Ravenna, Alisei Ong Onlus: rettifica articolo del 15 ottobre 2015

(AGENPARL) – Ravenna, 18 ott 2015 – In merito ad un nostro lancio del 15/10/2015 dal titolo “Ravenna la truffa dell’autocostruzione Assistita, la Alisei Ong Onlu fa presente tale articolo riporta una serie di affermazioni false e fuorvianti nei nostri confronti.

Si premette che Alisei Ong Onlus è una organizzazione non governativa (senza fini di lucro) che opera da 29 anni nel campo della cooperazione internazionale e dell’aiuto umanitario, avendo realizzato oltre 500 progetti in 46 Paesi del Sud e del Nord del mondo a favore della tutela dei diritti umani, della sicurezza alimentare e della difesa ambientale con il contributo di numerosi donatori pubblici (Commissione Europea, Ministero degli Affari Esteri, Nazioni Unite, etc.) e privati.

Si premette inoltre che Alisei Ong Onlus ha una lunga esperienza della metodologia dell’autocostruzione, sperimentata all’estero in progetti di cooperazione allo sviluppo ed ha promosso con attività di sensibilizzazione e divulgazione la sua sperimentazione in Italia. Alisei Ong non ha invece mai gestito alcun cantiere di autocostruzione in Italia né ha mai ricevuto alcun finanziamento che sia in relazione con la gestione di cantieri di autocostruzione in Italia.

Tanto premesso si precisa che:

  1. Sono false e prive di qualsiasi fondamento le vostre affermazioni circa l’esistenza di “società collegat(e) con la Ong” o circa inesistenti “deleghe” a “Srl”. Tali affermazioni sono anche assurde al limite del ridicolo, dato che un’associazione non potrebbe neanche in linea teorica avere “società collegate”.

  2. Falsa e priva di qualsiasi fondamento è l’affermazione secondo cui “Alisei Ong” avrebbe come da voi asserito “costituito insieme a Legacoop una società dal nome Sotto il Tetto”

  3. Falso e privo di qualsiasi fondamento è che Alisei Ong abbia “rilevato in almeno due occasioni …i cantieri avviati e abbandonati dalla “propria filiazione giuridica””.

4) Gravemente diffamatorie dell’onorabilità e dell’immagine di Alisei Ong sono le altre affermazioni da voi pubblicate: “Alisei Ong ha un ruolo attivo nella truffa edilizia perpetrata nei confronti di 250 famiglie” dato che, oltre a riportare notizie del tutto false, viene anche creata la falsa apparenza dell’esistenza di illeciti o di comportamenti antigiuridici, come risulta anche dal titolo chiaramente diffamatorio dell’articolo, che asserisce apoditticamente l’esistenza di una “truffa dell’autocostruzione assistita” cui viene associato il nome di Alisei Ong.

Con riguardo al caso di Filetto si precisa che Alisei Ong Onlus il 5/6/2013 ha diffidato il sig. Mattioli, ex presidente della cooperativa, perché si astenesse dal diffondere informazioni false e calunniose (la diffida è visibile sul sito web della Ong) e, a seguito del persistere di questa azione diffamatoria, alimentata via web e via email con dovizia di affermazioni false, fantasiose e diffamatorie (cui anche il vostro articolo è palesemente riconducibile), lo ha querelato.

In particolare Alisei Ong Onlus ha presentato atto di denuncia querela nei confronti del sig. Mattioli in data 6/3/2014 e successivamente in data 28/11/2014 con istanza di riunione allo stesso procedimento penale in data 9/2/2015 con integrazione a settembre 2015.

Si fa presente che il sig Matteo Mattioli è persona attualmente sottoposta ad indagine per le gravi diffamazioni rivolte nei confronti della nostra associazione.

Alisei Ong Onlus ha già dovuto smentire in precedenza diversi “articoli” su altri siti web, analoghi a quello da voi pubblicato e sempre alimentati – con dovizia di affermazioni false e con consapevole intento diffamatorio – dal sig. Mattioli, ottenendo a seguito delle informazioni fornite, le dovute rettifiche.

Con riferimento in ultimo alla farneticante interrogazione del 2013 di alcuni senatori del Movimento 5Stelle che riportava una serie di affermazioni completamente false e gravemente diffamatorie, ancora una volta alimentate dal Mattioli, Alisei Ong ha già risposto nelle sedi competenti, smentendo punto per punto le gravi affermazioni del testo dell’interrogazione, e ha dato mandato ai propri legali di verificare l’esistenza di responsabilità perseguibili in sede giurisdizionale.

Authors
Top