazioni pertinenti su diritti, condizioni, procedure, riscossione di diritti amministrativi e contributi e sulle decisioni attinenti alle autorizzazioni generali, ai diritti d’uso e ai diritti di installare strutture siano pubblicate e debitamente aggiornate in modo da consentire a tutti gli interessati di accedere facilmente a tali informazioni.

4. Qualora le informazioni di cui al paragrafo 3 siano detenute a vari livelli di governo, in particolare le informazioni riguardanti le procedure e le condizioni circa i diritti di installare strutture, l’autorità nazionale di regolamentazione compie ogni ragionevole sforzo, tenendo conto dei costi connessi, per realizzare un prospetto di facile lettura di tutte dette informazioni, comprese le informazioni attinenti ai livelli di governo pertinenti ed alle autorità competenti nella fattispecie, per agevolare le domande di concessione dei diritti di installare strutture.

5. Gli Stati membri provvedono alla pubblicazione degli obblighi specifici imposti nei confronti delle imprese conformemente alla presente direttiva, precisando il prodotto/servizio specifico e i mercati geografici interessati. Essi provvedono inoltre a pubblicare informazioni aggiornate in forma atta a consentire a tutte le parti interessate di accedervi agevolmente, fintantoché non si tratti di informazioni riservate e, in particolare, di segreti aziendali.

6. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione copia di tutte le informazioni pubblicate. La Commissione rende disponibili tali informazioni in una forma prontamente accessibile e le trasmette, se del caso, al comitato per le comunicazioni.

Articolo 113

Notifica e monitoraggio

1. Le autorità nazionali di regolamentazione notificano alla Commissione, al più tardi entro la data di applicazione di cui all’articolo 115, paragrafo 1, secondo comma, e immediatamente in caso di un eventuale cambiamento successivo, i nomi delle imprese designate quali titolari di obblighi di servizio universale di cui all’articolo 81.

La Commissione rende disponibili tali informazioni in una forma prontamente accessibile e, se del caso, le trasmette al comitato per le comunicazioni di cui all’articolo 111.

2. Le autorità nazionali di regolamentazione notificano alla Commissione i nomi degli operatori che ritengono disporre di significativo potere di mercato ai fini della presente direttiva nonché gli obblighi imposti nei loro confronti a norma della stessa. Qualsiasi modifica degli obblighi imposti nei confronti delle imprese e qualsiasi modifica delle imprese soggette alle disposizioni della presente direttiva è notificata senza indugio alla Commissione.

Articolo 114

Procedure di revisione

1. La Commissione esamina periodicamente l’applicazione della presente direttiva e riferisce in proposito al Parlamento europeo ed al Consiglio, la prima volta entro cinque anni dalla data di applicazione, di cui all’articolo 115, paragrafo 1, secondo comma e successivamente ogni cinque anni.

Tali revisioni valutano in particolare se i poteri di intervento ex ante ai sensi della presente direttiva sono tali da consentire alle autorità nazionali di regolamentazione di garantire che, in presenza di strutture di mercato oligopolistiche non concorrenziali, e congiuntamente ad un’applicazione proporzionata di altri obblighi a norma della presente direttiva, la concorrenza nei mercati delle comunicazioni elettroniche continui a svilupparsi a beneficio degli utenti finali in termini di qualità, scelta e prezzo e che i mercati all’ingrosso che forniscono accesso alle infrastrutture di comunicazione elettronica si sviluppino e prosperino al fine di assicurare risultati concorrenziali per gli utenti finali ed una connettività ad elevata capacità.

A tal fine la Commissione può chiedere agli Stati membri informazioni che devono esserle trasmesse senza ritardi ingiustificati.

Articolo 115

Recepimento

1. Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il [giorno/mese/anno], le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi agli articoli [ … ] nonché agli allegati [ … ]. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal [giorno/mese/anno].

Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di tale riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Esse recano altresì l’indicazione che i riferimenti alle direttive abrogate dalla presente direttiva, contenuti in disposizioni legislative, regolamentari e amministrative previgenti, si intendono fatti alla presente direttiva. Le modalità del riferimento, nonché di come tale indicazione debba essere formulata, sono stabilite dagli Stati membri.

2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni di diritto interno che essi adottano nella materia disciplinata dalla presente direttiva.

Articolo 116

Abrogazione

Le direttive 2002/19/CE, 2002/20/CE, 2002/21/CE e 2002/22/CE, elencate nell’allegato XI, parte A, sono abrogate a decorrere dal […], fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento delle direttive nel diritto interno e alle date di applicazione delle direttive di cui all’allegato XI, parte B.

L’articolo 5 della decisione 243/2012/UE è abrogato a decorrere dal […].

I riferimenti alle direttive abrogate si intendono fatti alla presente direttiva e si leggono secondo la tavola di concordanza di cui all’allegato XII.

Articolo 117

Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 118

Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Bruxelles, il

Per il Parlamento europeo  Per il Consiglio

Il presidente  Il presidente

(1)

GU C xx del 2.3.2017, pag. xx.

(2)

GU C xx del 2.3.2017, pag. xx.

(3)

GU C 77 del 28.3.2002, pag. 1.

(4)

* Emendamenti: le parti di testo nuove sono evidenziate in corsivo grassetto. le soppressioni sono indicate con il simbolo ▌.

(5)

  GU C […], […], pag. […].

(6)

  GU C […], […], pag. […].

(7)

  Direttiva 2002/19/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa all’accesso alle reti di comunicazione elettronica e alle risorse correlate, e all’interconnessione delle medesime (direttiva accesso) (GU L 108 del 24.4.2002, pag. 7).

(8)

  Direttiva 2002/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva autorizzazioni) (GU L 108 del 24.4.2002, pag. 21).

(9)

  Direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva quadro) (GU L 108 del 24.4.2002, pag. 33).

(10)

  Direttiva 2002/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (direttiva servizio universale) (GU L 108 del 24.4.2002, pag. 51).

(11)

  Direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2002, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche (direttiva relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche) (GU L 201 del 31.7.2002, pag. 37).

(12)

  Il quadro normativo dell’Unione per le comunicazioni elettroniche include anche il regolamento (UE) n. 531/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2012, relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all’interno dell’Unione (GU L 172 del 30.6.2012, pag. 10), il regolamento (UE) 2015/2120 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, che stabilisce misure riguardanti l’accesso a un’Internet aperta e che modifica la direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica e il regolamento (UE) n. 531/2012 relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all’interno dell’Unione (GU L 310 del 26.11.2015, pag. 1) e la direttiva 2014/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, recante misure volte a ridurre i costi dell’installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità (GU L 155 del 23.5.2014, pag. 1), nonché una serie di decisioni della Commissione e dei colegislatori.

(13)

  Regolamento (CE) n. 1211/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Ufficio (GU L 337 del 18.12.2009, pag. 1).

(14)

  Direttiva 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di apparecchiature radio e che abroga la direttiva 1999/5/CE (GU L 153 del 22.5.2014, pag. 62).

(15)

Sentenza della Corte di giustizia del 26 aprile 1988, Bond van Adverteerders e altri/Stato olandese, C-352/85, ECLI: EU:C:1988:196.

(16)

  Entrambi definiti nel regolamento (UE) 2015/758 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, relativo ai requisiti di omologazione per lo sviluppo del sistema eCall di bordo basato sul servizio 112 e che modifica la direttiva 2007/46/CE (GU L 123 del 19.5.2015, pag. 77) e nel regolamento delegato (UE) n. 305/2013 della Commissione, del 26 novembre 2012, che integra la direttiva 2010/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la predisposizione armonizzata in tutto il territorio dell’Unione europea di un servizio elettronico di chiamata di emergenza (eCall) interoperabile (GU L 91 del 3.4.2013, pag. 1).

(17)

  Quali definiti nel regolamento (UE) 2015/758.

(18)

  GU L 81 del 21.3.2012, pag. 7.

(19)

  Causa C-614/10, Commissione europea/Repubblica d’Austria, EU:C:2012:631.

(20)

  Direttiva 2014/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, recante misure volte a ridurre i costi dell’installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità (GU L 155 del 23.5.2014, pag. 1).

(21)

  Direttiva 2013/11/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori, che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE (Direttiva sull’ADR per i consumatori) (GU L 165 del 18.6.2013, pag. 63).

(22)

  Direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione (GU L 194 del 19.7.2016, pag. 1).

(23)

  Decisione n. 676/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa ad un quadro normativo per la politica in materia di spettro radio nella Comunità europea (decisione spettro radio) (GU L 108 del 24.4.2002).

(24)

  Raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio, del 12 luglio 1999, relativa alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz (GU L 199 del 30.7.199, pag. 59).

(25)

  Direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’8 giugno 2000 relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (“direttiva sul commercio elettronico”) (GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1).

(26)

  Regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sulla normazione europea, che modifica le direttive 89/686/CEE e 93/15/CEE del Consiglio nonché le direttive 94/9/CE, 94/25/CE, 95/16/CE, 97/23/CE, 98/34/CE, 2004/22/CE, 2007/23/CE, 2009/23/CE e 2009/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la decisione 87/95/CEE del Consiglio e la decisione n. 1673/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 364 del 14.11.2012, pag. 12).

(27)

  Raccomandazione 2013/466/UE della Commissione, dell’11 settembre 2013, relativa all’applicazione coerente degli obblighi di non discriminazione e delle metodologie di determinazione dei costi per promuovere la concorrenza e migliorare il contesto per gli investimenti in banda larga (GU L 251 del 21.9.2013, pag. 13).

(28)

Regolamento (UE) 2015/2120 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, che stabilisce misure riguardanti l’accesso a un’Internet aperta e che modifica la direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica e il regolamento (UE) n. 531/2012 relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all’interno dell’Unione (GU L 310 del 26.11.2015, pag. 1).

(29)

Direttiva XXX/AAAA/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del …, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative ai requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi (GU L … del …, pag. …).

(30)

  Direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, sui diritti dei consumatori, recante modifica della direttiva 93/13/CEE del Consiglio e della direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 85/577/CEE del Consiglio e la direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 304 del 22.11.2011, pag. 64).

(31)

  GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1.

(32)

  Regolamento (UE) 2015/758 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, relativo ai requisiti di omologazione per lo sviluppo del sistema eCall di bordo basato sul servizio 112 e che modifica la direttiva 2007/46/CE (GU L 123 del 19.5.2015, pag. 77).

(33)

Direttiva (UE) 2016/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2016, relativa all’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici (GU L 327 del 2.12.2016, pag. 1).

(34)

  Direttiva 2002/77/CE della Commissione, del 16 settembre 2002, relativa alla concorrenza nei mercati delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica (GU L 249 del 17.9.2002, pag. 21).

(35)

  Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati); GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1

(36)

  GU C 369 del 17.12.2011, pag. 14.

(37)

  Regolamento (CE) n. 1211/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Ufficio.

(38)

BEREC (quale modificato)

(39)

  Regolamento (CE) n. xxxx/xxxx del Parlamento europeo e del Consiglio, del [], che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) (GU L []).

(40)

  Raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio, del 12 luglio 1999, relativa alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz (GU L 199 del 30.7.1999, pag. 59).

(41)

  Regolamento (UE) 2015/2120 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, che stabilisce misure riguardanti l’accesso a un’Internet aperta e che modifica la direttiva 2002/22/CE relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica e il regolamento (UE) n. 531/2012 relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all’interno dell’Unione (GU L 310 del 26.11.2015, pag. 1).

(42)

  Direttiva 2013/35/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (ventesima direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) e che abroga la direttiva 2004/40/CE (GU L 179 del 29.6.2013, pag. 1).

(43)

  Raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio, del 12 luglio 1999, relativa alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz (GU L 199 del 30.7.1999, pag. 59).

(44)

  Direttiva 2014/53/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di apparecchiature radio e che abroga la direttiva 1999/5/CE (GU L 153 del 22.5.2014, pag. 62).

(45)

  GU L 201 del 31.7.2002, pag. 37.

(46)

Direttiva XXX/AAAA/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del …, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative ai requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi (GU L … del …, pag. …).

Authors
Top