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SARA DELLABELLA - Marco Cappato è il candidato Presidente della Regione Lombardia per la Lista Bonino – Pannella. L’agenParl l’ha intervistato a poche settimane dal voto.
I radicali alle prossime elezioni, promettono di giocare un ruolo da leoni. L'avvio della campagna di "Emmatar" ne è una dimostrazione ...
Siamo condannati alla fantasia anche perché il regime italiano -e non parlo solo di Berlusconi- chiude sempre di più ogni spazio. Ma rischia di non bastare. Anche le regole minime sulla raccolta delle firme per presentare le liste vengono calpestate. Nessuno è informato delle modalità per firmare, ed è probabile che in molte regioni ci sarà impedito di presentare la Lista Bonino-Pannella. Proprio come accade nelle dittature.
Cappato, lei sarà il candidato della lista Bonino-Pannella in Lombardia, non rischiate di creare problemi al candidato Pd, Penati?
Berlusconi e Bossi avevano promesso 15 anni fa una rivoluzione liberale
e federalista. Oggi la gente si trova con più tasse, più Stato (anche se in versione "locale") e un localismo fondato sulla paura e sulla chiusura. La Lista Bonino-Pannella, come i dati delle elezioni europee hanno mostrato, se si presenta in autonomia può parlare anche all'elettorato deluso del centrodestra, che per Penati non avrebbero comunque mai votato.
Qual è il modello che Cappato propone per la regione Lombardia?
Il modello istituzionale è quello americano e svizzero, basato sul candidato, cioè sulla persona, invece che sui partiti, sui referendum locali invece che sui comitati d'affari. Il modello politico è quello di una regione laica, liberale ed europea, soprattutto sulla sanità e i diritti: aborto, eutanasia, fecondazione assistita. Il blocco clericale va mandato a casa. L'altra grande priorità è quella ambientale: la Lombardia soffoca mentre si costruiscono nuove autostrade e si consuma il poco suolo rimasto. Gli investimenti andrebbero concentrati sul trasporto pubblico e sulle ferrovia, per un regione policentrica che torni a muoversi e a respirare.
Quali sono le priorità per una regione che si prepara ad ospitare l'Expo, dove sembra che anche la mafia abbia messo gli occhi?
Se invece dei grandi progetti si privilegiassero scelte di
riqualificazione ambientale, di rottamazione dell'edilizia post-bellica
non di qualità, ci sarebbero forse meno affaristi che ci mangiano sopra,
ma il beneficio per i cittadini sarebbe certo. Quanto alla mafia, più
tardiamo a legalizzare le droghe e più crescerà il potere finanziario e
di corruzione che le nostre leggi continuano a regalare alla criminalità
politica e comune di tutto il mondo.
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