Quindici nuovi attrattori culturali in Puglia per produrre cultura e lavoro a servizio dei cittadini.

(AGENPARL) - -

L‘assessore Capone: “Cultura è lavoro e i beni culturali presidi contro il degrado delle città e della società. Stiamo già ragionando sulla riapertura del bando”

Quindici progetti per creare innovazione e comunità dentro e intorno ai luoghi. Spazi alla ricerca di futuro che potranno essere ristrutturati e rifunzionalizzati per produrre cultura e lavoro al servizio dei cittadini. Sono i progetti finanziati dall’assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia nell’ambito dell’avviso finalizzato a valorizzare gli attrattori culturali del territorio attraverso l’innovazione degli spazi teatrali e per lo spettacolo dal vivo. Sei milioni e seicento mila euro di investimento regionale per recuperare beni monumentali, ammodernare strutture teatrali, migliorarne l’accessibilità, l’infrastrutturazione tecnologica e, contemporaneamente, promuovere l’innovazione dei processi e contenuti culturali delle imprese che li abiteranno, aiutandole a strutturarsi, a competere sul territorio nazionale e internazionale.

“Cultura è lavoro – ha detto l’assessore regionale Loredana Capone. È un bene primario, come l’aria, come l’acqua. Se non c’è, gli effetti sono devastanti. E i beni culturali sono veri e propri presidi contro il degrado delle città e della società. È per questo che abbiamo messo in campo una grande strategia sui beni culturali: attrattori di cultura e di umanità. Prima ancora che di turismo ed economia. E con i beni culturali vogliamo generare lavoro. È questa la scommessa della Puglia che ha un potenziale enorme di crescita ma prima deve riprendere coscienza di se. Per questo ha bisogno di riappropriarsi dei propri luoghi, di sentirsi parte di un progetto complessivo che, attraverso la cultura, esplora nuovi spazi di discussione, nuovi strumenti di confronto, che guarda alle differenze con la voglia di contaminarsi, costruisce reti di persone. Ecco, allora, qual è l’obiettivo principale di questo bando: valorizzare i luoghi valorizzando le persone, la loro professionalità. L’umanità è il capitale più importante che abbiamo ereditato, salvaguardarla è un diritto e un dovere. È un percorso lungo, che talvolta non dà risultati immediati, ma il futuro è un gomitolo da srotolare centimetro dopo centimetro e, soprattutto, oggi noi abbiamo scelto di affidarlo alle mani dei cittadini. La Regione può essere il contenitore, il telaio. I contenuti, però, dobbiamo deciderli insieme”.

Le risorse stanziate in prima istanza, 4 milioni di Euro, consentivano di finanziare solo nove progetti dei 15 ammessi. A fronte della qualità dei progetti e dell’impegno delle imprese culturali e dei Comuni, la Giunta regionale, su proposta dell’assessore Capone, ha stabilito di aumentare le risorse destinate al bando, finanziando tutti i progetti ritenuti ammissibili. Un processo di infrastrutturazione culturale che doterà la Puglia di innovativi spazi per la produzione e fruizione di spettacolo dal vivo.

Il bando aveva uno sguardo premiante per quei progetti localizzati in aree con meno di 15 mila abitanti o riconosciute nei Sistemi Ambientali e Culturali della Regione Puglia o, ancora, interne vale a dire comuni intermedi, periferici e ultraperiferici. Una premialità volta a potenziare l’animazione delle aree svantaggiate e qualificare e differenziare sempre più l’offerta culturale integrata del Sistema Puglia. I cantieri apriranno a breve.

“Siamo soddisfatti del risultato ottenuto – ha concluso Loredana Capone. Le imprese culturali hanno mostrato capacità progettuali e imprenditoriali e i Comuni disponibilità a mettere in campo il loro patrimonio. La partecipazione ha superato le nostre migliori aspettative al punto che stiamo già ragionando sulla riapertura del bando”.

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