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(AGENPARL) - Roma, 3 feb - Enti locali e regioni: è cominciato ieri nelle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio alla Camera, in sede referente, l'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge che prevede alcune correzioni alle disposizioni della legge Finanziaria 2010 relative all'organizzazione degli Enti locali.
Il provvedimento, volto a una riorganizzazione ottimale delle amministrazioni e al contenimento delle spese, è firmato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e da Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione, Umberto Bossi, ministro per le Riforme per il Federalismo, Roberto Maroni, ministro dell'Interno, Giulio Tremonti, ministro dell'Economia e Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti con le Regioni.
Sono intervenuti i due relatori, l'on. Giuseppe Calderisi (Pdl) per la Commissione Affari Costituzionali e l'on. Massimo Bitonci (Lnp) per la Commissione Bilancio. "Viene estesa - afferma Calderisi - anche ai consigli provinciali la riduzione del 20 per cento del numero dei componenti già prevista dalla legge finanziaria per i consigli comunali". Slittano al 2011, secondo quanto prevede il provvedimento, le riduzioni dei consigli elettivi e altre misure già previste dalla legge finanziaria 2010, come la limitazione del numero massimo degli assessori comunali e provinciali, la soppressione delle circoscrizioni comunali, la possibilità da parte del sindaco, nei comuni con meno di 3.000 abitanti, di delegare l'esercizio delle proprie funzioni a non più di due consiglieri comunali invece che nominare degli assessori, la soppressione della figura del direttore generale.
All'articolo 3, illustra il relatore, si pone un tetto agli emolumenti percepiti dai consiglieri regionali "in modo tale che non eccedano complessivamente, in alcun caso, l'indennità spettante ai membri del Parlamento". Il tetto entrerà a regime, conclude Calderisi, "a decorrere dal primo rinnovo del consiglio regionale successivo alla data di entrata in vigore del decreto legge".
"Per quanto concerne i profili finanziari del provvedimento - assicura Massimo Bitonci - segnalo che la relazione tecnica evidenzia che le disposizioni recate dal decreto-legge non comportano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, né minori entrate".
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