Corte dei Conti: Il Fondo per la competitività e lo sviluppo e le agevolazioni industriali in favore delle imprese operanti in Sicilia

(AGENPARL) – Roma, 18 set 2017 –  La relazione compie una ricognizione generale dei diversi piani gestionali che compongono il fondo, rilevando alcune criticità nella gestione di alcuni di essi.
In particolare, in riferimento all’intervento sui “Progetti di innovazione industriale (PII)”, asse portante della politica “Industria 2015”, si riscontra la mancata attuazione di due dei cinque bandi programmati, causata dall’avvenuta riduzione degli stanziamenti, dalle difficoltà rilevate nei rapporti con le regioni e dalla tardiva messa a disposizione di risorse da parte del Mef. Risulta rilevante il numero di programmi revocati od oggetto di decadenza e sospensione. Viene segnalata la sopravvenuta scadenza, in assenza di proroga, della convenzione con la società in house Invitalia.
Particolarmente significativo è il numero di contenziosi pendenti per alcune politiche (es. “ Incentivi aree sottoutilizzate”, con 1941 vertenze ancora in corso).
Notevole è il ritardo nell’attuazione del programma relativo agli “Interventi nelle aree colpite dagli eventi sismici degli anni 1980–1981” che continua a non vedere una compiuta definizione a 37 anni dal terremoto.
Il piano gestionale relativo alla programmazione negoziata registra per i contratti di programma e i contratti d’area un elevato numero di progetti non attuati, definanziati o oggetto di revoca.
Molto consistenti risultano i residui perenti, a conferma della difficile conciliabilità fra i tempi della politica industriale, i ritardi gestionali registrati, soprattutto in tempi meno recenti, e le norme di contabilità.
La gestione delle misure, inoltre, ha visto nel tempo una progressiva estensione dell’e sternalizzazione nella gestione di quasi tutti i fondi, spesso con una variabilità dei soggetti che ha inciso sull’efficienza dell’azione amministrativa.
Il piano gestionale relativo alle agevolazioni in favore di imprese operanti nelle regioni Valle d’Aosta e Sicilia, specifico oggetto di indagine, rileva un forte ritardo nell’attuazione degli interventi. Il coinvolgimento degli enti territoriali interessati ha, infatti, evidenziato forti limiti nell’attività di concertazione, che si è tradotta nell’approvazione di politiche passive di esenzione fiscali (zone franche urbane) e nel mero scorrimento di graduatorie, a favore peraltro di un unico beneficiario, per i contratti di sviluppo. Ancora in una fase preliminare, infine, la politica di agevolazioni a favore delle imprese sequestrate o confiscate alla criminalità organizzata. Le ridotte movimentazioni finanziarie, di conseguenza, non hanno dato vita ad aspetti gestionali suscettibili di controllo e di analisi di impatto.

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