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(AGENPARL) - Roma, 1 feb - 6,3 miliardi di euro: secondo i dati Bankitalia e Istat elaborati e diffusi oggi dalla Fondazione Leone Moressa è il valore delle rimesse che gli immigrati hanno inviato nel 2008 dall'Italia nei Paesi d'origine.
"Nei flussi delle rimesse si legge l'anima, lo spirito e il futuro di queste persone. - aveva detto il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel corso della convention 'Generazione Pdl' ad Arezzo lo scorso 23 gennaio - Se uno guarda quanti soldi gli immigrati mandano in patria ha un dato diverso rispetto al loro numero". Si tratta di un business che rende il nostro Paese uno dei cinque mercati più proficui del mondo per le quattro maggiori società di money transfer a livello globale, ovvero Western Union, Money-Gram, Coinstar e Ria Financial Services.
La Cina, con ben 1,5 miliardi di euro, è il Paese che beneficia più delle rimesse. Seguono Filippine con 922 milioni, Romania 768 milioni e Marocco con 333 milioni.Le regioni italiane dalle quali gli immigrati inviano più denaro sono il Lazio con 1,7 miliardi di euro e la Lombardia con 1,3 miliardi. Significativo il ranking provinciale delle rimesse procapite: con 14.858 euro primeggia Prato, grazie alla comunità cinese che conta ben 30 mila persone su 180 mila abitanti totali. Segue Roma distanziata con 5.287 euro
Anche la Spagna fa i conti con il fenomeno delle cospicue rimesse di immigrati: dal paese iberico, secondo uno studio dell'Osservatorio Permanente dell'Immigrazione, escono attraverso canali "informali", senza controlli, né garanzie, il 20% delle rimesse, pari a 1,7 miliardi di euro. Il dato relativo all'Italia non è conosciuto.
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