M5s, Anzaldi (Pd): Garante svela voti schedati, intervenga Viminale

(AGENPARL) – Roma, 03 gen 2018 – “L’intervento del Garante della Privacy che ha svelato gli illeciti della piattaforma Rousseau del Movimento 5 stelle fa emergere uno scenario gravissimo da Grande Fratello di Orwell: il voto firmato. La possibilità di associare il numero di telefono, e quindi l’identità del votante, a ogni voto equivale alla schedatura di massa. A questo punto le autorità di controllo, a partire dal ministero dell’Interno di Marco Minniti fino alla magistratura ordinaria, come intendono dare seguito alla denuncia dell’Authority? I tentativi di rassicurazione da parte dei gestori della piattaforma che arrivano dopo 24 ore, fuori tempo massimo, non fanno altro che alimentare dubbi”. Lo scrive su facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi.
“Il primo principio della democrazia – sostiene ancora il deputato dem – è la segretezza del voto, proprio per evitare pressioni, influenze ed eventuali ritorsioni da chi si trova in una oggettiva posizione preminente, come chi gestisce la macchina di un partito (o nel caso di Casaleggio ne è sostanzialmente proprietario). Ora scopriamo che il meccanismo con il quale verrebbero prese (in realtà avallate) tutte le decisioni interne al Movimento 5 stelle è una specie di Matrix dove il figlio del cofondatore, in qualità di titolare della Casaleggio Associati, può controllare tutto e tutti. Ecco svelata la bufala della presunta democrazia a cinque stelle. Una bufala che serve a mascherare quello che è sempre più evidente: in cima ai cinque stelle c’è una casta aziendale che decide su tutto e su tutti, a partire dai candidati al parlamento, senza alcun procedimento democratico, e con chiari conflitti di interesse economici”.
“Lo stesso Casaleggio – prosegue Anzaldi – ha annunciato che i nuovi parlamentari M5s saranno obbligati a finanziare Rousseau con 300 euro al mese, che per l’intera legislatura equivarranno a circa 4,5 milioni di euro. Soldi pubblici che entreranno nelle tasche della Casaleggio Associati. Uno scenario che dovrebbe inquietare innanzitutto commentatori e libera stampa. Un meccanismo ben diverso da quello del Pd, dove il leader viene votato ed eletto da milioni di persone e si confronta in maniera democratica con altri candidati, in una logica di contendibilità della leadership che in Italia non c’è in alcun altro partito”.

Authors
Top