Arresto cardiaco: il SIS 118 presenta il progetto “Italia cardioprotetta”

(AGENPARL) Roma 5 dicembre – “Italia Cardioprotetta” rappresenta la sfida all’arresto cardiaco improvviso che la Società Italiana Sistema 118 (SIS 118) presenta oggi alla stampa. A questo obiettivo arriveremo per gradi, dichiara Mario Giosuè Balzanelli, Presidente Nazionale SIS 118, intanto con l’avvio a regime, dopo la fase di sperimentazione, dell’insegnamento del Primo Soccorso nella Scuola (art.1, comma 10 della Legge 107/2015), “Usciranno – ogni anno – dalle scuole secondarie di secondo grado ben 500.000 studenti in grado di effettuare correttamente il massaggio cardiaco e la defibrillazione precoce (certificazione BLSD con autorizzazione rilasciata dalle CO118 ), impostazione che assicurerà matematicamente, nei decenni prossimi, la realtà rivoluzionaria secondo cui tutto il popolo Italiano sarà in grado di soccorrere in modo efficace i pazienti in arresto cardiaco. Siamo al lavoro, prosegue Balzanelli,  per sviluppare dinamicamente un piano mirato di cardioprotezione di comunità che, disponendo i defibrillatori semiautomatici (DAE) in punti strategici e assicurando la formazione capillare dei cittadini, coinvolga sempre più la società civile del Paese, negli ambienti di vita e di lavoro, coordinato, nelle fasi di implementazione e di gestione in tempo reale degli eventi di soccorso e quindi delle fasi di rianimazione, dalle CO118 territorialmente competenti. “Il progetto di Italia Cardioprotetta” verrà così proposto da SIS 118 alle autorità istituzionali competenti e concettualmente declinato intanto nei progetti nuovi di “Scuola Cardioprotetta” (un DAE per plesso scolastico) e di “Mobilità Cardioprotetta” (un DAE su ogni mezzo pubblico”). Ma se si voglia contrastare, ancora più efficacemente, questa vera e propria strage quotidiana (una media di 164 deceduti al giorno),  ha dichiarato Balzanelli, occorre portare la cardioprotezione nel cuore dei luoghi dove l’arresto cardiaco maggiormente si presenta in ambito epidemiologico, ossia nei condomini (il 70% di tutti gli arresti cardiaci improvvisi si verifica, infatti, a casa propria). Nonostante alcuni studi condotti all’estero abbiano fornito risultati deludenti in merito (i DAE venivano affidati alle famiglie di infartuati), riteniamo che il modello più capillare, e “di base”, debba essere quello del condominio cardioprotetto, che prevede la presenza in ciascun condominio di un DAE e di almeno 3 – 4 condomini addestrati e certificati BLSD. Abbiamo, con successo, avviato a Taranto, conclude Balzanelli, con il SET 118 della Azienda ASL di Taranto, in collaborazione con le ACLI provinciali di Taranto, il progetto sperimentale di “Home Defibrillation SIS 118”, denominato “Ribatti”, che oggi vede già 10 condomini dotati di DAE, in ciascuno dei quali sono stati addestrati e certificati BLSD 4 cittadini – soccorritori.”

 

 

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