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(AGENPARL) - Roma, 4 feb - Approvato ieri alla Camera il testo unificato delle proposte di legge in materia di "legittimo impedimento a comparire in udienza". Ovvero il primo "scudo" per il premier e i ministri in attesa di un lodo Alfano bis per via costituzionale o del ripristino dell'immunità parlamentare. La maggioranza ha votato compatta a favore del provvedimento, che ha ottenuto 316 voti a favore, 239 i contrari e 40 gli astenuti. Oltre a Pdl e Lega, hanno detto sì Movimento per l'autonomia, NoiSud e Partito repubblicano. Contrari il Pd, l'Allenza per l'Italia di Francesco Rutelli e l'Idv. L'Udc, come annunciato nei giorni scorsi si è astenuta, assieme a Svp e Liberaldemocratici. Il testo passerà ora all'esame del Senato, il cui via libera dovrebbe arrivare entro due settimane.
Il provvedimento approvato stabilisce che il premier e i ministri possono ottenere il rinvio dei processi in cui sono imputati, perchè legittimamente impediti dalle attività di governo a comparire in tribunale. È sufficiente che la presidenza del Consiglio attesti l'esistenza di questo impedimento, perché il giudice rinvii il processo ad altra udienza: ogni rinvio può estendersi fino a 6 mesi, per un totale di 18 mesi.
In aula, Bersani e di Pietro si sono scagliati duramente contro il testo. Il segretario del Pd ha definito il legittimo impedimento "una corsa dissennata, una scialuppa in attesa del bastimento della legge costituzionale e del barcone del processo breve". "Berlusconi - ha aggiunto - dovrebbe affrontare a viso aperto la situazione", come fanno "tutti i nostri amministratori e governanti".
Netta la risposta della maggioranza, secondo la quale il legittimo impedimento va inserito in una vicenda storica e politica più ampia, che si dipana da molti anni a questa parte. Questo il parere di Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, che ha denunciato l'utilizzo politico della giustizia a partire dagli anni '70. "L'introduzione dell'istituto del legittimo impedimento - dice ancora Cicchitto - mira a superare il conflitto tra la tutela dell'attività del presidente del Consiglio e dei membri del Governo, legittimata dall'indicazione popolare attraverso il voto, e l'attività giurisdizionale diretta ad accertare la responsabilità delle stesse cariche istituzionali per eventuali reati». Sulla stessa linea il capogruppo della Lega Nord, Roberto Cota, che ha sottolineato come la legge serva a "garantire che il Governo possa occuparsi, nello svolgimento del suo mandato, dei problemi del Paese". Il Guardasigilli Alfano ha respinto con decisione le critiche che definiscono il legittimo impedimento una leggina ad uso e consumo del premier. "Resto convinto - ha dichiarato - che serve ad assicurare il diritto a governare da parte di chi ha vinto le elezioni. Non di tratta, quindi, di un privilegio, ma di legittimo diritto a sottoporsi al processo senza che tale processo impedisca di governare".
La posizione più controversa è stata quella dell'Udc, la cui astensione non ha mancato di suscitare critiche anche nella seduta di ieri. Il leader del partito ha difeso la coerenza della propria scelta dichiarando: "Vogliamo far cadere l’alibi di una maggioranza che non rende mai conto del suo operato e non si assume le proprie responsabilità perché si trincera dietro la persecuzione contro Berlusconi. Bersani pone giustamente le questioni del lavoro e della crisi, ma se non si sgombra il campo dal macigno del problema giustizia del premier, non si fa alcuna riforma e non si costringe il governo a rispondere al Paese".
glo
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