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(AGENPARL) - Roma, 4 feb - Le Commissioni Cultura e Trasporti si sono espresse oggi sullo schema di decreto legislativo per il recepimento delle direttive comunitarie sui Servizi di media audiovisivi: parere favorevole con condizioni e osservazioni.
Parere che doveva arrivare ieri, e che invece è slittato a causa dei tempi lunghi del dibattito. Nella seduta di ieri, infatti, ampio spazio è stato dedicato alla discussione della tematica Internet a seguito della richiesta di stralcio dei relativi articoli avanzata dal Pd, che ha sostenuto che il provvedimento tenta di introdurre un "controllo all'origine" sui contenuti e una sorta di "schedatura" che non giova né alla libertà di espressione né a quella di mercato.
Al Pd si è associato anche l'on. Murgia (Pdl), definendo "inutilmente difficile e burocratico il tentativo di operare un controllo preventivo su strumenti quali Facebook o You tube", come sembrerebbe voler fare il d.lgs. tramite l'introduzione della responsabilità editoriale e di una dichiarazione di inizio attività per i gestori di piattaforme su Internet. D'accordo anche l'on. Crosio (Lnp), secondo cui è improprio equiparare il web e la televisione, poiché i soggetti attivi su Internet operano in modo radicalmente diverso.
Il viceministro allo sviluppo economico Romani, presente al dibattito in Commissione, ha preso atto delle critiche e ha ribadito che il Governo non ha mai avuto l'intenzione di "mettere le mani su Internet" né di porre restrizioni a soggetti quali i social network, i blog e gli altri strumenti di comunicazione della rete.
Altro tema di rilievo quello delle quote cinema, sul quale in viceministro Romani aveva precedentemente manifestato la disponibilità del Governo a modificare il decreto in accordo con le esigenze dei soggetti interessati. Gli on. Crosio e De Biasi hanno auspicato un ripristino delle forme di sostegno vigenti e non previste nel decreto, allo scopo di mantenere la competitività internazionale della produzione italiana.
L'on. De Biasi ha affrontato anche il problema dei minori, chiedendo "maggiore chiarezza in merito alle fasce d'età cui ci si vuole rivolgere" e proponendo che alle famiglie vengano forniti strumenti a sostegno dell'autoregolamentazione, quali il parental control e segnalazioni visive e acustiche durante le trasmissioni.
Da più parti sono state mosse critiche allo schema di decreto relativamente alla mancata definizione di quote, tempi e tetti del product placement (pubblicità occulta) e al fatto che la disciplina di questo istituto sia stata affidata interamente all'autoregolazione dei soggetti interessati. L'on. Monai (Idv) ha chiesto un maggiore coinvolgimento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per evitare il rischio di un decadimento del livello qualitativo dei programmi televisivi per effetto del condizionamento esercitato dai committenti dell'inserimento dei prodotti.
glo
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