Aifos: “Ripensare la formazione attraverso la verifica dei processi formativi”

(AGENPARL) - Roma,  -

Le analisi della ricerca realizzata dall’Associazione nel 2017 sull’efficacia della formazione alla sicurezza, le riflessioni del convegno di Roma del 6 dicembre e la pubblicazione del Rapporto 2017.

In quanto essenziale per il controllo dei rischi lavorativi, la formazione alla sicurezza deve essere concepita nei luoghi di lavoro come una vera e propria misura di sicurezza, una misura che deve essere efficace per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Infatti la stessa giurisprudenza esprime costantemente nelle proprie pronunce un importante concetto: la formazione non deve solo essere realizzata e documentata ma deve essere “effettiva” ed “efficace”. Un giudice può indagare non solo su cosa sia stato utilizzato in sede formativa, ma soprattutto su quale risultato sia stato raggiunto in pratica, in termini di consapevolezza dei rischi che si corrono sul lavoro. È dunque più che mai necessario ripensare l’intero paradigma della formazione, è importante superare l’inadeguatezza di molta ‘formazione placebo’ che si realizza nel campo della salute e sicurezza del lavoro, per arrivare ad una ‘formazione utile’ non solo per i lavoratori ma per l’intera comunità. E in questo ripensamento della formazione un ruolo importante deve essere assegnato – come ricorda Rocco Vitale, Presidente di AiFOS – alla verifica dell’apprendimento, la “prima evidenza circa il raggiungimento degli obiettivi e dei risultati attesi in termini di conoscenze e competenze acquisite durante il corso”. Proprio per conoscere la situazione dell’efficacia della formazione alla sicurezza in Italia e fare alcune riflessioni sulle esperienze di valutazione degli apprendimenti, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha condotto una ricerca nel 2017 che ha coinvolto 323 persone. Ai compilatori è stata chiesta la valutazione di una specifica azione formativa attuata e conclusa, sollecitandoli ad analizzare l’azione formativa prescelta nelle sue diverse fasi: analisi dei bisogni, progettazione, realizzazione e valutazione. I risultati della ricerca sono stati discussi all’interno del convegno “L’efficacia della formazione alla sicurezza. Rapporto AiFOS 2017” che si è tenuto il 6 dicembre 2017 a Roma e sono stati raccolti nel Rapporto AiFOS 2017, pubblicato sul “Quaderno della Sicurezza” n°4 del 2017.

Come ricordato nel Rapporto AiFOS, la ricerca ha avuto l’obiettivo di far emergere il livello di consapevolezza del formatore sulla fase di valutazione dell’efficacia formativa, un formatore tecnicamente molto preparato, sufficientemente qualificato anche sul versante delle soft skills e della gestione d’aula.

La ricerca ha, tuttavia, rilevato anche una debole capacità di gestione delle fasi cruciali del processo formativo: l’analisi della domanda – azione strategica ai fini di una progettazione formativa incisiva ed effettiva – e la valutazione di efficacia del processo in termini di obiettivi di sviluppo e ricadute organizzative. In questo senso come Associazione AiFOS si vogliono seguire due strade complementari e sinergiche:

– ripensare ad un nuovo paradigma formativo, rivolto ai formatori, che riconsideri l’intero processo riassegnando il giusto valore a tutte le fasi relative:

– perseguire la promozione di un innalzamento culturale e deontologico sempre più capace di integrare gli approcci tecnico-organizzativi con interventi che tengano conto anche del ‘fattore umano’.

Ed è necessario continuare a migliorare l’efficacia degli strumenti di misura del “cosa” rimanga della formazione in termini di contenuti appresi, fermo restando che in tale contesto si impone la necessità di sviluppare metodologie più idonee del semplice test a crocette. Occorre pensare a prove pratiche, simulazioni, colloqui strutturati sul campo e, soprattutto, ad un sistema di monitoraggio continuo che verifichi nel tempo l’applicazione dei comportamenti oggetto della formazione e la caratterizzazione della efficacia formativa, in termini di riduzione di incidenti, di non conformità in un SGSL ed anche della consapevolezza dei lavoratori.

La comunità professionale dei formatori alla sicurezza deve proseguire il proprio cammino di crescita in tre direzioni:

– sviluppo di una pluralità di strumenti, situazioni e contesti che in un certo senso “obblighino” a considerare in modo nuovo non solo i risultati, ma anche i processi attraverso i quali vi si perviene;

– costruzione di un know how e di best practice che potenzino la capacità di autovalutazione del prodotto formativo, ma anche e soprattutto del processo e delle strategie messe in atto;

– promozione di una maggiore consapevolezza da parte di tutti gli attori in gioco (enti formativi, consulenti, aziende, istituzioni), e di una nuova epistemologia della formazione alla sicurezza che consideri le persone in apprendimento come soggetti attivi, co-costruttori del loro sapere. È bene poi sottolineare ancora che la formazione è un processo in cui le prime fasi di individuazione degli obiettivi e di analisi dei fabbisogni sono strettamente connesse all’ultima fase, quella di valutazione. “E la valutazione – come ricorda Francesco Naviglio, Segretario Generale di AiFOS – è proprio “il momento conclusivo di un processo formativo e ha la funzione di regolarlo e ottimizzarlo. La valutazione, quindi, si sviluppa attraverso un’attività di monitoraggio per passare attraverso un’attività di verifica, basandosi sulla raccolta e sull’analisi di dati, il più possibile oggettivi”. La verifica dell’efficacia deve riguardare tutte le fasi del processo formativo: l’analisi dei fabbisogni; macro e mini progettazione; l’erogazione; le performance dei docenti; il livello di apprendimento e di soddisfazione dei partecipanti ai corsi; la ricaduta della formazione erogata sulle attività e sui comportamenti dei discenti. Insomma, conclude Francesco Naviglio, “la formazione è un processo serio e fondamentale, specialmente nella salute e sicurezza sul lavoro, ed è anche un’area di investimento aziendale”. Un’area che richiede dunque una “valutazione accurata, sia a scopo giustificativo dell’investimento stesso che al fine di garantire al progetto, nel suo arco di vita, un elevato livello di efficacia”.

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Aifos: “Ripensare la formazione attraverso la verifica dei processi formativi”

(AGENPARL) - Roma,  -

Le analisi della ricerca realizzata dall’Associazione nel 2017 sull’efficacia della formazione alla sicurezza, le riflessioni del convegno di Roma del 6 dicembre e la pubblicazione del Rapporto 2017.

In quanto essenziale per il controllo dei rischi lavorativi, la formazione alla sicurezza deve essere concepita nei luoghi di lavoro come una vera e propria misura di sicurezza, una misura che deve essere efficace per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Infatti la stessa giurisprudenza esprime costantemente nelle proprie pronunce un importante concetto: la formazione non deve solo essere realizzata e documentata ma deve essere “effettiva” ed “efficace”. Un giudice può indagare non solo su cosa sia stato utilizzato in sede formativa, ma soprattutto su quale risultato sia stato raggiunto in pratica, in termini di consapevolezza dei rischi che si corrono sul lavoro. È dunque più che mai necessario ripensare l’intero paradigma della formazione, è importante superare l’inadeguatezza di molta ‘formazione placebo’ che si realizza nel campo della salute e sicurezza del lavoro, per arrivare ad una ‘formazione utile’ non solo per i lavoratori ma per l’intera comunità. E in questo ripensamento della formazione un ruolo importante deve essere assegnato – come ricorda Rocco Vitale, Presidente di AiFOS – alla verifica dell’apprendimento, la “prima evidenza circa il raggiungimento degli obiettivi e dei risultati attesi in termini di conoscenze e competenze acquisite durante il corso”. Proprio per conoscere la situazione dell’efficacia della formazione alla sicurezza in Italia e fare alcune riflessioni sulle esperienze di valutazione degli apprendimenti, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha condotto una ricerca nel 2017 che ha coinvolto 323 persone. Ai compilatori è stata chiesta la valutazione di una specifica azione formativa attuata e conclusa, sollecitandoli ad analizzare l’azione formativa prescelta nelle sue diverse fasi: analisi dei bisogni, progettazione, realizzazione e valutazione. I risultati della ricerca sono stati discussi all’interno del convegno “L’efficacia della formazione alla sicurezza. Rapporto AiFOS 2017” che si è tenuto il 6 dicembre 2017 a Roma e sono stati raccolti nel Rapporto AiFOS 2017, pubblicato sul “Quaderno della Sicurezza” n°4 del 2017.

Come ricordato nel Rapporto AiFOS, la ricerca ha avuto l’obiettivo di far emergere il livello di consapevolezza del formatore sulla fase di valutazione dell’efficacia formativa, un formatore tecnicamente molto preparato, sufficientemente qualificato anche sul versante delle soft skills e della gestione d’aula.

La ricerca ha, tuttavia, rilevato anche una debole capacità di gestione delle fasi cruciali del processo formativo: l’analisi della domanda – azione strategica ai fini di una progettazione formativa incisiva ed effettiva – e la valutazione di efficacia del processo in termini di obiettivi di sviluppo e ricadute organizzative. In questo senso come Associazione AiFOS si vogliono seguire due strade complementari e sinergiche:

– ripensare ad un nuovo paradigma formativo, rivolto ai formatori, che riconsideri l’intero processo riassegnando il giusto valore a tutte le fasi relative:

– perseguire la promozione di un innalzamento culturale e deontologico sempre più capace di integrare gli approcci tecnico-organizzativi con interventi che tengano conto anche del ‘fattore umano’.

Ed è necessario continuare a migliorare l’efficacia degli strumenti di misura del “cosa” rimanga della formazione in termini di contenuti appresi, fermo restando che in tale contesto si impone la necessità di sviluppare metodologie più idonee del semplice test a crocette. Occorre pensare a prove pratiche, simulazioni, colloqui strutturati sul campo e, soprattutto, ad un sistema di monitoraggio continuo che verifichi nel tempo l’applicazione dei comportamenti oggetto della formazione e la caratterizzazione della efficacia formativa, in termini di riduzione di incidenti, di non conformità in un SGSL ed anche della consapevolezza dei lavoratori.

La comunità professionale dei formatori alla sicurezza deve proseguire il proprio cammino di crescita in tre direzioni:

– sviluppo di una pluralità di strumenti, situazioni e contesti che in un certo senso “obblighino” a considerare in modo nuovo non solo i risultati, ma anche i processi attraverso i quali vi si perviene;

– costruzione di un know how e di best practice che potenzino la capacità di autovalutazione del prodotto formativo, ma anche e soprattutto del processo e delle strategie messe in atto;

– promozione di una maggiore consapevolezza da parte di tutti gli attori in gioco (enti formativi, consulenti, aziende, istituzioni), e di una nuova epistemologia della formazione alla sicurezza che consideri le persone in apprendimento come soggetti attivi, co-costruttori del loro sapere. È bene poi sottolineare ancora che la formazione è un processo in cui le prime fasi di individuazione degli obiettivi e di analisi dei fabbisogni sono strettamente connesse all’ultima fase, quella di valutazione. “E la valutazione – come ricorda Francesco Naviglio, Segretario Generale di AiFOS – è proprio “il momento conclusivo di un processo formativo e ha la funzione di regolarlo e ottimizzarlo. La valutazione, quindi, si sviluppa attraverso un’attività di monitoraggio per passare attraverso un’attività di verifica, basandosi sulla raccolta e sull’analisi di dati, il più possibile oggettivi”. La verifica dell’efficacia deve riguardare tutte le fasi del processo formativo: l’analisi dei fabbisogni; macro e mini progettazione; l’erogazione; le performance dei docenti; il livello di apprendimento e di soddisfazione dei partecipanti ai corsi; la ricaduta della formazione erogata sulle attività e sui comportamenti dei discenti. Insomma, conclude Francesco Naviglio, “la formazione è un processo serio e fondamentale, specialmente nella salute e sicurezza sul lavoro, ed è anche un’area di investimento aziendale”. Un’area che richiede dunque una “valutazione accurata, sia a scopo giustificativo dell’investimento stesso che al fine di garantire al progetto, nel suo arco di vita, un elevato livello di efficacia”.

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